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Donald Weber – War Sand 19:00
Donald Weber – War Sand @ Micamera
Mar 9@19:00–21:30
Donald Weber - War Sand @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
  DONALD WEBER WAR SAND presentazione e firma libro venerdì 9 marzo alle ore 19.00 ingresso libero 6 giugno 1944, lo sbarco in Normandia, una data che è storia. Ma cosa è rimasto, della guerra, sulle spiagge? Cosa pensa un granello di sabbia della morte? Nel 1943, il nonno di Donald Weber fu uno degli agenti coinvolti nella missione segreta di esplorazione delle spiagge; raccolsero campioni di sabbia da analizzare. Quando raccontava la storia al nipote, alla fine apriva una piccola scatola di legno e ne estraeva una provetta di vetro avvolta in un pezzo di tela bianca. Dentro vi era un po’ di sabbia grigia. “Ecco cosa abbiamo riportato da lì”, diceva. 70 anni dopo, l’autore ha raccolto dei campioni sulle coste della Normandia e scoperto che tracce di ossa, acciaio, titanio, ferro sono ancora sulla spiaggia. Levigati dal mare e dal vento​,​ rappresentano il 5 % della sabbia. Per quattro anni e mezzo Weber è tornato sul luogo e lo ha fotografato in ogni modo, in diverse condizioni atmosferiche e stagioni, perfino noleggiando un drone per le visioni aeree. Il mare, le nuvole e l’infinito messi sono messi a confronto con la contingenza della storia, della guerra, della morte. Un’esperienza immersiva nella memoria collettiva della storia, accompagnata da fotografie malinconiche del mare, testi, vecchi film di Hollywood, diorami, ricordi privati…che si intrecciano in una narrazione visionaria. Al progetto hanno collaborato anche lo scrittore Larry Frolick e il fisico Kevin Robbie. Nel corso del fine settimana, Weber terrà un workshop dal titolo ‘Grant Writing‘. Il corso è al completo, ma è possibile segnarsi in lista d’attesa.   Il libro Donald Weber War Sand Polygon, 2018​ Copertina flessibile, 19,5×29 cm 372 pagine, 195 fotografie a colori e bianco e nero Lingua inglese, francese e tedesca. design di Teun van der Heijden, Heijdens Karwei acquista la tua copia firmata qui     Prima di dedicarsi alla fotografia, Donald Weber ha studiato come architetto e ha lavorato per l’Office for Metropolitan Architecture (OMA) di Rem Koolhaas a Rotterdam, Paesi Bassi. Il suo lavoro come fotografo esplora le infrastrutture del potere e le loro connessioni con le forme di violenza globalizzata: sociale, culturale ed economica. Ha pubblicato quattro libri. Il primo, Bastard Eden, Our Chernobyl, ha vinto il premio Photolucida e si poneva una semplice domanda: com’è la vita quotidiana in un mondo post-atomico? Interrogations, che tratta dell’autorità post-sovietica in Ucraina e in Russia, ha riscosso un grande successo, arrivando ad essere incluso nel volume di Martin Parr e Gerry Badger ‘The Photobook: A History, Volume III.’ Barricade: The EuroMaidan Revolt, tratta dei segni della rivoluzione ed è realizzato in collaborazione con il fotografo ucraino Arthur Bondar. L’ultimo è War Sand
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GRANT WRITING WITH DONALD WEBER 10:00
GRANT WRITING WITH DONALD WEBER @ Micamera
Mar 10@10:00–Mar 11@18:00
GRANT WRITING WITH DONALD WEBER @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
GRANT WRITING un corso di due giorni con DONALD WEBER COME OTTENERE I FONDI NECESSARI PER REALIZZARE I TUOI PROGETTI Per realizzare i progetti di fotografia servono soldi. Molti fotografi finanziano da sé il proprio lavoro – ma esistono diverse organizzazioni disponibili a supportare gli autori. Assegnano fondi per la ricerca, la creazione, la produzione, i viaggi e le spese. E’ possibile imparare a scrivere le candidature – con questo corso aumenterai le possibilità di arrivare in cima alla lista dei candidati. Donald Weber ha ottenuto molti finanziamenti, inclusi: Guggenheim Fellowship, The Lange-Taylor Prize, The Duke & Duchess of York Prize, the Magnum Foundation’s Emergency Fund e vari Canada Council for the Arts grants nel corso degli ultimi anni. Ha utilizzato i fondi ottenuto per realizzare nei modi e nei tempi consoni alle proprie esigenze,  diversi lavori che in seguito sono stati premiati. IL CORSO Il Grant Writing Workshop spiega come scrivere una candidatura. E’ costituito da quattro parti: 1) La Proposta. Don esaminerà una serie di proposte che hanno avuto esito positivo. Tra queste: la propria candidatura al Guggenheim Fellowship, al Lange-Taylor e a due Canada Council grant. Analizzerà anche le proposte di altri autori, tra cui Robert Frank e Garry Winogrand. Capiremo insieme perché hanno scelto quei contenuti e perché hanno avuto successo. Parlerà di come bisogna strutturare una presentazione. 2) Il Portfolio. Dopo la proposta, una parte sostanziale è il portfolio e quindi la selezione delle immagini. Capiremo a cosa bisogna stare attenti e come rendere il portfolio adeguato a sostenere la proposta. 3) Il Curriculum. Molti sottovalutano il potere di un CV ben fatto. Analizzeremo cosa rende forte un curriculum e come rendere straordinario il tuo. 4) Il Budget. E’ necessario compilare un budget realistico e valido. Chiariremo come distinguere tra spese, guadagni previsti, sponsorizzazioni tecniche e altri aspetti, per stilare un budget pratico e realistico, che ti dia la possibilità di portare a buon fine la tua candidatura. Al termine della prima giornata i partecipanti disporranno di elementi sufficienti per articolare la propria proposta. Nella prima parte del secondo giorno presenteranno un primo abbozzo del proprio progetto alla classe e il gruppo darà il feedback. I partecipanti dovranno scrivere un breve testo, elencando i temi e i punti più importanti del proprio progetto , che poi presenteranno oralmente alla classe. Gli altri partecipanti, insieme al docente, commenteranno i progetti. Raccogliere le idee e presentare il progetto non solo in forma scritta ma anche oralmente ti aiuterà a chiarire la tua proposta e identificare i punti fondamentali per una presentazione efficace del tuo lavoro. Hanno detto del workshop “Questo corso è un buon investimento, un paio di mesi dopo averlo frequentato ho ottenuto il mio primo grant e me lo sono ripagato.” Brett Gundlock, photographer and member of Boreal Collective “Don riesce a spiegare molto bene i punti fondamentali nel tempo a disposizione. Questo corso è ovviamente un’ottima occasione per chiunque sia interessato a realizzare un progetto in modo indipendente. Non è facile ottenere un finanziamento, ma Don conosce tutti i segreti del caso e li condivide con i partecipanti.” Aaron Vincent Elkaim, che ha recentemente ottenuto un grant dal Canada Council “Grazie per il corso, è stato di grande ispirazione! Ho finalmente capito cosa sbagliavo in passato e cosa fare diversamente oggi. Sono sicuro che riuscirò presto a ottenere un finanziamento!” David de Jong, Photographer, Amsterdam “Se cerchi un corso che ti insegni come ottenere dei finanziamenti, questa è l’occasione perfetta. Donald è un fotografo che come pochi altri è riuscito a vivere e realizzare i propri progetti basandosi sostanzialmente sui grant.” Bill Crandall, Photographer, Washington, DC Dopo aver frequentato il corso a Berlino, Uwe Martin ha ottenuto tre diversi finanziamenti per un totale di 16mila Euro (22mila dollari americani). Jared Soares ha ottenuto un Puffin Foundation Grant dopo aver frequentato il corso a Washington, DC. Aaron Vincent Elkaim ha ricevuto un grant di 20mila dollari americani dopo aver frequentato il corso a Toronto. Brent Gundlock ha ricevuto 5mila dollari dall’Ontario Arts Council. Peter Di Campo ha ottenuto diversi premi e ricevuto due finanziamenti dal Pultizer Center, totalizzando 25mila dollari americani, dopo aver frequentato questo workshop. Molti altri studenti hanno ricevuto premi e riconoscimenti di vario tipo e hanno proseguito la loro carriera dopo aver frequentato questo corso, che li ha aiutati a scrivere le presentazioni, selezionare le immagini e compilare un curriculum efficace. Esiste un modo giusto di compilare la propria candidatura, imparalo e aumenta le tue possibilità di arrivare in cima alla pila di richieste! Prima di dedicarsi alla fotografia, Donald Weber ha studiato come architetto e ha lavorato per l’Office for Metropolitan Architecture (OMA) di Rem Koolhaas a Rotterdam, Paesi Bassi. Il suo lavoro come fotografo esplora le infrastrutture del potere e le loro connessioni con le forme di violenza globalizzata: sociale, culturale ed economica. Ha pubblicato quattro libri. Il primo, Bastard Eden, Our Chernobyl, ha vinto il premio Photolucida e si poneva una semplice domanda: com’è la vita quotidiana in un mondo post-atomico? Interrogations, che tratta dell’autorità post-sovietica in Ucraina e in Russia, ha riscosso un grande successo, arrivando ad essere incluso nel volume di Martin Parr e Gerry Badger ‘The Photobook: A History, Volume III.’ Barricade: The EuroMaidan Revolt, tratta dei segni della rivoluzione ed è realizzato in collaborazione con il fotografo ucraino Arthur Bondar. L’ultimo, War Sand, racconta la storia del D-Day, dalla leggenda al micron – e verrà presentato dall’autore venerdì 9 marzo alle 19 da Micamera. Weber ha ricevuto diversi premi e finanziamenti, tra cui: il Guggenheim Fellowship, il Lange-Taylor Prize, il Duke and Duchess of York Prize, due World Press Photo Awards. Era tra i finalisti del prestigiosoScotiabank Photography Prize. I suoi diversi progetti fotografici sono stati esposti come installazioni, mostre e proiezioni in vari contesti, da istituzioni a festival a gallerie in tutto il mondo, inclusi: Le Nazioni Unite, il Museum of the Army presso Les Invalides a Parigi, il United States Holocaust Memorial Museum, il Portland Museum of Art, la Art Gallery of Ontario e il[...]
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MASTERCLASS: LORENZO DE RITA 10:00
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA @ Micamera
Mar 24@10:00–Mar 25@18:00
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
ARCHIPELAGUS PHOTOGRAPHIAE Una Masterclass di Micamera a cura di Lorenzo De Rita Dopo numerosi percorsi didattici dedicati alla produzione, Micamera propone per la prima volta una Masterclass dedicata alla promozione del lavoro artistico, e intitolata Archipelagus Photographiae: un luogo immaginario e allo stesso tempo concreto che fa da ispirazione a un viaggio attraverso le diverse modalità di presentazione di un progetto fotografico. Per chi è / Il corso è destinato a chi vuole imparare a promuovere e comunicare prodotti e progetti culturali: fotografi, curatori, editori, galleristi, agenzie di comunicazione. Il viaggio / L’Archipelagus Photographiae è composto da cinque diverse isole, che corrispondono alle cinque lezioni della Masterclass, ognuna dedicata a un  aspetto della fotografia: dall’imparare a “vedere” al come mettere insieme un portfolio innovativo, dalla curatela di una mostra fotografica alla progettazione di un museo fotografico di nuova generazione…). A far da guida sarà Lorenzo De Rita, che si accompagnerà sempre a un ospite, idealmente un abitante indigeno dell’isola in cui si svolgerà la lezione: un fotografo, un gallerista, un direttore di magazine, uno scienziato, un esperto di marketing…   “Come fossero tante piccole isole di un arcipelago, sparse nel mare ma abbastanza vicine tra loro e con caratteristiche analoghe e comuni…” Cosi’ Lorenzo De Rita si è immaginato il mondo della fotografia: come un mondo frastagliato fatto di tante piccole cose tutte diverse, ma allo stesso tempo collegate tra loro (una senza l’altra assumerebbero un altro significato, o addirittura un significato non l’avrebbero per niente).   Le cinque isole: Terza e prossima isola – sabato 24 e domenica 25 novembre Isola Click Click Tra tutte le isole dell’Archipelagus Photographiae è quella più popolata e confusionaria perché completamente occupata dal Mercatino delle Pulci Fotografiche: un mercato all’aria aperta fatto da centinaia di bancarelle dove si vendono prodotti per la fotografia del futuro: idee impensate per mostre fotografiche, libri di foto ancora da scattare, kit per sviluppare l’immaginazione e prodotti illuminanti per camere oscure e meno oscure. A ciascun partecipante al tour verrà corrisposta la cifra di 3 GBS (valuta inventata da George Bernard Shaw basata sullo scambio delle idee) che potrà spendere per acquistare i prodotti inintelligibili in vendita al mercatino.   quando: sabato 24 e domenica 25 novembre obiettivo: sviluppare prodotti innovativi nel mondo della fotografia (creativita’ e innovazione nella curatela; mostre, gallerie, libri…).   nella foto: un visitatore dell’isola mentre prova un apparecchio fotografico appena acquistato al Mercatino delle Pulci Fotografiche, che trasforma il fotografo in quello che vede   ::::::::::::::::::::::::::::::::::   quarto appuntamento: Isola Carousel (o Atollo delle Tendine) Quest’isola dalla forma perfettamente concentrica è circondata interamente da un sistema basculante di tende che ne impediscono la vista diretta dell’isola. Sulle singole tende sono proiettate dall’interno una serie d’immagini che cambiano in continuazione, sovrapponendosi e creando un effetto moire. Per accedere all’interno è necessario circumnavigare l’isola a bordo di una barca e osservare le immagini comporsi e scomporsi in sequenze come fossero onde e aspettare quella giusta. Coloro che riusciranno a trovarla e a varcare cosi’ il sistema di tende, si troveranno di fronte ad un museo della fotografia dalla forma mai vista prima. quando: data da stabilire obiettivo: ripensare alla forma del museo e delle esposizioni in fotografia nella foto: cartoline vintage dall’isola (© Katrien De Blauwer)   :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::   quinto appuntamento: Isola delle Ottiche Strampalate È probabilmente l’Isola più inesplorata e misteriosa di tutto l’arcipelago. È completamente disabitata e fatta solo di rocce. Su una di queste rocce qualcuno ha inciso una scritta utilizzando le lettere dell’alfabeto utopico che è stata tradotta da archeologi del futuro come: NIENTE È, TUTTO SEMBRA. L’unico edificio presente sull’isola è un osservatorio che si trova su una scogliera a picco sul mare conosciuta come Punta di Vista. All’interno dell’osservatorio si trova un telescopio la cui lente è puntata sulla Costellazione delle Possibilità. Durante il tour ogni partecipante avrà la possibilità di buttarci l’occhio e vedere quella che vorrà. quando: data da stabilire obiettivo: inventare il futuro dei prodotti fotografici nella foto: due operai mentre trasportano un pannello dell’osservatorio sito sulla scogliera Punta di Vista (© Sammy Slabbinck) :::::::::::::::::::::::::   ABBIAMO VISITATO:   1) Isola del Campo della Profondità Circondata dal Mare delle Immagini, quest’isola ha una morfologia che ricorda la forma di un occhio. La parte emersa dell’isola ha una superficie di dimensioni molto modeste ma, come fosse un iceberg, si sviluppa in profondità per chilometri e chilometri. Al centro dell’isola c’è una lieve altura, sulla cui cima si trova il cosiddetto Monumento alla Memoria. Si tratta di una cavità profondissima coperta da un meccanismo di dischi mobili dal diametro variabile come fosse un diaframma di una macchina fotografica. I visitatori verranno invitati a calarsi all’interno del monumento utilizzando fili logici e illogici. Una volta dentro, si troveranno di fronte ad una miniera d’idee e visioni, e scopriranno un modo diverso di vedere le cose, se stessi e la fotografia. Nell’isola vivono solo tre abitanti: i tre figli del principe di Serendip.     quando: sabato 24 e domenica 25 marzo obiettivo: imparare a vedere la fotografia con un occhio diverso (sguardo generale sulla fotografia) leggi qui il Diario Di Bordo           nella foto: Due turisti ritratti vicino alla balaustra che circonda il Monumento alla Memoria (© Bryan Olson) Ospite: Francesco M. Cataluccio Imparare a vedere e raccontare l’invisibile L’aviatore Antoine de Saint-Exupéry, l’autore de Il Piccolo Principe, disse che per imparare a scrivere bisogna prima guardare e vedere bene. Volando di notte, senza radar, alla cieca e nel silenzio, aveva affinato i suoi sensi e si era abituato a vedere dentro se stesso. Questo fu uno dei motivi per cui iniziò a scrivere. C’è un forte collegamento tra la fotografia e la scrittura: anche per fotografare bisogna prima “guardare bene”. Per imparare a farlo, l’esercizio migliore è andare in un museo e guardare un quadro del Rinascimento: spesso il messaggio vero del dipinto non è nelle figure principali, che danno il titolo, ma nei dettagli. Ci si deve abituare a vedere non soltanto ciò che è in primo piano, ma le cose[...]
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