logo
Visit Us

micamera.com --- the photobookstore



This post is also available in: Eng

Set
20
Ven
2019
Gerry Johansson: America so far, 1962 – 2018 @ Micamera
Set 20@10:00–Ott 19@19:00

This post is also available in: Eng

Chicago, 1976

Gerry Johansson
America so far, 1962-2018
Micamera, 20 settembre – 19 ottobre 2019
incontro con l’autore venerdì 4 ottobre alle 19
workshop 5-6 ottobre

Mettete su un disco jazz, qualcosa come Kind of Blue di Miles Davis con il sassofono contralto di Cannonball Adderley, immaginate di essere nei primi anni ’60.

E’ mattina presto e seduto su un pullman dal New Jersey a New York c’è un adolescente svedese di nome Gerry Johansson. È qui che inizia il nostro viaggio.
È prima delle fotografie quadrate che conosciamo. Con le immagini di Paul Strand in mente, un adolescente Gerry Johansson trascorre le giornate vagando per la Grande Mela e scattando foto. Frequenta il Village Camera Club e ha portato dalla Svezia un ingranditore per sviluppare e stampare in camera oscura – cosa che fa e ama fare tutt’ora, sperimentando con diverse carte per trovare sempre il supporto perfetto per ogni immagine. (Allo stesso modo, costruisce da sé anche le cornici, dipingendole in tonalità di bianco leggermente diverse per abbinarle alle stampe)

Ma ora siamo nei primi anni settanta. Nel corso del tempo, Johansson assimila il lavoro di Lee Friedlander e Garry Winogrand, cui seguono William Eggleston e Robert Adams.
Gli Stati Uniti, la musica jazz e la cultura di questo paese, avranno una grande influenza su di lui. Tornerà a vivere in Svezia, viaggiando qui comunque spesso: sarà a Chicago nel 1976, attraverserà il paese dalla costa occidentale a quella orientale nel 1983. Nel 1993 è negli stati del sud. E altre visite seguiranno nel corso degli anni, scattando immagini che verranno pubblicate in diversi libri. L’ultimo, American Winter (MACK, 2018) raccoglie fotografie realizzate negli stati centro-occidentali tra il 2017 e il 2018: Kansas, Nebraska, South Dakota, North Dakota, Montana, Wyoming e Colorado.

Per la mostra di Milano, abbiamo chiesto all’autore di ripartire dal principio e di percorrere, appunto, un lungo viaggio, presentando una selezione di 32 immagini scattate negli Stati Uniti nell’arco di quasi 60 anni. E’ un viaggio incredibile e prezioso che comprende diversi formati e persino immagini a colori; dalla street photography dei primi anni ’60 ai paesaggi quadrati dove, pur mancando le persone, la presenza umana è fortemente percepita, perché Johansson fotografa l’effetto che gli uomini hanno sull’ambiente circostante. Come dice l’autore, “Tutto quello che fotografo è creato dall’uomo“.

La fotografia di Johansson è in gran parte guidata dall’intuizione ma poi organizzata con logica e un ordine rigorosi. In genere evita di creare storie, considera ogni immagine a sé stante, individuale. Questa mostra è una sorta di eccezione, ha un certo sottofondo jazz, evidente nella selezione che scorre armoniosamente attraverso una carriera straordinaria, includendo liberamente toni diversi che fanno risuonare in noi le immagini di Lee Friedlander o Mark Steinmetz, o di Robert Adams, per arrivare a un chiaro e definito stile Gerry Johansson.

Come diceva Charles Mingus: “Rendere complicato il semplice è cosa banale; trasformare ciò che è complicato in qualcosa di semplice, incredibilmente semplice: questa è creatività“.

West Virginia, 1994

Micamera è in via Merdardo Rosso 19 – Milano
orari: dal mercoledì al sabato 10-13 e 16-19

Le foto in mostra sono pubblicate nei seguenti libri:
America Revised (only photography, 2018)
American Winter (MACK, 2018)
Tyre Choice (Libraryman, 2017)
Pontiac (MACK, 2011)
Amerika (Johansson & Jansson AB, 1998) + America Special Edition (2009)
Amerikabilder 1962-93 (Bildibok, Sweden 1995

I libri sono disponibili a questo link. Per l’acquisto delle stampe rivolgersi a Giulia Zorzi: giulia@micamera.com / 02 4548 1569
Per il workshop segui questo link (posti limitati!)

 

NY, 1962

Biografia
Gerry Johansson è un celebre fotografo svedese. È noto per aver ritratto piccole città in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, in Svezia e in Germania. Il suo obiettivo principale è quello di dimostrare l’impatto che gli uomini hanno sull’ambiente circostante e come le grandi città cambiano nel tempo.
Nato a Örebro nel 1945 Johansson è cresciuto a Varberg, sulla costa occidentale del paese. Seguendo le orme del padre, fotografo dilettante, ha iniziato a usare la macchina fotografica a soli 11 anni per immortalare i modelli di aeroplani che costruiva. Johansson ricorda anche di essere rimasto affascinato dalle fotografie dei tempi in cui suo padre studiava in Germania, prima della guerra, e ricorda anche che da piccolo prendeva la macchina fotografica della nonna, anche se era rotta, scattando immagini senza pellicola.
Dopo la laurea in grafica nel 1969 ha lavorato per una rivista di fotografia e tre anni dopo ha fondato la casa editrice Fyra Förläggare AB, specializzata in riviste e libri fotografici di autori svedesi.
Questo non gli ha impedito di continuare a scattare nel tempo libero, e nel corso della carriera di designer ed editore ha partecipato a diverse mostre collettive. Ha pubblicato il suo primo libro, Fotografier, nel 1980 e due anni dopo il Moderna Museet di Stoccolma ha ospitato la sua prima mostra personale. Oggi il museo ospita oltre 40 sue stampe nella collezione permanente.
Nel 1985 ha lasciato la casa editrice per lavorare da indipendente, e nello stesso anno ha pubblicato il secondo libro, Halland, le cui immagini sono scattate nell’omonimo paese svedese. Da allora ha prodotto libri fotografici dedicati sia a diverse altre regioni svedesi che a vari paesi: Germania, Giappone, Mongolia, Antartide e Stati Uniti.
Ha pubblicato oltre 30 libri. Questa è la sua seconda mostra al Micamera dopo ‘Deutschland’ nel 2012.
Qui il suo sito web

Pontiac, 2010

 

 

 

 

Set
25
Mer
2019
BLOW UP PRESS, l’editore a Milano @ Micamera
Set 25@10:00–Set 26@21:00

This post is also available in: Eng

Aneta Kowalczyk e Grzegorz Kosmala

 

BLOW UP PRESS: LA STORIA INNANZITUTTO
Aneta Kowalczyk, Grzegorz Kosmala + Lorenzo Castore

25 settembre presentazione e firmacopie / con Lorenzo Castore e Francesco M. Cataluccio / a FM
26 settembre letture portfolio, presentazione libro, esposizione e vendita del catalogo / a Micamera

Quando Aneta Kowalczyk e Grzegorz Kosmala hanno fondato BLOW UP PRESS nel luglio 2012 a Varsavia, non aveva nulla a che fare con i libri. Era un editore di contenuti online con due e-magazine: doc! photo magazine – mensile dedicato alla fotografia documentaria contemporanea, e contra doc! – trimestrale dedicato alla fotografia d’arte. Il primo passaggio alla carta è avvenuto con la fusione delle due riviste e la stampa di un unico magazine.
La spinta che ha portato alla nascita di BLOW UP PRESS è la passione, il desiderio di condividere la buona fotografia con altre persone e di aiutare i fotografi a raggiungere un nuovo pubblico (a questo proposito, hanno in programma per il 2020 un progetto molto interessante che riguarda i fotografi alla ricerca di un editore per il primo libro, ne parleranno a Milano!)

Il primo libro monografico esce a fine 2017 e trova subito ottimo riscontro. L’autrice è una donna, la celebre fotogiornalista polacca Agata Grzybowska: 9 Gates of No Return esplora le diverse storie di nove persone che hanno abbandonato la città per trasferirsi nei boschi delle montagne della Polonia meridionale. L’edizione polacca del libro va fuori catalogo nel giro di un mese e il volume vince due premi come miglior libro fotografico dell’anno: si apre la strada del riconoscimento internazionale.

 

da 9 Gates of No Return di Agata Grzybowska

 

Per Agata e Grzegorz era la spinta necessaria per buttarsi e lavorare su altri progetti. Infatti, da lì a poco escono nuovi titoli che delineano un catalogo dedicato a temi intimi e profondi dell’essere umano: l’identità (sessuale), la trasformazione, la perdita, l’amore, la dipendenza.



Per BLOW UP PRESS la priorità assoluta è il contenuto. Come dice il loro slogan, ciò che conta è la storia.

L’oggetto-libro, disegnato con grande cura, viene presentato in piccole e preziose tirature. Aneta e Grzegorz sono editori con un peso specifico importante: danno un’impronta decisiva ai progetti che pubblicano, preferiscono non lavorare con i menabò, vogliono vedere il maggior numero possibile di immagini, passando attraverso l’intero processo di editing con l’autore e poi lavorando insieme al design – in alcuni casi occupandosi della progettazione del libro senza il contributo del fotografo, che si affida completamente a loro.

Aneta e Grzegorz saranno a Milano per due giorni dopo il festival Unseen di Amsterdam, dove lanceranno la loro nuova pubblicazione Over.State di Ilias Georgiadis, che poi sarà presentata a Micamera (prima libreria in assoluto ad avere il libro!

).

da LAND di Lorenzo Castore

 

*mercoledì 25 settembre alle 18.30 saranno ai Frigoriferi Milanesi con Lorenzo Castore e Francesco M. Cataluccio per presentare il libro LAND. Pubblicato nel 2019, LAND è la storia di un luogo – Gliwice, nella regione polacca detta Slesia – e delle persone che ne fanno parte. Con la sua struttura cinematografica, LAND è un racconto dei viaggi dell’autore, un diario fotografico. Castore arrivò in questi luoghi alla fine degli anni novanta, alla ricerca di un nuovo modo di esprimere le proprie emozioni. Incantato dalle persone che ha incontrato sul suo cammino, è tornato molte volte per quasi 20 anni.
La presentazione sarà seguita dal firmacopie. (prenota la tua copia qui!)

*giovedì 26 settembre gli editori saranno da Micamera.
Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 18.30, è possibile prenotare una lettura portfolio con loro. E’ un’occasione preziosa per avere un feedback da un editore e candidare il proprio lavoro.
Alle 19 Aneta Kowalczyk e Grzegorz Kosmala terranno un incontro gratuito e aperto a tutti. Racconteranno della casa editrice, dei titoli pubblicati, dei prossimi progetti e risponderanno alle domande del pubblico.

Per la lettura portfolio:
40€ (+IVA) per un incontro di 30 minuti durante il quale potrete presentare un progetto che ritenete completo o pronto per il libro; 80€ (+IVA) per più di un progetto (un’ora di tempo)

per prenotare invia un’email a giulia@micamera.com o chiama il numero +39 02 45481569

Le pubblicazioni saranno disponibili all’acquisto (guarda in libreria)

da Over.State di Ilias Georgiadis

 

Aneta Kowalczyk risiede a Varsavia (Polonia) | grafica e photo-editor autodidatta | gestisce il proprio studio di design (dal 2010) | direttore artistico di BLOW UP PRESS (dal 2012) | designer di molti libri fotografici di fama internazionale, tra cui 9 Gates of No Return di Agata Grzybowska, Death Landscapes di Hubert Humka, e Deceitful Reverence di Igor Pisuk | premiata con il Bronze Prize nella categoria Magazine Visual Editor of the Year presso la 75esima edizione del concorso internazionale Pictures of the Year International per doc! photo magazine


Grzegorz Kosmala risiede a Varsavia (Polonia) | fondatore e amministratore delegato di BLOW UP PRESS | caporedattore di doc! photo magazine, editore di libri fotografici | ideatore di DEBUTS, piattaforma che promuove i fotografi emergenti | giurato in concorsi fotografici internazionali, tra cui Siena International Photography Awards, Gomma Photography Grant, Urban Photo Awards e Poznań Photo Diploma | diplomato presso la Nowy Sącz School of Business (Polonia) presso la Media Management and International Relations and Diplomacy faculties.

 

da Deceitful Reverence di Igor Pisuk

 

ringraziamo l’Istituto di Cultura Polacca per il supporto

 

Ott
1
Mar
2019
ALBA ZARI – THE Y @ Micamera
Ott 1@19:00–20:30

This post is also available in: Eng

 

ALBA ZARI : THE Y (Witty Kiwi, 2019)
presentazione e firmacopie
con l’autrice, Chiara Bardelli Nonino e Francesca Seravalle

THE Y – RESEARCH BY EVIDENCE OF ABSENCE
Ogni donna eredita due cromosomi X di cui uno può essere paterno.
Alba Zari utilizza la fotografia come metodo d’indagine visiva per scrivere appunti di autoanalisi e per cercare il padre che non ha mai conosciuto, il cromosoma Y mancante. Zari interpreta il fotografico come poetica della sua ricerca, documentandone le fasi con rigore scientifico.
Di suo padre ha pochi indizi: il nome, la nazionalità irachena e il lavoro per Emirates Airlines. Cresciuta a Bangkok, scopre venticinquenne di non essere tailandese come il fratello. Applica una ricerca fisiognomica al proprio album di famiglia per individuare quei tratti che non appartengono al codice genetico materno e che per esclusione potrebbero essere tracce del padre. Si sottopone al test del DNA per conoscere le sue origini. Raccoglie ogni atto ufficiale e apprende di un padre anagrafico americano che contatta e raggiunge. Alba usa la macchina fotografica come protezione, ed esegue le cronofotografie come espressione catartica, guardando negli occhi le Y della propria vita.
Nell’impossibilità di trovarlo, usa il proprio corpo per generare suo padre, importando su un software i risultati delle proprie ricerche, come i lineamenti del proprio volto non ritrovati nella genia Zari. Carica online l’avatar in 3D sulle piattaforme di identificazione visiva usate dai social. Punta l’obiettivo su di sé, e si fotografa ora che ha finalmente accettato e superato la lacuna della Y, convertendo l’assenza di prove in evidenza dell’assenza.
– Francesca Seravalle

 

 

IL LIBRO
Alba Zari: The Y
edizioni Witty Kiwi, 2019
160 pagine, 16.5 x 24 cm, brossura
edizione limitata di 500 copie

design: Studio Iknoki
a cura di Francesca Seravalle
con il supporto della Collezione Donata Pizzi
costo: 26€
prenota la tua copia firmata qui

 

 

Alba Zari sarà da Micamera martedì 1 ottobre alle 19 per parlare del proprio lavoro insieme a Chiara Bardelli Nonino. Saranno presenti anche Francesca Seravalle, curatrice del libro, e l’editore Tommaso Parrillo.

 

Alba Zari
Fin da piccola conduce una vita nomade che la porta a vivere in città e nazioni differenti. Nasce in Thailandia dove vive fino all’età di 8 anni. In Italia abita prima a Trieste, poi a Bologna dove si laurea al DAMS in cinematografia per poi specializzarsi in fotografia e visual design alla NABA di Milano, proseguendo gli studi in fotografia documentaria all’International Center of Photography di New York. L’esperienza di viaggiatrice influenza e si riflette nella sua pratica fotografica, volta ad indagare temi di contenuto sociale, come le ricerche visive sui centri d’igiene mentale dopo la legge Basaglia, i disordini alimentari diffusi nella società americana, cui affianca progetti su scene di vita quotidiana nei paesaggi urbani. Collabora stabilmente con brand di moda e testate giornalistiche.
Ha uno stile che si distingue per l’uso del colore materico, molto pittorico, per la creazione di immagini dalle atmosfere spese e malinconiche. Zari ha una sensibilità fotografica introspettiva. Con il suo obiettivo ritrae in posa figure femminili, che nonostante la classicità delle composizioni emergono in tutta la loro forza espressiva con struggente intimità. Tra i suoi lavori recenti: Places (2015) libro e progetto fotografico condotto con ElementWo, sull’analisi della comunicazione visiva della propaganda dell’ISIS; Radici (2013), un progetto documentaristico sulla vegetazione del deserto del Mesr in Iran, The Y – Research of biological father (2017), nato da un viaggio alla ricerca delle sue origini del padre mai conosciuto. Il risultato delle sue immagini contengono incognite di colore sempre diverse e materiche. Ricorre spesso all’autoritratto. Nasce nel 1987 vive a lavora a Londra.

– Raffaella Perna, dal catalogo: L’altro sguardo, fotografe italiane dal 1968-2018

**

Conoscete la ‘mappa concettuale’ di un lavoro? Eccone qui un ottimo esempio

 

 

 

 

 

Ott
5
Sab
2019
La creatività è semplice. Corso con Gerry Johansson @ Micamera
Ott 5@09:45–Ott 6@18:30

This post is also available in: Eng

West Virginia, 1994

La creatività è semplice
corso di fotografia con Gerry Johansson
5 e 6 ottobre 2019, Micamera, Milano

Rendere complicato il semplice è cosa banale; trasformare ciò che è complicato in qualcosa di semplice, incredibilmente semplice: questa è creatività – Charles Mingus

Il contesto. Autore di oltre 30 monografie, Gerry Johansson è un celebre autore svedese.
E’ conosciuto per le immagini tipicamente in bianco e nero, composizioni perfette e allo stesso tempo intensamente poetiche che descrivono luoghi in cui le persone mancano ma la presenza umana è fortemente percepita, perché Johansson fotografa l’effetto dell’uomo sull’ambiente circostante.  La sua è una fotografia guidata dall’intuizione e tradotta con rigore e precisione.

In questo corso l’autore accompagnerà gli studenti attraverso la propria mostra, mostrando opere che spaziano dalla street photography dei primi anni ’60 ai paesaggi quadrati privi della presenza umana dei lavori più recenti. Questo darà all’insegnante l’opportunità di presentare il proprio approccio alla fotografia, dai primi tentativi di riprodurre celebri immagini che aveva in mente (Ricordo chiaramente di aver cercato di realizzare le mie versioni di “Blind Woman” e “Running White Fence” di Paul Strand – dice lui stesso) fino alla definizione di uno stile personale.

Ecco quindi come verrà dato il contesto; sarà questa l’introduzione e l’ispirazione. Nel pomeriggio, i partecipanti possono mostrare il proprio materiale all’autore – che li aiuterà a identificare e definire meglio la propria visione, oppure uscire a scattare nuove immagini, che potranno mostrare il giorno seguente.

L’ispirazione. Domenica, Johansson inizierà parlando di immagini, autori, libri che hanno ispirato e influenzato la sua passione per la fotografia.

La pratica. Il corso offre l’opportunità di confrontarsi con l’autore sulla selezione e la sequenza delle immagini e sull’idea che sostiene il lavoro, nonché di chiedere consigli per la presentazione a gallerie ed editori.

L’obiettivo è aiutare i partecipanti a conoscere più a fondo la pratica e a considerare il proprio lavoro in un contesto più ampio. 

Il workshop si svolgerà presso il Micamera, libreria che fornirà il contesto ideale per trovare ispirazione, nonché supporto per le questioni pratica, dall’alloggio all’accesso ai luoghi di Milano. Non esitate a contattarci.

******

info
quando: sabato 5 e domenica 6 ottobre dalle 9.45 alle 18.30
costo: 250€ + IVA
dove: Micamera, via Medardo Rosso, 19 – Milano
numero massimo studenti: 13
info: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / 02 4548 1569 / 335 6817 917

vai alla mostra

vedi i libri dell’autore

******

Biografia

Gerry Johansson è un fotografo svedese. È noto per aver ritratto piccole città in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, in Svezia e in Germania. Il suo obiettivo principale è quello di dimostrare l’impatto che gli uomini hanno sull’ambiente circostante e come le grandi città cambiano nel tempo.

Nato a Örebro nel 1945 Johansson è cresciuto a Varberg, sulla costa occidentale del paese. Seguendo le orme del padre, fotografo dilettante, ha iniziato a usare la macchina fotografica a soli 11 anni per immortalare i modelli di aeroplani che costruiva. Johansson ricorda anche di essere rimasto affascinato dalle fotografie dei tempi in cui suo padre studiava in Germania, prima della guerra, e ricorda anche che da piccolo prendeva la macchina fotografica della nonna, anche se era rotta, scattando immagini senza pellicola.

Dopo la laurea in grafica nel 1969 ha lavorato per una rivista di fotografia e tre anni dopo ha fondato la casa editrice Fyra Förläggare AB, specializzata in riviste e libri fotografici di autori svedesi.
Questo non gli ha impedito di continuare a scattare nel tempo libero, e nel corso della carriera di designer ed editore ha partecipato a diverse mostre collettive. Ha pubblicato il suo primo libro, Fotografier, nel 1980 e due anni dopo il Moderna Museet di Stoccolma ha ospitato la sua prima mostra personale. Oggi il museo ospita oltre 40 sue stampe nella collezione permanente.

Nel 1985 ha lasciato la casa editrice per lavorare da indipendente, e nello stesso anno ha pubblicato il secondo libro, Halland, le cui immagini sono scattate nell’omonimo paese svedese. Da allora ha prodotto libri fotografici dedicati sia a diverse altre regioni svedesi che a vari paesi: Germania, Giappone, Mongolia, Antartide e Stati Uniti.

Ha pubblicato oltre 30 libri. Espone per la sua seconda a Micamera (vai alla mostra) dopo ‘Deutschland’ nel 2012.
Qui il suo sito web.

 

Pontiac, 2010

 

 

Ott
26
Sab
2019
Jeff Mermelstein: Street Immersion @ Micamera
Ott 26@10:00–Ott 27@18:00

This post is also available in: Eng

STREET IMMERSION
workshop di Street Photography con JEFF MERMELSTEIN
25, 26+27 ottobre 2019

La fotografia può essere compresa solo come insieme di relazioni e modo di interagire con sé stessi, con il mondo e con gli altri.
– Nicholas Muellner*

Jeff Mermelstein (1957) è un’icona della street photography. Cresciuto a New York, capitale di questo genere fotografico, ha iniziato a scattare a 13 anni.
il suo stile ha influenzato generazioni di fotografi. Mermelstein è docente presso il celebre ICP di New York dal 1988, è beneficiario della Aaron Siskind Foundation Individual Photographer’s Fellowship e ha vinto l’European Publishers Award for Photography.

Non a caso una delle sue fotografie è sulla copertina di Street photography: a history in 100 iconic images (Prestel, 2019 – a cura di David Gibson) e il suo lavoro è incluso in vari libri e mostre.

Fotografare è la sua ossessione. Non segue un tema, scatta una grande quantità di immagini e ogni giorno segue una pratica molto rigorosa di selezione. Negli ultimi anni ha messo da parte la tradizionale Leica e ha scelto di usare solo il telefono cellulare (che definisce una “reinvenzione dell’istantanea”).
Pubblica le immagini sul profilo Instagram.
Recentemente è stato al centro di una polemica per l’abitudine a postare foto di chat private altrui – che scatta per strada. (vedi qui)

Mermelstein ha un infallibile senso della composizione. Curioso, per niente intimorito dalle novità tecnologiche, è sempre alla ricerca del dettaglio, del peculiare nel banale. Alterna foto scattate con stile da paparazzo a immagini molto più ricercate e sensibili.

Ha pubblicato cinque monografie: SideWalk (vincitore dell’European Publishers Award, pubblicato in Italia da Peliti Associati, 1999) No Title Here (Powerhouse, 2001), Twirl and Run (Powerhouse, 2009), Arena (TBW, 2019) e Hardened (Morel Books, 2019).

Durante questo workshop, che accompagna la mostra in galleria ‘Hardened’ e il lancio del libro, Jeff parlerà della sua pratica e delle sue influenze.

Il workshop è modellato sul corso di street photography che tiene presso l’International Center of Photography di NY.

programma:

+ venerdì 25 ottobre, ore 19 – 21.30

+ sabato 26
10.00-13.00 – essere uno street photographer a NY
13-14 pausa pranzo
14-18 – Mermelstein al lavoro / compiti

+ domenica 27
10.00-13.00 – influenze dell’autore/ commento al lavoro
14-18 – commento al lavoro

info
quando: sabato 26 e domenica 27 ottobre dalle 9.45 alle 18.30
costo: 250€ + IVA
dove: Micamera, via Medardo Rosso, 19 – Milano
numero massimo studenti: 13
info: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / 02 4548 1569 / 335 6817 917

______

*Da Lacuna Park. SPBH Editions, 2019

 

Statue, da Ground Zero, September 11, 2001

 

 

 


Awesome Works