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Ott
25
Ven
2019
HARDENED – JEFF MERMELSTEIN @ Micamera
Ott 25@19:00–Nov 23@19:00

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JEFF MERMELSTEIN
HARDENED – lancio del libro e mostra
prima mondiale
25 ottobre – 23 novembre, 2019
Micamera, Milano

Un mondo di nevrosi quotidiane, piccole catastrofi, panico, fascino, goffaggine, rivelazioni, orgoglio perduto, finta spavalderia, irritante narcisismo e inaspettata benevolenza. In una cultura in cui tutto sembra esistere solo allo scopo di essere tradotto in immagini, è confortante e allo stesso tempo terribile vedere come questo mondo appare quando non sa di essere fotografato – o perlomeno, com’è nello sguardo di Jeff Mermelstein.
– David Campany, da HARDENED

Jeff Mermelstein vive a New York ed è un’icona della street photography.
Dopo una lunga carriera di successo con la mitica Leica, negli ultimi anni Mermelstein ha scattato solo con il telefono cellulare (che dichiara abbia consentito una “reinvenzione dello snapshot, una vera svolta”), postando poi le immagini sul suo profilo Instagram.

HARDENED, pubblicato dalla casa editrice britannica Mörel Books sarà lanciato da Micamera in anteprima mondiale il 25 ottobre 2019. Il volume raccoglie 305 immagini scelte e messe in sequenza dal curatore, scrittore e artista David Campany, che le ha selezionate da un corpus di lavoro di oltre 700 fotografie scattate in due anni.

Il libro è una rappresentazione travolgente, piena e cruda della condizione umana, con sullo sfondo le strade di New York. Mermelstein è un voyeur con un sorprendente senso dell’umorismo, capace di cogliere lo straordinario e la bellezza nel banale e il quotidiano.

Grazie alla riflessione intrinseca sulla facilità e superficialità delle connessioni con i social media, HARDENED è un libro di svolta, che mostra il lavoro di un fotografo-antropologo nella nostra era digitalizzata.

Il lancio del libro sarà accompagnato da un’installazione di tutte le 305 fotografie sulle pareti della galleria.
Jeff Mermelstein sarà presente all’inaugurazione venerdì 25 ottobre e firmerà le copie del libro.  Seguirà un workshop con l’autore durante il fine settimana (disponibilità limitata, vedi qui per i dettagli).

 

JEFF MERMELSTEIN
HARDENED
Mörel Books
Edizione Limitata di 750 copie
350 pagine
30.8 x 22 cm

 

 

solo PREVENDITA  (fino al 24.10)→ 50€
PREZZO SPECIALE PER LA PRESENTAZIONE → 55€
PREZZO DI COPERTINA → 60€

acquista la tua copia firmata!

 

BIOGRAFIA

Mermelstein è nato nel 1957 e ha studiato al Rutgers College e al Centro Internazionale di Fotografia di New York (ICP).
È docente presso l’International Center of Photography di New York dal 1988, beneficiario dell’Aaron Siskind Foundation Individual Photographer’s Fellowship e vincitore dell’European Publishers Award for Photography.
Una delle sue immagini è sulla copertina di “Street photography: Una storia in 100 immagini iconiche” (Prestel, 2019 – a cura di David Gibson), e il suo lavoro è incluso in vari libri e mostre tra cui ‘a Handful of Dust‘ a cura di David Campany (mostra itinerante, libro edito da MACK nel 2015 e di nuovo nel 2017).
Ha pubblicato cinque monografie: SideWalk (vincitore dell’European Publishers Award, pubblicato in Italia da Peliti Associati, 1999), No Title Here (Powerhouse, 2003), Twirl and Run (Powerhouse, 2009), Arena (TBW, 2019 – in cui si avvicina alla fotografia di strada in modo un po’ diverso da quello di prendere la sua macchina fotografica in casa) e Hardened (Mörel Books, 2019).

Micamera
via Medardo Rosso, 19 – 20159 Milano
aperti dal mercoledì al sabato 10-13 e 16-19 o su appuntamento
tel 02 4548 1569 / mail info@micamera.com

vai alla libreria on line

 

 

 

 

 

 

Nov
27
Mer
2019
Matteo Di Giovanni – I wish the world was even @ Micamera
Nov 27 2019@19:00–Gen 4 2020@19:00

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MATTEO DI GIOVANNI
I WISH THE WORLD WAS EVEN
mostra fotografica
inaugurazione mercoledì 27 novembre _ ore 19
fino al 4 gennaio 2020

I wish the world was even è un diario di viaggio.
 Matteo Di Giovanni procede in auto verso nord, tagliando l’Europa in verticale e attraverso l’inverno. Nel suo racconto non compaiono mai persone.
Ovviamente ne ha incontrate molte nei due mesi di viaggio, lungo la strada, e in verità non era nemmeno partito
 solo. Ma nei quattro anni che separano questa mostra 
e la pubblicazione del libro dal viaggio fisico che lo ha portato da Milano a Capo Nord e ritorno, ha messo mano al materiale più volte e le persone sono progressivamente scomparse.
Lui, un banco ottico, una 6×7: l’attrezzatura necessaria
a scattare in condizioni piuttosto estreme – per le temperature, sempre più basse, e le ore di luce, sempre più brevi. Nella cassetta sul sedile posteriore, il fornello e l’immancabile caffettiera, protagonista di ogni sosta.

Guardare il mondo con gli occhi di Matteo significa innanzitutto essere sempre immersi nel paesaggio, e vederlo scorrere ai lati della strada. Impariamo ad adottare una certa distanza dalle cose che si manifestano davanti a noi.
Né troppo lontano, né troppo vicino. Una sorta di distanza di sicurezza che tiene a considerare un quadro d’insieme piuttosto ampio mentre, allo stesso tempo, rivela un’irresistibile curiosità a guardare meglio e avvicinarsi. Si incontrano e si superano barriere e ostacoli che tornano con immancabile certezza.

Ripartire cercando una nuova direzione, reinventarsi un percorso: è chiaro che il viaggio è tutto interiore e il paesaggio un pretesto.

I wish the world was even è il risultato del viaggio in cui Matteo si è messo alla prova ed è tornato a fare il fotografo.

– Giulia Zorzi, dal testo che accompagna il libro

 

 

IL LIBRO

Matteo Di Giovanni
I wish the world was even
Artphilein Editions, 2019

design: Emiliano Biondelli
saggio: Giulia Zorzi
Lingua inglese, edizione limitata a 500 copie

ordina la tua copia firmata qui

 

 

 

Matteo Di Giovanni nasce a Pescara nel 1980, ma dal 2000 si trasferisce a Roma per studiare ed intraprendere le prime esperienze lavorative in diversi settori. Si laurea in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma nel 2006 con una tesi sull’antropologia filosofica di Günther Anders.
Dopo l’esperienza romana, si trasferisce a Londra, dove inizia a lavorare come fotografo per diverse riviste tra 
cui The Economist, Red Pepper Magazine, Slowfood Magazine, HesaMag. Allo stesso tempo lavora come assistente per vari fotografi, tra cui Jeff Lipsky e Simon Roberts, che influenzano molto il suo modo di intendere e percepire la fotografia.
Dal 2010 studia Fotografia presso la Westminster University di Londra, sotto la guida di Max Houghton, David Campany, Colin Jacobson e Ian Dennings, dove ottiene un MA con un progetto sull’identità nazionale bosniaca a 20 anni dall’inizio della guerra dei Balcani.
Proprio mentre si trova in Bosnia resta coinvolto in un incidente che cambia totalmente la sua percezione dello spazio.
Nel 2012 riesce comunque a completare i suoi studi a Londra e, dopo un lungo periodo riabilitativo, decide si spostarsi definitivamente a Milano nel 2014.
Da quel momento inizia un’intensa collaborazione con Micamera, che gli permette di confrontarsi, tra gli altri, con autori come Lucas Foglia, Gus Powell e Dana Lixenberg. Questi incontri lo portano a concentrarsi principalmente su progetti personali legati al paesaggio, alla sua percezione, all’interazione tra uomo e spazio e al viaggio come esperienza gnoseologica.
Il suo primo libro, I wish the world was even, curato da Micamera è stato pubblicato da Artphilein Editions nell’aprile del 2019.
Al momento sta lavorando ad un nuovo lavoro dal titolo Blue Bar sul tema dell’incertezza e dello spaesamento, utilizzando il paesaggio del Delta del Po come metafora.

 

 

 

 

 

Dic
3
Mar
2019
Marina Caneve – Are They Rocks Or Clouds? @ Micamera
Dic 3@19:00–21:30

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martedì 3 dicembre alle ore 19

MARINA CANEVE
ARE THEY ROCKS OR CLOUDS?
FW:books + OTM, 2019
Conferenza e firmacopie. Insieme all’autrice sarà presente Antonio Carloni, direttore di Cortona On The Move.

Il fallimento della natura è inevitabile,
possiamo solo affrontarlo.

Are They Rocks Or Clouds?’ (Sono rocce o nuvole?) affronta il tema degli eventi idrogeologici in Dolomiti e in senso più ampio cerca di capire come la memoria culturale (ovvero il patrimonio collettivo di conoscenza su cui un gruppo fonda la propria identità, ndt) risponda a eventi di questo genere. Marina Caneve si chiede come le abitazioni riescano a persistere in luoghi a rischio frane, inondazioni e altre catastrofi e nel suo lavoro utilizza materiale di provenienza diversa, intrecciando immagini di ricerca e di archivio, testi e fotografie recenti al fine di affrontare i grandi temi della Distruzione, Protezione, Esperienza, Rappresentazione e Resilienza in aree segnate da cicli secolari di vulnerabilità umana causata da calamità naturali. L’autrice bilancia informazioni, storia e bellezza e il lettore è chiamato a domandarsi a quali rischi noi essere umani ci siamo esposti nel nostro perseguire la vita comoda, mentre allo stesso tempo spingiamo sempre più in là i confini della nostra interazione con il mondo naturale.

– Lesley A. Martin, da The Dummy Photobook Prize, Cortona On The Move, 2018

Marina Caneve sarà da Micamera martedì 3 dicembre alle ore 19 per parlare del suo lavoro e firmare le copie del libro.

 

 

IL LIBRO

Marina Caneve
Are They Rocks Or Clouds?
Fw:books + OTM, 2019

Saggi di:
Taco Hidde Bakker (scrittore e curatore)
Emiliano Oddone (geologo)
Annibale Salsa (antropologo)

Design: Hans Gremmen
lingua inglese

acquista la tua copia firmata qui

 

 

Marina Caneve (1988)

Marina Caneve è una fotografa che lavora con un approccio interdisciplinare, affrontando i temi della vulnerabilità, ambientale, sociale e culturale, e della costruzione della conoscenza attraverso le arti visive.

Nel 2018 ha vinto il Premio Giovane Fotografia Italiana a Fotografia Europea con il progetto “Are They Rocks or Clouds?”. Il dummy del libro è stata finalista per l’Unseen Dummy Award e La Fàbrica –Photo London Book Dummy, e in seguito ha vinto il Cortona On The Move Dummy Award, assegnato da Lesley A. Martin di Aperture. Grazie a questo premio e alla collaborazione con Fw: books e Hans Gremmen l’autrice ha potuto pubblicare il libro nel 2019.

Con il progetto “Bridges are Beautiful”, una ricerca sulla libertà di movimento in Europa, è stata invitata a prendere parte alla residenza artistica Docking Station (Amsterdam, 2018).

Nel 2018 è stata invitata a contribuire al progetto Cavallino Treporti Fotografia, una commissione di ricerca decennale per il territorio di Cavallino Treporti. Il suo progetto “The Shape of Water Vanishes in Water/ La Forma dell’Acqua Svanisce nell’Acqua”è stato pubblicato in forma di catalogo con un saggio in VI capitoli di Taco Hidde Bakker (A+M Edizioni, 2018).

Nel 2019 è tra i 5 autori incaricati di realizzare una campagna fotografica legata all’architettura contemporanea italiana per il progetto Atlante Architettura Contemporanea commissionato dal MiBAC e dal MUFOCO. Sempre nel 2019 è tra i 4 artisti vincitori del bando iAlp del Museo Nazionale della Montagna (Torino, 2019).

Oltre all’attività artistica insegna al Master IUAV in Photography dal 2019.

È co-fondatrice di CALAMITA/À (2013), una piattaforma di ricerca che pone la sua attenzione sui temi delle catastrofi, i grossi cambiamenti, la memoria e la politica. CALAMITA/Á è nato per indagare la catastrofe del Vajont (1963) e coinvolge un gruppo di autori internazionali i cui lavori sono raccolti nella pubblicazione The Walking Mountain, CALAMITA/Á (2016).

Nel 2018 ha fondato Osservatorio Cortina 2021 insieme a Gianpaolo Arena e il contributo di Vulcano.

 

 

 

 

Dic
10
Mar
2019
Adrian Bradshaw, The Door Opened: 1980s China @ Micamera
Dic 10@19:00–21:00

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10 dicembre ore 19
Adrian Bradshaw
The Door Opened: 1980s China (Impress, 2018)
Presentazione e firmacopie

Quando sono arrivato in Cina nel 1984 non ero preparato né ai cambiamenti che il paese stava per attraversare, né all’esperienza che mi avrebbe cambiato così nel profondo. Sono venuto per trascorrere un anno di studio all’estero dopo la laurea e alla fine ho vissuto quasi trent’anni nella Repubblica Popolare – più a lungo che in Inghilterra, il mio paese natale.
Ho costruito un archivio di circa 2 milioni di immagini e questo è solo il primo libro che ho pubblicato per raccontare perché ho deciso di dedicare la mia vita a questo paese e cosa mi ha ispirato.

Ero un ragazzo quando arrivai in questo paese di ragazzi – nel 1984 più della metà della popolazione (allora poco più di un miliardo) aveva meno di 25 anni – mi sentivo immerso in una società così diversa dalla piccola città inglese in cui ero cresciuto.
Nel 1984 non sapevo bene come interpretare e raccontare quello che vedevo e ho usato la fotografia. La maggior parte delle immagini pubblicate nel libro sono inedite.

A piedi o in bicicletta, su treni lenti e battelli ancora più lenti, nei lunghi viaggi in autobus ho sempre avuto con me una piccola macchina fotografica e un pacco di negativi, attraversando ogni provincia spesso senza avere un piano migliore se non quello di visitare una zona di cui sapevo troppo poco.

Questi appunti visivi oggi possono intrattenere ed educare una nuova generazione di giovani in Cina e forse essere un buon ricordo del tempo per coloro che, come me, godevano allora di gioventù, speranza e fiducia.

– Adrian Bradshaw

 

 

IL LIBRO

The Door Opened: 1980s China
Adrian Bradshaw
Impress, 2018
240 x 370mm
240 pagine

Acquista la tua copia firmata qui

 

 

 

Adrian Bradshaw è un fotogiornalista inglese che ha vissuto trent’anni in Cina. Questo è il suo primo libro, uscito nel 2018 per l’editore inglese Impress.
Adrian sarà da Micamera il 10 Dicembre alle 19 per parlare del suo lavoro e firmare le copie del libro. L’incontro si svolgerà in inglese con traduzione in italiano.

 

 

 

 

Gen
17
Ven
2020
British Photography and the Photobook @ Micamera
Gen 17@19:00–Feb 22@19:00

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Chris Killip_IN FLAGRANTE

Chris Killip_Helen and Her Hula-hoop, Seacoal Camp, Lynemouth, Northumberland, 1984 / In Flagrante

 

British Photography and the Photobook
mostra e pop-up store ai tempi della BREXIT
inaugurazione venerdì 17 gennaio alle ore 19 alla presenza di Ken Grant e Tracy Marshall

in mostra fino al 22 febbraio
in collaborazione con Ulster University, Northern Narratives e RRB Photobooks.

La mostra, curata da Ken Grant e Tracy Marshall, comprende opere di Chris Killip, Mark Neville, Clementine Schneidermann & Charlotte James, Ken Grant, Sebastian Bruno, Markéta Luskačová, Jim Mortram, Ewen Spencer e Kirsty Mackay.

Inoltre, il bookshop ospiterà un pop-up store di RRB Photobooks e una selezione di altre case editrici britanniche.

Viviamo in un momento in cui la fotografia potrebbe non essere sufficiente, bisogna andare oltre la superficie. A me interessa l’anima delle cose – dobbiamo faticare un po’ di più, sforzarci per cercarla
– Ken Grant

La Gran Bretagna sta attraversando una fase di cruciale cambiamento. Proprio alcuni tra i lavori fotografici più importanti realizzati a partire dagli anni settanta possono aiutarci a comprendere come il paese sia potuto diventare una nazione polarizzata.

Ewen Spencer e la scena musicale grime londinese, Clementine Schneidermann & Charlotte James e il lavoro partecipativo con i ragazzi delle valli gallesi, esempio di nuovo umanesimo e di impegno a stretto contatto con la comunità, che ha portato a una serie profondamente innovativa.

Forti dell’eredità della fotografia documentaria realizzata dalla generazione precedente, i nuovi lavori di Kirsty Mackay e Mark Neville  proseguono nella narrazione innovandola, con l’intenzione di generare dei cambiamenti …… e persino con rabbia.

Questa mostra presenta alcuni approcci fondamentali nella pratica fotografica oggi. In evidenza sono nuovi linguaggi nel mondo dell’editoria, utilizzati da chi osserva e racconta la società britannica.

In questi tempi segnati dall’incombere della Brexit, nuove serie fotografiche sono in dialogo con alcuni fondamentali lavori svolti in passato – serie che hanno contribuito a definire il genere della fotografia documentaria britannica e il libro fotografico contemporaneo.

 

 

 

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SABATO 18 E DOMENICA 19: LETTURE PORTFOLIO

 

 

Ken Grant e Tracy Marshall saranno disponibili sabato 18 e domenica 19 per le letture portfolio.

orario: dalle 16 alle 19
costo: 30€ per 20 minuti

E’ possibile prenotare una lettura portfolio anche con l’editore Rudi Thoemmes, che sarà a Milano solo domenica 19 gennaio

Per prenotare, manda una mail a giulia@micamera.com

foto: Ken Grant, da Benny Profane

 

 

 

 

Ken Grant è nato a Liverpool nel 1967. Dagli anni ’80 ha fotografato nella sua città e si è impegnato in progetti sociali sia nel Regno Unito che in Europa. Un primo libro delle immagini di Liverpool, The Close Season, è stato pubblicato da Dewi Lewis Publishing nel 2002 e un altro, No Pain Whatsoever  è stato pubblicato in Svezia da Gösta Flemming per Journal. Ogni libro è stato realizzato nel corso di anni, con la collaborazione delle persone fotografate. Continua a lavorare su progetti a lungo termine. Nel 2014 è uscito il libro Flock. pubblicato da Artist PhotoBooks di Dublino. Una quarta monografia, A Topical Times for These Times / A book of Liverpool Football è stata pubblicata nel 2016 da RRB Publishing. Nel 2018/19 ha esposto sia nel Regno Unito che in Europa stampe da questa serie. Nell’ultimo decennio Ken Grant ha lavorato in collaborazione con organizzazioni locali ed europee sui temi dell’alimentazione, della sostenibilità e della cultura della classe operaia. La sua serie Something in spite of everything, realizzata in collaborazione con Liverpool YMCA, sta per essere completata nel 2020. Il suo ultimo libro, Benny Profane, è uscito nel 2019.

Le fotografie di Ken Grant appartengono a importanti collezioni fotografiche, tra cui: il MoMA di New York, il Folkwang Museum di Essen e di altre importanti collezioni pubbliche e private internazionali. Attualmente insegna Fotografia alla Belfast School of Art, dove dirige due programmi del Master di Fotografia (sia online che presso il campus) e lavora come ricercatore senior.

Tracy Marshall è una direttrice artistica specializzata nella produzione di mostre fotografiche, festival, progetti educativi e workshop.
Dirige la società di produzione fotografica Northern Narratives; in precedenza ha diretto il festival LOOK Photo Biennial, la Open Eye Gallery di Liverpool e la Belfast Exposed Gallery in Irlanda del Nord.
Cura mostre internazionali, lavorando con fotografi sia affermati che emergenti.

Il suo lavoro è fortemente ispirato dalla vitalità degli archivi fotografici. Una parte importante della sua attività curatoriale consiste in progetti che affiancano la produzione di fotografi di fama al lavoro di autori emergenti. La sua visione di curatela consiste nella creazione di opportunità innovative e stimolanti per lo spettatore, l’autore e il mondo della fotografia.

Rudi Thoemmes. Editore e libraio di origine tedesca ma residente a Bristol, specializzato in fotografia documentaria.
Tra le pubblicazioni recenti di RRB Photobooks: Krass Clement, Markéta Luskačová,, Ken Grant, Tony Ray-Jones e Martin Parr. Oltre a occuparsi di editoria, Rudi rappresenta Amak Mahmoodian, Peter Mitchell e John Myers. È anche coinvolto come amministratore fiduciario/direttore in diverse organizzazioni fotografiche, tra cui la Martin Parr Foundation e Photobook Bristol, che ha fondato.

Il suo interesse principale è riuscire a pubblicare e vendere libri senza contributi pubblici e rimanere relativamente solvibile.

 

 

 

 

Gen
23
Gio
2020
Tarantismo : Odissea di un Rituale Italiano @ Micamera
Gen 23@19:00–21:00

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foto di Chiara Samugheo

 

FLEE, Tarantismo : Odissea  di un Rituale Italiano
Intervento di Alan Marzo e Olivier Duport, co-fondatori di FLEE e redattori del progetto
Presentazione con proiezione e sessione d’ascolto

Tra arte contemporanea e antropologia, musica popolare e suoni elettronici d’avanguardia “Tarantismo: Odissea di un Rituale Italiano” racconta la storia di un rituale musicale coreutico , tradizione secolare del nostro meridione caratterizzata da ritmi convulsi e danze frenetiche, vero e proprio esorcismo che voleva liberare le donne da un misterioso male indotto dal morso di una tarantola.

Un libro accompagnato da un doppio vinile LP è la forma che ha preso questo lavoro transdisciplinare di documentazione e reinterpretazione artistica di uno dei fenomeni trance più misteriosi d’Europa.

Il doppio LP restituisce i suoni originali dei musicisti-esorcisti registrati in loco da Diego Carpitella, Ernesto de Martino e Alan Lomax alla fine degli anni ’50, insieme a sei rielaborazioni originali realizzate da musicisti elettronici contemporanei d’avanguardia: Bjorn Torske & Trym Søvdsnes (NO), LNS (CA), UFFE (DK), KMRU (KE), Bottin (IT), e Don’t DJ (DE).

Il libro si concentra invece sui diversi aspetti del rituale.
Oltre al contributo di testimoni, esperti o protagonisti della storia di questo esorcismo musicale, presenta l’esclusivo racconto per immagini realizzato da Chiara Samugheo negli anni ’50 insieme al recente lavoro fotografico di Mattia Zoppellaro, nonché i contributi del regista Edoardo Winspeare, dell’artista concettuale Pamela Diamante, di intellettuali e studiosi come Claudia Attimonelli, Luigi Chiriatti, Salvatore Bevilacqua e Gino Di Mitri.

“Tarantismo : Odissea di un Rituale Italiano” cerca di capire attraverso committenze artistiche, re-interpretazioni audio-archivi e fotografia, cosa resti di un antico rituale trance nella società di oggi. Allo stesso modo, mette in discussione il ruolo e la legittimità delle pratiche contemporanee volte a utilizzare il patrimonio popolare come materiale artistico creativo, un tema delicato che sarà discusso con i curatori del progetto anche nell’ambito della presentazione.

 

FLEE, Tarantismo : Odissea di un Rituale Italiano
Libro e LP, 2019
immagini in bianco e nero e a colori
testi in italiano e inglese

costo: 55€ libro + LP
solo vinile 32€
solo libro 32€
compralo qui

 

FLEE
FLEE è una piattaforma generativa dedicata alla documentazione e alla valorizzazione delle culture ibride. Fondata da Alan Marzo, Olivier Duport e Carl Åhnebrink, è etichetta discografica, casa editrice e ente organizzatore di mostre. Per ogni sua uscita, FLEE pubblica un disco in vinile insieme a una rivista stampata, allo scopo di restituire appieno l’essenza dei movimenti che presenta.

fleeproject.com

foto di Chiara Samugheo

 

 

Feb
4
Mar
2020
Elton Gllava, Bulqizë @ Micamera
Feb 4@19:00–21:00

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ELTON GLLAVA : BULQIZË (Postcart, 2019)
presentazione e firmacopie
con l’autore e Renata Ferri

La prima volta che Elton Gllava mette piede a Bulqizë è il 2013. Da allora, continua a tornarci per l’arco di cinque anni. Quando ricorda le sue prime esplorazioni del luogo, Elton parla di fatica, freddo e incomunicabilità. Dopodichè, gli occhi si illuminano, inizia a riportare aneddoti che parlano di resilienza, di piccoli successi, di affetti e famiglia.

Bulqizë è una piccola cittadina non lontana da Tirana, in Albania, conosciuta come la città dei minatori. Dopo la scoperta della presenza del cromo, nel 1939, e l’apertura delle prime miniere nel 1948, la città è diventata la terza produttrice mondiale di questo minerale.
Da allora, ogni mattina, momento della giornata forse più rappresentativo della vita in Bulqizë, con i primi bagliori dell’alba gli uomini, quasi tutti minatori, aprono le porte di casa e si affacciano sull’unica strada della cittadina, rassegnati a sfidare il freddo e la neve per compiere i loro gesti quotidiani, fatti di ripetizione, di oscurità, di polvere e di ossessione.
Bevono un caffè, tutti sempre nello stesso bar. Poi, accompagnati dagli abituali movimenti meccanici, sprofondano nelle miniere.

Elton compie la scelta coraggiosa di usare la pellicola per il suo lavoro, nonostante la difficoltà delle condizioni di luce all’interno delle miniere. Anche grazie a questa scelta riesce a riportare perfettamente la sensazione di non riuscire a vedere, di soffocamento, di angustia.
Le entrate di luce, fallimenti della macchina fotografica irrimediabilmente impressi sulla pellicola, che però risultano provvidenziali per la narrazione, scandiscono il ritmo del racconto di Elton. La maggior parte dei fotografi avrebbe scartato quelle fotografie, giudicandole “sbagliate”, ma è proprio grazie a questo genere di “errori” che  il ritratto del ragazzino dal collo tatuato diventa icona sacra, con il suo alone di luce che ci catapulta in un altro contesto, lontano dal nero, dal cromo, dalle miniere.

Il lavoro di Elton parla di una comunità che, malauguratamente o per fortuna, nasce inconsapevolmente su una montagna che è una miniera d’oro per le potenze capitaliste, e che probabilmente verrà sfruttata fino al midollo.
Come disse il vecchio sul ciglio della strada “Se non fosse stato per il cromo, qui i corvi avrebbero cantato”. E sono proprio i corvi a dettare il ritmo della narrazione, dello scorrere delle pagine. Nonostante la loro simbologia storicamente correlata alla morte, i corvi ci accompagnano nella scoperta di Bulquizë, mostrandoci, magari senza voce ma profondamente liberi nell’alzarsi in volo, quante forme di resilienza esistono anche nei più controversi angoli di mondo.

 

 

IL LIBRO
Elton Gllava: Bulqizë
Postcart, 2019
120 pagine, 27.8 x 20,8 cm, copertina rigida
edizione limitata di 500 copie

costo: 35€
prenota la tua copia firmata qui

 

 

 

Elton Gllava sarà da Micamera martedì 4 febbraio alle 19 per parlare del proprio lavoro insieme a Renata Ferri.

 

Elton Gllava
Elton Gllava è nato a Vlorë, Albania, nel 1974. Quando il regime comunista è crollato e le frontiere si sono aperte, nel 1992, ha colto l’occasione di sperimentare un altro mondo e come migliaia di albanesi ha scelto di viaggiare verso Italia. I suoi primi anni a Roma lo hanno esposto ad alcuni dei lati più oscuri della società romana attraverso diversi impieghi. Tuttavia, nel 2007, ha deciso di dedicarsi unicamente alla fotografia. Il suo stile fotografico è focalizzato sul reportage sociale e d’autore, con una forte attenzione per gli aspetti di intimità.

 

 

 

 

Feb
8
Sab
2020
ERIK KESSELS: COMPLETE AMATEUR @ Micamera
Feb 8@10:00–Feb 9@18:00

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COMPLETE AMATEUR

un corso di ERIK KESSELS


Micamera, Milano 8-9 febbraio / 4-5 aprile 2020

Dilettante
[di-let-tàn-te] s.m. e f.
1. Chi pratica un’attività, si dedica a uno studio non per professione ma per amore della cosa in sé o per passatempo.

La tendenza a pensare troppo nasce dalla mancanza di fiducia in sé stessi e troppo spesso porta a non fare nulla. Il dilettante però – ossia colui che fotografa per diletto e non per professione – non perde tempo a ragionare perché è beatamente inconsapevole della posta in gioco. Non segue eccessivamente le regole perché non le conosce o comunque non gli interessano più di tanto.

Considerate questo: nella nostra lingua la parola dilettante o amatore è solitamente usata per descrivere una mancanza di abilità, ma in realtà ha una connotazione più che positiva.

Continuiamo a dimenticare che il motivo per cui facciamo ciò che amiamo deriva semplicemente dall’atto di amarlo ed è proprio così che si producono i lavori migliori.
Quindi la domanda sorge spontanea, come si può ritornare ad essere un puro dilettante?
Abbandonando l’autocontrollo e abbracciando la propria spontaneità, il partecipante sarà guidato da Erik Kessels a sfruttare al meglio le proprie capacità dilettantesche con lo scopo di tornare a vedere con chiarezza le sue abilità e ricominciare a divertirsi. La fotografia è per molti versi un mezzo perfetto per intraprendere questo percorso.

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informazioni utili:

il workshop con Erik Kessels si svolge in due fine settimana
8-9 febbraio
4-5 aprile
dalle 10 alle 18
presso Micamera / a Milano, in via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 500€ + IVA per entrambi i fine settimana
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / +39 335 6817 917

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Erik Kessels

Erik Kessels è designer della comunicazione, artista e curatore olandese con una grande passione per la fotografia. Creative partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam e Londra dal 1996, ha realizzato campagne per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, Citizen M, I amsterdam e The Hans Brinker Budget Hotel.

La professione di pubblicitario gli è valsa molti premi e riconoscimenti internazionali.

In veste di artista e curatore ha pubblicato oltre 70 libri di immagini “riappropriate”: Missing Links (1999), The Instant Men (2000), In Almost Every Picture (2001-2019) e Shit (2018). Dal 2000 è redattore della rivista di fotografia alternativa Useful Photography e ha scritto il bestseller internazionale Failed It!

Kessels scrive regolarmente per numerose riviste internazionali. Ha tenuto conferenze per la D&AD Presidents Lecture e per vari convegni internazionali di design: a Singapore, Goa, NY, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academy (Amsterdam), Écal (Losanna), Raffles (Milano) e presso l’Accademia di Architettura di Amsterdam dove ha curato una celebrazione dell’amatorialità.

Ha realizzato e curato mostre come Loving Your Pictures, Mother Nature, 24HRS in Photos, Album Beauty, Unfinished Father e GroupShow. Ha co-curato una mostra dal titolo From Here on Together insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontuberta.

Nel 2010 Kessels ha ricevuto il premio Amsterdam Prize of the Arts, mentre nel 2016 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. Fino al 2019 la sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta a Torino, Düsseldorf, Budapest; quest’anno ha esposto al SFMOMA. Time Magazine l’ha chiamato “stregone dell’immagine” mentre Vogue Italia lo ha definito un ” moderno antropologo”.

i suoi libri da Micamera qui

 

Feb
18
Mar
2020
Guido Guidi: Lunario, 1968 – 1999 @ Viasaterna
Feb 18@18:30–20:30

This post is also available in: Eng

 

(da Lunario, Mariangela Gualtieri fotografata da Guidi)

 

martedì 18 febbraio_ore 18.30
Lunario, 1968-1999 (MACK, 2020)
Guido Guidi in conversazione con Nicoletta Leonardi

Lunario, il nuovo e inusuale libro di Guido Guidi in uscita per l’editore inglese MACK, è un gioiello.
A guardarlo e a leggere la conversazione finale tra l’autore e Antonello Frongia verrebbe da citare ogni frase e postare ogni immagine. A partire dalle sperimentazioni della fine degli anni sessanta suggerite da Italo Zannier, per le quali Guidi fotografa e distorce l’amica Mariangela Gualtieri (una collaborazione, e un’amicizia, che avevamo già trovato in ‘A Seneghe‘, Perda Sonadora Imprentas, 2002).

La forma della luna riecheggia in tutte le opere: nel volto di una donna, o di una bambina che gioca a palla tra la luce e l’ombra. E ancora, nei paesaggi ripresi attraverso un obiettivo fish-eye. Con gli anni Ottanta arrivano le fotografie a colori, che culminano con l’eclissi solare dell’11 agosto 1999, qui accompagnata da una significativa citazione da ‘I Problemi’ di Aristotele:

Perché durante le eclissi di sole, se si guarda attraverso un crivello o attraverso delle foglie, di platano per esempio o di un altro albero a foglie larghe, o attraverso le dita incrociate delle due mani, i raggi di sole hanno a terra la forma di una piccola luna?

 

 

(dal libro)

 

La presentazione del libro è organizzata da Micamera in collaborazione con Viasaterna, che ospiterà l’incontro.
Viasaterna  si trova a Milano in Via G. Leopardi, 32
L’incontro inizia alle 18.30, l’ingresso è gratuito. A seguire, firmacopie

 

 

IL LIBRO

GUIDO GUIDI
LUNARIO, 1968-1999
MACK, 2020
Copertina rigida, 30 x 30 cm
Fotografie a colori e in bianco e nero
Lingua inglese

Prenota la tua copia firmata del libro qui

 

 

Inoltre:
Da giovedì 27 febbraio a venerdì 8 maggio, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospiterà la mostra Guido Guidi: dalle cose.

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr
4
Sab
2020
ERIK KESSELS: COMPLETE AMATEUR @ Micamera
Apr 4@10:00–Apr 5@18:00

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COMPLETE AMATEUR

un corso di ERIK KESSELS


Micamera, Milano 8-9 febbraio / 4-5 aprile 2020

Dilettante
[di-let-tàn-te] s.m. e f.
1. Chi pratica un’attività, si dedica a uno studio non per professione ma per amore della cosa in sé o per passatempo.

La tendenza a pensare troppo nasce dalla mancanza di fiducia in sé stessi e troppo spesso porta a non fare nulla. Il dilettante però – ossia colui che fotografa per diletto e non per professione – non perde tempo a ragionare perché è beatamente inconsapevole della posta in gioco. Non segue eccessivamente le regole perché non le conosce o comunque non gli interessano più di tanto.

Considerate questo: nella nostra lingua la parola dilettante o amatore è solitamente usata per descrivere una mancanza di abilità, ma in realtà ha una connotazione più che positiva.

Continuiamo a dimenticare che il motivo per cui facciamo ciò che amiamo deriva semplicemente dall’atto di amarlo ed è proprio così che si producono i lavori migliori.
Quindi la domanda sorge spontanea, come si può ritornare ad essere un puro dilettante?
Abbandonando l’autocontrollo e abbracciando la propria spontaneità, il partecipante sarà guidato da Erik Kessels a sfruttare al meglio le proprie capacità dilettantesche con lo scopo di tornare a vedere con chiarezza le sue abilità e ricominciare a divertirsi. La fotografia è per molti versi un mezzo perfetto per intraprendere questo percorso.

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informazioni utili:

il workshop con Erik Kessels si svolge in due fine settimana
8-9 febbraio
4-5 aprile
dalle 10 alle 18
presso Micamera / a Milano, in via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 500€ + IVA per entrambi i fine settimana
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / +39 335 6817 917

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Erik Kessels

Erik Kessels è designer della comunicazione, artista e curatore olandese con una grande passione per la fotografia. Creative partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam e Londra dal 1996, ha realizzato campagne per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, Citizen M, I amsterdam e The Hans Brinker Budget Hotel.

La professione di pubblicitario gli è valsa molti premi e riconoscimenti internazionali.

In veste di artista e curatore ha pubblicato oltre 70 libri di immagini “riappropriate”: Missing Links (1999), The Instant Men (2000), In Almost Every Picture (2001-2019) e Shit (2018). Dal 2000 è redattore della rivista di fotografia alternativa Useful Photography e ha scritto il bestseller internazionale Failed It!

Kessels scrive regolarmente per numerose riviste internazionali. Ha tenuto conferenze per la D&AD Presidents Lecture e per vari convegni internazionali di design: a Singapore, Goa, NY, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academy (Amsterdam), Écal (Losanna), Raffles (Milano) e presso l’Accademia di Architettura di Amsterdam dove ha curato una celebrazione dell’amatorialità.

Ha realizzato e curato mostre come Loving Your Pictures, Mother Nature, 24HRS in Photos, Album Beauty, Unfinished Father e GroupShow. Ha co-curato una mostra dal titolo From Here on Together insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontuberta.

Nel 2010 Kessels ha ricevuto il premio Amsterdam Prize of the Arts, mentre nel 2016 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. Fino al 2019 la sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta a Torino, Düsseldorf, Budapest; quest’anno ha esposto al SFMOMA. Time Magazine l’ha chiamato “stregone dell’immagine” mentre Vogue Italia lo ha definito un ” moderno antropologo”.

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