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Gen
17
Ven
2020
British Photography and the Photobook @ Micamera
Gen 17@19:00–Feb 22@19:00

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Chris Killip_IN FLAGRANTE

Chris Killip_Helen and Her Hula-hoop, Seacoal Camp, Lynemouth, Northumberland, 1984 / In Flagrante

 

British Photography and the Photobook
mostra e pop-up store ai tempi della BREXIT
inaugurazione venerdì 17 gennaio alle ore 19 alla presenza di Ken Grant e Tracy Marshall

in mostra fino al 22 febbraio
in collaborazione con Ulster University, Northern Narratives e RRB Photobooks.

La mostra, curata da Ken Grant e Tracy Marshall, comprende opere di Chris Killip, Mark Neville, Clementine Schneidermann & Charlotte James, Ken Grant, Sebastian Bruno, Markéta Luskačová, Jim Mortram, Ewen Spencer e Kirsty Mackay.

Inoltre, il bookshop ospiterà un pop-up store di RRB Photobooks e una selezione di altre case editrici britanniche.

Viviamo in un momento in cui la fotografia potrebbe non essere sufficiente, bisogna andare oltre la superficie. A me interessa l’anima delle cose – dobbiamo faticare un po’ di più, sforzarci per cercarla
– Ken Grant

La Gran Bretagna sta attraversando una fase di cruciale cambiamento. Proprio alcuni tra i lavori fotografici più importanti realizzati a partire dagli anni settanta possono aiutarci a comprendere come il paese sia potuto diventare una nazione polarizzata.

Ewen Spencer e la scena musicale grime londinese, Clementine Schneidermann & Charlotte James e il lavoro partecipativo con i ragazzi delle valli gallesi, esempio di nuovo umanesimo e di impegno a stretto contatto con la comunità, che ha portato a una serie profondamente innovativa.

Forti dell’eredità della fotografia documentaria realizzata dalla generazione precedente, i nuovi lavori di Kirsty Mackay e Mark Neville  proseguono nella narrazione innovandola, con l’intenzione di generare dei cambiamenti …… e persino con rabbia.

Questa mostra presenta alcuni approcci fondamentali nella pratica fotografica oggi. In evidenza sono nuovi linguaggi nel mondo dell’editoria, utilizzati da chi osserva e racconta la società britannica.

In questi tempi segnati dall’incombere della Brexit, nuove serie fotografiche sono in dialogo con alcuni fondamentali lavori svolti in passato – serie che hanno contribuito a definire il genere della fotografia documentaria britannica e il libro fotografico contemporaneo.

 

 

 

*****************************

SABATO 18 E DOMENICA 19: LETTURE PORTFOLIO

 

 

Ken Grant e Tracy Marshall saranno disponibili sabato 18 e domenica 19 per le letture portfolio.

orario: dalle 16 alle 19
costo: 30€ per 20 minuti

E’ possibile prenotare una lettura portfolio anche con l’editore Rudi Thoemmes, che sarà a Milano solo domenica 19 gennaio

Per prenotare, manda una mail a giulia@micamera.com

foto: Ken Grant, da Benny Profane

 

 

 

 

Ken Grant è nato a Liverpool nel 1967. Dagli anni ’80 ha fotografato nella sua città e si è impegnato in progetti sociali sia nel Regno Unito che in Europa. Un primo libro delle immagini di Liverpool, The Close Season, è stato pubblicato da Dewi Lewis Publishing nel 2002 e un altro, No Pain Whatsoever  è stato pubblicato in Svezia da Gösta Flemming per Journal. Ogni libro è stato realizzato nel corso di anni, con la collaborazione delle persone fotografate. Continua a lavorare su progetti a lungo termine. Nel 2014 è uscito il libro Flock. pubblicato da Artist PhotoBooks di Dublino. Una quarta monografia, A Topical Times for These Times / A book of Liverpool Football è stata pubblicata nel 2016 da RRB Publishing. Nel 2018/19 ha esposto sia nel Regno Unito che in Europa stampe da questa serie. Nell’ultimo decennio Ken Grant ha lavorato in collaborazione con organizzazioni locali ed europee sui temi dell’alimentazione, della sostenibilità e della cultura della classe operaia. La sua serie Something in spite of everything, realizzata in collaborazione con Liverpool YMCA, sta per essere completata nel 2020. Il suo ultimo libro, Benny Profane, è uscito nel 2019.

Le fotografie di Ken Grant appartengono a importanti collezioni fotografiche, tra cui: il MoMA di New York, il Folkwang Museum di Essen e di altre importanti collezioni pubbliche e private internazionali. Attualmente insegna Fotografia alla Belfast School of Art, dove dirige due programmi del Master di Fotografia (sia online che presso il campus) e lavora come ricercatore senior.

Tracy Marshall è una direttrice artistica specializzata nella produzione di mostre fotografiche, festival, progetti educativi e workshop.
Dirige la società di produzione fotografica Northern Narratives; in precedenza ha diretto il festival LOOK Photo Biennial, la Open Eye Gallery di Liverpool e la Belfast Exposed Gallery in Irlanda del Nord.
Cura mostre internazionali, lavorando con fotografi sia affermati che emergenti.

Il suo lavoro è fortemente ispirato dalla vitalità degli archivi fotografici. Una parte importante della sua attività curatoriale consiste in progetti che affiancano la produzione di fotografi di fama al lavoro di autori emergenti. La sua visione di curatela consiste nella creazione di opportunità innovative e stimolanti per lo spettatore, l’autore e il mondo della fotografia.

Rudi Thoemmes. Editore e libraio di origine tedesca ma residente a Bristol, specializzato in fotografia documentaria.
Tra le pubblicazioni recenti di RRB Photobooks: Krass Clement, Markéta Luskačová,, Ken Grant, Tony Ray-Jones e Martin Parr. Oltre a occuparsi di editoria, Rudi rappresenta Amak Mahmoodian, Peter Mitchell e John Myers. È anche coinvolto come amministratore fiduciario/direttore in diverse organizzazioni fotografiche, tra cui la Martin Parr Foundation e Photobook Bristol, che ha fondato.

Il suo interesse principale è riuscire a pubblicare e vendere libri senza contributi pubblici e rimanere relativamente solvibile.

 

 

 

 

Feb
4
Mar
2020
Elton Gllava, Bulqizë @ Micamera
Feb 4@19:00–21:00

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ELTON GLLAVA : BULQIZË (Postcart, 2019)
presentazione e firmacopie
con l’autore e Renata Ferri

La prima volta che Elton Gllava mette piede a Bulqizë è il 2013. Da allora, continua a tornarci per l’arco di cinque anni. Quando ricorda le sue prime esplorazioni del luogo, Elton parla di fatica, freddo e incomunicabilità. Dopodichè, gli occhi si illuminano, inizia a riportare aneddoti che parlano di resilienza, di piccoli successi, di affetti e famiglia.

Bulqizë è una piccola cittadina non lontana da Tirana, in Albania, conosciuta come la città dei minatori. Dopo la scoperta della presenza del cromo, nel 1939, e l’apertura delle prime miniere nel 1948, la città è diventata la terza produttrice mondiale di questo minerale.
Da allora, ogni mattina, momento della giornata forse più rappresentativo della vita in Bulqizë, con i primi bagliori dell’alba gli uomini, quasi tutti minatori, aprono le porte di casa e si affacciano sull’unica strada della cittadina, rassegnati a sfidare il freddo e la neve per compiere i loro gesti quotidiani, fatti di ripetizione, di oscurità, di polvere e di ossessione.
Bevono un caffè, tutti sempre nello stesso bar. Poi, accompagnati dagli abituali movimenti meccanici, sprofondano nelle miniere.

Elton compie la scelta coraggiosa di usare la pellicola per il suo lavoro, nonostante la difficoltà delle condizioni di luce all’interno delle miniere. Anche grazie a questa scelta riesce a riportare perfettamente la sensazione di non riuscire a vedere, di soffocamento, di angustia.
Le entrate di luce, fallimenti della macchina fotografica irrimediabilmente impressi sulla pellicola, che però risultano provvidenziali per la narrazione, scandiscono il ritmo del racconto di Elton. La maggior parte dei fotografi avrebbe scartato quelle fotografie, giudicandole “sbagliate”, ma è proprio grazie a questo genere di “errori” che  il ritratto del ragazzino dal collo tatuato diventa icona sacra, con il suo alone di luce che ci catapulta in un altro contesto, lontano dal nero, dal cromo, dalle miniere.

Il lavoro di Elton parla di una comunità che, malauguratamente o per fortuna, nasce inconsapevolmente su una montagna che è una miniera d’oro per le potenze capitaliste, e che probabilmente verrà sfruttata fino al midollo.
Come disse il vecchio sul ciglio della strada “Se non fosse stato per il cromo, qui i corvi avrebbero cantato”. E sono proprio i corvi a dettare il ritmo della narrazione, dello scorrere delle pagine. Nonostante la loro simbologia storicamente correlata alla morte, i corvi ci accompagnano nella scoperta di Bulquizë, mostrandoci, magari senza voce ma profondamente liberi nell’alzarsi in volo, quante forme di resilienza esistono anche nei più controversi angoli di mondo.

 

 

IL LIBRO
Elton Gllava: Bulqizë
Postcart, 2019
120 pagine, 27.8 x 20,8 cm, copertina rigida
edizione limitata di 500 copie

costo: 35€
prenota la tua copia firmata qui

 

 

 

Elton Gllava sarà da Micamera martedì 4 febbraio alle 19 per parlare del proprio lavoro insieme a Renata Ferri.

 

Elton Gllava
Elton Gllava è nato a Vlorë, Albania, nel 1974. Quando il regime comunista è crollato e le frontiere si sono aperte, nel 1992, ha colto l’occasione di sperimentare un altro mondo e come migliaia di albanesi ha scelto di viaggiare verso Italia. I suoi primi anni a Roma lo hanno esposto ad alcuni dei lati più oscuri della società romana attraverso diversi impieghi. Tuttavia, nel 2007, ha deciso di dedicarsi unicamente alla fotografia. Il suo stile fotografico è focalizzato sul reportage sociale e d’autore, con una forte attenzione per gli aspetti di intimità.

 

 

 

 

Feb
8
Sab
2020
ERIK KESSELS: COMPLETE AMATEUR @ Micamera
Feb 8@10:00–Feb 9@18:00

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COMPLETE AMATEUR

un corso di ERIK KESSELS


Micamera, Milano 8-9 febbraio / 4-5 aprile 2020

Dilettante
[di-let-tàn-te] s.m. e f.
1. Chi pratica un’attività, si dedica a uno studio non per professione ma per amore della cosa in sé o per passatempo.

La tendenza a pensare troppo nasce dalla mancanza di fiducia in sé stessi e troppo spesso porta a non fare nulla. Il dilettante però – ossia colui che fotografa per diletto e non per professione – non perde tempo a ragionare perché è beatamente inconsapevole della posta in gioco. Non segue eccessivamente le regole perché non le conosce o comunque non gli interessano più di tanto.

Considerate questo: nella nostra lingua la parola dilettante o amatore è solitamente usata per descrivere una mancanza di abilità, ma in realtà ha una connotazione più che positiva.

Continuiamo a dimenticare che il motivo per cui facciamo ciò che amiamo deriva semplicemente dall’atto di amarlo ed è proprio così che si producono i lavori migliori.
Quindi la domanda sorge spontanea, come si può ritornare ad essere un puro dilettante?
Abbandonando l’autocontrollo e abbracciando la propria spontaneità, il partecipante sarà guidato da Erik Kessels a sfruttare al meglio le proprie capacità dilettantesche con lo scopo di tornare a vedere con chiarezza le sue abilità e ricominciare a divertirsi. La fotografia è per molti versi un mezzo perfetto per intraprendere questo percorso.

___________

informazioni utili:

il workshop con Erik Kessels si svolge in due fine settimana
8-9 febbraio
4-5 aprile
dalle 10 alle 18
presso Micamera / a Milano, in via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 500€ + IVA per entrambi i fine settimana
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / +39 335 6817 917

___________

Erik Kessels

Erik Kessels è designer della comunicazione, artista e curatore olandese con una grande passione per la fotografia. Creative partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam e Londra dal 1996, ha realizzato campagne per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, Citizen M, I amsterdam e The Hans Brinker Budget Hotel.

La professione di pubblicitario gli è valsa molti premi e riconoscimenti internazionali.

In veste di artista e curatore ha pubblicato oltre 70 libri di immagini “riappropriate”: Missing Links (1999), The Instant Men (2000), In Almost Every Picture (2001-2019) e Shit (2018). Dal 2000 è redattore della rivista di fotografia alternativa Useful Photography e ha scritto il bestseller internazionale Failed It!

Kessels scrive regolarmente per numerose riviste internazionali. Ha tenuto conferenze per la D&AD Presidents Lecture e per vari convegni internazionali di design: a Singapore, Goa, NY, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academy (Amsterdam), Écal (Losanna), Raffles (Milano) e presso l’Accademia di Architettura di Amsterdam dove ha curato una celebrazione dell’amatorialità.

Ha realizzato e curato mostre come Loving Your Pictures, Mother Nature, 24HRS in Photos, Album Beauty, Unfinished Father e GroupShow. Ha co-curato una mostra dal titolo From Here on Together insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontuberta.

Nel 2010 Kessels ha ricevuto il premio Amsterdam Prize of the Arts, mentre nel 2016 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. Fino al 2019 la sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta a Torino, Düsseldorf, Budapest; quest’anno ha esposto al SFMOMA. Time Magazine l’ha chiamato “stregone dell’immagine” mentre Vogue Italia lo ha definito un ” moderno antropologo”.

i suoi libri da Micamera qui

 

Feb
18
Mar
2020
Guido Guidi: Lunario, 1968 – 1999 @ Viasaterna
Feb 18@18:30–20:30

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(da Lunario, Mariangela Gualtieri fotografata da Guidi)

 

martedì 18 febbraio_ore 18.30
Lunario, 1968-1999 (MACK, 2020)
Guido Guidi in conversazione con Nicoletta Leonardi

Lunario, il nuovo e inusuale libro di Guido Guidi in uscita per l’editore inglese MACK, è un gioiello.
A guardarlo e a leggere la conversazione finale tra l’autore e Antonello Frongia verrebbe da citare ogni frase e postare ogni immagine. A partire dalle sperimentazioni della fine degli anni sessanta suggerite da Italo Zannier, per le quali Guidi fotografa e distorce l’amica Mariangela Gualtieri (una collaborazione, e un’amicizia, che avevamo già trovato in ‘A Seneghe‘, Perda Sonadora Imprentas, 2002).

La forma della luna riecheggia in tutte le opere: nel volto di una donna, o di una bambina che gioca a palla tra la luce e l’ombra. E ancora, nei paesaggi ripresi attraverso un obiettivo fish-eye. Con gli anni Ottanta arrivano le fotografie a colori, che culminano con l’eclissi solare dell’11 agosto 1999, qui accompagnata da una significativa citazione da ‘I Problemi’ di Aristotele:

Perché durante le eclissi di sole, se si guarda attraverso un crivello o attraverso delle foglie, di platano per esempio o di un altro albero a foglie larghe, o attraverso le dita incrociate delle due mani, i raggi di sole hanno a terra la forma di una piccola luna?

 

 

(dal libro)

 

La presentazione del libro è organizzata da Micamera in collaborazione con Viasaterna, che ospiterà l’incontro.
Viasaterna  si trova a Milano in Via G. Leopardi, 32
L’incontro inizia alle 18.30, l’ingresso è gratuito. A seguire, firmacopie

 

 

IL LIBRO

GUIDO GUIDI
LUNARIO, 1968-1999
MACK, 2020
Copertina rigida, 30 x 30 cm
Fotografie a colori e in bianco e nero
Lingua inglese

Prenota la tua copia firmata del libro qui

 

 

Inoltre:
Da giovedì 27 febbraio a venerdì 8 maggio, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospiterà la mostra Guido Guidi: dalle cose.

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr
4
Sab
2020
ERIK KESSELS: COMPLETE AMATEUR @ Micamera
Apr 4@10:00–Apr 5@18:00

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COMPLETE AMATEUR

un corso di ERIK KESSELS


Micamera, Milano 8-9 febbraio / 4-5 aprile 2020

Dilettante
[di-let-tàn-te] s.m. e f.
1. Chi pratica un’attività, si dedica a uno studio non per professione ma per amore della cosa in sé o per passatempo.

La tendenza a pensare troppo nasce dalla mancanza di fiducia in sé stessi e troppo spesso porta a non fare nulla. Il dilettante però – ossia colui che fotografa per diletto e non per professione – non perde tempo a ragionare perché è beatamente inconsapevole della posta in gioco. Non segue eccessivamente le regole perché non le conosce o comunque non gli interessano più di tanto.

Considerate questo: nella nostra lingua la parola dilettante o amatore è solitamente usata per descrivere una mancanza di abilità, ma in realtà ha una connotazione più che positiva.

Continuiamo a dimenticare che il motivo per cui facciamo ciò che amiamo deriva semplicemente dall’atto di amarlo ed è proprio così che si producono i lavori migliori.
Quindi la domanda sorge spontanea, come si può ritornare ad essere un puro dilettante?
Abbandonando l’autocontrollo e abbracciando la propria spontaneità, il partecipante sarà guidato da Erik Kessels a sfruttare al meglio le proprie capacità dilettantesche con lo scopo di tornare a vedere con chiarezza le sue abilità e ricominciare a divertirsi. La fotografia è per molti versi un mezzo perfetto per intraprendere questo percorso.

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informazioni utili:

il workshop con Erik Kessels si svolge in due fine settimana
8-9 febbraio
4-5 aprile
dalle 10 alle 18
presso Micamera / a Milano, in via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 500€ + IVA per entrambi i fine settimana
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / +39 335 6817 917

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Erik Kessels

Erik Kessels è designer della comunicazione, artista e curatore olandese con una grande passione per la fotografia. Creative partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam e Londra dal 1996, ha realizzato campagne per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, Citizen M, I amsterdam e The Hans Brinker Budget Hotel.

La professione di pubblicitario gli è valsa molti premi e riconoscimenti internazionali.

In veste di artista e curatore ha pubblicato oltre 70 libri di immagini “riappropriate”: Missing Links (1999), The Instant Men (2000), In Almost Every Picture (2001-2019) e Shit (2018). Dal 2000 è redattore della rivista di fotografia alternativa Useful Photography e ha scritto il bestseller internazionale Failed It!

Kessels scrive regolarmente per numerose riviste internazionali. Ha tenuto conferenze per la D&AD Presidents Lecture e per vari convegni internazionali di design: a Singapore, Goa, NY, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academy (Amsterdam), Écal (Losanna), Raffles (Milano) e presso l’Accademia di Architettura di Amsterdam dove ha curato una celebrazione dell’amatorialità.

Ha realizzato e curato mostre come Loving Your Pictures, Mother Nature, 24HRS in Photos, Album Beauty, Unfinished Father e GroupShow. Ha co-curato una mostra dal titolo From Here on Together insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontuberta.

Nel 2010 Kessels ha ricevuto il premio Amsterdam Prize of the Arts, mentre nel 2016 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. Fino al 2019 la sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta a Torino, Düsseldorf, Budapest; quest’anno ha esposto al SFMOMA. Time Magazine l’ha chiamato “stregone dell’immagine” mentre Vogue Italia lo ha definito un ” moderno antropologo”.

i suoi libri da Micamera qui

 

Apr
5
Dom
2020
ERIK KESSELS: COMPLETE AMATEUR @ Micamera
Apr 5@10:00–Apr 6@18:00

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COMPLETE AMATEUR

un corso di ERIK KESSELS


Micamera, Milano 8-9 febbraio / 4-5 aprile 2020

Dilettante
[di-let-tàn-te] s.m. e f.
1. Chi pratica un’attività, si dedica a uno studio non per professione ma per amore della cosa in sé o per passatempo.

La tendenza a pensare troppo nasce dalla mancanza di fiducia in sé stessi e troppo spesso porta a non fare nulla. Il dilettante però – ossia colui che fotografa per diletto e non per professione – non perde tempo a ragionare perché è beatamente inconsapevole della posta in gioco. Non segue eccessivamente le regole perché non le conosce o comunque non gli interessano più di tanto.

Considerate questo: nella nostra lingua la parola dilettante o amatore è solitamente usata per descrivere una mancanza di abilità, ma in realtà ha una connotazione più che positiva.

Continuiamo a dimenticare che il motivo per cui facciamo ciò che amiamo deriva semplicemente dall’atto di amarlo ed è proprio così che si producono i lavori migliori.
Quindi la domanda sorge spontanea, come si può ritornare ad essere un puro dilettante?
Abbandonando l’autocontrollo e abbracciando la propria spontaneità, il partecipante sarà guidato da Erik Kessels a sfruttare al meglio le proprie capacità dilettantesche con lo scopo di tornare a vedere con chiarezza le sue abilità e ricominciare a divertirsi. La fotografia è per molti versi un mezzo perfetto per intraprendere questo percorso.

___________

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il workshop con Erik Kessels si svolge in due fine settimana
8-9 febbraio
4-5 aprile
dalle 10 alle 18
presso Micamera / a Milano, in via Medardo Rosso, 19
massimo 14 studenti
costo: 500€ + IVA per entrambi i fine settimana
info e iscrizioni: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / +39 335 6817 917

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Erik Kessels

Erik Kessels è designer della comunicazione, artista e curatore olandese con una grande passione per la fotografia. Creative partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam e Londra dal 1996, ha realizzato campagne per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, Citizen M, I amsterdam e The Hans Brinker Budget Hotel.

La professione di pubblicitario gli è valsa molti premi e riconoscimenti internazionali.

In veste di artista e curatore ha pubblicato oltre 70 libri di immagini “riappropriate”: Missing Links (1999), The Instant Men (2000), In Almost Every Picture (2001-2019) e Shit (2018). Dal 2000 è redattore della rivista di fotografia alternativa Useful Photography e ha scritto il bestseller internazionale Failed It!

Kessels scrive regolarmente per numerose riviste internazionali. Ha tenuto conferenze per la D&AD Presidents Lecture e per vari convegni internazionali di design: a Singapore, Goa, NY, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academy (Amsterdam), Écal (Losanna), Raffles (Milano) e presso l’Accademia di Architettura di Amsterdam dove ha curato una celebrazione dell’amatorialità.

Ha realizzato e curato mostre come Loving Your Pictures, Mother Nature, 24HRS in Photos, Album Beauty, Unfinished Father e GroupShow. Ha co-curato una mostra dal titolo From Here on Together insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontuberta.

Nel 2010 Kessels ha ricevuto il premio Amsterdam Prize of the Arts, mentre nel 2016 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. Fino al 2019 la sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta a Torino, Düsseldorf, Budapest; quest’anno ha esposto al SFMOMA. Time Magazine l’ha chiamato “stregone dell’immagine” mentre Vogue Italia lo ha definito un ” moderno antropologo”.

i suoi libri da Micamera qui

 

Apr
25
Sab
2020
Aaron Schuman: Powers of observation @ Micamera
Apr 25@10:00–Apr 26@18:00

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foto di A. Schuman, da ITALOGAZE

 

 

 

 

POWERS OF OBSERVATION
WORKSHOP CON AARON SCHUMAN

Micamera, 25+26 aprile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(…) tutto ciò si trova stampato, e se ne può prendere conoscenza ricorrendo ai libri. L’esenziale si è, che io prendo di bel nuovo interessamento alle cose di questo mondo; che io cerco di bel nuovo di esercitare il mio spirito di osservazione, per quanto i miei lumi e le mie cognizioni lo consentono; che la mia vista è pronta ad afferrare rapidamente quanto si offre allo sguardo; e che il mio animo può di bel nuovo esercitare le sue facoltà, le quali erano rimaste oppresse ed irrigidite. .

– Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia, 1786-1788

In questo workshop:
L’artista, scrittore e curatore americano Aaron Schuman racconterà innanzitutto del proprio approccio alla fotografia e alla costruzione progettuale.
Ci mostrerà gli strumenti che usa per alimentare e ispirare la pratica artistica:
ampliare la ricerca includendo oggetti, storie e racconti di diverso genere (fotografici, personali e non), praticare l’osservazione attenta, interessarsi alle cose di questo mondo, esercitare l’intuizione, l’immaginazione, la spontaneità e la casualità.
Grazie a una serie di esercizi il gruppo potrà ripensare e approfondire il proprio approccio al processo creativo – considerando il lavoro di ciascuno in relazione alla ricerca, all’esperienza e al contesto.

Schuman accompagnerà poi il gruppo attraverso la mostra ITALOGAZE (che inaugura da Micamera il 24 aprile 2020), esplorando e spiegando quali idee, immagini, ispirazioni e intenzioni stiano dietro questo particolare corpo di lavoro. Seguirà una discussione di gruppo sulla mostra stessa e, più in generale, sulle suggestioni emerse durante il corso.
Il giorno successivo sarà in parte dedicato a una lettura portfolio collettiva: ciascun partecipante avrà l’opportunità di mostrare una selezione di immagini proprie e ricevere un feedback (idealmente dovrebbe trattarsi di un progetto in corso). Schuman, insieme ai partecipanti, darà alcuni consigli, aiutando a definire e rafforzare ciascun progetto, con l’intenzione di identificare e chiarire il processo creativo, la visione e lo scopo.

Il corso si svolgerà sabato e domenica 25 e 26 aprile dalle 10 alle 18
presso Micamera, in via Medardo Rosso, 19 a Milano.
numero massimo di iscritti: 13
costo: 270€ (+IVA)
per iscriverti o ricevere informazioni scrivi a Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / 335 6817 917 / 02 4548 1569

 

AARON SCHUMAN è fotografo, scrittore e curatore. Nato e cresciuto negli Stati Uniti, oggi risiede nel Regno Unito. La sua opera fotografica è stata esposta e pubblicata a livello internazionale e appartiene a diverse collezioni sia pubbliche che private. La sua ultima monografia, SLANT (MACK, 2019), è stata nominata tra i libri più interessanti del 2019 da diverse testate, nonché da fotografi e critici: The Guardian, Internazionale, American Suburb X, Photoeye (Jason Fulford / Rebecca Norris Webb), Photobookstore Magazine (Vanessa Winship / Mark Power / Robin Titchener), UpPhotographers (Gus Powell), e Deadbeat Club Press (Raymond Meeks / Brad Feuerhelm).
Ha pubblicato anche FOLK (NB Books, 2016) – selezionato tra i migliori libri dell’anno da Alec Soth (Photoeye), Sean O’Hagan (The Guardian), e Jason Fulford (TIME), e nel 2017 è stato incluso nella selezione preliminare del premio Deutsche Börse Photography Prize.
Oltre a sviluppare progetti fotografici propri, Schuman ha scritto testi per molte pubblicazioni, tra cui: Aperture Conversations: 1985 to the Present (Aperture, 2018), Another Kind of Life: Photography on the Margins (Prestel, 2018), Alec Soth: Gathered Leaves (MACK, 2015), Vision Anew (University of California Press, 2015), The Photographer’s Playbook (Aperture, 2014)

Collabora regolarmente con varie riviste, tra cui Aperture, Foam, Frieze, Hotshoe, The British Journal of Photography e altre ancora.

Ha curato diverse importanti mostre, tra cui Indivisible: New American Documents – Gregory Halpern, Sam Contis, Bayete Ross Smith (FOMU, Anversa, 2016), In Appropriation (Houston Center for Photography, 2012), Other I: Alec Soth, WassinkLundgren, Viviane Sassen (Hotshoe Gallery, Londra, 2011) e Whatever Was Splendid: New American Photographs (FotoFest, 2010).

Nel 2014 Schuman ha curato il festival di fotografia di Cracovia e nel 2018 ha collaborato con JaipurPhoto Festival in veste di curatore.
Schuman è stato anche fondatore e curatore editoriale della rivista SeeSaw Magazine (2004-2014) ed è attualmente direttore del programma di fotografia del master presso la University of the West of England (UWE Bristol).
Per ulteriori informazioni, consultare il suo sito

 

 

Mag
23
Sab
2020
GRANT WRITING WITH DONALD WEBER @ Micamera
Mag 23@10:00–Mag 24@18:00

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GRANT WRITING
un corso di due giorni con DONALD WEBER
COME OTTENERE I FONDI NECESSARI PER REALIZZARE I TUOI PROGETTI

Per realizzare i progetti di fotografia servono soldi.
Molti fotografi finanziano da sé il proprio lavoro – ma esistono diverse organizzazioni disponibili a supportare gli autori.
Assegnano fondi per la ricerca, la creazione, la produzione, i viaggi e le spese.

E’ possibile imparare a scrivere le candidature – con questo corso aumenterai le possibilità di arrivare in cima alla lista dei candidati.

Donald Weber ha ottenuto molti finanziamenti, inclusi: Guggenheim Fellowship, The Lange-Taylor Prize, The Duke & Duchess of York Prize, the Magnum Foundation’s Emergency Fund e vari Canada Council for the Arts grants nel corso degli ultimi anni. Ha utilizzato i fondi ottenuto per realizzare nei modi e nei tempi consoni alle proprie esigenze,  diversi lavori che in seguito sono stati premiati.

da War Sand, ultimo libro dell’autore

IL CORSO

Il Grant Writing Workshop spiega come scrivere una candidatura. E’ costituito da quattro parti:

1) La Proposta. Don esaminerà una serie di proposte che hanno avuto esito positivo. Tra queste: la propria candidatura al Guggenheim Fellowship, al Lange-Taylor e a due Canada Council grant. Analizzerà anche le proposte di altri autori, tra cui Robert Frank e Garry Winogrand. Capiremo insieme perché hanno scelto quei contenuti e perché hanno avuto successo. Parlerà di come bisogna strutturare una presentazione.

2) Il Portfolio. Dopo la proposta, una parte sostanziale è il portfolio e quindi la selezione delle immagini. Capiremo a cosa bisogna stare attenti e come rendere il portfolio adeguato a sostenere la proposta.

3) Il Curriculum. Molti sottovalutano il potere di un CV ben fatto. Analizzeremo cosa rende forte un curriculum e come rendere straordinario il tuo.

4) Il Budget. E’ necessario compilare un budget realistico e valido. Chiariremo come distinguere tra spese, guadagni previsti, sponsorizzazioni tecniche e altri aspetti, per stilare un budget pratico e realistico, che ti dia la possibilità di portare a buon fine la tua candidatura.

Al termine della prima giornata i partecipanti disporranno di elementi sufficienti per articolare la propria proposta. Nella prima parte del secondo giorno presenteranno un primo abbozzo del proprio progetto alla classe e il gruppo darà il feedback. I partecipanti dovranno scrivere un breve testo, elencando i temi e i punti più importanti del proprio progetto , che poi presenteranno oralmente alla classe.

Gli altri partecipanti, insieme al docente, commenteranno i progetti.

Raccogliere le idee e presentare il progetto non solo in forma scritta ma anche oralmente ti aiuterà a chiarire la tua proposta e identificare i punti fondamentali per una presentazione efficace del tuo lavoro.

Da Interrogations

Hanno detto del workshop

Questo corso è un buon investimento, un paio di mesi dopo averlo frequentato ho ottenuto il mio primo grant e me lo sono ripagato.” Brett Gundlock, photographer and member of Boreal Collective

Don riesce a spiegare molto bene i punti fondamentali nel tempo a disposizione. Questo corso è ovviamente un’ottima occasione per chiunque sia interessato a realizzare un progetto in modo indipendente. Non è facile ottenere un finanziamento, ma Don conosce tutti i segreti del caso e li condivide con i partecipanti.” Aaron Vincent Elkaim, che ha recentemente ottenuto un grant dal Canada Council

Grazie per il corso, è stato di grande ispirazione! Ho finalmente capito cosa sbagliavo in passato e cosa fare diversamente oggi. Sono sicuro che riuscirò presto a ottenere un finanziamento!” David de Jong, Photographer, Amsterdam

Se cerchi un corso che ti insegni come ottenere dei finanziamenti, questa è l’occasione perfetta. Donald è un fotografo che come pochi altri è riuscito a vivere e realizzare i propri progetti basandosi sostanzialmente sui grant.” Bill Crandall, Photographer, Washington, DC

Dopo aver frequentato il corso a Berlino, Uwe Martin ha ottenuto tre diversi finanziamenti per un totale di 16mila Euro (22mila dollari americani).

Jared Soares ha ottenuto un Puffin Foundation Grant dopo aver frequentato il corso a Washington, DC.

Aaron Vincent Elkaim ha ricevuto un grant di 20mila dollari americani dopo aver frequentato il corso a Toronto.

Brent Gundlock ha ricevuto 5mila dollari dall’Ontario Arts Council. Peter Di Campo ha ottenuto diversi premi e ricevuto due finanziamenti dal Pultizer Center, totalizzando 25mila dollari americani, dopo aver frequentato questo workshop.

Molti altri studenti hanno ricevuto premi e riconoscimenti di vario tipo e hanno proseguito la loro carriera dopo aver frequentato questo corso, che li ha aiutati a scrivere le presentazioni, selezionare le immagini e compilare un curriculum efficace.

Esiste un modo giusto di compilare la propria candidatura, imparalo e aumenta le tue possibilità di arrivare in cima alla pila di richieste!

© MANDY KLOETZER Photography

Prima di dedicarsi alla fotografia, Donald Weber ha studiato come architetto e ha lavorato per l’Office for Metropolitan Architecture (OMA) di Rem Koolhaas a Rotterdam, Paesi Bassi. Il suo lavoro come fotografo esplora le infrastrutture del potere e le loro connessioni con le forme di violenza globalizzata: sociale, culturale ed economica.
Ha pubblicato quattro libri. Il primo, Bastard Eden, Our Chernobyl, ha vinto il premio Photolucida e si poneva una semplice domanda: com’è la vita quotidiana in un mondo post-atomico? Interrogations, che tratta dell’autorità post-sovietica in Ucraina e in Russia, ha riscosso un grande successo, arrivando ad essere incluso nel volume di Martin Parr e Gerry Badger ‘The Photobook: A History, Volume III.’ Barricade: The EuroMaidan Revolt, tratta dei segni della rivoluzione ed è realizzato in collaborazione con il fotografo ucraino Arthur Bondar. L’ultimo, War Sand, racconta la storia del D-Day, dalla leggenda al micron.
Weber ha ricevuto diversi premi e finanziamenti, tra cui: il Guggenheim Fellowship, il Lange-Taylor Prize, il Duke and Duchess of York Prize, due World Press Photo Awards. Era tra i finalisti del prestigiosoScotiabank Photography Prize.
I suoi diversi progetti fotografici sono stati esposti come installazioni, mostre e proiezioni in vari contesti, da istituzioni a festival a gallerie in tutto il mondo, inclusi: Le Nazioni Unite, il Museum of the Army presso Les Invalides a Parigi, il United States Holocaust Memorial Museum, il Portland Museum of Art, la Art Gallery of Ontario e il Royal Ontario Museum. Weber è conosciuto anche per l’attività di insegnamento, le conferenze e le presentazioni pubbliche. E’ stato nominato tre volte ‘master’ per la Joop Swart Masterclass de World Press Photo ed ha presieduto la giuria della categoria di fotografia documentaria per il World Press Photo nel 2015. E’ docente presso la Royal Academy of Art de L’Aia.

informazioni pratiche
Il corso sarà in lingua inglese e si terrà da Micamera, in via Medardo Rosso 19 a Milano
sabato 23 maggio e domenica 24 maggio 2020 dalle 10 alle 18
massimo 13 studenti
costo: 300€
info e iscrizioni: giulia@micamera.com / 02 4548 1569 / 335 6817 917


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