logo
Visit Us

micamera.com --- the photobookstore



This post is also available in: Eng

lun mar mer gio ven sab dom
1
PET THERAPY – Gli animali fotografati 10:00
PET THERAPY – Gli animali fotografati @ Micamera
PET THERAPY - Gli animali fotografati @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
PET THERAPY Gli animali fotografati Micamera, 1-30 giugno 2018     L’uomo vede nell’animale una parte di sé e una rappresentazione della sua relazione con il mondo; per questo lo ritrae a volte come vero amico, altre volte come uno strumento, o un essere nobile, o una bestia mostruosa… Ci sono innumerevoli occasioni per fotografare gli animali. Qualcuno lo fa a scopo di ricerca, per documentare le creature cui ci siamo affezionati, per suscitare emozioni o creare un’opera d’arte… Protagonisti delle nostre fotografie non sono solo cani e gatti , ma anche mucche, cervi e porcellini d’India, tutti insieme per contribuire al grande bestiario fotografico del mondo. Micamera propone una selezione di volumi dedicati al mondo degli animali visti attraverso l’obiettivo dei fotografi. Opere contemporanee, vecchi titoli riscoperti e curiosità ‘bestiali’ nelle pagine dei libri. autori: Martin Usborne, Lous Martens, Lukas Felzmann, Wilma Urskainen, Nico Baumgarten, George Shiras, Hironori Akutagawa, Michael Vanden Eechhoudt, Erik Kessels, Garry Winogrand, Candida Höfer, Andrea Alessio, Stephen Gill, Peter Sutherland, Les Krims, William Eggleston, Gregory Crewdson, Stefano Carnelli. L’esposizione dei libri, a cura di Flavio Franzoni e Sofia Masini, può essere visitata dal 1 al 30 giugno Micamera via Medardo Rosso 19 – 20159 Milano orari: mer-sab 10-13 e 16-19 oppure su appuntamento I libri sono disponibili per l’acquisto in libreria o sul sito per raggiungerci: metro lilla ISOLA, metro verde GARIBALDI (uscita via Pepe), metro gialla ZARA
Milano e la notte: urban walk con Urbiquity 18:30
Milano e la notte: urban walk con Urbiquity
Milano e la notte: urban walk con Urbiquity
   Pablo Conejo, La Notte Milano e LA NOTTE Urban walk con Urbiquity (Stefano Carnelli, Pablo Conejo and Mattias Malk) La Notte (1961), film culto di Michelangelo Antonioni, costituisce una formidabile testimonianza degli sconvolgimenti urbani e sociali della Milano del boom economico, una città oggetto di violente trasformazioni in cui la scomparsa della campagna e dei luoghi della memoria fanno da sfondo al disagio dei protagonisti. Sono molte le similitudini con la crescita urbana e i cambiamenti sociali della Milano dell’ultimo decennio, con il suo paesaggio urbano in continuo cambiamento e una società sempre più complessa e frammentata. Come e quanto è cambiata Milano dagli anni ‘60 a oggi? Ci troviamo di fronte allo stesso modello di città presentata da Antonioni? Prendendo La Notte come spunto, Urbiquity propone un laboratorio di analisi sociologico-urbano della Milano contemporanea utilizzando la combinazione tra fotografia e urban walk come metodologia di ricerca. Il programma, strutturato in due giornate, prende il via con un urban walk fotografico serale attraverso le location più significative de La Notte per analizzare le tematiche socio-urbanistiche suggerite dal film e la loro trasposizione nella Milano contemporanea. Durante questo percorso i partecipanti sono invitati a realizzare un progetto fotografico sul tema della città in cambiamento con il supporto di professionisti del settore. Il giorno successivo prevede una sessione di editing, discussione e presentazione dei progetti realizzati nella galleria-libreria Micamera. Milano nel film di Antonioni, vedi il film a questo link Il workshop si rivolge a tutti coloro, professionisti e non, che sono interessati a comprendere la città attraverso la fotografia. Urbiquity è una piattaforma d’investigazione urbana fondata da Stefano Carnelli, Pablo Conejo e Mattias Malk. Attraverso un approccio multidisciplinare, Urbiquity si pone l’obiettivo di esplorare le molteplici identità della città globale, proponendo nuove forme d’intrepretare la complessità del contesto urbano in cui viviamo. Partecipanti – max 15 persone Programma: venerdì 1 Giugno 18:30 – 22:30 – Presentazione del workshop, Urban Walk e realizzazione dei progetti individuali sabato 2 Giugno 10:00 – 13:00 – Presentazione e discussione dei risultati del workshop mercoledì 20 giugno 19:00– Incontro aperto presso la Fondazione Stelline. In quest’occasone, Stefano Carnelli del collettivo Urbiquity parlerà di Milano e delle recenti trasformazioni urbane, presentando anche i risultati della passeggiata serale. Gli appuntamenti sono parte del Public Program che accompagna la mostra di Michael Wolf Life in Cities presso la Fondazione Stelline di Milano (dal 10 maggio al 22 luglio, info a questo link – bookshop e  Public program a cura di Giulia Zorzi / Micamera) Quota di partecipazione: 100€ info e prenotazioni: Giulia Zorzi o Guya Manzoni: [email protected] / 02 4548 1569 / 335 6817 917 * I partecipanti si incontreranno presso Micamera (Via Medardo Rosso, 19, 20159 Milano) il 1 Giugno alle 18:00
2
3
4
5
6
CINESERIE: Jacopo Benassi e Ilaria Turba 17:00
CINESERIE: Jacopo Benassi e Ilaria Turba @ Frigoriferi Milanesi
Giu [email protected]:00–18:00
CINESERIE: Jacopo Benassi e Ilaria Turba @ Frigoriferi Milanesi | Milano | Lombardia | Italia
  mercoledì 6 giugno alle ore 17:00 presso Frigoriferi Milanesi Cineserie: incontro con Ilaria Turba e Jacopo Benassi       JACOPO BENASSI ‘MEIWO’ UNA STORIA DA GUANGZHOU               Nel 2013 Jacopo Benassi trascorre un mese a Guangzhou (Canton), megalopoli cinese situata nella più grande conurbazione metropolitana del mondo (Pearl River Delta Mega City, 46,5 milioni di abitanti) e si fa strada abbagliando con il flash l’atmosfera opaca di una città sepolta dai grattacieli. Un moderno e reale racconto alla Blade Runner punteggiato dagli incontri con uomini conosciuti su chat gay e lo sguardo di Benassi, che passa dall’orizzonte al dettaglio nascosto con la stessa spontanea disinvoltura, dipinta come sempre in bianco e nero. Nel riflesso dei giganteschi palazzi, le immancabili ciabatte. Jacopo Benassi (La Spezia, 1970) collabora con diversi magazine ed è autore di varie campagne pubblicitarie. Ha partecipato a moltissime mostre ed eventi – anche presso la Tate di Londra, il Palais de Tokyo a Parigi, l’Istituto di Cultura Italiana a Londra – e pubblicato diversi libri. Ricordiamo The Ecology of Image (1861 United, 2009), Gli aspetti irrilevanti con Paolo Sorrentino (Mondadori, 2016) e The Eyes Can See What The Mouth Cannot Say (Peperoni Books, 2017) Collabora con registi e scrittori come Paolo Sorrentino, Daniele Ciprì, Asia Argento e Maurizio Maggiani; ha gestito la programmazione culturale di un celebre circolo a La Spezia, si occupa di musica, videoarte e performance. Dal 29 maggio è in mostra insieme a Vanessa Beecroft, Roger Ballen e Dan Graham presso la galleria Francesca Minini. Collabora stabilmente con Micamera, che ne ha curato e prodotto una mostra e un libro. ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::       ILARIA TURBA: STORIE DI ITALIANI DI ORIGINE CINESE                       A fargli da controcanto è Ilaria Turba con due storie a oggi mai raccontate, che hanno fatto da incubatore di progetti più grandi: Figli degli Altri, il primo progetto fotografico in Italia sulle seconde generazioni (esposto in piazza San Carlo a Torino nel 2008: una mostra promossa e curata dalla Fondazione Giovanni Agnelli con il patrocinio della Città di Torino) e Dare Faccia, che sempre nel 2008 ha raccontato, per la città di Sesto San Giovanni, le nuove professioni della comunità cinese a Milano, svelandone, con un gioco d’immagini, gli stereotipi. Le storie di Matteo e Caterina, italiani di origine cinese, testimoniano il modo in cui l’autrice usa la fotografia come strumento di riflessione dell’immagine di sé e dialogo tra persone. Ilaria Turba (Como, 1978) è un’artista visiva che utilizza come media privilegiati la fotografia, il video e l’animazione per la creazione di opere, installazioni, progetti site specific e progetti di comunicazione. I suoi lavori sono il risultato di un percorso personale che intreccia sperimentazione visiva con altre discipline: scienze sociali, arti performative e storia orale, spesso in collaborazione con altri artisti, artigiani e professionisti. Le tematiche principali del suo percorso sono: identità e immaginari collettivi, rapporto tra presente e memoria attraverso oggetti, fotografie, storie e luoghi. I suoi progetti sono stati presentati in Musei, Teatri e Festival in Italia e all’estero, tra cui: Centre Pompidou, Parigi ; Castello di Rivoli, Torino; Brooklyn Children’s Museum, New York; Museo della Triennale, Milano; Museo Fotografia Contemporanea, Milano; Museo Diffuso della Resistenza, Torino (I); m.a.x. museo, Chiasso (CH); Festival Filosofia di Modena; Festival Videoformes, Clermont-Ferrand (FR); Festival Fotografia Europea, Reggio Emilia. A fine 2016 è uscito il suo primo libro fotografico JEST per l’editore berlinese Peperoni Books; a gennaio 2018 il museo l’Atelier di Nantes (FRA) ha esposto la prima mostra monografica di JEST.   ::::::::::   Questo incontro è organizzato in collaborazione con Giulia Zorzi / Micamera nell’ambito di CINESERIE, programmazione di eventi in occasione di THE SZECHWAN TALE. China, Theatre and History, la nuova mostra di FM Centro per l’arte contemporanea a cura di Marco Scotini. La mostra è aperta fino al 15 luglio 2018 ingresso gratuito, orari: dal mercoledì al venerdì 17.00-22.00, sabato e domenica 11.00-18.00    
Michael Nyman: Tre partiture urbane 19:00
Michael Nyman: Tre partiture urbane @ Fondazione Stelline
Giu [email protected]:00–20:30
Michael Nyman: Tre partiture urbane @ Fondazione Stelline | Milano | Lombardia | Italia
  mercoledì 6 giugno alle ore 19 MICHAEL NYMAN Tre partiture urbane. Immagini e musica ingresso libero Michael Nyman, uno dei più innovativi musicisti del nostro tempo che, parallelamente all’attività musicale, si dedica da tempo alla fotografia e alla regia, presenterà tre opere che intrecciano in modi diversi suoni e immagini della città. Teorico del minimalismo musicale, che prima cerca la semplificazione poi insegue la complessità, da oltre vent’anni realizza cortometraggi e mediometraggi in cui sperimenta le forme del cinema. Suo è anche il nuovo genere cinematografico ibrido: il «film con musica” ovvero installazioni nella quale musica, cinema e performance si trovano a confluire all’interno di un’unica cornice. Le sue sperimentazioni cinematografiche sono “un caleidoscopio di fotogrammi eterogenei. Un diario della dissonanza, sulle cui pagine si incontrano tanti appunti visivi. Momenti autobiografici. E brandelli di cronaca». Tra i suoi lavori più importanti ricordiamo “War Work: 8 Songs with Film” e “NYman with a movie camera”. Molti dei suoi progetti sono stati esposti in mostre personali e collettive in diverse città: Londra, Edimburgo, Parigi, Berlino, Roma, Miami, Boston e Città del Messico. Le performance serali al Miami Art Fair sono state seguite da migliaia di persone, così come alla presentazione per un pubblico esclusivo alla Zona Maco Art Fair di Città del Messico, all’Odessa Film Festival in Ucraina, a Boston, a Dublino, in Polonia, in altri Paesi europei e negli Stati Uniti. I lavori videoinstallativi di Nyman sono stati esposti in musei come il Tate Modern di Londra, il Reina Sophia Museum di Madrid e il Museum of Modern Art di New York. Al Festival Internazionale di Edimburgo “NYman with a Movie Camera” ha ricevuto grandi onori di critica e pubblico. Nel 2017 è stato ospite della Festa del Cinema di Roma. ::::::::::::::::::::::::::: L’appuntamento è per mercoledì 6 giugno alle ore 19 presso Fondazione Stelline Corso Magenta 61 – Milano ingresso libero Quest’incontro è organizzato per la Milano Photo Week nell’ambito del Public Program a cura di Giulia Zorzi / Micamera che accompagna la mostra ‘Life in Cities‘ di Michael Wolf presso Fondazione Stelline dal 10 maggio al 22 luglio. MICHAEL WOLF. LIFE IN CITIES a cura di Wim van Sinderen e Alessandra Klimciuk 10 maggio – 22 luglio 2018 Orario: martedì – domenica, h. 10.00-20.00 (chiuso il lunedì) Ingresso a pagamento: € 8 intero; € 6 ridotto (anche per i soci Micamera!) Bookshop a cura di Micamera in collaborazione con Peperoni Books workshop con Michael Wolf e Hannes Wanderer il 9 e 10 giugno Michael Nyman è indubbiamente uno dei compositori inglesi più innovativi e conosciuti. La sua reputazione tra i critici si fonda su un invidiabile insieme di lavori scritti per vari tipi di ensemble, non solo per la sua band ma anche per orchestre sinfoniche, cori e quartetti d’archi. Oltre alla sua prolifica produzione come compositore, Nyman è anche musicista, direttore d’orchestra, pianista, autore, musicologo, fotografo e regista: la sua fervente creatività e la sua carriera multi sfaccettata lo hanno reso una delle più affascinanti e influenti icone culturali della nostra epoca. Gode inoltre di una brillante fama come compositore di colonne sonore, ruolo per il quale, e in parte se ne dispiace, è principalmente conosciuto dal grande pubblico. La sua reputazione si è creata attraverso una serie di colonne sonore di successo per i film diretti da Peter Greenaway, tra cui I misteri del giardino di Compton House, L’ultima tempesta, Il Cuoco, il Ladro, sua Moglie e l’Amante. Tra le altre partiture possiamo citare Fine di una Storia di Neil Jordan; Wonderland, A Cock And Bull Story, e The Trip To Italy di Michael Winterbottom; il blockbuster hollywoodiano di fantascienza diretto da Andrew Niccol Gattaca (1997), e l’incantevole musica per il film del 1993 di Jane Campion, Lezioni di Piano, della cui colonna sonora sono state vendute oltre tre milioni di copie. La sua musica è stata inserita nel film Un Uomo tra le Torri, vincitore del premio BAFTA e nominato agli Oscar, mentre la sua partitura per il film Erasing David (2009) è stata premiata come Best Original Soundtrack al London East End Film Festival. Più di recente Michael Nyman si è dedicato alla sonorizzazione dei film muti degli Anni Venti: A Proposito di Nizza di Jean Vigo, La corazzata Potëmkin di Sergei Eisenstein e una nuova colonna sonora per tre film di Dziga Vertov L’Uomo con la Macchina da Presa, L’Undicesimo Anno e La Sesta Parte del Mondo. Negli ultimi anni ha prodotto ed esposto una serie di installazioni di film multi-screen, accrescendo la sua fama internazionale come compositore insieme al suo lavoro come filmmaker. Lavorando in collaborazione con il regista Max Pugh, Nyman ha sviluppato un’impressionante quantità di lavori filmici, ricorrendo alla vasta collezione di immagini registrate in tanti anni. Questi video bellissimi e impressionanti, registrati durante i tanti viaggi in molti Paesi e località di tutto il mondo, sono messi insieme alle sue composizioni musicali per creare dei lavori unici e straordinariamente evocativi. L’occhio attento e innato per il dettaglio, il tempismo, il colore, la forma, lo schema e il movimento, sono combinati con il suo sense of humor e la sua conoscenza e comprensione critica dell’arte visuale e concettuale. Oltre all’attività di composizione e di regia, Nyman ha un calendario di concerti e tour internazionali con la Michael Nyman Band così come una serie di esibizioni singole con una grande varietà di collaboratori, inclusi musicisti estranei alle tradizioni classiche e sperimentali occidentali, come l’Orqestra Andalusi de Tetouan, Rajan and Sajan Misra, U. Shrinivas, Estrella Morente, Seijin Noborakawa, Ute Lemper, Evan Parker, Peter Brotzmann, Paolo Fresu, Mike Giles, the Flying Lizards, Dagmar Krause, Sting, Damon Albarn, David McAlmont e Alva Noto. Ha ricevuto il premio CBE per il suo contributo alla musica inglese, nel 2008. La sua musica è stata pubblicata da Virgin, EMI, Decca, Warner Classics e Sony ed è ora rappresentata esclusivamente dalla sua etichetta discografica, la MN Records e pubblicata dalla Chester Music Limited.
7
Michael Wolf: lecture 19:00
Michael Wolf: lecture @ Fondazione Stelline
Giu [email protected]:00–20:30
Michael Wolf: lecture @ Fondazione Stelline | Milano | Lombardia | Italia
giovedì 7 giugno alle ore 19 MICHAEL WOLF: LECTURE Fondazione Stelline corso Magenta, 61 – Milano ingresso libero Un’occasione unica in cui ascolteremo Michael Wolf raccontare della propria pratica fotografica, attraverso cui mette a fuoco la relazione tra struttura sociale, cultura vernacolare e costruzione architettonica. Scatti e progetti capaci di cogliere nelle complessità strutturali del paesaggio urbano tracce della densità di quello umano, attraverso serie sempre diverse, passando dal primo fotogiornalismo (Bottrop Ebel) alla fotografia d’arte, dalle immagini soffocanti di Architecture of Density o Tokyo Compression alle fotografie che attraversano i palazzi trasparenti di Chicago (Transparent City); e infine, dall’indagine dell’uso privato dei stretti vicoli di Hong Kong (Informal Solutions)  arrivando a sfiorare il confine tra rappresentazione e astrazione, come nella serie dedicata ai tetti di Parigi (Paris Rooftops). Il 9 e 10 giugno Michael Wolf e l’editore Hannes Wanderer di Peperoni Books terranno un workshop per soli 13 studenti da Micamera, a pagamento. Leggi e iscriviti qui La lecture di Michael Wolf è giovedì 7 giugno alle ore 19 presso Fondazione Stelline Corso Magenta 61 – Milano ingresso libero Quest’incontro è organizzato per la Milano Photo Week nell’ambito del Public Program a cura di Giulia Zorzi / Micamera che accompagna la mostra ‘Life in Cities‘ di Michael Wolf presso Fondazione Stelline dal 10 maggio al 22 luglio. MICHAEL WOLF. LIFE IN CITIES a cura di Wim van Sinderen e Alessandra Klimciuk 10 maggio – 22 luglio 2018 Orario: martedì – domenica, h. 10.00-20.00 (chiuso il lunedì) Ingresso a pagamento: € 8 intero; € 6 ridotto (anche per i soci Micamera!) Bookshop a cura di Micamera in collaborazione con Peperoni Books Il sito di Michael Wolf   Michael Wolf è nato a Monaco, Germania, e vive a Hong Kong. Michael Wolf è attratto dalle megalopoli e molti dei suoi progetti documentano l’architettura e la cultura delle grandi città. Cresciuto in Canada, Europa e Stati Uniti, Wolf ha studiato alla UC Berkley e alla Folkwang School di Essen (Germania) con Otto Steinert. Si è trasferito a Hong Kong nel 1994 dove ha lavorato per 8 anni come corrispondente della rivista Stern. Dal 2001 si dedica ai propri lavori, molti dei quali sono diventati libri. Il suo lavoro è stato esposto in diverse sedi, tra cui la Biennale di Architettura di Venezia e quella di San Paolo in Brasile, Aperture Gallery a New York, il Museo di Vaprikki di Tampere, in Finlandia, il Museo del Lavoro di Amburgo, il Museo Kestner di Hannover e il Museo Folkwang in Germania, la Biennale di Hong Kong e Shenzhen, il Museo di Fotografia Contemporanea di Chicago. Tra le collezioni permanenti che accolgono le sue opere, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Brooklyn Museum, il Museo d’Arte di San Jose in California; il Museo di Fotografia Contemporanea di Chicago, il Museo Folkwang di Essen, il Museo Tedesco di Architettura di Francoforte e l’Heritage Museum di Hong Kong. Ha vinto due volte il primo premio del World Press Photo (nel 2005 e nel 2010) e un’altra volta ha ricevuto una menzione d’onore (2011). E’ stato tra i finalisti del premio di fotografia Prix Pictet (2010 e 2017)
Ha pubblicato oltre 25 libri fotografici – quasi tutti con la casa editrice fondata a Berlino da Hannes Wanderer. Ricordiamo: Works (2017), Tokyo Compression Final Cut (2017), More HK Informal Seating Arrangements (Peperoni Books, 2015), HK Umbrella (Peperoni Books, 2015), HK Informal Seating Arrangements (Peperoni Books, 2015), HK Flora (Peperoni Books, 2014), HK Trilogy (Peperoni Books, 2013), Small God Big City (Hong Kong University Press, 2013), Bottrop Ebel 1976 (Peperoni Books 2012), Tokyo Compression Three (Peperoni Books/Asia One 2012), Architecture of Density (Peperoni Books/Asia One 2012), Hong Kong Corner Houses (Hong Kong University Press, 2011), Portraits (Superlabo, Japan, 2011), Tokyo Compression Revisited (Peperoni Books/Asia One, 2011), Real Fake Art (Peperoni Books/Asia One, 2011), FY (Peperoni Books, 2010), A Series of Unfortunate Events (Peperoni Books, 2010), Tokyo Compression (Peperoni Books/Asia One 2010), Hongkong Inside Outside (Asia One/Peperoni Books, 2009), The Transparent City (Aperture, 2008) e Sitting in China (Steidl, 2002).  
8
A Thousand Miles Behind 20:00
A Thousand Miles Behind
Giu [email protected]:00–21:00
A Thousand Miles Behind
venerdì 8 giugno _ ore 19 A Thousand Miles Behind Hannes Wanderer e Bob Dylan Una sessione, una canzone  / Prima assoluta Micamera – via Medardo Rosso, 19 – Milano Credo – anzi, so – che esiste una relazione tra musica pop e libri di fotografia. Ho imparato a fare libri più dalle canzoni, dagli album e dai concerti che non studiando altri libri.. – Hannes Wanderer Hannes Wanderer è soprattutto un produttore di libri. I nostri clienti lo conoscono come fondatore della casa editrice Peperoni Books. Quello che molti non sanno è che Hannes Wanderer è anche un appassionato di musica pop e un grandissimo fan dell’immensa produzione di Bob Dylan, sia come autore che (se non di più) come esecutore. Oggi si parla molto di sovraproduzione di immagini e di attenzione dello sguardo. Una pratica che deve essere esercitata. Così, ospitiamo la prima presentazione di una serie di lezioni ideate da Wanderer e basate sull’ascolto. Ci sono molti fan di Bob Dylan, gente che sa tutto dei suoi concerti, delle canzoni e delle possibili versioni, tutto di qualsiasi cosa. Dylan ha ricevuto perfino il Nobel per la letteratura. Ciononostante, tutto questo parlare e scrivere di lui non aiuta davvero ad aprire la mente e i cuori a ciò che lui ci ha insegnato artisticamente. Molti non hanno proprio idea di come orientarsi nell’universo dylaniano. Altri hanno grande rispetto per lui come scrittore ma magari ignorano la grandezza delle sue performance. Credo sia un peccato perché Dylan ha moltissimo da offrire a tutti.  Sarò supponente, ma credo di poter realmente dare un contributo. E ne vale la pena, se anche una sola persona resta incantata dall’armonica in VISIONS OF JOHANNA. Il programma della serata è semplice e si basa su ciò che è disponibile a tutti: le registrazione dei concerti. Per ciascuna lezione scelgo una sola canzone. Leggiamo il testo, ne discutiamo, parliamo di come l’esecuzione può cambiare il significato della parola scritta (ovviamente lo fa!), la riascoltiamo… Queste lezioni non dovrebbero essere solo per i fan di Dylan (anche se sono i benvenuti, ovviamente!), sono pensate per chi, prima o poi, ha ascoltato qualcosa, se ne è interessato, ma non ha trovato un vero accesso alla produzione del cantautore americano e dopo uin po’, ha lasciato perdere. Sarà una performance unica, ma chi lo sa, potrebbe anche essere l’inizio di un Never Ending Tour – e magari, tra qualche anno, ci ritroviamo Hannes a parlare di Bob Dylan in piazza. Ci sarà anche una selezione di libri di fotografia in chiave musicale, ovviamente una selezione sua, che va da Takashi Homma a Morten Andersen, da Theo Gosselin a Chris Steele Perkins e Richard Smith, da Julia Baier a Alec Soth. A seguire, dj set di Alessandro Pardi. Vi aspettiamo da Micamera venerdì 8 giugno alle 19 via Medardo Rosso, 19 – Milan Sabato 9 e domenica 10 giugno Hannes Wanderer e Michael Wolf terranno un workshop da Micamera dal titolo: GUIDA ESSENZIALE ALLA REALIZZAZIONE DI UN LIBRO (in fotografia)
9
Michael Wolf e Hannes Wanderer – workshop 10:00
Michael Wolf e Hannes Wanderer – workshop @ Micamera
Giu [email protected]:00–18:00
Michael Wolf e Hannes Wanderer - workshop @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
GUIDA ESSENZIALE ALLA REALIZZAZIONE DI UN LIBRO (in fotografia) workshop con MICHAEL WOLF e HANNES WANDERER sabato 9 e domenica 10 giugno 2018 Micamera, Milano Due giorni con il fotografo Michael Wolf e l’editore Hannes Wanderer. Negli ultimi dieci anni, Michael Wolf ha pubblicato 20 libri con la casa editrice di Wanderer Peperoni Books. Un numero che è il risultato di una grande sintonia creativa e pratica. Tra questi, il catalogo retrospettivo Works (uscito nel 2017 e già alla terza edizione), Architecture of Density, Tokyo Compression, Real Fake Art, senza dimenticare A Series of Unfortunate Events, il primo libro a usare immagini tratte da Google Street View. Nel corso del fine settimana, Michael Wolf e Hannes Wanderer racconteranno della loro collaborazione e di questo viaggio comune nel mondo della fotografia. Soprattutto, offriranno un duplice punto di vista sui lavori di tutti i partecipanti al workshop, che verranno discussi insieme. I due docenti daranno preziosi consigli, aiuteranno a impostare il lavoro e a renderlo migliore. Questo workshop è organizzato nell’ambito del Public Program legato alla mostra di Michael Wolf presso la Fondazione Stelline (dal 10 maggio al 22 luglio, tutte le informazioni qui) ed è pensato per chi vuole conoscere a fondo il processo che porta alla nascita di un libro e capire come promuoverlo in seguito. E’ un corso suggerito anche a chi ha già iniziato a lavorare a un progetto e si chiede come procedere. In due giorni verranno illustrati i meccanismi del percorso editoriale e sarà offerta un’occasione concreta: presentare e discutere un progetto con un editore dal profilo internazionale. La libreria presso Fondazione Stelline, a cura di Micamera, ospiterà il pop-up store dedicato a Peperoni Books. Ingresso alla mostra ridotto per i soci dell’Associazione culturale Micamera. Hannes Wanderer è stato ospite di Micamera diverse volte. Dalla collaborazione con l’editore tedesco sono nati alcuni libri di autori italiani: Tangenziale di Alessandro Pardi (poi selezionato ed esposto nella mostra A Decade of Publishing presso il Forum für Fotografie di Colonia e presentato a Bookcity a Milano), JEST di Ilaria Turba, che poi è stata anche una mostra esposta a Nantes presso lo spazio L’Atelier, The Eyes Can See What The Mouth Cannot Say di Jacopo Benassi, curato da Micamera in occasione della mostra milanese, mentre altri libri sono in via di progettazione. I libri di Michael Wolf e i libri di Peperoni Books sono disponibili presso il bookshop delle Stelline, la libreria Micamera a Milano e online a questo link Info: quando: sabato 9 e domenica 10 giugno 2018 dove: Micamera, via Medardo Rosso 19, Milano (cerchi un alloggio a Milano? Chiedici aiuto) quanti: massimo 14 studenti costo: 330 € / 280 € (sconto per chi ha già frequentato un workshop di Micamera) iscrizioni e informazioni: Giulia Zorzi: [email protected] / 02 4548 1569 / 335 6817 917 Programma del corso Sabato mattina °Hannes Wanderer spiegherà cosa significa produrre e pubblicare un libro di fotografia. Le differenze tra l’autoproduzione e il lavoro con un editore. Verranno presentati due casi concreti per spiegare gli obbiettivi e i lati positivi e negativi di entrambe le possibilità. °Michael Wolf racconterà della propria carriera di fotogiornalista, della decisione di interromperla e dedicarsi a una carriera autoriale differente, lavorando soprattutto con i libri e nelle gallerie. Spiegherà il proprio approccio e presenterà alcuni dei suoi più importanti lavori. Sabato pomeriggio I partecipanti presenteranno i propri lavori (possono scegliere se usare il proiettore o portare le stampe) e ne discuteremo la qualità, la rilevanza e le possibilità di presentazione in una mostra e /o in un libro. Domenica – tutto il giorno Proseguirà il lavoro sui diversi progetti. Michael Wolf e Hannes Wanderer si siederanno con ciascun partecipante e discuteranno proposte, commenti, critiche e consigli fino ad arrivare a una concreta ipotesi di presentazione di ogni progetto. BIOGRAFIE Hannes Wanderer è nato ad Hameln, in Germania, nel 1958. I genitori possedevano una tipografia e Wanderer è cresciuto a contatto con la carta stampata. Nel 1979, terminata la formazione di addetto prestampa, si è trasferito a Berlino, dove ha lavorato per diverse società. Nel 1997 è stato tra i fondatori dell’agenzia di comunicazione Peperoni Advertising Agency per la quale si è occupato di ideazione, testo, grafica e fotografia. Nel 2004 esce il suo libro Time Out il primo della casa editrice Peperoni Books. Dal 2009 ha diretto anche la libreria con piccolo spazio espositivo 25books, nonché il negozio on line e il blog – un progetto attualmente in corso di trasformazione. Oltre a pubblicare libri di fotografia, tutti stampati dalla tipografia di famiglia Wanderer, Hannes Wanderer tiene o ha tenuto lezioni e workshop per Ostkreuz e la New School for Photography di Berlino, HAW Hamburg, Hartford Art School, la Rodchenko School di Mosca, e presso i vari Festival dedicati al libro fotografico. Michael Wolf è nato a Monaco, Germania, e vive a Hong Kong. Michael Wolf è attratto dalle megalopoli e molti dei suoi progetti documentano l’architettura e la cultura delle grandi città. Cresciuto in Canada, Europa e Stati Uniti, Wolf ha studiato alla UC Berkley e alla Folkwang School di Essen (Germania) con Otto Steinert. Si è trasferito a Hong Kong nel 2004 dove ha lavorato per 8 anni come corrispondente della rivista Stern. Dal 2001 si dedica ai propri lavori, molti dei quali sono diventati libri. Il suo lavoro è stato esposto in diverse sedi, tra cui la Biennale di Architettura di Venezia e quella di San Paolo in Brasile, Aperture Gallery a New York, il Museo di Vaprikki di Tampere, in Finlandia, il Museo del Lavoro di Amburgo, il Museo Kestner di Hannover e il Museo Folkwang in Germania, la Biennale di Hong Kong e Shenzhen, il Museo di Fotografia Contemporanea di Chicago. Tra le collezioni permanenti che accolgono le sue opere, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Brooklyn Museum, il Museo d’Arte di San Jose in California; il Museo di Fotografia Contemporanea di Chicago, il Museo Folkwang di Essen, il Museo Tedesco di Architettura di Francoforte e l’Heritage Museum di[...]
The Reverie Project 19:00
The Reverie Project @ GAM - Galleria d'Arte Moderna
Giu [email protected]:00–21:00
The Reverie Project @ GAM - Galleria d'Arte Moderna | Milano | Lombardia | Italia
  Martina Bacigalupo e Sharon Sliwinski: The Reverie Project   La Galleria d’Arte Moderna di Milano ospita la presentazione in anteprima del progetto in fieri della fotografa italiana Martina Bacigalupo e della studiosa e ricercatrice canadese Sharon Sliwinski dal titolo ‘The Reverie Project’. Si tratta di un’installazione video che presenta una serie di ritratti realizzati inizialmente in occasione di un incontro con una comunità di accoglienza di migranti a Ginevra. Il progetto continuerà in un centro di accoglienza di minori non accompagnati a Parigi e in altri luoghi. Con questo lavoro, Bacigalupo e Sliwinski mettono in discussione la nostra modalità di rappresentazione: le esigenze politiche giustificano la volontà di rendere tutto visibile, anche quando farlo significa violare la dignità umana? Le autrici rivendicano il diritto di ciascuno di decidere come raccontare la propria esperienza, arrivando fino al cosiddetto ‘diritto all’opacità’ sostenuto dal teorico martinicano Edouard Glissant. Abbiamo visto immagini di bambini morti e abbandonati a riva, di barconi sovraffollati inghiottiti dal mare Mediterraneo. Sappiamo che la crisi dei migranti ha provocato una crisi politica senza precedenti. Bacigalupo e Sliwinski vogliono allontanarsi dalla tradizionale rappresentazione della sofferenza e, tramite The Reverie Project, offrire invece un luogo di protezione temporanea, un rifugio in cui trascorrere cinque minuti da soli con una videocamera ed esprimere liberamente i propri pensieri. In seguito, i partecipanti sono invitati a raccontare l’esperienza vissuta. Il progetto supera la tradizionale divisione dei ruoli, coinvolgendo anche dipendenti e volontari delle comunità e perfino le autrici stesse. Questo materiale verrà poi rielaborato in un’installazione video multicanale che offrirà un’opportunità di incontro significativo con i migranti e le comunità che li sostengono.     The Reverie Project è una risposta all’incessante richiesta di immagini imposta dai media e al consumo compulsivo da parte del pubblico. Il suo obiettivo è la costruzione di un processo psicosociale positivo nonché la diffusione di una solidarietà fondata sulla condivisione della vulnerabilità. Tra i presupposti teorici, la tesi di Jonathan Crary, secondo cui l’esperienza del sonno è oggi l’immagine significativa della capacità di resistenza nei confronti di una società che vorrebbe controllare ogni nostra attenzione. O anche Boris Cyrulnik, neuropsichiatra francese celebre per gli studi sul fenomeno della resilienza, secondo il quale il presupposto per il superamento di un trauma è la costruzione di una nuova immagine interiore. La presentazione è organizzata in collaborazione con Giulia Zorzi / Micamera per la Milano Photo Week 2018 L’appuntamento è per sabato 9 giugno alle ore 19.00 presso: GAM – Galleria d’Arte Moderna via Palestro 16, 20123 Milano info: [email protected]   Martina Bacigalupo Negli ultimi dieci anni Martina Bacigalupo ha vissuto e lavorato in Africa Orientale, occupandosi soprattutto di diritti umani. Lavorando come fotografa per organizzazioni governative e non governative, nonché per la stampa internazionale, ha sempre posto al centro della propria attenzione la questione della relazione tra l’Africa e l’Occidente. Tra i suoi lavori recenti lo storytelling condiviso di ‘My name is Frida Adoch’, la realizzazione collaborativa degli autoritratti dei Pigmei e Gulu Real Art Studio (Steidl, 2013), lavoro in cui l’autrice ha utilizzato gli scarti delle fototessere ritrovati nel cestino di uno studio fotografico ugandese per creare un ritratto collettivo degli abitanti della città di Gulu. Recentemente, Martina Bacigalupo ha lavorato su Aquarium, la nave dislocata nel Mediterraneo e destinata al salvataggio dei dispersi in mare, una collaborazione che ha portato a un lavoro sulle donne che si oppongono alla rappresentazione stereotipata dell’esperienza migratoria. Martina Bacigalupo terrà un workshop da Micamera dal titolo ‘Ripensare il reportage’ nel giorni 19+20 maggio   Sharon Sliwinski Studiosa e ricercatrice canadese il cui lavoro esplora la relazione tra immagine e giustizia sociale. Il suo primo libro, Human Rights in Camera (2011) ha influenzato il dibattito internazionale sul ruolo delle immagini nella definizione dei diritti umani. Lavora regolarmente con fotografi e attivisti per i diritti umani alla ricerca di nuove strategie di rappresentazione della violenza politica. Più recentemente, Sharon Sliwinski ha iniziato a esplorare il significato politico dei nostri paesaggi interiori con Dreaming in Dark Times (2017) e The Museum of Dreams
10
11
12
Délio Jasse: Luanda. Cidade Em Movimento. 18:30
Délio Jasse: Luanda. Cidade Em Movimento. @ Micamera
Giu [email protected]:30–20:30
Délio Jasse: Luanda. Cidade Em Movimento. @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
Luanda. Cidade Em Movimento. incontro con Délio Jasse martedì 12 giugno 2018, dalle 18:30 alle 20:30 Micamera, via Medardo Rosso 19, Milano Martedì 12 giugno, alle ore 18.30, Micamera e Artphilein Editions vi invitano all’incontro con Délio Jasse che presentarà il suo primo libro d’artista, Cidade em movimento (2017).
La pubblicazione raccoglie una serie di cianotipie che esplorano la capitale dell’Angola, Luanda, tra architetture contemporanee, edifici abbandonati e luoghi in cui persistono le tracce di un passato coloniale. Durante la serata, presso Micamera, Jasse mostrerà dal vivo come realizzare una cianotipia; l’antico processo di stampa caratterizzato dal color Blu di Prussia e utilizzato dall’artista nella serie Cidade em movimento. Délio Jasse (1980, Luanda, Angola) vive tra Milano e Lisbona. 
Recenti mostre collettive: African Metropolis. An Imaginary City, MAXXI, Roma (giugno 2018); Recent Histories: New Photography from Africa, Walther Collection, Ulm e New York; 12th Dakar Biennale (2016); 56a Biennale di Venezia (Padiglione Angola, 2015); Milano Expo (Padiglione Angola, 2015); Calouste Gulbenkian Foundation, Portogallo (2013) e 9th Bamako Photography Encounters (2013). È stato finalista del BES Photo Prize 2014 e ha vinto l’Iwalewa Art Award 2015. Il libro: Délio Jasse Titolo: Cidade em movimento Edizione: 225 + 25 edizioni speciali con interventi in foglia d’oro Pagine: 74 Dimensione: 29.4 x 24 cm Lingua: inglese Editore: Artphilein Editions, Lugano
, 2017 Prezzo: EURO 30 / Edizione speciale EURO 70 www.deliojasse.com – www.artphileineditions.org Prenota la tua copia firmata qui  
13
14
15
16
17
18
19
20
Stefano Carnelli e Urbiquity 19:00
Stefano Carnelli e Urbiquity @ Fondazione Stelline
Giu [email protected]:00–21:00
Stefano Carnelli e Urbiquity @ Fondazione Stelline | Milano | Lombardia | Italia
foto: Pablo Conejo – in occasione del laboratorio ‘Milano e La Notte‘   mercoledì 20 giugno alle ore 19.00 presso Fondazione Stelline Stefano Carnelli e Urbiquity. La città che cambia La fotografia come metodologia di ricerca sociologica-urbana Urbiquity è una piattaforma d’investigazione urbana fondata da Stefano Carnelli, Pablo Conejo e Mattias Malk nel 2014 a Londra. Attraverso un approccio multidisciplinare, Urbiquity si pone l’obiettivo di esplorare le molteplici identità della città globale, proponendo nuove forme d’interpretazione della complessità del contesto urbano in cui viviamo. Questo incontro presso Fondazione Stelline è stato preceduto da una passeggiata notturna ispirata dal film La Notte di Antonioni (nella zona del Centro Direzionale) e da un laboratorio di ricerca urbana nella zona di via Padova realizzato durante la Milano Photo Week 2018. L’attraversamento e l’osservazione consapevole di due quartieri così differenti sarà il filo conduttore di un incontro dedicato all’analisi di alcune delle trasformazioni urbane e sociali della Milano contemporanea. Stefano Carnelli è autore di Transumanza (Peperoni Books, 2016) e cofondatore di Urbiquity. Al termine dell’incontro, Carnelli firmerà le copie del suo libro presso il bookshop a cura di Micamera. L’incontro con Stefano Carnelli è mercoledì 20 giugno alle ore 19 presso Fondazione Stelline Corso Magenta 61 – Milano ingresso libero Quest’incontro è organizzato nell’ambito del Public Program a cura di Giulia Zorzi / Micamera che accompagna la mostra ‘Life in Cities‘ di Michael Wolf presso Fondazione Stelline dal 10 maggio al 22 luglio. MICHAEL WOLF. LIFE IN CITIES a cura di Wim van Sinderen e Alessandra Klimciuk 10 maggio – 22 luglio 2018 Orario: martedì – domenica, h. 10.00-20.00 (chiuso il lunedì) Ingresso a pagamento: € 8 intero; € 6 ridotto (anche per i soci Micamera!) Bookshop a cura di Micamera in collaborazione con Peperoni Books il sito di Urbiquity il sito di Stefano Carnelli
21
22
23
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA 10:00
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA @ Micamera
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
ARCHIPELAGUS PHOTOGRAPHIAE Una Masterclass di Micamera a cura di Lorenzo De Rita Dopo numerosi percorsi didattici dedicati alla produzione, Micamera propone per la prima volta una Masterclass dedicata alla promozione del lavoro artistico, e intitolata Archipelagus Photographiae: un luogo immaginario e allo stesso tempo concreto che fa da ispirazione a un viaggio attraverso le diverse modalità di presentazione di un progetto fotografico. Per chi è / Il corso è destinato a chi vuole imparare a promuovere e comunicare prodotti e progetti culturali: fotografi, curatori, editori, galleristi, agenzie di comunicazione. Il viaggio / L’Archipelagus Photographiae è composto da cinque diverse isole, che corrispondono alle cinque lezioni della Masterclass, ognuna dedicata a un  aspetto della fotografia: dall’imparare a “vedere” al come mettere insieme un portfolio innovativo, dalla curatela di una mostra fotografica alla progettazione di un museo fotografico di nuova generazione…). A far da guida sarà Lorenzo De Rita, che si accompagnerà sempre a un ospite, idealmente un abitante indigeno dell’isola in cui si svolgerà la lezione: un fotografo, un gallerista, un direttore di magazine, uno scienziato, un esperto di marketing…   “Come fossero tante piccole isole di un arcipelago, sparse nel mare ma abbastanza vicine tra loro e con caratteristiche analoghe e comuni…” Cosi’ Lorenzo De Rita si è immaginato il mondo della fotografia: come un mondo frastagliato fatto di tante piccole cose tutte diverse, ma allo stesso tempo collegate tra loro (una senza l’altra assumerebbero un altro significato, o addirittura un significato non l’avrebbero per niente).   Le cinque isole: Seconda e prossima isola – sabato 26 e domenica 27 maggio  Isola di Porto Folio È un’isola molto frastagliata, quasi un fiordo, attraversata in lunghezza dal Fiume Dubbio che sfocia in un piccolo porto che da’ il nome all’isola, alle cui spalle svetta il famoso Faro dell’Ambizione. Il sistema viario dell’isola è piuttosto complesso, un labirinto di sentieri e viottoli (anticamente conosciuto come “curriculum”) che hanno la caratteristica di portare a luoghi che ancora non esistono. Durante la visita i partecipanti al tour dovranno scegliere una tra queste strade, quella che gli sembra gli assomigli di più, e incamminarsi su un percorso inventato sul momento.   quando: sabato 26 e domenica 27 maggio obiettivo: comporre un portfolio (saper vendere il proprio lavoro) per chi è:  in genere, per chi vuole imparare a promuovere e comunicare prodotti e progetti culturali (anche per presentare richieste di finanziamento!). Questa tappa è particolarmente adatta ai fotografi.   nella foto: ritratto della proprietaria della locanda ‘Quo Vadis’ costruita alla sorgente del Fiume Dubbio  (© Charlotte Bracegirdle)   L’ospite di questa lezione sarà: Pietro Corraini     “Ma chi fa mille cose ha mille identità?” Lo chiederemo a Pietro Corraini, che ha una barchetta ormeggiata nella rada del porto dell’Isola di Porto Folio e che di mestiere fa un sacco di mestieri: graphic designer, editore, libraio, product designer, direttore di riviste, illustratore, montatore e smontatore di progetti di comunicazione visiva, insegnante, organizzatore di workshop (dove nessuno, finora, si e’ ancora fatto male) e altri 991 ancora piu’ interessanti…     Scopri qui il sito di Pietro Corraini               :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::   3) Isola Click-Click Tra tutte le isole dell’Archipelagus Photographiae questa è quella più popolata e confusionaria. È infatti completamente occupata dal cosiddetto Mercatino delle Pulci Fotografiche: si tratta di un mercato all’aria aperta fatto da centinaia di bancarelle dove vengono venduti prodotti per la fotografia del futuro: idee impensate per mostre fotografiche, libri di foto ancora da scattare, kit per fotografi per sviluppare l’immaginazione e anche prodotti illuminanti per camere oscure e meno oscure. A ciascun partecipante al tour verrà corrisposta la cifra di 3 GBS (valuta inventata da George Bernard Shaw basata sullo scambio delle idee) che potrà spendere per acquistare i prodotti inintelligibili in vendita al mercatino.   quando: sabato 23 e domenica 24 giugno obiettivo: sviluppare prodotti innovativi nel mondo della fotografia (creativita’ e innovazione nella curatela; mostre, gallerie, libri…).   nella foto: un visitatore dell’isola mentre prova un apparecchio fotografico appena acquistato al Mercatino delle Pulci Fotografiche, che trasforma il fotografo in quello che vede   ::::::::::::::::::::::::::::::::::   4) Isola Carousel (o Atollo delle Tendine) Quest’isola dalla forma perfettamente concentrica è circondata interamente da un sistema basculante di tende che ne impediscono la vista diretta dell’isola. Sulle singole tende sono proiettate dall’interno una serie d’immagini che cambiano in continuazione, sovrapponendosi e creando un effetto moire. Per accedere all’interno è necessario circumnavigare l’isola a bordo di una barca e osservare le immagini comporsi e scomporsi in sequenze come fossero onde e aspettare quella giusta. Coloro che riusciranno a trovarla e a varcare cosi’ il sistema di tende, si troveranno di fronte ad un museo della fotografia dalla forma mai vista prima. quando: sabato 29 e domenica 30 settembre obiettivo: ripensare alla forma del museo e delle esposizioni in fotografia nella foto: cartoline vintage dall’isola (© Katrien De Blauwer)   :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::   5) Isola delle Ottiche Strampalate È probabilmente l’Isola più inesplorata e misteriosa di tutto l’arcipelago. È completamente disabitata e fatta solo di rocce. Su una di queste rocce qualcuno ha inciso una scritta utilizzando le lettere dell’alfabeto utopico che è stata tradotta da archeologi del futuro come: NIENTE È, TUTTO SEMBRA. L’unico edificio presente sull’isola è un osservatorio che si trova su una scogliera a picco sul mare conosciuta come Punta di Vista. All’interno dell’osservatorio si trova un telescopio la cui lente è puntata sulla Costellazione delle Possibilità. Durante il tour ogni partecipante avrà la possibilità di buttarci l’occhio e vedere quella che vorrà. quando: sabato 27 e domenica 28 ottobre obiettivo: inventare il futuro dei prodotti fotografici nella foto: due operai mentre trasportano un pannello dell’osservatorio sito sulla scogliera Punta di Vista (© Sammy Slabbinck) :::::::::::::::::::::::::   ABBIAMO VISITATO:   1) Isola del Campo della Profondità Circondata dal Mare delle Immagini, quest’isola ha una morfologia che ricorda la forma di un occhio. La parte emersa dell’isola ha una superficie di dimensioni molto modeste ma, come fosse un iceberg, si sviluppa in profondità per chilometri e[...]
24
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA 10:00
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA @ Micamera
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
ARCHIPELAGUS PHOTOGRAPHIAE Una Masterclass di Micamera a cura di Lorenzo De Rita Dopo numerosi percorsi didattici dedicati alla produzione, Micamera propone per la prima volta una Masterclass dedicata alla promozione del lavoro artistico, e intitolata Archipelagus Photographiae: un luogo immaginario e allo stesso tempo concreto che fa da ispirazione a un viaggio attraverso le diverse modalità di presentazione di un progetto fotografico. Per chi è / Il corso è destinato a chi vuole imparare a promuovere e comunicare prodotti e progetti culturali: fotografi, curatori, editori, galleristi, agenzie di comunicazione. Il viaggio / L’Archipelagus Photographiae è composto da cinque diverse isole, che corrispondono alle cinque lezioni della Masterclass, ognuna dedicata a un  aspetto della fotografia: dall’imparare a “vedere” al come mettere insieme un portfolio innovativo, dalla curatela di una mostra fotografica alla progettazione di un museo fotografico di nuova generazione…). A far da guida sarà Lorenzo De Rita, che si accompagnerà sempre a un ospite, idealmente un abitante indigeno dell’isola in cui si svolgerà la lezione: un fotografo, un gallerista, un direttore di magazine, uno scienziato, un esperto di marketing…   “Come fossero tante piccole isole di un arcipelago, sparse nel mare ma abbastanza vicine tra loro e con caratteristiche analoghe e comuni…” Cosi’ Lorenzo De Rita si è immaginato il mondo della fotografia: come un mondo frastagliato fatto di tante piccole cose tutte diverse, ma allo stesso tempo collegate tra loro (una senza l’altra assumerebbero un altro significato, o addirittura un significato non l’avrebbero per niente).   Le cinque isole: Seconda e prossima isola – sabato 26 e domenica 27 maggio  Isola di Porto Folio È un’isola molto frastagliata, quasi un fiordo, attraversata in lunghezza dal Fiume Dubbio che sfocia in un piccolo porto che da’ il nome all’isola, alle cui spalle svetta il famoso Faro dell’Ambizione. Il sistema viario dell’isola è piuttosto complesso, un labirinto di sentieri e viottoli (anticamente conosciuto come “curriculum”) che hanno la caratteristica di portare a luoghi che ancora non esistono. Durante la visita i partecipanti al tour dovranno scegliere una tra queste strade, quella che gli sembra gli assomigli di più, e incamminarsi su un percorso inventato sul momento.   quando: sabato 26 e domenica 27 maggio obiettivo: comporre un portfolio (saper vendere il proprio lavoro) per chi è:  in genere, per chi vuole imparare a promuovere e comunicare prodotti e progetti culturali (anche per presentare richieste di finanziamento!). Questa tappa è particolarmente adatta ai fotografi.   nella foto: ritratto della proprietaria della locanda ‘Quo Vadis’ costruita alla sorgente del Fiume Dubbio  (© Charlotte Bracegirdle)   L’ospite di questa lezione sarà: Pietro Corraini     “Ma chi fa mille cose ha mille identità?” Lo chiederemo a Pietro Corraini, che ha una barchetta ormeggiata nella rada del porto dell’Isola di Porto Folio e che di mestiere fa un sacco di mestieri: graphic designer, editore, libraio, product designer, direttore di riviste, illustratore, montatore e smontatore di progetti di comunicazione visiva, insegnante, organizzatore di workshop (dove nessuno, finora, si e’ ancora fatto male) e altri 991 ancora piu’ interessanti…     Scopri qui il sito di Pietro Corraini               :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::   3) Isola Click-Click Tra tutte le isole dell’Archipelagus Photographiae questa è quella più popolata e confusionaria. È infatti completamente occupata dal cosiddetto Mercatino delle Pulci Fotografiche: si tratta di un mercato all’aria aperta fatto da centinaia di bancarelle dove vengono venduti prodotti per la fotografia del futuro: idee impensate per mostre fotografiche, libri di foto ancora da scattare, kit per fotografi per sviluppare l’immaginazione e anche prodotti illuminanti per camere oscure e meno oscure. A ciascun partecipante al tour verrà corrisposta la cifra di 3 GBS (valuta inventata da George Bernard Shaw basata sullo scambio delle idee) che potrà spendere per acquistare i prodotti inintelligibili in vendita al mercatino.   quando: sabato 23 e domenica 24 giugno obiettivo: sviluppare prodotti innovativi nel mondo della fotografia (creativita’ e innovazione nella curatela; mostre, gallerie, libri…).   nella foto: un visitatore dell’isola mentre prova un apparecchio fotografico appena acquistato al Mercatino delle Pulci Fotografiche, che trasforma il fotografo in quello che vede   ::::::::::::::::::::::::::::::::::   4) Isola Carousel (o Atollo delle Tendine) Quest’isola dalla forma perfettamente concentrica è circondata interamente da un sistema basculante di tende che ne impediscono la vista diretta dell’isola. Sulle singole tende sono proiettate dall’interno una serie d’immagini che cambiano in continuazione, sovrapponendosi e creando un effetto moire. Per accedere all’interno è necessario circumnavigare l’isola a bordo di una barca e osservare le immagini comporsi e scomporsi in sequenze come fossero onde e aspettare quella giusta. Coloro che riusciranno a trovarla e a varcare cosi’ il sistema di tende, si troveranno di fronte ad un museo della fotografia dalla forma mai vista prima. quando: sabato 29 e domenica 30 settembre obiettivo: ripensare alla forma del museo e delle esposizioni in fotografia nella foto: cartoline vintage dall’isola (© Katrien De Blauwer)   :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::   5) Isola delle Ottiche Strampalate È probabilmente l’Isola più inesplorata e misteriosa di tutto l’arcipelago. È completamente disabitata e fatta solo di rocce. Su una di queste rocce qualcuno ha inciso una scritta utilizzando le lettere dell’alfabeto utopico che è stata tradotta da archeologi del futuro come: NIENTE È, TUTTO SEMBRA. L’unico edificio presente sull’isola è un osservatorio che si trova su una scogliera a picco sul mare conosciuta come Punta di Vista. All’interno dell’osservatorio si trova un telescopio la cui lente è puntata sulla Costellazione delle Possibilità. Durante il tour ogni partecipante avrà la possibilità di buttarci l’occhio e vedere quella che vorrà. quando: sabato 27 e domenica 28 ottobre obiettivo: inventare il futuro dei prodotti fotografici nella foto: due operai mentre trasportano un pannello dell’osservatorio sito sulla scogliera Punta di Vista (© Sammy Slabbinck) :::::::::::::::::::::::::   ABBIAMO VISITATO:   1) Isola del Campo della Profondità Circondata dal Mare delle Immagini, quest’isola ha una morfologia che ricorda la forma di un occhio. La parte emersa dell’isola ha una superficie di dimensioni molto modeste ma, come fosse un iceberg, si sviluppa in profondità per chilometri e[...]
25
26
27
28
29
30

Awesome Works