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Mar
11
Lun
2019
Alex Majoli: Scene / presentazione e firmacopie @ Micamera
Mar 11@19:00–21:30

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Lunedì 11 marzo _ ore 19
Alex Majoli presenta Scene (MACK + Le Bal, 2019)
a seguire, firmacopie

SCENE è un riferimento alla teatralità. Il nuovo, bel libro di Majoli raccoglie immagini scattate nell’arco di otto anni: documentazione di conflitti ed emergenze umanitarie, manifestazioni politiche, ma anche momenti di vita quotidiana.

E’ il teatro della vita: il mondo qui è un palcoscenico buio illuminato dal flash della macchina fotografica. Ma attenzione, non vi è messinscena: Majoli non costruisce le immagini, spesso non interagisce nemmeno con i soggetti fotografati. Nel libro, per dirla con David Campany, la rappresentazione del dramma e il dramma della rappresentazione diventano la stessa cosa. E tutto sembra accadere sul finire del giorno, mentre cala la notte. Qualcuno, consapevole della presenza del fotografo, avrà forse modificato il gesto? Non è dato saperlo.

La mostra appena inaugurata a Le Bal (Parigi) è accompagnata da una serie di performance che ragionano proprio sul rapporto tra realtà e finzione. Perché se il teatro è guardare vedendo, la fotografia, nella sequenza del libro, muove alla riflessione su ciò che si è visto.

Alex Majoli presenta il libro da Micamera lunedì 11 marzo alle ore 19
in via Medardo Rosso, 19 a Milano
tel. 02 4548 1569 / associazione@micamera.it

PRENOTA LA TUA COPIA FIRMATA QUI

Mar
20
Mer
2019
Photo Trouvée _ Alessandra Piolotto @ Cinema Beltrade
Mar 20@18:30–Apr 20@19:00

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Punta Raisi, 10 ottobre 1963. Zii Tommaso e Regina da Chicago

 

mercoledì 20 marzo_ore 18.30
Alessandra Piolotto
Photo trouvée. La parola all’immagine

Micamera e cinema Beltrade tornano a collaborare. Fotografia e cinema trovano un punto di incontro sulle scale della sala in via Oxilia, 10, che a partire al 20 marzo ospiterà le storie di Alessandra Piolotto raccolte in una serie dal titolo: Photo trouvée. La parole all’immagine.

Nel 2015 Alessandra Piolotto scopre la collezione di fotografie anonime di Micamera. Tra le centinaia di fotografie scattate da sconosciuti cerca delle tracce, dei dettagli significativi da cui prende spunto per la scrittura di racconti. A volte la chiave è nell’inquadratura, altre volte nelle parole annotate a margine o sul retro della foto.

Il racconto, costruito sulla soglia della fotografia e del cinema, è un invito alla lettura di un’immagine, a un modo per abitarla nella sua rappresentazione riflessa del vero.
E’ una ricerca che si compone di associazioni trasversali. Come un romanzo dentro a un quadro abitato da diversi personaggi, nelle photo trouvée si intrecciano differenti vicende interpretate e restituite all’osservatore attraverso le parole.

Photo trouvée. La parole all’immagine è un diario di viaggio, di esplorazioni fantastiche, di riflessioni e di storie che compongono quell’essenza silicea delle cose di cui siamo fatti.

Un viaggio che si rinnoverà ogni mese presentando una fotografia o una piccola serie di immagini ogni volta. Per iniziare non abbiamo scelto a caso il giorno dell’equinozio, quando buio e luce hanno lo stesso numero di ore e si annuncia la primavera.

Photo trouvée. La parole all’immagine è un progetto di Alessandra Piolotto a cura di Giulia Zorzi / Micamera.

Alessandra Piolotto si interessa da tempo a un percorso di indagine e ricerca antropologica e botanica relativamente ai contesti storici post coloniali e alle pratiche culturali identitarie. La sua metodologia fa riferimento soprattutto ai materiali fotografici d’archivio e documentali con particolare attenzione all’approccio storico-artistico.

Micamera è libreria, galleria, centro di formazione dedicato alla fotografia.

Il cinema Beltrade propone dal 2013 una selezione di film indipendenti, documentari e film in lingua originale, incontri con i registi nonché rassegne a tema e sperimentazioni video-musicali dal vivo.

Cinema Beltrade
via Oxilia, 10 – Milano

info: Giulia Zorzi / associazione@micamera.it

 

 

Mar
21
Gio
2019
Stone Butterfly – Cristina Ferraiuolo @ Micamera
Mar 21@19:00–21:00

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giovedì 21 marzo_ore 19
Cristina Ferraiuolo: Stone Butterfly (Journal, 2018)
presentazione e firmacopie

Un lungo viaggio emotivo e affettivo nelle radici della mia identità, di quell’universo femminile che mi circonda e nel quale ho imparato a riconoscermi, che è un tutt’uno con la città stessa. 
– Cristina Ferraiuolo

La farfalla è il simbolo di una visione del femminile ma è anche la leggerezza e il movimento delle ragazze adolescenti di Napoli, amazzoni metropolitane a cavallo dei loro mezzi, belle di forza vitale, in un periodo della vita che si consuma in un battito d’ali. La farfalla è bellezza, fragilità, trasformazione.

La pietra è il peso di un destino spesso già scritto, ma anche la resistenza e la determinazione.
É il basalto, la pietra vulcanica della strada che percorrono ogni giorno sui loro mezzi; è il tufo poroso di cui è fatta una città che si muove e vibra  ma allo stesso tempo è immobile e sospesa nel tempo.

A Napoli la strada è vissuta come luogo privato dove giocare, crescere, vivere, mostrarsi e sedurre. Qui pietra e  farfalla non sono in contrapposizione; tutto coesiste, tutto passa da una parte all’altra, da un estremo all’altro, senza ostacoli, in modo fluido.
La leggerezza della farfalla coesiste con la pesantezza della pietra e c’è bellezza in entrambe.

 

 

Cristina Ferraiuolo sarà da Micamera giovedì 21 marzo alle ore 19 per presentare il libro pubblicato dall’editore svedese Journal nel 2018.

A seguire, firmacopie
Prenota la tua copia firmata qui


 

 

 

 

 

 

 

Apr
10
Mer
2019
Silvia Camporesi: Il mondo è tutto ciò che accade @ Micamera
Apr 10@19:00–21:30

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da Sink or Float, censimento per il comune di Savignano sul Rubicone.

 

10 aprile 2019_ ore 19
Silvia Camporesi: Il mondo è tutto ciò che accade (Danilo Montanari, 2018)
presentazione e firmacopie

Sono quasi venti gli anni che Silvia Camporesi ripercorre in questo volume. Curato dall’autrice stessa, il libro è diviso per sezioni tematiche, ciascuna introdotta da una scheda che contestualizza il lavoro.

In questo lungo percorso artistico, diversi lavori hanno visto un coinvolgimento di Micamera: La Terza Venezia, Sink or Float (censimento fotografico per il Comune di Savignano sul Rubicone),  Fare Arte.

Il mondo è tutto ciò che accade. Il titolo è una citazione di Wittgenstein, dal Trattato Logico-filosofico che stabilisce i criteri per cui un linguaggio può essere definito sensato. Delle sette proposizioni, la prima è appunto ‘Il mondo è tutto ciò che accade’. L’ultima: ’Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere’.
Chissà se si può fare una fotografia.

Il volume contiene anche un testo di Claudia Casali, direttrice del MIC di Faenza, che riporta una conversazione tra l’artista e il critico e curatore Carlo Sala.

 

 

Silvia Camporesi
Il mondo è tutto ciò che accade
Danilo Montanari Editore, 2018

Copertina morbida, 16×22 cm
, 116 pagine, colori e b/n

prenota la tua copia firmata

 

 

 

 

Silvia Camporesi è nata a Forlì nel 1973, laureata in filosofia, vive e lavora a Forlì.
 Attraverso i linguaggi della fotografia e del video costruisce racconti che traggono spunto dal mito, dalla letteratura, dalle religioni e dalla vita reale. Negli ultimi anni la sua ricerca è dedicata al  paesaggio italiano.
Dal 2003 tiene personali in Italia  – Dance dance dance al MAR di Ravenna nel 2007; La Terza Venezia alla Galleria Photographica fine art di Lugano nel 2011; Qualche volta, di notte alla MLB home gallery di Ferrara nel 2012, Souvenir Universo alla Galleria Z2O di Roma nel 2013, Planasia al Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia nel 2014 – e all’estero –  Terrestrial clues all’Istituto italiano di cultura di Pechino nel 2006; À perte de vue alla Chambre Blanche in Quebec (CAN) nel 2011; 2112, al Saint James Cavalier di Valletta (Malta) nel 2013, Atlas Italiae all’ Abbaye de Neumünster in Lussemburgo nel 2015.

Fra le collettive ha partecipato a: Italian camera, Isola di San Servolo, Venezia nel 2005; Confini al PAC di Ferrara nel 2007; Con gli occhi, con la testa, col cuore al Mart di Rovereto nel 2012,  Italia inside out a Palazzo della Ragione, Milano nel 2015, Extraordinary visions al MAXXI a Roma nel 2016.

Nel 2007 ha vinto il Premio Celeste per la fotografia;  è fra i finalisti del Talent Prize nel 2008 e del Premio Terna nel 2010;  ha vinto il premio Francesco Fabbri per la fotografia nel 2013, il premio Rotary di Artefiera 2015, e il Premio BNL 2016.  Ha pubblicato tre libri fotografici: La Terza Venezia (Trolley, 2012); Journey to Armenia (Quaderni di Gente di Fotografia, 2014) e Atlas Italiae (Peliti Associati, 2015). Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

 

Apr
17
Mer
2019
Luca Campigotto: Disoriente @ Micamera
Apr 17@19:00–21:30

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Canal Grande a Rialto, 2016

 

mercoledì 17 aprile alle ore 19
LUCA CAMPIGOTTO: DISORIENTE (Postcart, 2018)
presentazione e firmacopie

La sindrome di Marco Polo conduce un veneziano a salpare verso tutti gli Orienti, gli Occidenti e i disorienti, seguendo le mappe della propria geografia interiore. Ventitré racconti di viaggio e 115 fotografie di un grande fotografo degli ambienti umani

– Robinson, La Repubblica

Disoriente, una licenza poetica che sa di lontananza.
23 racconti e 115 fotografie. Viaggi, paesaggi, memoria.
Da Venezia all’India e alla Cina, passando per l’Isola di Pasqua e l’Arizona. Ghiacciai, spiagge, deserti.
Il mito di New York e l’attrazione per il Medio Oriente. Mercanti, fotografi-esploratori, missionari e cammellieri.
L’archeologia dell’Impero Romano e dell’industria.
La forza evocativa dei luoghi.
Una vecchia bussola rotta, le onde dello Stretto di Magellano.
Le montagne della Grande Guerra.
Amori perduti e amori per sempre.
La passione per la poesia, il cinema d’avventura.
Gli scenari della Storia, le metropoli notturne, la natura sconfinata attraverso le immagini e le parole di un grande fotografo di paesaggio.

 

 

Luca Campigotto
Disoriente
Postcart, 2018
Copertina rigida
288 pagine, fotografie a colori e b/n
Lingua italiana

Prenota la tua copia del libro qui

 

 

 

 

Luca Campigotto è nato a Venezia nel 1962, vive a Milano e New York.
Dopo la laurea in storia moderna con una tesi sulla letteratura di viaggio nell’epoca delle grandi scoperte geografiche, si dedica alla fotografia di paesaggio e architettura realizzando progetti su Venezia, Roma, Napoli, Londra, New York, Chicago, la strada delle casbah in Marocco, i templi di Angkor, Cile, India, Patagonia, Isola di Pasqua, Islanda, Cina, Yemen, Iran e Lapponia.
Coltiva da sempre l’interesse per la scrittura: nel 2005 la rivista letteraria Nuovi Argomenti ha pubblicato una selezione di sue immagini e poesie. Le sue opere sono state esposte presso le più prestigiose istituzioni e gallerie pubbliche e private in tutto il mondo e appartengono a numerose collezioni. Disoriente è la sua sedicesima monografia. Qui il sito dell’autore

 

Mag
3
Ven
2019
LOOKING ON @ MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna
Mag 3@18:00–Giu 30@19:00

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Michele Papetti per Looking On

 

04 Mag 2019 – 30 Giugno 2019
Looking on
Sguardi e prospettive sulla nuova fotografia italiana
Inaugurazione: 3 maggio ore 18.00

Ente Organizzatore: Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna e Osservatorio Fotografico di Ravenna

LOOKING ON significa stare a guardare. 
L’accezione comunemente negativa e passiva dello stare a guardare, la negligenza dell’astenersi da ogni azione diventa positivo e attivo esercizio di pazienza e osservazione, che richiede appunto uno stare, stare fermi a guardare, insistere, guardare ancora.
 Questa insistenza è indispensabile sia a chi fotografa che a chi guarda la fotografia.

L’edizione 2019 di LOOKING ON, progetto ideato da Silvia Loddo e Cesare Fabbri per Osservatorio Fotografico nel 2014, studiata in collaborazione con la direzione e lo staff del Museo d’Arte della Città di Ravenna e dedicata alla fotografia emergente in Italia, è stata costruita attraverso un doppio invito.

Il primo rivolto ad alcune figure professionali provenienti da diversi ambiti della fotografia: Chiara Bardelli Nonino, photoeditor di Vogue Italia e L’Uomo Vogue; Federica Chiocchetti, fondatrice della piattaforma Photocaptionist che si occupa di fotografia e letteratura; Silvia Loddo, ricercatrice indipendente e fondatrice di osservatorio fotografico; Elisa Medde, managing editor di Foam International Photography Magazine; Giulia Ticozzi, photo editor di La Repubblica; Giulia Zorzi, fondatrice della libreria/galleria Micamera di Milano, specializzata in fotografia.

Ciascuna delle sei ‘onlookers’ a sua volta ha invitato a presentare il proprio lavoro in una mostra che inaugura il 3 maggio 2019 negli spazi del Mar, tre autori emergenti italiani che ci suggerisce di stare a guardare: Eleonora AgostiniNicola Baldazzi, Marina Caneve, Valeria Cherchi, Giammario Corsi, Matteo Di Giovanni, Karim El Maktafi, Francesca Gardini, Giulia Iacolutti, Claudio Majorana, Sofia Masini, Luca Massaro, Michela Palermo, Piero Percoco, Federica Sasso, Francesca Todde, Angelo Vignali, Alba Zari.

Pagina Instagram qui

04 Mag 2019 – 30 Giugno 2019 / inaugurazione 3 maggio alle ore 18:00
Looking on. Sguardi e prospettive sulla nuova fotografia italiana

Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna e Osservatorio Fotografico di Ravenna
via di Roma 13, Ravenna

Ingresso: mostre e collezioni del MAR: intero € 6, ridotto € 5

Orari:
dal martedì al sabato: 9.00-18.00 // chiuso al lunedì
domenica: 11.00-19.00
la biglietteria chiude un ora prima

 

 

Mag
11
Sab
2019
Aaron Schuman: SLANT @ Micamera
Mag 11@19:00–21:30

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sabato 11 maggio_ore 19
Aaron Schuman: SLANT (MACK, 2019)
presentazione e firmacopie

Amherst, Massachusetts, è una cittadina del New England. Qui è nato Aaron Schuman, l’autore del libro SLANT.

Nella stessa cittadina nacque e visse (sostanzialmente reclusa) la poetessa Emily Dickinson, cui il titolo di questo libro rende omaggio. SLANT è un riferimento alla poesia della Dickinson, con la sua rima cosiddetta imperfetta, assonante (in inglese, ‘slant rhyme’) – nonché al rapporto tra testo e immagine e, allargando sempre più, tra immagine e verità.

E’ proprio la Dickinson stessa a dirlo:

Dì tutta la verità, ma dilla obliqua (‘slant’, ndr)
Il successo sta nell’aggirare
Troppo luminosa per il nostro piacere infermo
La sorpresa superba del vero
Come il fulmine reso familiare ai bambini
Con spiegazione affettuosa
la verità deve abbagliare gradualmente
o tutti saremmo ciechi –

(Da Poesie, trad. it. di Massimo Bacigalupo, Mondadori, Milano 1995)

Ovvero: La verità è necessaria ma non può essere detta in modo diretto. Meglio usare un giro di parole, una metafora, forse un’immagine.

Comunque, per Schuman tutto inizia con la lettura di una piccola sezione del giornale locale della sostanzialmente pacifica cittadina di Amherst. Si chiama Police Reports (Rapporti di polizia) e riporta brevi e spesso surreali rendiconti degli eventi criminosi o sospetti nella zona.
Nel libro Schuman intreccia una selezione di questi ritagli con immagini proprie scattate in un raggio di una cinquantina di chilometri da Amherst.

Nel procedere del libro, quello che inizialmente sembra un ironico ritratto di una tranquilla cittadina diventa una riflessione dal tono sempre più evidentemente surreale, dissonante e sinistro sull’ascesa delle ‘notizie false’ e più in generale su ciò che si muove sotto la superficie della società contemporanea americana.

 

SLANT (MACK, 2019)

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AARON SCHUMAN è un artista, scrittore e curatore americano che risiede nel Regno Unito. Dopo gli studi ha iniziato come assistente per artisti come Annie Leibovitz e Wolfgang Tillmans. La sua carriera è cominciata nel 2000 e in questi anni ha esposto presso istituzioni come la Tate Modern, l’Institute of Contemporary Arts – ICA (Londra), Hauser & Wirth Somerset, Christie’s (Londra / New York). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Nel 2016 ha pubblicato FOLK (NB Books, 2016) – nominato come uno dei migliori libri del 2016 da Sean O’Hagan (The Guardian), Alec Soth (Photo-Eye) e Jason Fulford (TIME).
SLANT, la sua nuova monografia, è in uscita per l’editore inglese MACK nel mese di aprile 2019.

Nel 2017 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize.

I suoi testi sono pubblicati in vari libri tra cui Aperture Conversations: 1985 to the Present (Aperture, 2018), Another Kind of Life: Photography on the Margins (Prestel, 2018), George Rodger: Nuba & Latuka—The Colour Photographs (Prestel, 2017), Alec Soth: Gathered Leaves (MACK, 2015), Vision Anew (University of California Press, 2015), The Photographer’s Playbook (Aperture, 2014) e Storyteller: The Photographs of Duane Michals (Prestel, 2014).

Collabora regolarmente con varie riviste, tra cui Frieze, ArtReview, Aperture, Foam, Hotshoe, TIME, The British Journal of Photography.

Ha curato diverse importanti mostre, tra cui Indivisible: New American Documents – Gregory Halpern, Sam Contis, Bayete Ross Smith (FOMU, Anversa, 2016), In Appropriation (Houston Center for Photography, 2012), Other I: Alec Soth, WassinkLundgren, Viviane Sassen (Hotshoe Gallery, Londra, 2011) e Whatever Was Splendid: New American Photographs (FotoFest, 2010).

Nel 2014 Schuman ha curato il festival di fotografia di Cracovia. L’edizione, dal titolo Re: Search, ha visto nel programma mostre di Taryn Simon, Trevor Paglen, Jason Fulford, Clare Strand, Walker Evans e David Campany, Thomas Keenan e Eyal Weizman.

Nel 2018 è stato curatore del Festival Jaipur Photo.

Schuman è stato anche fondatore e curatore editoriale della rivista SeeSaw Magazine (2004-2014, link qui) ed è direttore del programma di fotografia del master presso la University of the West of England (UWE Bristol).

Qui suo sito

Domenica 12 maggio Schuman terrà un workshop a pagamento dal titolo The SLANT workshop per solo 14 studenti, costo: 130€ | info qui

Mag
12
Dom
2019
The SLANT Workshop – Aaron Schuman @ Micamera
Mag 12@10:00–18:00

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Aaron Schuman
The SLANT workshop
domenica 12 maggio 2019

Dì tutta la verità, ma dilla obliqua (‘slant’, ndr)
(Emily Dickinson)

Ovvero: La verità è necessaria ma non può essere detta in modo diretto. Meglio usare un giro di parole, una metafora, forse un’immagine.

L’artista, scrittore e curatore Aaron Schuman terrà il workshop SLANT, un intenso programma di un giorno solo che si concentrerà sul processo alla base della realizzazione di un lavoro fotografico. Poiché la “Verità” è intrinsecamente legata all’idea di ricerca, esperienza, comunicazione e conoscenza, vedremo come queste nozioni possono essere applicate al mezzo fotografico – anche nel rapporto tra immagine e testo.

Il workshop è aperto ad artisti che utilizzano l’immagine, fotografi curatori, scrittori e in genere a chiunque sia interessato a questi temi. Programma della giornata: al mattino, una lezione di 2 ore sarà seguita da una conversazione e da eventuali domande. Al pomeriggio una serie di esercizi/attività partecipative si concluderanno con una presentazione dei risultati.

Domenica 12 maggio dalle 10 alle 18
Micamera, Milano
via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 130 €
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / associazione@micamera.it / 335 6817 917

La sera precedente – sabato 11 maggio – Aaron Schuman presenterà il suo ultimo libro SLANT (MACK, 2019) da Micamera alle 19:00. A seguire, firmacopie.

Leggi della serata qui

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AARON SCHUMAN è un artista, scrittore e curatore americano che risiede nel Regno Unito. Dopo gli studi ha iniziato come assistente per artisti come Annie Leibovitz e Wolfgang Tillmans. La sua carriera è cominciata nel 2000 e in questi anni ha esposto presso istituzioni come la Tate Modern, l’Institute of Contemporary Arts – ICA (Londra), Hauser & Wirth Somerset, Christie’s (Londra / New York). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Nel 2016 ha pubblicato FOLK (NB Books, 2016) – nominato come uno dei migliori libri del 2016 da Sean O’Hagan (The Guardian), Alec Soth (Photo-Eye) e Jason Fulford (TIME).
SLANT, la sua nuova monografia, è in uscita per l’editore inglese MACK nel mese di aprile 2019.

Nel 2017 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize.

I suoi testi sono pubblicati in vari libri tra cui Aperture Conversations: 1985 to the Present (Aperture, 2018), Another Kind of Life: Photography on the Margins (Prestel, 2018), George Rodger: Nuba & Latuka—The Colour Photographs (Prestel, 2017), Alec Soth: Gathered Leaves (MACK, 2015), Vision Anew (University of California Press, 2015), The Photographer’s Playbook (Aperture, 2014) e Storyteller: The Photographs of Duane Michals (Prestel, 2014).

Collabora regolarmente con varie riviste, tra cui Frieze, ArtReview, Aperture, Foam, Hotshoe, TIME, The British Journal of Photography.

Ha curato diverse importanti mostre, tra cui Indivisible: New American Documents – Gregory Halpern, Sam Contis, Bayete Ross Smith (FOMU, Anversa, 2016), In Appropriation (Houston Center for Photography, 2012), Other I: Alec Soth, WassinkLundgren, Viviane Sassen (Hotshoe Gallery, Londra, 2011) e Whatever Was Splendid: New American Photographs (FotoFest, 2010).

Nel 2014 Schuman ha curato il festival di fotografia di Cracovia. L’edizione, dal titolo Re: Search, ha visto nel programma mostre di Taryn Simon, Trevor Paglen, Jason Fulford, Clare Strand, Walker Evans e David Campany, Thomas Keenan e Eyal Weizman.

Nel 2018 è stato curatore del Festival Jaipur Photo.

Schuman è stato anche fondatore e curatore editoriale della rivista SeeSaw Magazine (2004-2014, link qui) ed è direttore del programma di fotografia del master presso la University of the West of England (UWE Bristol).

 

 

 

 

Mag
13
Lun
2019
Di lunedì la fotografia @ FONDAZIONE MUSEO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA
Mag 13@21:00–23:00

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