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Nov
30
Ven
2018
Micamera Stelline per Natale: Humboldt Books @ Micamera Stelline
Nov 30 2018@10:00–Gen 6 2019@20:00

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MICAMERA STELLINE SI PREPARA AL NATALE
HUMBOLDT BOOKS + ÒBELO

Al bookshop della Fondazione Stelline, curato da Micamera, si prospetta un mese ricco di in iniziative. Dal focus su Humboldt Books, presentato  il 30 novembre, all’intervento artistico del duo òbelo che inaugura il 12 dicembre.

 

 

Venerdì 30 novembre sarà presentato il nuovo focus editoriale dedicato al tema del viaggio e sviluppato in collaborazione con la casa editrice Humboldt Books.

Fondata da Giovanna Silva e Alberto Saibene nel 2012, Humboldt Books – che deve il proprio nome ad Alexander von Humboldt, il più grande viaggiatore scienziato di tutti tempi – declina il viaggio attraverso progetti interdisciplinari che incrociano geografia e letteratura, fotografia e arte.

Ne nascono storie di viaggio – reali e immaginarie – che i libri raccontano con sguardo nuovo e non convenzionale, incrociando i contributi di artisti, scrittori, fotografi, designer e architetti di tutto il mondo.
L’allestimento dedicato a Humboldt Books sarà accompagnato da recensioni online a cura dei librai di Micamera Stelline.

 

 

All’inaugurazione della nuova selezione, venerdì 30 novembre alle ore 18.00, sarà presente Giovanna Silva, direttrice della casa editrice.

 

L’appuntamento successivo per il mese di dicembre è mercoledì 12, alle ore 18.00, con la presentazione dell’intervento artistico di òbelo, duo composto dalla designer Claude Marzotto e dall’artista visiva Maia Sambonet che per il bookshop ha realizzato un manifesto in serigrafia a tiratura limitata e un’installazione dedicata a una selezione di titoli di Humboldt Books.

L’intervento di òbelo gioca con l’identità di Micamera Stelline, allestendo un paesaggio di libri fotografici, come se i volumi fossero stanze o “camere con vista” per l’osservazione della Terra e del firmamento.

 

 

Il focus dedicato a Humboldt Books e l’installazione di òbelo proseguiranno fino a domenica 6 gennaio 2019.

Micamera Stelline è la nuova libreria in corso Magenta 61 nata dalla collaborazione tra Fondazione Stelline e Micamera Bookstore. Insieme agli approfondimenti tematici e ai focus editoriali, propone sempre una selezione editoriale dedicata ai grandi e ai bambini, con volumi di illustrazione, grafica, fotografia e pittura.

PROSSIMI APPUNTAMENTI @ MICAMERA STELLINE

FOCUS DEDICATO A HUMBOLDT BOOKS
30 novembre 2018 – 6 gennaio 2019
Presentazione: 30 novembre, ore 18.00

ÒBELO per Micamera Stelline
INTERVENTO SITE SPECIFIC
12 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019
Inaugurazione: 12 dicembre, ore 18.00

 

 

 

 

Micamera Stelline
c.so Magenta 61, Milano
Orario: martedì – domenica, ore 10.00-20.00 (chiuso il lunedì)
Info: 02 45462411 | bookshop@stelline.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Dic
7
Ven
2018
BRYAN SCHUTMAAT: WORKSHOP E INCONTRO @ Micamera
Dic 7@19:00–Dic 9@18:00

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BRYAN SCHUTMAAT: WORKSHOP + INCONTRO
workshop: sabato 8 + domenica 9 dicembre
incontro: venerdì 7 dicembre alle 19

Bryan Schutmaat (1983) è un fotografo texano le cui immagini – fortemente liriche ed emotivamente intense – descrivono gli aspri paesaggi del Grande West americano e la gente che li abita.

Il suo primo libro, dal titolo Grays the Mountain Sends (Silas Finch Foundation, 2013 / seconda edizione nel 2014) è il racconto della vita in una serie di piccole cittadine di montagna intorno ad alcune miniere. Il libro ha riscosso un grande successo internazionale (entrambe le edizioni sono fuori catalogo) e la serie è stata premiata con l’ Aperture Portfolio Prize nel 2013.

La seconda monografia di Schutmaat si intitola Good Goddamn (Trespasser, 2017 /seconda edizione nel 2018) e raccoglie una serie di immagini scattate nel giro di pochi giorni trascorsi insieme a un amico, in Texas, prima che questi andasse in prigione.

 

Le vastità del paesaggio americano, la wilderness, il rapporto dell’uomo con la propria terra, la solitudine, la mascolinità: Schutmaat appartiene a una nuova generazione di fotografi che – come ha scritto Lesley Martin, hanno affinato la propria capacità descrittiva, sviluppando allo stesso tempo una visione soggettiva e un talento nei ritratti – hanno quindi unito la lezione dei New Topographics a quella dei New Documents e creato quindi il genere dei cosiddetti New Docugraphics – cioè quelli che meglio di chiunque altro sanno cogliere la tradizione dell’American West in senso contemporaneo.

La fotografia di Schutmaat ha assimilato la lezione dei grandi maestri come Robert Adams, Garry Winogrand, Joel Sternfeld, ma anche Alec Soth – giusto per citarne alcuni. Ma vi è molto più di questo. Le sue immagini hanno il suono della musica folk, country, blues rock, indie, pop. E anche se Schutmaat sostiene che ‘le parole ostacolano le fotografie, perlomeno nel mio lavoro‘, la letteratura e la poesia sono una fondamentale ispirazione:  The Ice at the Bottom of the World di Mark Richard (nel caso di Good Goddamn – una raccolta di racconti di cui non esiste una traduzione italiana) e la poesia di Richard Hugo  ‘Degrees of Gray in Philipsburg’  per Grays the Mountain Sends (di questa poesia esiste una traduzione italiana a cura di Luca Conti uscita per Einaudi).

Il riferimento è evidente fin dal titolo, ma soprattutto nell’immagine finale del libro, che è una precisa citazione di un verso di Hugo. Dopo una sequenza decisamente malinconica vuole essere una rappresentazione della speranza, che qui assume le vesti di una donna con i lunghi capelli rossi (peraltro unica donna nel libro). L’immagine vuole essere anche un omaggio alla fotografia di William Eggleston.

Sfumature di grigio a Philipsburg

Risponditi di no. Il vecchio, ventenne
quando costruirono la prigione, ride ancora
malgrado le labbra rotte. Un giorno di questi,
dice, mi metterò a dormire e non mi sveglierò.
Digli di no. Stai parlando con te stesso.
La macchina che ti ha portato qui funziona ancora.
Il denaro con cui ti sei pagato il pranzo,
non importa da quale miniera venga, è d’argento
e la ragazza che ti ha servito
è snella e i suoi capelli rossi illuminano il muro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bryan Schutmaat ha anche curato, insieme a Ashlyn Davis, un libro molto bello dal titolo Islands of the Blest (The Silas Finch Foundation, 2014 / seconda edizione nel 2016, con una poesia di Michael McGriff), che presenta una selezione di fotografie provenienti da archivi digitali pubblici, datate dal 1870 al 1970 e riferite a luoghi diversi del West.

Durante il workshop, Bryan parlerà dei propri lavori e racconterà anche perché ha scelto di pubblicarsi da sé (Trespasser è la sua casa editrice). Dedicherà una lezione alle sue ispirazioni, non solo in fotografia. Nel corso dei due giorni i partecipanti al workshop avranno anche la possibilità di mostrare una selezione del proprio lavoro a Schutmaat e ricevere un suo commento.

Le opere di Schutmaat appartengono alle collezioni: San Francisco Museum of Modern Art,  Baltimore Museum of Art,  Hood Museum at Dartmouth,  Museum of Fine Arts, Houston.
Good Goddamn è stato recentemente esposto alla Kominek Gallery di Berlino e sarà in mostra presso la Galerie Wouter van Leeuwen di Amsterdam, dal novembre 2018 a gennaio 2019.

Il sito di Bryan Schutmaat qui

info pratiche per il workshop:
quando: sabato 8 e domenica 9 dicembre 2018 dalle 10 alle 18
dove: Micamera – via Medardo Rosso, 19 – Milan0
quanto costa: 250€
numero di studenti: massimo 13
info: Giulia Zorzi / associazione@micamera.it / +39 335 6817917
lingua: inglese

 

Gen
10
Gio
2019
NICOLAS POLLI presenta Ferox: The Forgotten Archives 1976 – 2010 @ Micamera
Gen 10@19:00–21:00

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Nei giorni in cui la sonda New Horizons ci manda le immagini di Ultima Thule, il corpo celeste più lontano che sia mai stato esplorato dall’uomo (che in modo molto appropriato per la stagione assomiglia a un pupazzo di neve), inaugurando i festeggiamenti del 50mo anniversario del’indimenticabile momento in cui Neil Armstrong, Michael  Collins e Buzz Aldrin guardarono la luna fuori dall’oblò dell’Apollo 11 sulle note di Come fly with me di Frank Sinatra e poi (forse, chissà) ci fu la storica prima passeggiata lunare trasmessa in diretta televisiva per un pubblico mondiale — ecco, in questi giorni anche noi vi invitiamo a un fantastico viaggio insterstellare.

Precisamente, vi portiamo su un pianeta chiamato FEROX.

Insieme a Fobos e Deimos, Ferox è la terza luna di Marte. Scoperta nel 1989, è stata oggetto di studio del programma cosiddetto IEMS – The International Exploration for the Mars Surroundings.

 

Ci guiderà Nicolas Polli, autore del meritevole libro Ferox – The Forgotten Archives 1976-2010 , recentemente balzato agli onori della cronaca con la nomina tra i finalisti del celebre premio Aperture – Paris Photo nella categoria dedicata al primo libro.

Un libro di fotografie (e testi), con grande uso di materiale di archivio, cui l’autore vuole avvicinare il pubblico alla scienza, usando le sue ottime competenze di graphic designer.

Pubblicato da Ciao Press, casa editrice reale più o meno quanto Ferox, in collaborazione con Skinnerboox, Ferox – The Forgotten Archives 1976-2010 esiste in una tiratura limitatissima di 600 copie e sarà disponibile per la serata.

Non perdere l’occasione, prenota la tua copia firmata qui

 

Nicolas Polli nasce a Brusino Arsizio, in Svizzera nel 1989, e vive a Losanna dove lavora presso il Master in fotografia dell’ECAL (Ecole cantonale d’art de Lausanne). Nel 2012 fonda la rivista YET con Salvatore Vitale, rivista di fotografia riconosciuta a livello internazionale. Nel 2016 ha vinto il premio HES-SO per il suo progetto “Ferox the Forgotten Archives”, lo stesso progetto viene selezionato per più premi come Images Book Award, Unseen Book Award, Luma Foundation Book Award e Aperture First Book Award. Nel 2016 è stato selezionato per il “Prix de la relève photographique” di Pro Helvetia e nel 2018 vince gli Swiss Design Award.

Il 28 febbraio Nicolas Polli inaugurerà la presentazione site-specific del progetto presso MEGA a Milano.

 

 

 

Gen
12
Sab
2019
PRATICARE LA FOTOGRAFIA OGGI IN 4 APPUNTAMENTI @ Micamera
Gen 12@10:00–18:00

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PRATICARE LA FOTOGRAFIA OGGI IN QUATTRO APPUNTAMENTI
con FABIO BONI

Un corso per sperimentare i generi più importanti della fotografia con l’aiuto di un professionista.
Dalla progettazione allo scatto, dalla selezione alla calibrazione fino all’archiviazione.

 

 

 

 

 

 

 

Fabio Boni è nato nel 1965 a Reggio Emilia, dove vive e lavora dedicando particolare attenzione al ritratto e alla fotografia sociale, producendo ricerche in Italia e all’estero dall’inizio degli anni novanta. Tiene corsi e workshop in diversi istituti, tra cui il CFP Bauer di Milano, lo Studio Marangoni di Firenze, il Liceo Artistico Chierici di Reggio Emilia e conduce interventi didattici in scuole di ogni ordine e grado, dalle scuole per l’infanzia agli Istituti post diploma.
Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre e pubblicato in diversi cataloghi. Sue opere sono conservate presso collezioni pubbliche e private.

 

⇒⇒⇒ 2. LEZIONI

Quando:
sabato 12 gennaio dalle 10 alle 18: Il ritratto
sabato 19 gennaio: Il paesaggio urbano
sabato 26 gennaio: La street photography
lunedì 4 febbraio dalle 19 alle 21.30

(nota bene: le condizioni metereologiche possono influire sulle date!)

Programma (metodo di lavoro):
Progetta la fotografia —- Che differenza c’è tra un’istantanea o snapshot e una fotografia? La fotografia è il risultato di un’azione consapevole. Pensare, progettare uno scatto è la parte più importante e la qualità meno insegnata

Scatta l’immagine —- Ogni macchina fotografica ha una sua personalità e caratteristiche precise. Impariamo a conoscerle, controllarle e ad usarle per ottenere i migliori risultati.

Seleziona le immagini —- Non dobbiamo (mai!) mostrare il nostro lavoro se prima non abbiamo effettuato una selezione delle fotografie migliori. Proviamo a capire quali sono le modalità e i criteri per un editing che valorizzi i nostri progetti.

Aggiusta l’immagine —- Le fotografie non sono mai perfette (quasi mai!) al momento dello scatto, ma puoi dare loro la forma che cercavi. I professionisti lo fanno, impara anche tu!

Archivia le immagini —- Prima o poi ci succederà di dover ricercare vecchie fotografie, archiviate e nominate chissà dove e in che modo: cerchiamo un metodo efficace per organizzare il nostro archivio.

I GENERI:

IL RITRATTO: noi e gli altri attraverso l’obbiettivo.
Esercitiamoci all’interno di un set con luci da studio per analizzare insieme modalità e tecniche di questo genere fotografico, che quasi tutti pratichiamo ma forse non conosciamo fino in fondo.

PAESAGGIO URBANO: la mappa non è il territorio.
Osserviamo la città, i suoi spazi, i suoi edifici, in contesti storici e contemporanei. Esercitiamoci utilizzando diversi punti di vista per osservare cosa sta intorno a noi.

STREET PHOTOGRAPHY: cosa succede in città.
Andiamo in strada e fotografiamo le persone che animano i luoghi, che li vivono e che li trasformano, rendendoli vivi.

foto di Fabio Boni

 

Costo: 380€

dove: Micamera
via Medardo Rosso, 19 – Milano (MM Garibaldi o MM Isola)

contatto: Giulia Zorzi / 02 4548 1569 oppure 335 6817 917
associazione@micamera.it

Gen
19
Sab
2019
PRATICARE LA FOTOGRAFIA OGGI IN 4 APPUNTAMENTI @ Micamera
Gen 19@10:00–18:00

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PRATICARE LA FOTOGRAFIA OGGI IN QUATTRO APPUNTAMENTI
con FABIO BONI

Un corso per sperimentare i generi più importanti della fotografia con l’aiuto di un professionista.
Dalla progettazione allo scatto, dalla selezione alla calibrazione fino all’archiviazione.

 

 

 

 

 

 

 

Fabio Boni è nato nel 1965 a Reggio Emilia, dove vive e lavora dedicando particolare attenzione al ritratto e alla fotografia sociale, producendo ricerche in Italia e all’estero dall’inizio degli anni novanta. Tiene corsi e workshop in diversi istituti, tra cui il CFP Bauer di Milano, lo Studio Marangoni di Firenze, il Liceo Artistico Chierici di Reggio Emilia e conduce interventi didattici in scuole di ogni ordine e grado, dalle scuole per l’infanzia agli Istituti post diploma.
Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre e pubblicato in diversi cataloghi. Sue opere sono conservate presso collezioni pubbliche e private.

 

⇒⇒⇒ 2. LEZIONI

Quando:
sabato 12 gennaio dalle 10 alle 18: Il ritratto
sabato 19 gennaio: Il paesaggio urbano
sabato 26 gennaio: La street photography
lunedì 4 febbraio dalle 19 alle 21.30

(nota bene: le condizioni metereologiche possono influire sulle date!)

Programma (metodo di lavoro):
Progetta la fotografia —- Che differenza c’è tra un’istantanea o snapshot e una fotografia? La fotografia è il risultato di un’azione consapevole. Pensare, progettare uno scatto è la parte più importante e la qualità meno insegnata

Scatta l’immagine —- Ogni macchina fotografica ha una sua personalità e caratteristiche precise. Impariamo a conoscerle, controllarle e ad usarle per ottenere i migliori risultati.

Seleziona le immagini —- Non dobbiamo (mai!) mostrare il nostro lavoro se prima non abbiamo effettuato una selezione delle fotografie migliori. Proviamo a capire quali sono le modalità e i criteri per un editing che valorizzi i nostri progetti.

Aggiusta l’immagine —- Le fotografie non sono mai perfette (quasi mai!) al momento dello scatto, ma puoi dare loro la forma che cercavi. I professionisti lo fanno, impara anche tu!

Archivia le immagini —- Prima o poi ci succederà di dover ricercare vecchie fotografie, archiviate e nominate chissà dove e in che modo: cerchiamo un metodo efficace per organizzare il nostro archivio.

I GENERI:

IL RITRATTO: noi e gli altri attraverso l’obbiettivo.
Esercitiamoci all’interno di un set con luci da studio per analizzare insieme modalità e tecniche di questo genere fotografico, che quasi tutti pratichiamo ma forse non conosciamo fino in fondo.

PAESAGGIO URBANO: la mappa non è il territorio.
Osserviamo la città, i suoi spazi, i suoi edifici, in contesti storici e contemporanei. Esercitiamoci utilizzando diversi punti di vista per osservare cosa sta intorno a noi.

STREET PHOTOGRAPHY: cosa succede in città.
Andiamo in strada e fotografiamo le persone che animano i luoghi, che li vivono e che li trasformano, rendendoli vivi.

foto di Fabio Boni

 

Costo: 380€

dove: Micamera
via Medardo Rosso, 19 – Milano (MM Garibaldi o MM Isola)

contatto: Giulia Zorzi / 02 4548 1569 oppure 335 6817 917
associazione@micamera.it

Gen
26
Sab
2019
PRATICARE LA FOTOGRAFIA OGGI IN 4 APPUNTAMENTI @ Micamera
Gen 26@10:00–18:00

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PRATICARE LA FOTOGRAFIA OGGI IN QUATTRO APPUNTAMENTI
con FABIO BONI

Un corso per sperimentare i generi più importanti della fotografia con l’aiuto di un professionista.
Dalla progettazione allo scatto, dalla selezione alla calibrazione fino all’archiviazione.

 

 

 

 

 

 

 

Fabio Boni è nato nel 1965 a Reggio Emilia, dove vive e lavora dedicando particolare attenzione al ritratto e alla fotografia sociale, producendo ricerche in Italia e all’estero dall’inizio degli anni novanta. Tiene corsi e workshop in diversi istituti, tra cui il CFP Bauer di Milano, lo Studio Marangoni di Firenze, il Liceo Artistico Chierici di Reggio Emilia e conduce interventi didattici in scuole di ogni ordine e grado, dalle scuole per l’infanzia agli Istituti post diploma.
Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre e pubblicato in diversi cataloghi. Sue opere sono conservate presso collezioni pubbliche e private.

 

⇒⇒⇒ 2. LEZIONI

Quando:
sabato 12 gennaio dalle 10 alle 18: Il ritratto
sabato 19 gennaio: Il paesaggio urbano
sabato 26 gennaio: La street photography
lunedì 4 febbraio dalle 19 alle 21.30

(nota bene: le condizioni metereologiche possono influire sulle date!)

Programma (metodo di lavoro):
Progetta la fotografia —- Che differenza c’è tra un’istantanea o snapshot e una fotografia? La fotografia è il risultato di un’azione consapevole. Pensare, progettare uno scatto è la parte più importante e la qualità meno insegnata

Scatta l’immagine —- Ogni macchina fotografica ha una sua personalità e caratteristiche precise. Impariamo a conoscerle, controllarle e ad usarle per ottenere i migliori risultati.

Seleziona le immagini —- Non dobbiamo (mai!) mostrare il nostro lavoro se prima non abbiamo effettuato una selezione delle fotografie migliori. Proviamo a capire quali sono le modalità e i criteri per un editing che valorizzi i nostri progetti.

Aggiusta l’immagine —- Le fotografie non sono mai perfette (quasi mai!) al momento dello scatto, ma puoi dare loro la forma che cercavi. I professionisti lo fanno, impara anche tu!

Archivia le immagini —- Prima o poi ci succederà di dover ricercare vecchie fotografie, archiviate e nominate chissà dove e in che modo: cerchiamo un metodo efficace per organizzare il nostro archivio.

I GENERI:

IL RITRATTO: noi e gli altri attraverso l’obbiettivo.
Esercitiamoci all’interno di un set con luci da studio per analizzare insieme modalità e tecniche di questo genere fotografico, che quasi tutti pratichiamo ma forse non conosciamo fino in fondo.

PAESAGGIO URBANO: la mappa non è il territorio.
Osserviamo la città, i suoi spazi, i suoi edifici, in contesti storici e contemporanei. Esercitiamoci utilizzando diversi punti di vista per osservare cosa sta intorno a noi.

STREET PHOTOGRAPHY: cosa succede in città.
Andiamo in strada e fotografiamo le persone che animano i luoghi, che li vivono e che li trasformano, rendendoli vivi.

foto di Fabio Boni

 

Costo: 380€

dove: Micamera
via Medardo Rosso, 19 – Milano (MM Garibaldi o MM Isola)

contatto: Giulia Zorzi / 02 4548 1569 oppure 335 6817 917
associazione@micamera.it

Gen
31
Gio
2019
UNSEEN / NON VISTI @ Micamera
Gen 31@19:00–Mar 3@19:00

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foto di Andrei Liankevich

UNSEEN / NON VISTI
Sguardi sull’Europa. Quattro fotografi in viaggio
Jutta Benzenberg, Andrei Liankevich, Livio Senigalliesi, Mila Teshaieva
a cura di Gabi Scardi

Mostra collettiva di fotografia
1 febbraio – 3 marzo 2019
con il patrocinio del Comune di Milano
Inaugurazione 31 gennaio 2019, ore 19.00
con la presenza dei fotografi e della curatrice

Esiste un‘Europa non vista, tagliata fuori dallo sviluppo economico, dall’attenzione della politica e dei media. Esiste un’Europa che, prima della crisi, produceva ed era competitiva e che ora viene abbandonata dai suoi abitanti più giovani. Quattro fotografi, Jutta Benzenberg, Andrei Liankevich, Livio Senigalliesi e Mila Teshaieva, sono andati nelle zone rurali e nei piccoli centri dell’Albania, nella vasta palude della Polesia in Bielorussia, nella Sassonia-Anhalt nell’ex Germania dell’Est e nell’area carbonifera italiana del Sulcis in Sardegna e ne hanno raccontato il nucleo più interno e vulnerabile, quello familiare.

La mostra, curata da Gabi Scardi, testimonia gli “effetti collaterali” dei grandi cambiamenti occorsi negli ultimi decenni nel vecchio continente, rilevandone sia i minimi comuni denominatori, sia le diversità. L’esposizione ha origine da un progetto del Goethe-Institut Mailand nato nel 2017: “Nell’ombra – Famiglie in Europa”. Il progetto voleva indagare gli effetti sulla famiglia della rapida trasformazione dell’Europa, in alcune aree europee fino a poco tempo fa produttive e competitive ed oggi in una situazione di crisi e spopolamento. L’indagine è avvenuta attraverso l’occhio di fotografi provenienti da diversi Paesi europei: Jutta Benzenberg dall’Albania, Andrei Liankevich dalla Bielorussia, Livio Senigalliesi dall’Italia e Mila Teshaieva dalla Germania. Ciascuno di loro ha compiuto uno o più viaggi, sia nel proprio paese che in uno di quello degli altri, producendo da un lato un cambio di prospettiva e dall’altro anche una scoperta nel proprio paese. Così ad es. Livio e Andrei sono stati in Sardegna e in Polesia, mentre Mila e Jutta in Albania e Sassonia.

Ogni fotografo è stato accompagnato da un esperto o da un giornalista dotato di un’approfondita conoscenza della zona. La mostra restituisce una selezione delle fotografie. Il moltiplicarsi degli sguardi e dei piani di lettura hanno fatto emergere le storie e le microstorie delle persone incontrate durante i viaggi, la stratificazione di esperienze, la complessità di ogni territorio. La mostra diventa così una sorta di cartografia corale, seppur parziale, delle aree d’Europa più celate e lasciate ai margini.

Le fotografie in mostra
La mostra comprende quattro nuclei di fotografie, suddivisi per autore. Le opere hanno dimensioni e formati molto differenti, di volta in volta aderenti agli intenti del singolo fotografo. Tra le immagini in mostra, si alternano ritratti e visioni d’interni, figure immerse nei luoghi dell’abitare e nell’ambiente quotidiano che le circonda, oggetti, architetture, paesaggi di riferimento e altro ancora. Emergono così le diverse interpretazioni che gli autori hanno dato dei luoghi: letture oggettive, di carattere documentario, antropologico, sociologico; così come approcci più sensibili, intimi, quasi interrogativi.
Per restituire vividamente questi racconti, alle immagini sono affiancati alcuni video e i testi redatti da alcuni dei fotografi e degli “accompagnatori” durante i viaggi. Per ciascun autore sono esposti in media circa trenta scatti.

Le tappe della mostra
La mostra inaugura a Milano e prosegue in primavera a Roma, dal 21 marzo al 26 maggio presso il Museo di Roma in Trastevere. Nel settembre 2019, per il “Mese della fotografia”, sarà a Minsk e subito dopo a Tirana per “l’Ottobre tedesco”. A inizio 2020 chiude con l’ultima tappa a Halle presso la Kunststiftung des Sachsen-Anhalts (Fondazione per l’arte della Sassonia-Anhalt).

I fotografi

Jutta Benzenberg
In Albania ha proseguito un filone di ricerca che porta avanti da circa vent’anni viaggiando per il paese, cercando di dare voce alle persone “dimenticate” e raccontando le loro vite. In questo caso si è concentrata sulla realtà del piccolo centro di Adriatik City.
Dall’altro lato il progetto è stato stimolo di riscoperta della sua terra d’origine, la Germania, di cui ha avvicinato realtà in precedenza poco considerate, come Bitterfeld-Wolfen e Halle, nella ex Germania dell‘Est.
Tra le foto da lei realizzate emergono con forza i ritratti intensi ed espressivi dei bambini. Sono inoltre numerosi i frammenti di vita quotidiana e le immagini di esterni: luoghi e architetture abbandonate, a margine delle città.

Jutta Benzenberg – Germania

Jutta Benzenberg ha studiato fotografia alla Staatliche Fachakademie für Fotodesign di Monaco e ha lavorato poi come fotografa per varie riviste di fotografia e di teatro. Nel 1991 ha fatto il suo primo viaggio attraverso l’Albania, in compagnia dello scrittore Ardian Klosi, per documentare lo sconvolgimento di quei tempi, catturare ritratti e immortalare paesaggi. Dopo numerosi viaggi in Albania, hanno pubblicato insieme, nella primavera del 1993 a Salisburgo il libro “Albanisches Überleben – Albanian Survival”. Il loro secondo libro, „Bukuri e rëndë – Sombre Beauty“, sponsorizzato da Swiss culture foundation Pro Helvetia, venne pubblicato a Tirana nel 2004. I lavori di questa pubblicazione sono stati esposti in mostre quali Biennial Arts Festival Tirana (Abania), Think Pink (Prishtina, Croazia), Goethe-Institut (Thessaloniki e Atene, Grecia). Le sue ultime mostre personali e collettive si sono svolte in Romania, Austria, Croazia, Grecia, Germania, Montenegro, Serbia, Albania, USA (Washington DC) e America Latina. Dal 2013 al 2014 ha lavorato come fotografo ufficiale del Primo Ministro dell’Albania, Edi Rama. Attualmente vive a Tirana.

Andrei Liankevich
Andrei Liankevich ha scelto di dare visibilità alla vita ordinaria, il suo progetto è dedicato da una parte agli anziani solitari, soprattutto donne, che popolano le terre paludose della Polesia, in Bielorussia, dall’altra ai minatori sardi di oggi e di ieri, accomunati dal rispetto per la montagna e dalla vita scandita dal lavoro in miniera. Andrei Liankevich ha viaggiato in Bielorussia, sua terra d’origine, e in Italia, per riscoprire non solo la vita e il lavoro delle persone di queste aree, ma anche i miti, le tradizioni e le leggende che ancora sopravvivono. I volti vissuti di uomini e donne si alternano a paesaggi e a riletture storiche delle miniere sarde.

Andrei Liankevich – Bielorussia

Andrei Liankevich è nato nel 1981 a Grodno e abita a Minsk. Nel 2014 ha dato vita al festival della fotografia “Mese della fotografia di Minsk” e da allora ne è il direttore, intendendo, con questo festival, promuovere la fotografia come forma d’arte.

Livio Senigalliesi

Per questo progetto Livio Senigalliesi ripercorre luoghi fermi nel tempo in Italia e in Bielorussia. Le sue foto della Sardegna testimoniano grandi archeologie industriali di miniere ed edifici dismessi, credenze e rituali come la processione di Santa Barbara, e la vita di coloro che in questi luoghi sono nati, vissuti e hanno lavorato e sofferto nelle miniere. I volti ritratti degli abitanti della Polesia mostrano i segni di un tempo altro, di ritmi di vita lontani dalla frenesia moderna, di gente abbandonata a se stessa.

Livio Senigalliesi – Sardegna

Nato a Milano nel 1956, ha iniziato la carriera di fotogiornalista alla fine degli anni ’70 dedicandosi ai grandi temi della realtà italiana e usando la fotocamera come strumento di analisi sociale.
Dalla fine degli anni ’80 la sua attenzione va all’attualità internazionale e pubblica ampi reportage sulle maggiori testate nazionali ed estere.
La passione per la fotografia intesa come testimonianza e l’attenzione ai fatti storici di questi ultimi decenni lo hanno portato su fronti caldi come il Medio-Oriente e il Kurdistan durante la guerra del Golfo, nella Berlino della divisione e della riunificazione, a Mosca durante i giorni del golpe che sancirono la fine dell’Unione Sovietica, a Sarajevo dove ha vissuto tra la gente l’assedio più lungo della Storia.
Ha seguito tutte la fasi del conflitto in Jugoslavia e documentato le atroci conseguenze di guerre e genocidi in Africa e Sud-Est Asiatico.
Negli ultimi anni si focalizza su due progetti: quello dedicato alle vittime civili dei conflitti e quello sulla condizione umana degli immigrati, seguendo le rotte migratorie nel Mediterraneo e i progetti di accoglienza per i richiedenti asilo in Italia.
Oltre alle mostre e ai libri, realizza progetti didattici per gli studenti delle scuole, affinché la sua testimonianza diretta avvicini i giovani ai temi della pace e della guerra e alla comprensione delle migrazioni forzate.

Mila Teshaieva
Da sempre interessata alle modalità di costruzione della memoria collettiva e individuale in Europa, per il progetto Mila Teshaieva ha deciso di indagare aree della Germania e dell’Albania che, seppur profondamente diverse per infrastrutture ed economia, sono accomunate dallo stesso senso di “interruzione” di crescita. In queste difficili situazioni, le sue immagini evidenziano momenti di vita comune, di solidarietà e di forza di volontà.

Mila Teshaieva – Albania

Mila Teshaieva è nata nel 1974 ed è cresciuta a Kiev. Attualmente vive a Berlino. Il suo lavoro si concentra su tematiche legate alle identità sociali strutturate e alla manipolazione politica della memoria e della storia, combinando approcci documentaristici a interpretazioni artistiche. Le sue produzioni sono state esposte in musei e gallerie in tutto il mondo, con mostre recenti presso: Museum Europäischer Kulturen Berlino, Haggerty Museum of Art Milwaukee USA, Alma Lov Museum Svezia e Museum Kunst der Westküste di Alkersum in Germania. Ha pubblicato le monografie “Promising Waters” Kehrer Editore 2013 e “InselWesen” Kehrer Editore 2016, oltre a “Faces and Stories of Entrepreneurs”, commissionata e pubblicata da Swiss Development and Cooperation nel 2015. I suoi lavori sono stati pubblicati da Time Magazine, Die Zeit, GEO e Financial Times. Accanto a progetti personali lavora spesso anche per progetti commissionati da organizzazioni internazionali per lo sviluppo come GIZ (la società tedesca per la cooperazione internazionale), SDC (l’agenzia svizzera per lo sviluppo e la cooperazione), UNICEF e altri. Fa parte della rinomata agenzia fotografica Ostkreuz di Berlino.

Informazioni generali e contatti:

Unseen / Non visti
Sguardi sull’Europa. Quattro fotografi in viaggio

31 gennaio, ore 19.00 inaugurazione
alla presenza dei fotografi e della curatrice

Apertura 1 febbraio – 3 marzo 2019, mer-sab 10-13 / 16-19
Ingresso libero

Micamera
Via Medardo Rosso 19, Milano
mail: associazione@micamera.it / tel 02 4548 1569

Goethe-Institut Mailand
Via San Paolo, 10 – Milano
Tel. +39 02 7769171
info-mailand@goethe.de

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Contatti ufficio stampa:
Milano – Chiara Sermoneta – sermoneta.kultur@goethe.de – Tel. 02 77691732 – 347.5823322
Roma – Elisa Costa – elisa.costa@goethe.de – Tel. 06 84400566 – 345.2909875

 

 

Feb
4
Lun
2019
PRATICARE LA FOTOGRAFIA OGGI IN 4 APPUNTAMENTI @ Micamera
Feb 4@10:00–18:00

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PRATICARE LA FOTOGRAFIA OGGI IN QUATTRO APPUNTAMENTI
con FABIO BONI

Un corso per sperimentare i generi più importanti della fotografia con l’aiuto di un professionista.
Dalla progettazione allo scatto, dalla selezione alla calibrazione fino all’archiviazione.

 

 

 

 

 

 

 

Fabio Boni è nato nel 1965 a Reggio Emilia, dove vive e lavora dedicando particolare attenzione al ritratto e alla fotografia sociale, producendo ricerche in Italia e all’estero dall’inizio degli anni novanta. Tiene corsi e workshop in diversi istituti, tra cui il CFP Bauer di Milano, lo Studio Marangoni di Firenze, il Liceo Artistico Chierici di Reggio Emilia e conduce interventi didattici in scuole di ogni ordine e grado, dalle scuole per l’infanzia agli Istituti post diploma.
Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre e pubblicato in diversi cataloghi. Sue opere sono conservate presso collezioni pubbliche e private.

 

⇒⇒⇒ 2. LEZIONI

Quando:
sabato 12 gennaio dalle 10 alle 18: Il ritratto
sabato 19 gennaio: Il paesaggio urbano
sabato 26 gennaio: La street photography
lunedì 4 febbraio dalle 19 alle 21.30

(nota bene: le condizioni metereologiche possono influire sulle date!)

Programma (metodo di lavoro):
Progetta la fotografia —- Che differenza c’è tra un’istantanea o snapshot e una fotografia? La fotografia è il risultato di un’azione consapevole. Pensare, progettare uno scatto è la parte più importante e la qualità meno insegnata

Scatta l’immagine —- Ogni macchina fotografica ha una sua personalità e caratteristiche precise. Impariamo a conoscerle, controllarle e ad usarle per ottenere i migliori risultati.

Seleziona le immagini —- Non dobbiamo (mai!) mostrare il nostro lavoro se prima non abbiamo effettuato una selezione delle fotografie migliori. Proviamo a capire quali sono le modalità e i criteri per un editing che valorizzi i nostri progetti.

Aggiusta l’immagine —- Le fotografie non sono mai perfette (quasi mai!) al momento dello scatto, ma puoi dare loro la forma che cercavi. I professionisti lo fanno, impara anche tu!

Archivia le immagini —- Prima o poi ci succederà di dover ricercare vecchie fotografie, archiviate e nominate chissà dove e in che modo: cerchiamo un metodo efficace per organizzare il nostro archivio.

I GENERI:

IL RITRATTO: noi e gli altri attraverso l’obbiettivo.
Esercitiamoci all’interno di un set con luci da studio per analizzare insieme modalità e tecniche di questo genere fotografico, che quasi tutti pratichiamo ma forse non conosciamo fino in fondo.

PAESAGGIO URBANO: la mappa non è il territorio.
Osserviamo la città, i suoi spazi, i suoi edifici, in contesti storici e contemporanei. Esercitiamoci utilizzando diversi punti di vista per osservare cosa sta intorno a noi.

STREET PHOTOGRAPHY: cosa succede in città.
Andiamo in strada e fotografiamo le persone che animano i luoghi, che li vivono e che li trasformano, rendendoli vivi.

foto di Fabio Boni

 

Costo: 380€

dove: Micamera
via Medardo Rosso, 19 – Milano (MM Garibaldi o MM Isola)

contatto: Giulia Zorzi / 02 4548 1569 oppure 335 6817 917
associazione@micamera.it

Mar
11
Lun
2019
Alex Majoli: Scene / presentazione e firmacopie @ Micamera
Mar 11@19:00–21:30

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Lunedì 11 marzo _ ore 19
Alex Majoli presenta Scene (MACK + Le Bal, 2019)
a seguire, firmacopie

SCENE è un riferimento alla teatralità. Il nuovo, bel libro di Majoli raccoglie immagini scattate nell’arco di otto anni: documentazione di conflitti ed emergenze umanitarie, manifestazioni politiche, ma anche momenti di vita quotidiana.

E’ il teatro della vita: il mondo qui è un palcoscenico buio illuminato dal flash della macchina fotografica. Ma attenzione, non vi è messinscena: Majoli non costruisce le immagini, spesso non interagisce nemmeno con i soggetti fotografati. Nel libro, per dirla con David Campany, la rappresentazione del dramma e il dramma della rappresentazione diventano la stessa cosa. E tutto sembra accadere sul finire del giorno, mentre cala la notte. Qualcuno, consapevole della presenza del fotografo, avrà forse modificato il gesto? Non è dato saperlo.

La mostra appena inaugurata a Le Bal (Parigi) è accompagnata da una serie di performance che ragionano proprio sul rapporto tra realtà e finzione. Perché se il teatro è guardare vedendo, la fotografia, nella sequenza del libro, muove alla riflessione su ciò che si è visto.

Alex Majoli presenta il libro da Micamera lunedì 11 marzo alle ore 19
in via Medardo Rosso, 19 a Milano
tel. 02 4548 1569 / associazione@micamera.it

PRENOTA LA TUA COPIA FIRMATA QUI

Mar
20
Mer
2019
Photo Trouvée _ Alessandra Piolotto @ Cinema Beltrade
Mar 20@18:30–Apr 20@19:00

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Punta Raisi, 10 ottobre 1963. Zii Tommaso e Regina da Chicago

 

mercoledì 20 marzo_ore 18.30
Alessandra Piolotto
Photo trouvée. La parola all’immagine

Micamera e cinema Beltrade tornano a collaborare. Fotografia e cinema trovano un punto di incontro sulle scale della sala in via Oxilia, 10, che a partire al 20 marzo ospiterà le storie di Alessandra Piolotto raccolte in una serie dal titolo: Photo trouvée. La parole all’immagine.

Nel 2015 Alessandra Piolotto scopre la collezione di fotografie anonime di Micamera. Tra le centinaia di fotografie scattate da sconosciuti cerca delle tracce, dei dettagli significativi da cui prende spunto per la scrittura di racconti. A volte la chiave è nell’inquadratura, altre volte nelle parole annotate a margine o sul retro della foto.

Il racconto, costruito sulla soglia della fotografia e del cinema, è un invito alla lettura di un’immagine, a un modo per abitarla nella sua rappresentazione riflessa del vero.
E’ una ricerca che si compone di associazioni trasversali. Come un romanzo dentro a un quadro abitato da diversi personaggi, nelle photo trouvée si intrecciano differenti vicende interpretate e restituite all’osservatore attraverso le parole.

Photo trouvée. La parole all’immagine è un diario di viaggio, di esplorazioni fantastiche, di riflessioni e di storie che compongono quell’essenza silicea delle cose di cui siamo fatti.

Un viaggio che si rinnoverà ogni mese presentando una fotografia o una piccola serie di immagini ogni volta. Per iniziare non abbiamo scelto a caso il giorno dell’equinozio, quando buio e luce hanno lo stesso numero di ore e si annuncia la primavera.

Photo trouvée. La parole all’immagine è un progetto di Alessandra Piolotto a cura di Giulia Zorzi / Micamera.

Alessandra Piolotto si interessa da tempo a un percorso di indagine e ricerca antropologica e botanica relativamente ai contesti storici post coloniali e alle pratiche culturali identitarie. La sua metodologia fa riferimento soprattutto ai materiali fotografici d’archivio e documentali con particolare attenzione all’approccio storico-artistico.

Micamera è libreria, galleria, centro di formazione dedicato alla fotografia.

Il cinema Beltrade propone dal 2013 una selezione di film indipendenti, documentari e film in lingua originale, incontri con i registi nonché rassegne a tema e sperimentazioni video-musicali dal vivo.

Cinema Beltrade
via Oxilia, 10 – Milano

info: Giulia Zorzi / associazione@micamera.it

 

 


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