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Ott
25
Ven
2019
HARDENED – JEFF MERMELSTEIN @ Micamera
Ott 25@19:00–Nov 23@19:00

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JEFF MERMELSTEIN
HARDENED – lancio del libro e mostra
prima mondiale
25 ottobre – 23 novembre, 2019
Micamera, Milano

Un mondo di nevrosi quotidiane, piccole catastrofi, panico, fascino, goffaggine, rivelazioni, orgoglio perduto, finta spavalderia, irritante narcisismo e inaspettata benevolenza. In una cultura in cui tutto sembra esistere solo allo scopo di essere tradotto in immagini, è confortante e allo stesso tempo terribile vedere come questo mondo appare quando non sa di essere fotografato – o perlomeno, com’è nello sguardo di Jeff Mermelstein.
– David Campany, da HARDENED

Jeff Mermelstein vive a New York ed è un’icona della street photography.
Dopo una lunga carriera di successo con la mitica Leica, negli ultimi anni Mermelstein ha scattato solo con il telefono cellulare (che dichiara abbia consentito una “reinvenzione dello snapshot, una vera svolta”), postando poi le immagini sul suo profilo Instagram.

HARDENED, pubblicato dalla casa editrice britannica Mörel Books sarà lanciato da Micamera in anteprima mondiale il 25 ottobre 2019. Il volume raccoglie 305 immagini scelte e messe in sequenza dal curatore, scrittore e artista David Campany, che le ha selezionate da un corpus di lavoro di oltre 700 fotografie scattate in due anni.

Il libro è una rappresentazione travolgente, piena e cruda della condizione umana, con sullo sfondo le strade di New York. Mermelstein è un voyeur con un sorprendente senso dell’umorismo, capace di cogliere lo straordinario e la bellezza nel banale e il quotidiano.

Grazie alla riflessione intrinseca sulla facilità e superficialità delle connessioni con i social media, HARDENED è un libro di svolta, che mostra il lavoro di un fotografo-antropologo nella nostra era digitalizzata.

Il lancio del libro sarà accompagnato da un’installazione di tutte le 305 fotografie sulle pareti della galleria.
Jeff Mermelstein sarà presente all’inaugurazione venerdì 25 ottobre e firmerà le copie del libro.  Seguirà un workshop con l’autore durante il fine settimana (disponibilità limitata, vedi qui per i dettagli).

 

JEFF MERMELSTEIN
HARDENED
Mörel Books
Edizione Limitata di 750 copie
350 pagine
30.8 x 22 cm

 

 

solo PREVENDITA  (fino al 24.10)→ 50€
PREZZO SPECIALE PER LA PRESENTAZIONE → 55€
PREZZO DI COPERTINA → 60€

acquista la tua copia firmata!

 

BIOGRAFIA

Mermelstein è nato nel 1957 e ha studiato al Rutgers College e al Centro Internazionale di Fotografia di New York (ICP).
È docente presso l’International Center of Photography di New York dal 1988, beneficiario dell’Aaron Siskind Foundation Individual Photographer’s Fellowship e vincitore dell’European Publishers Award for Photography.
Una delle sue immagini è sulla copertina di “Street photography: Una storia in 100 immagini iconiche” (Prestel, 2019 – a cura di David Gibson), e il suo lavoro è incluso in vari libri e mostre tra cui ‘a Handful of Dust‘ a cura di David Campany (mostra itinerante, libro edito da MACK nel 2015 e di nuovo nel 2017).
Ha pubblicato cinque monografie: SideWalk (vincitore dell’European Publishers Award, pubblicato in Italia da Peliti Associati, 1999), No Title Here (Powerhouse, 2003), Twirl and Run (Powerhouse, 2009), Arena (TBW, 2019 – in cui si avvicina alla fotografia di strada in modo un po’ diverso da quello di prendere la sua macchina fotografica in casa) e Hardened (Mörel Books, 2019).

Micamera
via Medardo Rosso, 19 – 20159 Milano
aperti dal mercoledì al sabato 10-13 e 16-19 o su appuntamento
tel 02 4548 1569 / mail info@micamera.com

vai alla libreria on line

 

 

 

 

 

 

Nov
22
Ven
2019
Lorenzo Castore: 1994 – 2001 @ Micamera
Nov 22@19:00–21:00

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Albania, 1999

 

Lorenzo Castore viene spesso da Micamera e torna anche il 22 novembre, questa volta insieme a Valeria Moreschi. Ogni volta presentiamo un libro diverso, negli ultimi anni ne ha pubblicati alcuni. Soprattutto, costruiamo un dialogo, non solo con lui, ma intorno a lui e ai suoi lavori.

Presentiamo quindi il suo nuovo libro, il primo volume della sua biografia.

 

Eccolo.

Si chiama 1994-2001  A BEGINNING.
(Ovvero, un inizio)
E’ pubblicato da L’Artiere, sono 88 pagine, è in bianco e nero, costa 38€ ed è disponibile qui.

 

 

 

Ma di preciso, com’é? Lo chiediamo a Lorenzo:

 

 

La foto di apertura (questa qui sopra, ndr) è un autoritratto del 1994, il mio primo in assoluto. Una strada corre in mezzo a un bosco di pini giovani, appena piantati dopo un grande incendio. Volevo confondermi tra loro: ho preparato l’inquadratura e ci sono entrato dentro. Siamo nel 1994, da qualche parte vicino a Butte, nel Montana, Nord America, dove ho trascorso un periodo di lavoro estivo come aiuto carpentiere. Non avevo nessuna coscienza di me, ma un ardente desiderio di averne, e ancor meno consapevolezza dell’uso del mezzo fotografico. (…)

Ho deciso di lavorare a un libro di una vita composto da volumi – ognuno riferito ad una fase delimitata dallo scorrere del tempo, dagli eventi e/o dalle circostanze – da pubblicare nel tempo e in ordine cronologico.

Il book-designer Eloi Gimeno ha creato la forma e l’essenziale impostazione grafica – in bianco e nero – della serie di volumi il cui segno riconoscibile è rappresentato dalla/e copertina/e, concepita/e partendo dal concetto di tempo come linea – non retta ma che prende la forma di un labirinto. (…)

____

Ci vediamo venerdì 22 novembre alle ore 19 per proseguire il dialogo. Insieme a Lorenzo Castore sarà presente Valeria Moreschi, curatrice che conosce benissimo il lavoro di Lorenzo e che ha collaborato alla stesura e revisione dei testi. Siete invitati anche voi, l’ingresso è gratuito, e anche la dedica dell’autore sul libro.

Da Micamera, in via Medardo Rosso 19 a Milano

 

 

 

Nov
27
Mer
2019
Matteo Di Giovanni – I wish the world was even @ Micamera
Nov 27 2019@19:00–Gen 4 2020@19:00

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MATTEO DI GIOVANNI
I WISH THE WORLD WAS EVEN
mostra fotografica
inaugurazione mercoledì 27 novembre _ ore 19
fino al 4 gennaio 2020

I wish the world was even è un diario di viaggio.
 Matteo Di Giovanni procede in auto verso nord, tagliando l’Europa in verticale e attraverso l’inverno. Nel suo racconto non compaiono mai persone.
Ovviamente ne ha incontrate molte nei due mesi di viaggio, lungo la strada, e in verità non era nemmeno partito
 solo. Ma nei quattro anni che separano questa mostra 
e la pubblicazione del libro dal viaggio fisico che lo ha portato da Milano a Capo Nord e ritorno, ha messo mano al materiale più volte e le persone sono progressivamente scomparse.
Lui, un banco ottico, una 6×7: l’attrezzatura necessaria
a scattare in condizioni piuttosto estreme – per le temperature, sempre più basse, e le ore di luce, sempre più brevi. Nella cassetta sul sedile posteriore, il fornello e l’immancabile caffettiera, protagonista di ogni sosta.

Guardare il mondo con gli occhi di Matteo significa innanzitutto essere sempre immersi nel paesaggio, e vederlo scorrere ai lati della strada. Impariamo ad adottare una certa distanza dalle cose che si manifestano davanti a noi.
Né troppo lontano, né troppo vicino. Una sorta di distanza di sicurezza che tiene a considerare un quadro d’insieme piuttosto ampio mentre, allo stesso tempo, rivela un’irresistibile curiosità a guardare meglio e avvicinarsi. Si incontrano e si superano barriere e ostacoli che tornano con immancabile certezza.

Ripartire cercando una nuova direzione, reinventarsi un percorso: è chiaro che il viaggio è tutto interiore e il paesaggio un pretesto.

I wish the world was even è il risultato del viaggio in cui Matteo si è messo alla prova ed è tornato a fare il fotografo.

– Giulia Zorzi, dal testo che accompagna il libro

 

 

IL LIBRO

Matteo Di Giovanni
I wish the world was even
Artphilein Editions, 2019

design: Emiliano Biondelli
saggio: Giulia Zorzi
Lingua inglese, edizione limitata a 500 copie

ordina la tua copia firmata qui

 

 

 

Matteo Di Giovanni nasce a Pescara nel 1980, ma dal 2000 si trasferisce a Roma per studiare ed intraprendere le prime esperienze lavorative in diversi settori. Si laurea in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma nel 2006 con una tesi sull’antropologia filosofica di Günther Anders.
Dopo l’esperienza romana, si trasferisce a Londra, dove inizia a lavorare come fotografo per diverse riviste tra 
cui The Economist, Red Pepper Magazine, Slowfood Magazine, HesaMag. Allo stesso tempo lavora come assistente per vari fotografi, tra cui Jeff Lipsky e Simon Roberts, che influenzano molto il suo modo di intendere e percepire la fotografia.
Dal 2010 studia Fotografia presso la Westminster University di Londra, sotto la guida di Max Houghton, David Campany, Colin Jacobson e Ian Dennings, dove ottiene un MA con un progetto sull’identità nazionale bosniaca a 20 anni dall’inizio della guerra dei Balcani.
Proprio mentre si trova in Bosnia resta coinvolto in un incidente che cambia totalmente la sua percezione dello spazio.
Nel 2012 riesce comunque a completare i suoi studi a Londra e, dopo un lungo periodo riabilitativo, decide si spostarsi definitivamente a Milano nel 2014.
Da quel momento inizia un’intensa collaborazione con Micamera, che gli permette di confrontarsi, tra gli altri, con autori come Lucas Foglia, Gus Powell e Dana Lixenberg. Questi incontri lo portano a concentrarsi principalmente su progetti personali legati al paesaggio, alla sua percezione, all’interazione tra uomo e spazio e al viaggio come esperienza gnoseologica.
Il suo primo libro, I wish the world was even, curato da Micamera è stato pubblicato da Artphilein Editions nell’aprile del 2019.
Al momento sta lavorando ad un nuovo lavoro dal titolo Blue Bar sul tema dell’incertezza e dello spaesamento, utilizzando il paesaggio del Delta del Po come metafora.

 

 

 

 

 

Dic
3
Mar
2019
Marina Caneve – Are They Rocks Or Clouds? @ Micamera
Dic 3@19:00–21:30

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martedì 3 dicembre alle ore 19

MARINA CANEVE
ARE THEY ROCKS OR CLOUDS?
FW:books + OTM, 2019
Conferenza e firmacopie. Insieme all’autrice sarà presente Antonio Carloni, direttore di Cortona On The Move.

Il fallimento della natura è inevitabile,
possiamo solo affrontarlo.

Are They Rocks Or Clouds?’ (Sono rocce o nuvole?) affronta il tema degli eventi idrogeologici in Dolomiti e in senso più ampio cerca di capire come la memoria culturale (ovvero il patrimonio collettivo di conoscenza su cui un gruppo fonda la propria identità, ndt) risponda a eventi di questo genere. Marina Caneve si chiede come le abitazioni riescano a persistere in luoghi a rischio frane, inondazioni e altre catastrofi e nel suo lavoro utilizza materiale di provenienza diversa, intrecciando immagini di ricerca e di archivio, testi e fotografie recenti al fine di affrontare i grandi temi della Distruzione, Protezione, Esperienza, Rappresentazione e Resilienza in aree segnate da cicli secolari di vulnerabilità umana causata da calamità naturali. L’autrice bilancia informazioni, storia e bellezza e il lettore è chiamato a domandarsi a quali rischi noi essere umani ci siamo esposti nel nostro perseguire la vita comoda, mentre allo stesso tempo spingiamo sempre più in là i confini della nostra interazione con il mondo naturale.

– Lesley A. Martin, da The Dummy Photobook Prize, Cortona On The Move, 2018

Marina Caneve sarà da Micamera martedì 3 dicembre alle ore 19 per parlare del suo lavoro e firmare le copie del libro.

 

 

IL LIBRO

Marina Caneve
Are They Rocks Or Clouds?
Fw:books + OTM, 2019

Saggi di:
Taco Hidde Bakker (scrittore e curatore)
Emiliano Oddone (geologo)
Annibale Salsa (antropologo)

Design: Hans Gremmen
lingua inglese

acquista la tua copia firmata qui

 

 

Marina Caneve (1988)

Marina Caneve è una fotografa che lavora con un approccio interdisciplinare, affrontando i temi della vulnerabilità, ambientale, sociale e culturale, e della costruzione della conoscenza attraverso le arti visive.

Nel 2018 ha vinto il Premio Giovane Fotografia Italiana a Fotografia Europea con il progetto “Are They Rocks or Clouds?”. Il dummy del libro è stata finalista per l’Unseen Dummy Award e La Fàbrica –Photo London Book Dummy, e in seguito ha vinto il Cortona On The Move Dummy Award, assegnato da Lesley A. Martin di Aperture. Grazie a questo premio e alla collaborazione con Fw: books e Hans Gremmen l’autrice ha potuto pubblicare il libro nel 2019.

Con il progetto “Bridges are Beautiful”, una ricerca sulla libertà di movimento in Europa, è stata invitata a prendere parte alla residenza artistica Docking Station (Amsterdam, 2018).

Nel 2018 è stata invitata a contribuire al progetto Cavallino Treporti Fotografia, una commissione di ricerca decennale per il territorio di Cavallino Treporti. Il suo progetto “The Shape of Water Vanishes in Water/ La Forma dell’Acqua Svanisce nell’Acqua”è stato pubblicato in forma di catalogo con un saggio in VI capitoli di Taco Hidde Bakker (A+M Edizioni, 2018).

Nel 2019 è tra i 5 autori incaricati di realizzare una campagna fotografica legata all’architettura contemporanea italiana per il progetto Atlante Architettura Contemporanea commissionato dal MiBAC e dal MUFOCO. Sempre nel 2019 è tra i 4 artisti vincitori del bando iAlp del Museo Nazionale della Montagna (Torino, 2019).

Oltre all’attività artistica insegna al Master IUAV in Photography dal 2019.

È co-fondatrice di CALAMITA/À (2013), una piattaforma di ricerca che pone la sua attenzione sui temi delle catastrofi, i grossi cambiamenti, la memoria e la politica. CALAMITA/Á è nato per indagare la catastrofe del Vajont (1963) e coinvolge un gruppo di autori internazionali i cui lavori sono raccolti nella pubblicazione The Walking Mountain, CALAMITA/Á (2016).

Nel 2018 ha fondato Osservatorio Cortina 2021 insieme a Gianpaolo Arena e il contributo di Vulcano.

 

 

 

 

Feb
8
Sab
2020
ERIK KESSELS: IL FOTOAMATORE PERFETTO @ Micamera
Feb 8@10:00–Feb 9@18:00

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IL FOTOAMATORE PERFETTO
un corso di ERIK KESSELS
Micamera, Milano 8-9 febbraio / 4-5 aprile 2020

Quando riflettiamo troppo finisce che non combiniamo più nulla: succede, per esempio, quando dubitiamo troppo di noi stessi, se siamo troppo insicuri, o se pensiamo troppo a come piacere agli altri.

Il fotoamatore non corre questo rischio perché è beatamente inconsapevole delle conseguenze.

Come si diventa un perfetto fotoamatore?

Rinunciamo al controllo, seguiamo l’istinto!

Il fotoamatore è spinto dall’entusiasmo e da una genuina voglia di fare.

Oggi ‘amatoriale’ viene usato per descrivere una carenza di professionalità, ma in realtà questa parola ha una connotazione positiva. E’ possibile che la competitività abbia compromesso la capacità di provare semplicemente piacere nel praticare una passione?

 

Abbiamo forse dimenticato che il motivo per cui facciamo quello che amiamo risiede nel semplice fatto di amarlo?

 

In questo workshop Erik Kessels darà massimo risalto alle qualità amatoriali dei partecipanti.

La fotografia è uno strumento perfetto. Facendo emergere il fotoamatore che è in te, sarai più libero di sperimentare e sarai in grado di guardare in modo del tutto nuovo alle tue qualità migliori.

Ricorda, mettersi in una posizione scomoda per qualche giorno è una cosa positiva!

___________

informazioni utili:

il workshop con Erik Kessels si svolge in due fine settimana
8-9 febbraio
4-5 aprile
dalle 10 alle 18
presso Micamera / a Milano, in via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 500€ + IVA per entrambi i fine settimana
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / +39 335 6817 917

___________

Erik Kessels

Erik Kessels è designer della comunicazione, artista e curatore olandese con una grande passione per la fotografia. Creative partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam e Londra dal 1996, ha realizzato campagne per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, Citizen M, I amsterdam e The Hans Brinker Budget Hotel.

La professione di pubblicitario gli è valsa molti premi e riconoscimenti internazionali.

In veste di artista e curatore ha pubblicato oltre 70 libri di immagini “riappropriate”: Missing Links (1999), The Instant Men (2000), In Almost Every Picture (2001-2019) e Shit (2018). Dal 2000 è redattore della rivista di fotografia alternativa Useful Photography e ha scritto il bestseller internazionale Failed It!

Kessels scrive regolarmente per numerose riviste internazionali. Ha tenuto conferenze per la D&AD Presidents Lecture e per vari convegni internazionali di design: a Singapore, Goa, NY, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academy (Amsterdam), Écal (Losanna), Raffles (Milano) e presso l’Accademia di Architettura di Amsterdam dove ha curato una celebrazione dell’amatorialità.

Ha realizzato e curato mostre come Loving Your Pictures, Mother Nature, 24HRS in Photos, Album Beauty, Unfinished Father e GroupShow. Ha co-curato una mostra dal titolo From Here on Together insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontuberta.

Nel 2010 Kessels ha ricevuto il premio Amsterdam Prize of the Arts, mentre nel 2016 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. Fino al 2019 la sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta a Torino, Düsseldorf, Budapest; quest’anno ha esposto al SFMOMA. Time Magazine l’ha chiamato “stregone dell’immagine” mentre Vogue Italia lo ha definito un ” moderno antropologo”.

i suoi libri da Micamera qui

 

Apr
4
Sab
2020
ERIK KESSELS: IL FOTOAMATORE PERFETTO @ Micamera
Apr 4@10:00–Apr 5@18:00

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IL FOTOAMATORE PERFETTO
un corso di ERIK KESSELS
Micamera, Milano 8-9 febbraio / 4-5 aprile 2020

Quando riflettiamo troppo finisce che non combiniamo più nulla: succede, per esempio, quando dubitiamo troppo di noi stessi, se siamo troppo insicuri, o se pensiamo troppo a come piacere agli altri.

Il fotoamatore non corre questo rischio perché è beatamente inconsapevole delle conseguenze.

Come si diventa un perfetto fotoamatore?

Rinunciamo al controllo, seguiamo l’istinto!

Il fotoamatore è spinto dall’entusiasmo e da una genuina voglia di fare.

Oggi ‘amatoriale’ viene usato per descrivere una carenza di professionalità, ma in realtà questa parola ha una connotazione positiva. E’ possibile che la competitività abbia compromesso la capacità di provare semplicemente piacere nel praticare una passione?

 

Abbiamo forse dimenticato che il motivo per cui facciamo quello che amiamo risiede nel semplice fatto di amarlo?

 

In questo workshop Erik Kessels darà massimo risalto alle qualità amatoriali dei partecipanti.

La fotografia è uno strumento perfetto. Facendo emergere il fotoamatore che è in te, sarai più libero di sperimentare e sarai in grado di guardare in modo del tutto nuovo alle tue qualità migliori.

Ricorda, mettersi in una posizione scomoda per qualche giorno è una cosa positiva!

___________

informazioni utili:

il workshop con Erik Kessels si svolge in due fine settimana
8-9 febbraio
4-5 aprile
dalle 10 alle 18
presso Micamera / a Milano, in via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 500€ + IVA per entrambi i fine settimana
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / +39 335 6817 917

___________

Erik Kessels

Erik Kessels è designer della comunicazione, artista e curatore olandese con una grande passione per la fotografia. Creative partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam e Londra dal 1996, ha realizzato campagne per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, Citizen M, I amsterdam e The Hans Brinker Budget Hotel.

La professione di pubblicitario gli è valsa molti premi e riconoscimenti internazionali.

In veste di artista e curatore ha pubblicato oltre 70 libri di immagini “riappropriate”: Missing Links (1999), The Instant Men (2000), In Almost Every Picture (2001-2019) e Shit (2018). Dal 2000 è redattore della rivista di fotografia alternativa Useful Photography e ha scritto il bestseller internazionale Failed It!

Kessels scrive regolarmente per numerose riviste internazionali. Ha tenuto conferenze per la D&AD Presidents Lecture e per vari convegni internazionali di design: a Singapore, Goa, NY, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academy (Amsterdam), Écal (Losanna), Raffles (Milano) e presso l’Accademia di Architettura di Amsterdam dove ha curato una celebrazione dell’amatorialità.

Ha realizzato e curato mostre come Loving Your Pictures, Mother Nature, 24HRS in Photos, Album Beauty, Unfinished Father e GroupShow. Ha co-curato una mostra dal titolo From Here on Together insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontuberta.

Nel 2010 Kessels ha ricevuto il premio Amsterdam Prize of the Arts, mentre nel 2016 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. Fino al 2019 la sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta a Torino, Düsseldorf, Budapest; quest’anno ha esposto al SFMOMA. Time Magazine l’ha chiamato “stregone dell’immagine” mentre Vogue Italia lo ha definito un ” moderno antropologo”.

i suoi libri da Micamera qui

 

Apr
5
Dom
2020
ERIK KESSELS: IL FOTOAMATORE PERFETTO @ Micamera
Apr 5@10:00–Apr 6@18:00

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IL FOTOAMATORE PERFETTO
un corso di ERIK KESSELS
Micamera, Milano 8-9 febbraio / 4-5 aprile 2020

Quando riflettiamo troppo finisce che non combiniamo più nulla: succede, per esempio, quando dubitiamo troppo di noi stessi, se siamo troppo insicuri, o se pensiamo troppo a come piacere agli altri.

Il fotoamatore non corre questo rischio perché è beatamente inconsapevole delle conseguenze.

Come si diventa un perfetto fotoamatore?

Rinunciamo al controllo, seguiamo l’istinto!

Il fotoamatore è spinto dall’entusiasmo e da una genuina voglia di fare.

Oggi ‘amatoriale’ viene usato per descrivere una carenza di professionalità, ma in realtà questa parola ha una connotazione positiva. E’ possibile che la competitività abbia compromesso la capacità di provare semplicemente piacere nel praticare una passione?

 

Abbiamo forse dimenticato che il motivo per cui facciamo quello che amiamo risiede nel semplice fatto di amarlo?

 

In questo workshop Erik Kessels darà massimo risalto alle qualità amatoriali dei partecipanti.

La fotografia è uno strumento perfetto. Facendo emergere il fotoamatore che è in te, sarai più libero di sperimentare e sarai in grado di guardare in modo del tutto nuovo alle tue qualità migliori.

Ricorda, mettersi in una posizione scomoda per qualche giorno è una cosa positiva!

___________

informazioni utili:

il workshop con Erik Kessels si svolge in due fine settimana
8-9 febbraio
4-5 aprile
dalle 10 alle 18
presso Micamera / a Milano, in via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 500€ + IVA per entrambi i fine settimana
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / +39 335 6817 917

___________

Erik Kessels

Erik Kessels è designer della comunicazione, artista e curatore olandese con una grande passione per la fotografia. Creative partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam e Londra dal 1996, ha realizzato campagne per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, Citizen M, I amsterdam e The Hans Brinker Budget Hotel.

La professione di pubblicitario gli è valsa molti premi e riconoscimenti internazionali.

In veste di artista e curatore ha pubblicato oltre 70 libri di immagini “riappropriate”: Missing Links (1999), The Instant Men (2000), In Almost Every Picture (2001-2019) e Shit (2018). Dal 2000 è redattore della rivista di fotografia alternativa Useful Photography e ha scritto il bestseller internazionale Failed It!

Kessels scrive regolarmente per numerose riviste internazionali. Ha tenuto conferenze per la D&AD Presidents Lecture e per vari convegni internazionali di design: a Singapore, Goa, NY, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academy (Amsterdam), Écal (Losanna), Raffles (Milano) e presso l’Accademia di Architettura di Amsterdam dove ha curato una celebrazione dell’amatorialità.

Ha realizzato e curato mostre come Loving Your Pictures, Mother Nature, 24HRS in Photos, Album Beauty, Unfinished Father e GroupShow. Ha co-curato una mostra dal titolo From Here on Together insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontuberta.

Nel 2010 Kessels ha ricevuto il premio Amsterdam Prize of the Arts, mentre nel 2016 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. Fino al 2019 la sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta a Torino, Düsseldorf, Budapest; quest’anno ha esposto al SFMOMA. Time Magazine l’ha chiamato “stregone dell’immagine” mentre Vogue Italia lo ha definito un ” moderno antropologo”.

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