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Ott
25
Ven
2019
HARDENED – JEFF MERMELSTEIN @ Micamera
Ott 25@19:00–Nov 23@19:00

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JEFF MERMELSTEIN
HARDENED – lancio del libro e mostra
prima mondiale
25 ottobre – 23 novembre, 2019
Micamera, Milano

Un mondo di nevrosi quotidiane, piccole catastrofi, panico, fascino, goffaggine, rivelazioni, orgoglio perduto, finta spavalderia, irritante narcisismo e inaspettata benevolenza. In una cultura in cui tutto sembra esistere solo allo scopo di essere tradotto in immagini, è confortante e allo stesso tempo terribile vedere come questo mondo appare quando non sa di essere fotografato – o perlomeno, com’è nello sguardo di Jeff Mermelstein.
– David Campany, da HARDENED

Jeff Mermelstein vive a New York ed è un’icona della street photography.
Dopo una lunga carriera di successo con la mitica Leica, negli ultimi anni Mermelstein ha scattato solo con il telefono cellulare (che dichiara abbia consentito una “reinvenzione dello snapshot, una vera svolta”), postando poi le immagini sul suo profilo Instagram.

HARDENED, pubblicato dalla casa editrice britannica Mörel Books sarà lanciato da Micamera in anteprima mondiale il 25 ottobre 2019. Il volume raccoglie 305 immagini scelte e messe in sequenza dal curatore, scrittore e artista David Campany, che le ha selezionate da un corpus di lavoro di oltre 700 fotografie scattate in due anni.

Il libro è una rappresentazione travolgente, piena e cruda della condizione umana, con sullo sfondo le strade di New York. Mermelstein è un voyeur con un sorprendente senso dell’umorismo, capace di cogliere lo straordinario e la bellezza nel banale e il quotidiano.

Grazie alla riflessione intrinseca sulla facilità e superficialità delle connessioni con i social media, HARDENED è un libro di svolta, che mostra il lavoro di un fotografo-antropologo nella nostra era digitalizzata.

Il lancio del libro sarà accompagnato da un’installazione di tutte le 305 fotografie sulle pareti della galleria.
Jeff Mermelstein sarà presente all’inaugurazione venerdì 25 ottobre e firmerà le copie del libro.  Seguirà un workshop con l’autore durante il fine settimana (disponibilità limitata, vedi qui per i dettagli).

 

JEFF MERMELSTEIN
HARDENED
Mörel Books
Edizione Limitata di 750 copie
350 pagine
30.8 x 22 cm

 

 

solo PREVENDITA  (fino al 24.10)→ 50€
PREZZO SPECIALE PER LA PRESENTAZIONE → 55€
PREZZO DI COPERTINA → 60€

acquista la tua copia firmata!

 

BIOGRAFIA

Mermelstein è nato nel 1957 e ha studiato al Rutgers College e al Centro Internazionale di Fotografia di New York (ICP).
È docente presso l’International Center of Photography di New York dal 1988, beneficiario dell’Aaron Siskind Foundation Individual Photographer’s Fellowship e vincitore dell’European Publishers Award for Photography.
Una delle sue immagini è sulla copertina di “Street photography: Una storia in 100 immagini iconiche” (Prestel, 2019 – a cura di David Gibson), e il suo lavoro è incluso in vari libri e mostre tra cui ‘a Handful of Dust‘ a cura di David Campany (mostra itinerante, libro edito da MACK nel 2015 e di nuovo nel 2017).
Ha pubblicato cinque monografie: SideWalk (vincitore dell’European Publishers Award, pubblicato in Italia da Peliti Associati, 1999), No Title Here (Powerhouse, 2003), Twirl and Run (Powerhouse, 2009), Arena (TBW, 2019 – in cui si avvicina alla fotografia di strada in modo un po’ diverso da quello di prendere la sua macchina fotografica in casa) e Hardened (Mörel Books, 2019).

Micamera
via Medardo Rosso, 19 – 20159 Milano
aperti dal mercoledì al sabato 10-13 e 16-19 o su appuntamento
tel 02 4548 1569 / mail info@micamera.com

vai alla libreria on line

 

 

 

 

 

 

Nov
27
Mer
2019
Matteo Di Giovanni – I wish the world was even @ Micamera
Nov 27 2019@19:00–Gen 4 2020@19:00

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MATTEO DI GIOVANNI
I WISH THE WORLD WAS EVEN
mostra fotografica
inaugurazione mercoledì 27 novembre _ ore 19
fino al 4 gennaio 2020

I wish the world was even è un diario di viaggio.
 Matteo Di Giovanni procede in auto verso nord, tagliando l’Europa in verticale e attraverso l’inverno. Nel suo racconto non compaiono mai persone.
Ovviamente ne ha incontrate molte nei due mesi di viaggio, lungo la strada, e in verità non era nemmeno partito
 solo. Ma nei quattro anni che separano questa mostra 
e la pubblicazione del libro dal viaggio fisico che lo ha portato da Milano a Capo Nord e ritorno, ha messo mano al materiale più volte e le persone sono progressivamente scomparse.
Lui, un banco ottico, una 6×7: l’attrezzatura necessaria
a scattare in condizioni piuttosto estreme – per le temperature, sempre più basse, e le ore di luce, sempre più brevi. Nella cassetta sul sedile posteriore, il fornello e l’immancabile caffettiera, protagonista di ogni sosta.

Guardare il mondo con gli occhi di Matteo significa innanzitutto essere sempre immersi nel paesaggio, e vederlo scorrere ai lati della strada. Impariamo ad adottare una certa distanza dalle cose che si manifestano davanti a noi.
Né troppo lontano, né troppo vicino. Una sorta di distanza di sicurezza che tiene a considerare un quadro d’insieme piuttosto ampio mentre, allo stesso tempo, rivela un’irresistibile curiosità a guardare meglio e avvicinarsi. Si incontrano e si superano barriere e ostacoli che tornano con immancabile certezza.

Ripartire cercando una nuova direzione, reinventarsi un percorso: è chiaro che il viaggio è tutto interiore e il paesaggio un pretesto.

I wish the world was even è il risultato del viaggio in cui Matteo si è messo alla prova ed è tornato a fare il fotografo.

– Giulia Zorzi, dal testo che accompagna il libro

 

 

IL LIBRO

Matteo Di Giovanni
I wish the world was even
Artphilein Editions, 2019

design: Emiliano Biondelli
saggio: Giulia Zorzi
Lingua inglese, edizione limitata a 500 copie

ordina la tua copia firmata qui

 

 

 

Matteo Di Giovanni nasce a Pescara nel 1980, ma dal 2000 si trasferisce a Roma per studiare ed intraprendere le prime esperienze lavorative in diversi settori. Si laurea in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma nel 2006 con una tesi sull’antropologia filosofica di Günther Anders.
Dopo l’esperienza romana, si trasferisce a Londra, dove inizia a lavorare come fotografo per diverse riviste tra 
cui The Economist, Red Pepper Magazine, Slowfood Magazine, HesaMag. Allo stesso tempo lavora come assistente per vari fotografi, tra cui Jeff Lipsky e Simon Roberts, che influenzano molto il suo modo di intendere e percepire la fotografia.
Dal 2010 studia Fotografia presso la Westminster University di Londra, sotto la guida di Max Houghton, David Campany, Colin Jacobson e Ian Dennings, dove ottiene un MA con un progetto sull’identità nazionale bosniaca a 20 anni dall’inizio della guerra dei Balcani.
Proprio mentre si trova in Bosnia resta coinvolto in un incidente che cambia totalmente la sua percezione dello spazio.
Nel 2012 riesce comunque a completare i suoi studi a Londra e, dopo un lungo periodo riabilitativo, decide si spostarsi definitivamente a Milano nel 2014.
Da quel momento inizia un’intensa collaborazione con Micamera, che gli permette di confrontarsi, tra gli altri, con autori come Lucas Foglia, Gus Powell e Dana Lixenberg. Questi incontri lo portano a concentrarsi principalmente su progetti personali legati al paesaggio, alla sua percezione, all’interazione tra uomo e spazio e al viaggio come esperienza gnoseologica.
Il suo primo libro, I wish the world was even, curato da Micamera è stato pubblicato da Artphilein Editions nell’aprile del 2019.
Al momento sta lavorando ad un nuovo lavoro dal titolo Blue Bar sul tema dell’incertezza e dello spaesamento, utilizzando il paesaggio del Delta del Po come metafora.

 

 

 

 

 

Dic
3
Mar
2019
Marina Caneve – Are They Rocks Or Clouds? @ Micamera
Dic 3@19:00–21:30

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martedì 3 dicembre alle ore 19

MARINA CANEVE
ARE THEY ROCKS OR CLOUDS?
FW:books + OTM, 2019
Conferenza e firmacopie. Insieme all’autrice sarà presente Antonio Carloni, direttore di Cortona On The Move.

Il fallimento della natura è inevitabile,
possiamo solo affrontarlo.

Are They Rocks Or Clouds?’ (Sono rocce o nuvole?) affronta il tema degli eventi idrogeologici in Dolomiti e in senso più ampio cerca di capire come la memoria culturale (ovvero il patrimonio collettivo di conoscenza su cui un gruppo fonda la propria identità, ndt) risponda a eventi di questo genere. Marina Caneve si chiede come le abitazioni riescano a persistere in luoghi a rischio frane, inondazioni e altre catastrofi e nel suo lavoro utilizza materiale di provenienza diversa, intrecciando immagini di ricerca e di archivio, testi e fotografie recenti al fine di affrontare i grandi temi della Distruzione, Protezione, Esperienza, Rappresentazione e Resilienza in aree segnate da cicli secolari di vulnerabilità umana causata da calamità naturali. L’autrice bilancia informazioni, storia e bellezza e il lettore è chiamato a domandarsi a quali rischi noi essere umani ci siamo esposti nel nostro perseguire la vita comoda, mentre allo stesso tempo spingiamo sempre più in là i confini della nostra interazione con il mondo naturale.

– Lesley A. Martin, da The Dummy Photobook Prize, Cortona On The Move, 2018

Marina Caneve sarà da Micamera martedì 3 dicembre alle ore 19 per parlare del suo lavoro e firmare le copie del libro.

 

 

IL LIBRO

Marina Caneve
Are They Rocks Or Clouds?
Fw:books + OTM, 2019

Saggi di:
Taco Hidde Bakker (scrittore e curatore)
Emiliano Oddone (geologo)
Annibale Salsa (antropologo)

Design: Hans Gremmen
lingua inglese

acquista la tua copia firmata qui

 

 

Marina Caneve (1988)

Marina Caneve è una fotografa che lavora con un approccio interdisciplinare, affrontando i temi della vulnerabilità, ambientale, sociale e culturale, e della costruzione della conoscenza attraverso le arti visive.

Nel 2018 ha vinto il Premio Giovane Fotografia Italiana a Fotografia Europea con il progetto “Are They Rocks or Clouds?”. Il dummy del libro è stata finalista per l’Unseen Dummy Award e La Fàbrica –Photo London Book Dummy, e in seguito ha vinto il Cortona On The Move Dummy Award, assegnato da Lesley A. Martin di Aperture. Grazie a questo premio e alla collaborazione con Fw: books e Hans Gremmen l’autrice ha potuto pubblicare il libro nel 2019.

Con il progetto “Bridges are Beautiful”, una ricerca sulla libertà di movimento in Europa, è stata invitata a prendere parte alla residenza artistica Docking Station (Amsterdam, 2018).

Nel 2018 è stata invitata a contribuire al progetto Cavallino Treporti Fotografia, una commissione di ricerca decennale per il territorio di Cavallino Treporti. Il suo progetto “The Shape of Water Vanishes in Water/ La Forma dell’Acqua Svanisce nell’Acqua”è stato pubblicato in forma di catalogo con un saggio in VI capitoli di Taco Hidde Bakker (A+M Edizioni, 2018).

Nel 2019 è tra i 5 autori incaricati di realizzare una campagna fotografica legata all’architettura contemporanea italiana per il progetto Atlante Architettura Contemporanea commissionato dal MiBAC e dal MUFOCO. Sempre nel 2019 è tra i 4 artisti vincitori del bando iAlp del Museo Nazionale della Montagna (Torino, 2019).

Oltre all’attività artistica insegna al Master IUAV in Photography dal 2019.

È co-fondatrice di CALAMITA/À (2013), una piattaforma di ricerca che pone la sua attenzione sui temi delle catastrofi, i grossi cambiamenti, la memoria e la politica. CALAMITA/Á è nato per indagare la catastrofe del Vajont (1963) e coinvolge un gruppo di autori internazionali i cui lavori sono raccolti nella pubblicazione The Walking Mountain, CALAMITA/Á (2016).

Nel 2018 ha fondato Osservatorio Cortina 2021 insieme a Gianpaolo Arena e il contributo di Vulcano.

 

 

 

 

Dic
10
Mar
2019
Adrian Bradshaw, The Door Opened: 1980s China @ Micamera
Dic 10@19:00–21:00

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10 dicembre ore 19
Adrian Bradshaw
The Door Opened: 1980s China (Impress, 2018)
Presentazione e firmacopie

Quando sono arrivato in Cina nel 1984 non ero preparato né ai cambiamenti che il paese stava per attraversare, né all’esperienza che mi avrebbe cambiato così nel profondo. Sono venuto per trascorrere un anno di studio all’estero dopo la laurea e alla fine ho vissuto quasi trent’anni nella Repubblica Popolare – più a lungo che in Inghilterra, il mio paese natale.
Ho costruito un archivio di circa 2 milioni di immagini e questo è solo il primo libro che ho pubblicato per raccontare perché ho deciso di dedicare la mia vita a questo paese e cosa mi ha ispirato.

Ero un ragazzo quando arrivai in questo paese di ragazzi – nel 1984 più della metà della popolazione (allora poco più di un miliardo) aveva meno di 25 anni – mi sentivo immerso in una società così diversa dalla piccola città inglese in cui ero cresciuto.
Nel 1984 non sapevo bene come interpretare e raccontare quello che vedevo e ho usato la fotografia. La maggior parte delle immagini pubblicate nel libro sono inedite.

A piedi o in bicicletta, su treni lenti e battelli ancora più lenti, nei lunghi viaggi in autobus ho sempre avuto con me una piccola macchina fotografica e un pacco di negativi, attraversando ogni provincia spesso senza avere un piano migliore se non quello di visitare una zona di cui sapevo troppo poco.

Questi appunti visivi oggi possono intrattenere ed educare una nuova generazione di giovani in Cina e forse essere un buon ricordo del tempo per coloro che, come me, godevano allora di gioventù, speranza e fiducia.

– Adrian Bradshaw

 

 

IL LIBRO

The Door Opened: 1980s China
Adrian Bradshaw
Impress, 2018
240 x 370mm
240 pagine

Acquista la tua copia firmata qui

 

 

 

Adrian Bradshaw è un fotogiornalista inglese che ha vissuto trent’anni in Cina. Questo è il suo primo libro, uscito nel 2018 per l’editore inglese Impress.
Adrian sarà da Micamera il 10 Dicembre alle 19 per parlare del suo lavoro e firmare le copie del libro. L’incontro si svolgerà in inglese con traduzione in italiano.

 

 

 

 

Gen
17
Ven
2020
British Photography and the Photobook @ Micamera
Gen 17@19:00–Feb 15@19:00

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Mark Neville_Somerford Grove Adventure Playground

Mark Neville_Somerford Grove Adventure Playground

British Photography and the Photobook
una mostra e un workshop mentre incombe la BREXIT
inaugurazione 17 gennaio –  in mostra fino al 15 febbraio 2020
workshop con Ken Grant, Tracy Marshall and Rudi Thoemmes (RRB Photobooks) 18+19 gennaio
Micamera, Milan
in collaborazione con Ulster University, Northern Narratives e RRB Photobooks.

Viviamo in un momento in cui la fotografia potrebbe non essere sufficiente, bisogna andare oltre la superficie. A me interessa l’anima delle cose – dobbiamo faticare un po’ di più, sforzarci per cercarla
– Ken Grant

La Gran Bretagna sta attraversando una fase di cruciale cambiamento. Proprio alcuni tra i lavori fotografici più importanti realizzati a partire dagli anni ottanta possono aiutarci a comprendere come il paese sia potuto diventare una nazione polarizzata.

Ewen Spencer e la scena musicale grime londinese, Clementine Schneidermann & Charlotte James e il lavoro partecipativo con i ragazzi delle valli gallesi, esempio di nuovo umanesimo e di impegno a stretto contatto con la comunità, che ha portato a una serie profondamente innovativa.

Forti dell’eredità della fotografia documentaria realizzata dalla generazione precedente, i nuovi lavori di Kirsty Mackay e Mark Neville  proseguono nella narrazione innovandola, con l’intenzione di generare dei cambiamenti …… e persino con rabbia.

Questa mostra presenta alcuni approcci fondamentali nella pratica fotografica oggi. In evidenza sono nuovi linguaggi nel mondo dell’editoria, utilizzati da chi osserva e racconta la società britannica.

In questi tempi segnati dall’incombere della Brexit, nuove serie fotografiche sono in dialogo con alcuni fondamentali lavori svolti in passato – serie che hanno contribuito a definire il genere della fotografia documentaria britannica e il libro fotografico contemporaneo.

 

 

La mostra, curata da Ken Grant e Tracy Marshall, comprende opere di Chris Killip, Mark Neville, Clementine Schneidermann & Charlotte James, Ken Grant, Sebastian Bruno, Markéta Luskačová, Ewen Spencer e Kirsty Mackay.

Inoltre, il bookshop ospiterà un pop-up store di RRB Photobooks e una selezione di altre case editrici britanniche.

 

*****************************

 

 

 

WORKSHOP
Micamera, 18+19 gennaio 2020

 

Ken Grant, autore di fama internazionale, condurrà un workshop di due giorni a Milano seguito da una sessione di editing on line. Al corso interverranno anche Tracy Marshall, direttrice di spazi espositivi e festival, e l’editore Rudi Thoemmes (RRB Photobooks)

foto: Ken Grant, da Benny Profane

 

 

 

 

Il workshop sarà strutturato come segue:

* sabato 17 gennaio:
una giornata di sessione pratica a Milano, supportata da Micamera. Coerentemente con i temi presenti nel lavoro dell’autore, il workshop lavorerà su una comunità sociale che, in questo caso, è cresciuta intorno agli orti comunitari di Milano e alla quale Micamera garantirà un accesso speciale.

* domenica 18 gennaio
Il secondo giorno si svolgerà presso la sede di Micamera. Si tratterà di una giornata di presentazioni : Ken Grant parlerà del suo lavoro e delle sue ispirazioni, Tracy Marshall approfondirà il tema della curatela e della produzione di un evento legato alla fotografia, mentre l’editore Rudi Thoemmes parlerà della realizzazione e della promozione del libro fotografico.

* su appuntamento
Il terzo incontro sarà on line con Ken Grant, nel ruolo di ricercatore senior e direttore del Master di Fotografia presso la Ulster University. Ai partecipanti sarà data l’opportunità di discutere l’editing delle fotografie realizzate a Milano, per concludere il corso con un portfolio ragionato.

Nel complesso, il workshop segue la creazione di un progetto dall’inizio alla fine.

costo: 350€
numero massimo di iscritti: 13
lingua: inglese
dove: Micamera, via Medardo Rosso, 19 – Milano
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com

 

Ken Grant è nato a Liverpool nel 1967. Dagli anni ’80 ha fotografato nella sua città e si è impegnato in progetti sociali sia nel Regno Unito che in Europa. Un primo libro delle immagini di Liverpool, The Close Season, è stato pubblicato da Dewi Lewis Publishing nel 2002 e un altro, No Pain Whatsoever  è stato pubblicato in Svezia da Gösta Flemming per Journal. Ogni libro è stato realizzato nel corso di anni, con la collaborazione delle persone fotografate. Continua a lavorare su progetti a lungo termine. Nel 2014 è uscito il libro Flock. pubblicato da Artist PhotoBooks di Dublino. Una quarta monografia, A Topical Times for These Times / A book of Liverpool Football è stata pubblicata nel 2016 da RRB Publishing. Nel 2018/19 ha esposto sia nel Regno Unito che in Europa stampe da questa serie. Nell’ultimo decennio Ken Grant ha lavorato in collaborazione con organizzazioni locali ed europee sui temi dell’alimentazione, della sostenibilità e della cultura della classe operaia. La sua serie Something in spite of everything, realizzata in collaborazione con Liverpool YMCA, sta per essere completata nel 2020. Il suo ultimo libro, Benny Profane, è uscito nel 2019.

Le fotografie di Ken Grant appartengono a importanti collezioni fotografiche, tra cui: il MoMA di New York, il Folkwang Museum di Essen e di altre importanti collezioni pubbliche e private internazionali. Attualmente insegna Fotografia alla Belfast School of Art, dove dirige due programmi del Master di Fotografia (sia online che presso il campus) e lavora come ricercatore senior.

 

Kirsty Mackay_The fish that never swam

 

 

Feb
8
Sab
2020
ERIK KESSELS: COMPLETE AMATEUR @ Micamera
Feb 8@10:00–Feb 9@18:00

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COMPLETE AMATEUR

un corso di ERIK KESSELS


Micamera, Milano 8-9 febbraio / 4-5 aprile 2020

Dilettante
[di-let-tàn-te] s.m. e f.
1. Chi pratica un’attività, si dedica a uno studio non per professione ma per amore della cosa in sé o per passatempo.

La tendenza a pensare troppo nasce dalla mancanza di fiducia in sé stessi e troppo spesso porta a non fare nulla. Il dilettante però – ossia colui che fotografa per diletto e non per professione – non perde tempo a ragionare perché è beatamente inconsapevole della posta in gioco. Non segue eccessivamente le regole perché non le conosce o comunque non gli interessano più di tanto.

Considerate questo: nella nostra lingua la parola dilettante o amatore è solitamente usata per descrivere una mancanza di abilità, ma in realtà ha una connotazione più che positiva.

Continuiamo a dimenticare che il motivo per cui facciamo ciò che amiamo deriva semplicemente dall’atto di amarlo ed è proprio così che si producono i lavori migliori.
Quindi la domanda sorge spontanea, come si può ritornare ad essere un puro dilettante?
Abbandonando l’autocontrollo e abbracciando la propria spontaneità, il partecipante sarà guidato da Erik Kessels a sfruttare al meglio le proprie capacità dilettantesche con lo scopo di tornare a vedere con chiarezza le sue abilità e ricominciare a divertirsi. La fotografia è per molti versi un mezzo perfetto per intraprendere questo percorso.

___________

informazioni utili:

il workshop con Erik Kessels si svolge in due fine settimana
8-9 febbraio
4-5 aprile
dalle 10 alle 18
presso Micamera / a Milano, in via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 500€ + IVA per entrambi i fine settimana
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / +39 335 6817 917

___________

Erik Kessels

Erik Kessels è designer della comunicazione, artista e curatore olandese con una grande passione per la fotografia. Creative partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam e Londra dal 1996, ha realizzato campagne per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, Citizen M, I amsterdam e The Hans Brinker Budget Hotel.

La professione di pubblicitario gli è valsa molti premi e riconoscimenti internazionali.

In veste di artista e curatore ha pubblicato oltre 70 libri di immagini “riappropriate”: Missing Links (1999), The Instant Men (2000), In Almost Every Picture (2001-2019) e Shit (2018). Dal 2000 è redattore della rivista di fotografia alternativa Useful Photography e ha scritto il bestseller internazionale Failed It!

Kessels scrive regolarmente per numerose riviste internazionali. Ha tenuto conferenze per la D&AD Presidents Lecture e per vari convegni internazionali di design: a Singapore, Goa, NY, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academy (Amsterdam), Écal (Losanna), Raffles (Milano) e presso l’Accademia di Architettura di Amsterdam dove ha curato una celebrazione dell’amatorialità.

Ha realizzato e curato mostre come Loving Your Pictures, Mother Nature, 24HRS in Photos, Album Beauty, Unfinished Father e GroupShow. Ha co-curato una mostra dal titolo From Here on Together insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontuberta.

Nel 2010 Kessels ha ricevuto il premio Amsterdam Prize of the Arts, mentre nel 2016 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. Fino al 2019 la sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta a Torino, Düsseldorf, Budapest; quest’anno ha esposto al SFMOMA. Time Magazine l’ha chiamato “stregone dell’immagine” mentre Vogue Italia lo ha definito un ” moderno antropologo”.

i suoi libri da Micamera qui

 

Apr
4
Sab
2020
ERIK KESSELS: COMPLETE AMATEUR @ Micamera
Apr 4@10:00–Apr 5@18:00

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un corso di ERIK KESSELS


Micamera, Milano 8-9 febbraio / 4-5 aprile 2020

Dilettante
[di-let-tàn-te] s.m. e f.
1. Chi pratica un’attività, si dedica a uno studio non per professione ma per amore della cosa in sé o per passatempo.

La tendenza a pensare troppo nasce dalla mancanza di fiducia in sé stessi e troppo spesso porta a non fare nulla. Il dilettante però – ossia colui che fotografa per diletto e non per professione – non perde tempo a ragionare perché è beatamente inconsapevole della posta in gioco. Non segue eccessivamente le regole perché non le conosce o comunque non gli interessano più di tanto.

Considerate questo: nella nostra lingua la parola dilettante o amatore è solitamente usata per descrivere una mancanza di abilità, ma in realtà ha una connotazione più che positiva.

Continuiamo a dimenticare che il motivo per cui facciamo ciò che amiamo deriva semplicemente dall’atto di amarlo ed è proprio così che si producono i lavori migliori.
Quindi la domanda sorge spontanea, come si può ritornare ad essere un puro dilettante?
Abbandonando l’autocontrollo e abbracciando la propria spontaneità, il partecipante sarà guidato da Erik Kessels a sfruttare al meglio le proprie capacità dilettantesche con lo scopo di tornare a vedere con chiarezza le sue abilità e ricominciare a divertirsi. La fotografia è per molti versi un mezzo perfetto per intraprendere questo percorso.

___________

informazioni utili:

il workshop con Erik Kessels si svolge in due fine settimana
8-9 febbraio
4-5 aprile
dalle 10 alle 18
presso Micamera / a Milano, in via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 500€ + IVA per entrambi i fine settimana
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / +39 335 6817 917

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Erik Kessels

Erik Kessels è designer della comunicazione, artista e curatore olandese con una grande passione per la fotografia. Creative partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam e Londra dal 1996, ha realizzato campagne per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, Citizen M, I amsterdam e The Hans Brinker Budget Hotel.

La professione di pubblicitario gli è valsa molti premi e riconoscimenti internazionali.

In veste di artista e curatore ha pubblicato oltre 70 libri di immagini “riappropriate”: Missing Links (1999), The Instant Men (2000), In Almost Every Picture (2001-2019) e Shit (2018). Dal 2000 è redattore della rivista di fotografia alternativa Useful Photography e ha scritto il bestseller internazionale Failed It!

Kessels scrive regolarmente per numerose riviste internazionali. Ha tenuto conferenze per la D&AD Presidents Lecture e per vari convegni internazionali di design: a Singapore, Goa, NY, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academy (Amsterdam), Écal (Losanna), Raffles (Milano) e presso l’Accademia di Architettura di Amsterdam dove ha curato una celebrazione dell’amatorialità.

Ha realizzato e curato mostre come Loving Your Pictures, Mother Nature, 24HRS in Photos, Album Beauty, Unfinished Father e GroupShow. Ha co-curato una mostra dal titolo From Here on Together insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontuberta.

Nel 2010 Kessels ha ricevuto il premio Amsterdam Prize of the Arts, mentre nel 2016 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. Fino al 2019 la sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta a Torino, Düsseldorf, Budapest; quest’anno ha esposto al SFMOMA. Time Magazine l’ha chiamato “stregone dell’immagine” mentre Vogue Italia lo ha definito un ” moderno antropologo”.

i suoi libri da Micamera qui

 

Apr
5
Dom
2020
ERIK KESSELS: COMPLETE AMATEUR @ Micamera
Apr 5@10:00–Apr 6@18:00

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un corso di ERIK KESSELS


Micamera, Milano 8-9 febbraio / 4-5 aprile 2020

Dilettante
[di-let-tàn-te] s.m. e f.
1. Chi pratica un’attività, si dedica a uno studio non per professione ma per amore della cosa in sé o per passatempo.

La tendenza a pensare troppo nasce dalla mancanza di fiducia in sé stessi e troppo spesso porta a non fare nulla. Il dilettante però – ossia colui che fotografa per diletto e non per professione – non perde tempo a ragionare perché è beatamente inconsapevole della posta in gioco. Non segue eccessivamente le regole perché non le conosce o comunque non gli interessano più di tanto.

Considerate questo: nella nostra lingua la parola dilettante o amatore è solitamente usata per descrivere una mancanza di abilità, ma in realtà ha una connotazione più che positiva.

Continuiamo a dimenticare che il motivo per cui facciamo ciò che amiamo deriva semplicemente dall’atto di amarlo ed è proprio così che si producono i lavori migliori.
Quindi la domanda sorge spontanea, come si può ritornare ad essere un puro dilettante?
Abbandonando l’autocontrollo e abbracciando la propria spontaneità, il partecipante sarà guidato da Erik Kessels a sfruttare al meglio le proprie capacità dilettantesche con lo scopo di tornare a vedere con chiarezza le sue abilità e ricominciare a divertirsi. La fotografia è per molti versi un mezzo perfetto per intraprendere questo percorso.

___________

informazioni utili:

il workshop con Erik Kessels si svolge in due fine settimana
8-9 febbraio
4-5 aprile
dalle 10 alle 18
presso Micamera / a Milano, in via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 500€ + IVA per entrambi i fine settimana
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / +39 335 6817 917

___________

Erik Kessels

Erik Kessels è designer della comunicazione, artista e curatore olandese con una grande passione per la fotografia. Creative partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam e Londra dal 1996, ha realizzato campagne per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, Citizen M, I amsterdam e The Hans Brinker Budget Hotel.

La professione di pubblicitario gli è valsa molti premi e riconoscimenti internazionali.

In veste di artista e curatore ha pubblicato oltre 70 libri di immagini “riappropriate”: Missing Links (1999), The Instant Men (2000), In Almost Every Picture (2001-2019) e Shit (2018). Dal 2000 è redattore della rivista di fotografia alternativa Useful Photography e ha scritto il bestseller internazionale Failed It!

Kessels scrive regolarmente per numerose riviste internazionali. Ha tenuto conferenze per la D&AD Presidents Lecture e per vari convegni internazionali di design: a Singapore, Goa, NY, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academy (Amsterdam), Écal (Losanna), Raffles (Milano) e presso l’Accademia di Architettura di Amsterdam dove ha curato una celebrazione dell’amatorialità.

Ha realizzato e curato mostre come Loving Your Pictures, Mother Nature, 24HRS in Photos, Album Beauty, Unfinished Father e GroupShow. Ha co-curato una mostra dal titolo From Here on Together insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontuberta.

Nel 2010 Kessels ha ricevuto il premio Amsterdam Prize of the Arts, mentre nel 2016 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. Fino al 2019 la sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta a Torino, Düsseldorf, Budapest; quest’anno ha esposto al SFMOMA. Time Magazine l’ha chiamato “stregone dell’immagine” mentre Vogue Italia lo ha definito un ” moderno antropologo”.

i suoi libri da Micamera qui

 


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