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Mar
20
Mer
2019
Photo Trouvée _ Alessandra Piolotto @ Cinema Beltrade
Mar 20@18:30–Apr 20@19:00

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Punta Raisi, 10 ottobre 1963. Zii Tommaso e Regina da Chicago

 

mercoledì 20 marzo_ore 18.30
Alessandra Piolotto
Photo trouvée. La parola all’immagine

Micamera e cinema Beltrade tornano a collaborare. Fotografia e cinema trovano un punto di incontro sulle scale della sala in via Oxilia, 10, che a partire al 20 marzo ospiterà le storie di Alessandra Piolotto raccolte in una serie dal titolo: Photo trouvée. La parole all’immagine.

Nel 2015 Alessandra Piolotto scopre la collezione di fotografie anonime di Micamera. Tra le centinaia di fotografie scattate da sconosciuti cerca delle tracce, dei dettagli significativi da cui prende spunto per la scrittura di racconti. A volte la chiave è nell’inquadratura, altre volte nelle parole annotate a margine o sul retro della foto.

Il racconto, costruito sulla soglia della fotografia e del cinema, è un invito alla lettura di un’immagine, a un modo per abitarla nella sua rappresentazione riflessa del vero.
E’ una ricerca che si compone di associazioni trasversali. Come un romanzo dentro a un quadro abitato da diversi personaggi, nelle photo trouvée si intrecciano differenti vicende interpretate e restituite all’osservatore attraverso le parole.

Photo trouvée. La parole all’immagine è un diario di viaggio, di esplorazioni fantastiche, di riflessioni e di storie che compongono quell’essenza silicea delle cose di cui siamo fatti.

Un viaggio che si rinnoverà ogni mese presentando una fotografia o una piccola serie di immagini ogni volta. Per iniziare non abbiamo scelto a caso il giorno dell’equinozio, quando buio e luce hanno lo stesso numero di ore e si annuncia la primavera.

Photo trouvée. La parole all’immagine è un progetto di Alessandra Piolotto a cura di Giulia Zorzi / Micamera.

Alessandra Piolotto si interessa da tempo a un percorso di indagine e ricerca antropologica e botanica relativamente ai contesti storici post coloniali e alle pratiche culturali identitarie. La sua metodologia fa riferimento soprattutto ai materiali fotografici d’archivio e documentali con particolare attenzione all’approccio storico-artistico.

Micamera è libreria, galleria, centro di formazione dedicato alla fotografia.

Il cinema Beltrade propone dal 2013 una selezione di film indipendenti, documentari e film in lingua originale, incontri con i registi nonché rassegne a tema e sperimentazioni video-musicali dal vivo.

Cinema Beltrade
via Oxilia, 10 – Milano

info: Giulia Zorzi / associazione@micamera.it

 

 

Mag
3
Ven
2019
LOOKING ON @ MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna
Mag 3@18:00–Giu 30@19:00

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Michele Papetti per Looking On

 

04 Mag 2019 – 30 Giugno 2019
Looking on
Sguardi e prospettive sulla nuova fotografia italiana
Inaugurazione: 3 maggio ore 18.00

Ente Organizzatore: Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna e Osservatorio Fotografico di Ravenna

LOOKING ON significa stare a guardare. 
L’accezione comunemente negativa e passiva dello stare a guardare, la negligenza dell’astenersi da ogni azione diventa positivo e attivo esercizio di pazienza e osservazione, che richiede appunto uno stare, stare fermi a guardare, insistere, guardare ancora.
 Questa insistenza è indispensabile sia a chi fotografa che a chi guarda la fotografia.

L’edizione 2019 di LOOKING ON, progetto ideato da Silvia Loddo e Cesare Fabbri per Osservatorio Fotografico nel 2014, studiata in collaborazione con la direzione e lo staff del Museo d’Arte della Città di Ravenna e dedicata alla fotografia emergente in Italia, è stata costruita attraverso un doppio invito.

Il primo rivolto ad alcune figure professionali provenienti da diversi ambiti della fotografia: Chiara Bardelli Nonino, photoeditor di Vogue Italia e L’Uomo Vogue; Federica Chiocchetti, fondatrice della piattaforma Photocaptionist che si occupa di fotografia e letteratura; Silvia Loddo, ricercatrice indipendente e fondatrice di osservatorio fotografico; Elisa Medde, managing editor di Foam International Photography Magazine; Giulia Ticozzi, photo editor di La Repubblica; Giulia Zorzi, fondatrice della libreria/galleria Micamera di Milano, specializzata in fotografia.

Ciascuna delle sei ‘onlookers’ a sua volta ha invitato a presentare il proprio lavoro in una mostra che inaugura il 3 maggio 2019 negli spazi del Mar, tre autori emergenti italiani che ci suggerisce di stare a guardare: Eleonora AgostiniNicola Baldazzi, Marina Caneve, Valeria Cherchi, Giammario Corsi, Matteo Di Giovanni, Karim El Maktafi, Francesca Gardini, Giulia Iacolutti, Claudio Majorana, Sofia Masini, Luca Massaro, Michela Palermo, Piero Percoco, Federica Sasso, Francesca Todde, Angelo Vignali, Alba Zari.

Pagina Instagram qui

04 Mag 2019 – 30 Giugno 2019 / inaugurazione 3 maggio alle ore 18:00
Looking on. Sguardi e prospettive sulla nuova fotografia italiana

Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna e Osservatorio Fotografico di Ravenna
via di Roma 13, Ravenna

Ingresso: mostre e collezioni del MAR: intero € 6, ridotto € 5

Orari:
dal martedì al sabato: 9.00-18.00 // chiuso al lunedì
domenica: 11.00-19.00
la biglietteria chiude un ora prima

 

 

Mag
22
Mer
2019
Playing for Keeps. Molly Matalon e Caroline Tompkins @ Micamera
Mag 22@19:00–Giu 29@19:00

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© Caroline Tompkins                                                                          © Molly Matalon

 

Playing For Keeps* – Molly Matalon e Caroline Tompkins

Enlarge Your Memories (EYM) e Micamera sono orgogliose di presentare Playing for Keeps, mostra fotografica di Molly Matalon e Caroline Tompkins.

Curata da Jamie Allan Shaw, la mostra presenta il punto di vista della donna contemporanea sull’americanità, prendendo le distanze dalla tipica rappresentazione romanticizzata.

Veicolata da una lettura solitamente maschile e più vecchia, la fotografia che guarda al paesaggio americano ha la tendenza a cadere in una rappresentazione stereotipata: automobili, valori familiari, grandi spazi aperti. Oggi, nel 2019, le nostre idee su ‘Come vivono gli americani’ (da How America Lives, titolo di una rubrica lanciata nel 1940 dalla rivista Ladies’ Home Journal, ndt) sono evolute e hanno accolto modelli diversi – grazie a una efficace azione culturale, politica e artistica passata anche attraverso serie televisive come Mad Men, artiste come Deana Lawson e attiviste come Alexandria Ocasio-Cortez.

Molly Matalon (USA, 1991) rivolge lo sguardo alla dimensione casalinga offrendo la propria interpretazione della vita domestica. Cosa succede dietro le porte chiuse? Un racconto in antitesi con il “Ladies’ Home journal“. Ritratti di ospiti, nature morte cariche di significato, sguardi dalla finestra, ecco l’americanità secondo Matalon. Seducente e rivendicativa, intrisa di una palpabile tensione erotica.

Attraverso una serie di immagini che omaggiano Eggleston, Arbus e Outerbridge Jr, Matalon intende sovvertire la tradizionale posizione femminile, assumendo il diritto a esercitare la propria libertà, mettendo in atto dinamiche di potere che solitamente sono riservate agli uomini, sia in genere che nel contesto prettamente fotografico.

 

© Molly Matalon

 

Caroline Tompkins (USA, 1992) veicola l’ebbrezza degli spazi aperti. A testa alta, libera e veloce, audace e perfino sfacciata, sale fino al punto più alto, si avvicina pericolosamente al fuoco, si inginocchia nel paesaggio. Influenzata dal lavoro di Stacy Kranitz e Maude Schuyler Clay, Tompkins ci permette di denunciare gli stereotipi di genere e ci mostra come le ragazze possono essere sé stesse. Il suo lavoro rivendica la rappresentazione del paesaggio americano, identificato oggi da una lettura pseudo-maschile; dimostra alle generazioni precedenti che in questo non c’è alcun motivo di disapprovazione e che non esistono buoni motivi per cui una donna dovrebbe restare chiusa in casa.

Insieme propongono una lettura nuova dell’americanità, lontana dalla visione romanticizzata che conosciamo. Caratterizzata da un certo umorismo, questa rappresentazione porta con sé nuove istanze: le dinamiche di potere, il diritto all’affermazione di sé, la sessualità. Temi che compongono infine una visione più accurata del paesaggio americano contemporaneo.

* citazione di un celebre brano cantato nel 1956 da Elvis Presley, significa ‘fare sul serio’

 

© Caroline Tompkins

 

inaugurazione mercoledì 22 maggio alle ore 19
mostra: 23 maggio – 29 giugno

Micamera – libreria e galleria fotografica
Via Medardo Rosso, 19 – Milano
@micamera_milan

www.enlargeyourmemories.com
@enlargeyourmemories

Molly Matalon

Molly Matalon è nata e cresciuta nel sud della Florida. Si è laureata in fotografia presso la School of Visual Arts di New York City. Il suo lavoro parla di desiderio, idealizzazione e dinamiche di potere e offre uno sguardo non convenzionale, che nasce dalla rivendicazione del diritto a esprimere una voce autonoma e rappresenta un poco usuale punto di vista femminile. Questo linguaggio sincero e personale è presente anche nel suo lavoro editoriale, uscito su The New York Times, M Le Monde, Interview Magazine e Wallpaper*. Ha pubblicato due monografie con Vuu Studio, mentre una terza è in uscita per Palm* Studios. Ha esposto con Vogue Italia e Webber Gallery, negli Stati Uniti e altrove.           Attualmente vive e lavora a New York.

www.mollymatalon.com
@mollymatalon

 

Caroline Tompkins

Originaria dell’Ohio, Caroline Tompkins si è laureata in fotografia presso la School of Visual Arts di New York City. Ha esposto in contesti nazionali e internazionali e i suoi lavori sono stati pubblicati, tra gli altri, dalla BBC, da Vogue e da The New York Times. Negli ultimi 5 anni ha lavorato come photoeditor per Bloomberg Businessweek, nonché come fotografa freelance. Le immagini di Caroline esplorano i temi della femminile, della realtà locale e della sincerità in questi ambiti.                                     Attualmente vive a Brooklyn, NY.

www.carolinetompkins.com
@cahlinetompkins

 

Enlarge Your Memories (letteralmente: Espandi I Tuoi Ricordi)

Enlarge Your Memories (EYM) è una piattaforma per l’editoria fotografica e di moda creata da Jamie Allan Shaw, direttore artistico ed editore. Il progetto offre agli artisti che frequentano il mondo della moda e della fotografia l’opportunità di esplorare a fondo i progetti che si concentrano sull’esperienza artistica, allontanandosi dal marketing.
EYM pubblica una rivista semestrale di grande formato, cura mostre e collabora ad altri progetti site specific come cortometraggi e workshop.

Jamie ha pubblicato opere di Philip Ellis e Yann Faucher, Matty Bovan e Ryan Skelton e ha presentato una mostra presso la Webber Gallery nel 2018. È professore associato del Master in Fotografia Documentaria presso l’Università di Westminster, Londra, e lavora come art director tra Londra e Milano.

 

Micamera
Micamera è una libreria e galleria fotografica con sede a Milano fondata e diretta da Giulia Zorzi e Flavio Franzoni dal 2003. Con una particolare attenzione verso la fotografia italiana e americana, Micamera si dedica alla diffusione, alla comprensione e alla fruizione della cultura dell’immagine.

Giulia Zorzi cura le attività della galleria. Ha invitato ed esposto artisti come Mark Steinmetz, Ed e Deanna Templeton, Todd Hido, Michael Wolf, Dana Lixenberg, Jason Fulford, Tamara Shopsin e Jessica Backhaus.

 

Questa mostra è nel programma di

 

Set
20
Ven
2019
Gerry Johansson: America so far, 1962 – 2018 @ Micamera
Set 20@10:00–Ott 19@19:00

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Chicago, 1976

Gerry Johansson
America so far, 1962-2018
Micamera, 20 settembre – 19 ottobre 2019
incontro con l’autore venerdì 4 ottobre alle 19
workshop 5-6 ottobre

Mettete su un disco jazz, qualcosa come Kind of Blue di Miles Davis con il sassofono contralto di Cannonball Adderley, immaginate di essere nei primi anni ’60.

E’ mattina presto e seduto su un pullman dal New Jersey a New York c’è un adolescente svedese di nome Gerry Johansson. È qui che inizia il nostro viaggio.
È prima delle fotografie quadrate che conosciamo. Con le immagini di Paul Strand in mente, un adolescente Gerry Johansson trascorre le giornate vagando per la Grande Mela e scattando foto. Frequenta il Village Camera Club e ha portato dalla Svezia un ingranditore per sviluppare e stampare in camera oscura – cosa che fa e ama fare tutt’ora, sperimentando con diverse carte per trovare sempre il supporto perfetto per ogni immagine. (Allo stesso modo, costruisce da sé anche le cornici, dipingendole in tonalità di bianco leggermente diverse per abbinarle alle stampe)

Ma ora siamo nei primi anni settanta. Nel corso del tempo, Johansson assimila il lavoro di Lee Friedlander e Garry Winogrand, cui seguono William Eggleston e Robert Adams.
Gli Stati Uniti, la musica jazz e la cultura di questo paese, avranno una grande influenza su di lui. Tornerà a vivere in Svezia, viaggiando qui comunque spesso: sarà a Chicago nel 1976, attraverserà il paese dalla costa occidentale a quella orientale nel 1983. Nel 1993 è negli stati del sud. E altre visite seguiranno nel corso degli anni, scattando immagini che verranno pubblicate in diversi libri. L’ultimo, American Winter (MACK, 2018) raccoglie fotografie realizzate negli stati centro-occidentali tra il 2017 e il 2018: Kansas, Nebraska, South Dakota, North Dakota, Montana, Wyoming e Colorado.

Per la mostra di Milano, abbiamo chiesto all’autore di ripartire dal principio e di percorrere, appunto, un lungo viaggio, presentando una selezione di 32 immagini scattate negli Stati Uniti nell’arco di quasi 60 anni. E’ un viaggio incredibile e prezioso che comprende diversi formati e persino immagini a colori; dalla street photography dei primi anni ’60 ai paesaggi quadrati dove, pur mancando le persone, la presenza umana è fortemente percepita, perché Johansson fotografa l’effetto che gli uomini hanno sull’ambiente circostante. Come dice l’autore, “Tutto quello che fotografo è creato dall’uomo“.

La fotografia di Johansson è in gran parte guidata dall’intuizione ma poi organizzata con logica e un ordine rigorosi. In genere evita di creare storie, considera ogni immagine a sé stante, individuale. Questa mostra è una sorta di eccezione, ha un certo sottofondo jazz, evidente nella selezione che scorre armoniosamente attraverso una carriera straordinaria, includendo liberamente toni diversi che fanno risuonare in noi le immagini di Lee Friedlander o Mark Steinmetz, o di Robert Adams, per arrivare a un chiaro e definito stile Gerry Johansson.

Come diceva Charles Mingus: “Rendere complicato il semplice è cosa banale; trasformare ciò che è complicato in qualcosa di semplice, incredibilmente semplice: questa è creatività“.

West Virginia, 1994

Micamera è in via Merdardo Rosso 19 – Milano
orari: dal mercoledì al sabato 10-13 e 16-19

Le foto in mostra sono pubblicate nei seguenti libri:
America Revised (only photography, 2018)
American Winter (MACK, 2018)
Tyre Choice (Libraryman, 2017)
Pontiac (MACK, 2011)
Amerika (Johansson & Jansson AB, 1998) + America Special Edition (2009)
Amerikabilder 1962-93 (Bildibok, Sweden 1995

I libri sono disponibili a questo link. Per l’acquisto delle stampe rivolgersi a Giulia Zorzi: giulia@micamera.com / 02 4548 1569
Per il workshop segui questo link (posti limitati!)

 

NY, 1962

Biografia
Gerry Johansson è un celebre fotografo svedese. È noto per aver ritratto piccole città in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, in Svezia e in Germania. Il suo obiettivo principale è quello di dimostrare l’impatto che gli uomini hanno sull’ambiente circostante e come le grandi città cambiano nel tempo.
Nato a Örebro nel 1945 Johansson è cresciuto a Varberg, sulla costa occidentale del paese. Seguendo le orme del padre, fotografo dilettante, ha iniziato a usare la macchina fotografica a soli 11 anni per immortalare i modelli di aeroplani che costruiva. Johansson ricorda anche di essere rimasto affascinato dalle fotografie dei tempi in cui suo padre studiava in Germania, prima della guerra, e ricorda anche che da piccolo prendeva la macchina fotografica della nonna, anche se era rotta, scattando immagini senza pellicola.
Dopo la laurea in grafica nel 1969 ha lavorato per una rivista di fotografia e tre anni dopo ha fondato la casa editrice Fyra Förläggare AB, specializzata in riviste e libri fotografici di autori svedesi.
Questo non gli ha impedito di continuare a scattare nel tempo libero, e nel corso della carriera di designer ed editore ha partecipato a diverse mostre collettive. Ha pubblicato il suo primo libro, Fotografier, nel 1980 e due anni dopo il Moderna Museet di Stoccolma ha ospitato la sua prima mostra personale. Oggi il museo ospita oltre 40 sue stampe nella collezione permanente.
Nel 1985 ha lasciato la casa editrice per lavorare da indipendente, e nello stesso anno ha pubblicato il secondo libro, Halland, le cui immagini sono scattate nell’omonimo paese svedese. Da allora ha prodotto libri fotografici dedicati sia a diverse altre regioni svedesi che a vari paesi: Germania, Giappone, Mongolia, Antartide e Stati Uniti.
Ha pubblicato oltre 30 libri. Questa è la sua seconda mostra al Micamera dopo ‘Deutschland’ nel 2012.
Qui il suo sito web

Pontiac, 2010

 

 

 

 


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