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ITALY&ITALY di Pasquale Bove e Luca Santese 19:00
ITALY&ITALY di Pasquale Bove e Luca Santese @ Micamera
Gen [email protected]:00–21:00
mercoledì 11 gennaio Luca Santese presenta ITALY&ITALY di Pasquale Bove e Luca Santese Cesura, 2016 “Italy&Italy” nasce dall’incontro tra Pasquale Bove, fotoreporter, e Luca Santese, fotografo co-fondatore di Cesura. Dal vasto archivio di Bove, comprendente oltre 250.000 scatti, Santese ha selezionato 306 immagini prodotte tra il 1985 e il 2000. L’intento era creare e articolare l’iconografia di un determinato periodo storico, italiano, a partire da un frammento: la quotidianità e la vita sociale di Rimini, capitale turistica dell’Emilia Romagna che ha saputo coniugare la grande mondanità con la semplicità e l’accoglienza del turismo di più basso profilo, italiano e straniero. Rimini e i suoi dintorni, paradigma della cosiddetta italianità negli anni ’80 e nel decennio successivo – un periodo che, visto nelle immagini, sembra incredibilmente più distante rispetto al ricordo di quegli anni. Italy&Italy è un libro – che puoi vedere e acquistare in libreria a Milano oppure on-line qui – e una mostra. Vi aspettiamo mercoledì 11 gennaio alle 19 da Micamera a Milano in via Medardo Rosso 19 (quartiere Isola) MM5 Isola, MM2 Garibaldi (uscita via Pepe), MM3 Zara [email protected], [email protected]
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Jessica Backhaus: Six Degrees of Freedom 19:00
Jessica Backhaus: Six Degrees of Freedom @ Micamera - lens based arts
Gen [email protected]:00–Feb [email protected]:00
JESSICA BACKHAUS SIX DEGREES OF FREEDOM UNA COLLABORAZIONE TRA GALLERIE: MICAMERA E ROBERT MORAT (BERLINO) Inaugurazione con l’artista: venerdì 20 gennaio workshop con Jessica Backhaus sabato 21 e domenica 22 gennaio (ospite speciale: Robert Morat) Aperitivo con il gallerista domenica 22 gennaio alle 19 Six Degrees of Freedom è l’ultimo lavoro di Jessica Backhaus. Il titolo è un riferimento alla libertà di movimento di un corpo nello spazio, in ogni direzione possibile. Sei gradi di libertà è una definizione mutuata dalla scienza. Allo stesso tempo esprime perfettamente l’idea che siamo il risultato delle nostre scelte in un dato contesto. In questo lavoro autrice ha guardato alla propria vita; nel suo complesso, questa serie di immagini esprime il desiderio della Backhaus di indagare le proprie radici. Jessica Backhaus ha visitato i luoghi della propria infanzia e adolescenza, cercando di esprimere simbolicamente il senso di questa ricerca e le diverse fasi della vita. Allo stesso tempo, le fotografie sono aperte all’interpretazione dell’osservatore. In Six Degrees of Freedom i temi ricorrenti sono la memoria, il contesto, il desiderio, l’identità e il destino. La ricerca delle nostre radici, nel lavoro dell’artista, è il desiderio di trovare la nostra vera identità e infine un invito a vivere secondo le nostre convinzioni, senza compromessi. Tutto questo, attraverso meravigliosi still life. Come ha scritto Jean Christoph Amman nell’introduzione a un precedente lavoro (Once, Still and Forever, pubblicato da Kehrer Verlag nel 2012) ‘A volte, comprendere il significato del lavoro di un artista richiede tempo. Quante volte l’attenzione è catturata da un tratto evidente. Nel caso di Jessica Backhaus, tale caratteristica evidente rappresenta anche l’occasione per contemplare ‘i modi del mondo, l’ordine delle cose (che il disordine rende necessario), in quanto luce e colore diventano, nel suo lavoro, generatori di vita. Ma non è tutto qui, c’è anche una sottile malinconia, a suggerirci che non possiamo cambiare il flusso delle cose. In altre parole, che dovremmo piuttosto seguirlo.’ Six Degrees of Freedom è anche un libro, pubblicato da Kehrer Verlag nel 2015 (compralo qui). Questa è la terza mostra di Jessica Backhaus da Micamera. Inauguriamo con l’artista tedesca una nuova serie di eventi in collaborazione con quelle che, secondo noi, sono le gallerie più interessanti che si occupano di fotografia in Europa e a cui ci ispiriamo nel nostro percorso espositivo. In questo modo, Micamera compie un altro passo nel suo progetto di essere un luogo di scambio, approfondimento e incontro tra artisti, galleristi, editori, autori e appassionati di fotografia. Questa mostra è quindi organizzata in collaborazione con la galleria di Berlino Robert Morat, che rappresenta l’artista internazionalmente (Micamera in Italia), portando il suo lavoro nelle fiere di settore (Paris Photo a Parigi e Los Angeles, per esempio) Robert Morat, fondatore e direttore della galleria, sarà a Milano durante il fine settimana, partecipando come ospite speciale al workshop. Micamera vi invita inoltre per un aperitivo aperto a tutti con il gallerista tedesco domenica 22 gennaio alle ore 19 La mostra di Jessica Backhaus inaugura venerdì 20 gennaio alle ore 19, alla presenza dell’artista Jessica Backhaus è nata nel 1970 a Cuxhaven, in Germania, in una famiglia di artisti. A sedici anni si è trasferita a Parigi dove ha studiato fotografia e comunicazione visiva. Proprio a Parigi nel 1992 incontra Gisèle Freund, sua affezionata maestra. Nel 1995, la passione per la fotografia la porta a New York, dove lavora come assistente di diversi fotografi, sviluppa i propri progetti personali e vive fino al 2009. Jessica Backhaus è considerata una delle voci più originali nel panorama della fotografia contemporanea tedesca. Il suo lavoro è stato esposto in varie mostre personali e collettive, dalla National Portrait Gallery a Londra al Martin-Gropius-Bau a Berlino. Ha pubblicato sette libri con l’editore Kehrer Verlag: Jesus and the Cherries (2005), What Still Remains (2008), One Day in November (2008, dedicato a Gisèle Freund), I Wanted to See the World (2010), ONE DAY – Ten Photographers (2010), Once, Still and Forever (2012), Six Degrees of Freedom (2015). Le sue fotografie appartengono a diverse collezioni tra cui l’Art Collection della Deutsche Börse (Germania), la ING Art Collection (Belgio), la collezione del Museum of Fine Arts di Houston (USA) e la Margulies Collection di Miami (USA). Vive a Berlino. Oltre alle monografie pubblicate con l’editore Kehrer Verlag, il lavoro di Jessica Backhaus è incluso in due importanti volumi: Women Photographers. From Julia Margaret Cameron to Cindy Sherman di Boris Friedewald (Prestel, 2014) e The Photographers’ Sketchbooks di Stephen McLaren e Bryan Formhals (Thames & Hudson, 2014) Micamera è a Milano, in via Medardo Rosso, 19 (quartiere Isola) siamo aperti dal mercoledì al sabato 10-13 e 16-19 oppure su appuntamento tel. 02 4548 1569 email [email protected]
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The Colour and The Shape: Jessica Backhaus 10:00
The Colour and The Shape: Jessica Backhaus
Gen [email protected]:00–Gen [email protected]:00
  THE COLOUR AND THE SHAPE (Il Colore e La Forma) workshop con JESSICA BACKHAUS ospite speciale Robert Morat (fondatore e direttore dell’omonima galleria di Berlino) sabato 21 e domenica 22 gennaio 2017, Micamera Il colore, la luce e la forma descrivono in maniera incisiva e del tutto naturale il racconto visivo di Jessica Backhaus, autrice tedesca di adozione prima francese e poi americana, giunta alla settima monografia e considerata una delle voci più importanti della fotografia contemporanea. E’ proprio attraverso questi elementi (il colore, la luce e la forma) che i due giorni di lavoro con la prolifica artista tedesca condurranno gli studenti a riconsiderare il potenziale metaforico che si cela nelle forme consuete. In perfetto equilibrio tra ispirazione poetica e precisione tecnica, il lavoro della Backhaus cerca una risposta alle grandi domande esistenziali attraverso le fotografie delle piccole cose, frugando con lo sguardo tra ciò che è intorno a noi. Il controllo dell’immagine è anche controllo della produzione di un libro o dell’allestimento di una mostra, tutti aspetti che verranno discussi nel corso del laboratorio. Il piccolo gruppo sarà garanzia di un intenso scambio con Jessica Backhaus, che ritorna da Micamera dopo il successo delle precedenti edizioni del corso, oggi proposto in una nuova veste. La Backhaus è annoverata tra le 55 donne fotografe più importanti in Women Photographers. From Julia Margaret Cameron to Cindy Sherman di Boris Friedewald, ed. Prestel e portata a esempio nell’interessante Photographers’ Sketchbooks di Stephen McLaren e Bryan Formhals, ed. Thames & Hudson. Six Degrees of Freedom è il titolo del suo ultimo libro e della mostra che inaugura negli stessi giorni da Micamera, di cui potete leggere qui quando: sabato 21 e domenica 22 gennaio 2017 costo: 300€ / 250€ (sconto per chi è già stato studente di Micamera) massimo 13 iscritti orari: 10-18 (con pausa pranzo) info: Giulia Zorzi: [email protected] / [email protected] telefono: 02 4548 1569 oppure 335 6817917 Jessica Backhaus è nata nel 1970 a Cuxhaven, in Germania, in una famiglia di artisti. A sedici anni si è trasferita a Parigi dove ha studiato fotografia e comunicazione visiva. Proprio a Parigi nel 1992 incontra Gisèle Freund, sua affezionata maestra. Nel 1995, la passione per la fotografia la porta a New York, dove lavora come assistente di diversi fotografi, sviluppa i propri progetti personali e vive fino al 2009. Jessica Backhaus è considerata una delle voci più originali nel panorama della fotografia contemporanea tedesca. Il suo lavoro è stato esposto in varie mostre personali e collettive, dalla National Portrait Gallery a Londra al Martin-Gropius-Bau a Berlino. Ha pubblicato sette libri con l’editore Kehrer Verlag: Jesus and the Cherries (2005), What Still Remains (2008), One Day in November (2008, dedicato a Gisèle Freund), I Wanted to See the World (2010), ONE DAY – Ten Photographers (2010), Once, Still and Forever (2012), Six Degrees of Freedom (2015). Le sue fotografie appartengono a diverse collezioni tra cui l’Art Collection della Deutsche Börse (Germania), la ING Art Collection (Belgio), la collezione del Museum of Fine Arts di Houston (USA) e la Margulies Collection di Miami (USA). Vive a Berlino. Oltre alle monografie pubblicate con l’editore Kehrer Verlag, il lavoro di Jessica Backhaus è incluso in due importanti volumi: Women Photographers. From Julia Margaret Cameron to Cindy Sherman di Boris Friedewald (Prestel, 2014) Le 55 artiste fotografe più importanti della storia della fotografia. The Photographers’ Sketchbooks di Stephen McLaren e Bryan Formhals (Thames & Hudson, 2014) Un volume che celebra il processo creativo nell’era fotografica moderna; tra gli autori anche Alec Soth e Trent Parke. Tutti i libri di Jessica Backhaus sono disponibili da Micamera – nel negozio di Milano o on line su www.micamera.com   ________________________ Tra l’8 e il 14 dicembre abbiamo pubblicato una serie di sei brevi interviste all’artista, che riportiamo qui di seguito. Ciascuna è accompagnata da un’immagine. 1/6 – Micamera: In un’intervista, scrivi ’Le fotografie ti permettono di ricordare, hanno il potere di portarti indietro nel tempo’. Il tuo ultimo libro Six Degrees of Freedom (Kehrer Verlag, 2015) parla del tuo passato, delle tue radici. Puoi raccontarci qualcosa di più di questo aspetto? – Jessica Backhaus: Il libro è in parte ispirato alla mia storia e al mio desiderio di indagare le mie radici. Non c’è un messaggio preciso, il lavoro affronta temi diversi quali la memoria, il contesto di origine, il desiderio, l’identità, il destino. Negli anni di realizzazione di questo lavoro ho visitato diversi luoghi della mia infanzia e adolescenza. Le immagini catturano simbolicamente lo spirito di questa ricerca e dei diversi momenti della mia vita. In ogni caso, sono fotografie aperte, e in quanto tali si prestano all’interpretazione soggettiva. 2/6 – Micamera: In che modo esprimi le tue esperienze di vita e le tue emozioni attraverso il tuo lavoro? – Jessica Backhaus: Le nostre esperienze ed emozioni sono fondamentali nel determinare le riflessioni. Il mio lavoro è molto intuitivo, procede in armonia con le mie emozioni e sentimenti. Semplicemente, non esiste per me un modo diverso. Per creare devi anche concederti una certa vulnerabilità ed essere aperto. Credo che quest’apertura verso ciò che è sconosciuto dia al mio lavoro un accento lirico e poetico. Sono le piccole cose e i dettagli ad essere determinanti, perché raccontano moltissimo del quadro più ampio. A volte è molto più significativo ciò che leggi tra le righe. 3/6 – Micamera: Raccontaci della tua amicizia con Gisèle Freund – Jessica Backhaus: Il rapporto con Gisèle Freund è stato molto importante per me. E’ stata un’amicizia meravigliosa, di grande ispirazione sotto molti punti di vista. La conobbi quando aveva già 84 anni, ma abbiamo fatto molte cose insieme – andavamo a vedere mostre e film, la presentavo ai miei amici, cucinavo per lei…la nostra amicizia è stata uno dei doni più belli che io abbia mai ricevuto nella mia vita. Nonostante la grande differenza di età, c’era una comprensione profonda tra noi, una connessione e un amore sinceri. Ci siamo ispirate a vicenda. Non ha influenzato solo il mio lavoro ma anche la mia[...]
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Piergiorgio Casotti: Where Does the White Go 19:00
Piergiorgio Casotti: Where Does the White Go
Gen [email protected]:00–21:00
mercoledì 25 gennaio 2017 alle ore 19 Micamera ospita una presentazione non convenzionale, con musica, di WHERE DOES THE WHITE GO di Piergiorgio Casotti Il mio omaggio alla montagna è un omaggio al (suo) silenzio. Assenza di parole, è di questa natura il rapporto che ho con la montagna. Un’assenza che ci lascia incontaminati dalle interferenze sonore, dal “rumore bianco” della società umana; un’assenza che trasforma la nostra prospettiva e ci riporta alle nostre percezioni primordiali. I volti svaniscono, le immagini si offuscano, le storie si tramandano di bocca in bocca per diventare spesso leggende o surreali vicende. – Piergiorgio Casotti Questo progetto è un censimento fotografico degli abitanti che resistono nelle piccole frazioni del crinale reggiano e insieme, un attraversamento personale e silenzioso del paesaggio, un omaggio alla montagna, una meditazione sulla lenta mutazione sociale e culturale del territorio. WHERE DOES THE WHITE GO di Piergiorgio Casotti autoprodotto, 2016 book design: Fiorenza Pinna testi: Mario Vighi e Silvano Scaruffi 112 pagine, duotone BN italiano e inglese vedi e acquista il libro qui Piergirgio Casotti è un autore conosciuto anche per Sometimes I Cannot Smile (autoprodotto, 2013), una lettura intima e personale del mondo giovanile della comunità Inuit che abita la costa orientale della Groenlandia. Il lavoro è divenuto anche un documentario dal titolo Arctic Spleen. Da vedere. Micamera è a Milano in via Medardo Rosso, 19 (quartiere Isola) MM5 Isola |MM2 Garibaldi (uscita via Pepe) | MM3 Zara siamo aperti dal mercoledì al sabato 10-13 e 16-19 oppure su appuntamento il sito della libreria telefono: 02 4548 1569
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