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Lorenzo Castore presenta Ewa et Piotr. Si Vis Pacem Para Bellum 19:00
Lorenzo Castore presenta Ewa et Piotr. Si Vis Pacem Para Bellum @ Micamera
Ott 5@19:00–21:00
Lorenzo Castore presenta Ewa et Piotr. Si Vis Pacem Para Bellum @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
Lorenzo Castore Ewa et Piotr Si Vis Pacem Para Bellum presentazione e firmacopie In un universo dostoevskijano, la fotografia alimenta la sua più grande ambizione, quella che vuole inventare il tempo, quella che mette il tempo dell’oggi a confronto con il tempo della memoria, quella che, intrecciando il passato e il costante divenire che la vita stessa impone, crea una storia, una narrazione. – Christian Caujolle Lorenzo Castore sarà da Micamera per raccontare la storia dietro la pubblicazione del suo ultimo libro, proiettando per l’occasione una selezione di immagini, anche tratte dal film co-diretto con Adam Cohen. La presentazione introduce e anticipa il workshop di due giorni che Lorenzo terrà da Micamera  (leggi qui del corso) Inoltre, dall’8 al 30 settembre Ewa et Piotr saranno in mostra presso il bellissimo Festival di Vevey (link qui)     Lorenzo Castore Ewa & Piotr Si Vis Pacem Para Bellum Les Editions Noir sur Blanc, 2018 Copertina morbida, 22 x 30,5 cm  200 pagine, fotografie bianco e nero Lingua francese  vedi e acquista il libro qui     In queste foto vediamo Ewa e Piotr Sosnowski; sono fratello e sorella e da quando alcuni anni prima è morto loro padre vivono insieme. La famiglia di Ewa e Piotr era benestante, poi hanno perso tutto. Ci sono molte cose che hanno portato a questa situazione, ma non voglio raccontare troppo. Non voglio raccontare la loro storia con le mie parole o interpretazioni razionali. Le foto della loro infanzia, i miei scatti del tempo trascorso insieme e un film (co-diretto con Adam Cohen) diranno ciò che è necessario (?) in un modo che sia fedele al materiale; alle loro vite. E così facendo, stiamo anche reinventando, perché la verità non è letterale ma assoluta, ovunque. La storia di un mondo in due stanze. Solo una storia. Ewa e Piotr sanno ridere e far ridere gli altri, hanno cultura, eleganza e sensibilità. Non sono patetici. Hanno quello che hanno. La vita è unica e talvolta è strana. Piotr dice che non è vero. – Lorenzo Castore quando: venerdì 5 ottobre alle 19.00 dove: Micamera, via Medardo Rosso, 19 – Milano ingresso libero
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workshop con Lorenzo Castore 10:00
workshop con Lorenzo Castore @ Micamera
Ott 6@10:00–Ott 7@18:00
workshop con Lorenzo Castore @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
  — Non credo che la fotografia si possa insegnare, né voglio proporre un metodo o uno stile. La cosa che per me conta di più é l’apertura nei confronti di quello che si è e di quello che si ha da dire. Quindi non ho un vero e proprio programma da proporre, se non cercare di togliere comodi punti di riferimento, aiutare a fare lo sforzo di confrontarsi con sé stessi in modo immediato e rapportarsi alla propria fotografia di conseguenza. Il nostro modo di esprimersi non deve essere un espediente tecnico-stilistico dietro cui nascondersi, ma un mezzo semplice e diretto per essere in comunione con ciò che amiamo. Una strada, un muro, una storia, una persona, noi stessi, tutte queste cose insieme, quello che preferite. Non ho mai provato interesse nelle catalogazioni: fare riferimento alla fotografia giornalistica, sociale, personale, di paesaggio, ritrattistica … per me non significa niente. L’unica cosa che conta è voler comunicare qualcosa e la cura che si mette in quello che si vuole condividere. Le belle fotografie sono tali in quanto vere, autentiche, e lo diventano, di più o di meno, nella misura in cui si tende alla verità che abbiamo dentro, ognuno assecondando la propria differente natura, con tutte le sue sfumature. Dimenticare sé stessi, mettersi a disagio, affrontare la paura, godere di tutte queste cose. Più in pratica: analizzeremo il lavoro di ciascuno in profondità – sia nel caso di progetti appena avviati, finiti o in evoluzione ma anche di selezioni più aperte. Condivideremo con il gruppo la lettura del lavoro di ciascuno (maquette, proiezioni, serie, portfoli, qualsiasi vi sembri la forma più adatta per presentare il vostro lavoro) cercando di trovarne i punti di forza e gli aspetti da migliorare partendo dalle esigenze comunicative che vi hanno spinto nella direzione che avete preso. La presentazione e la cura nella scelta del lavoro che mi sottoporrete è un aspetto fondamentale dei nostri due giorni: quello che vorrete condividere con me e gli altri partecipanti vi deve somigliare e il lavoro che faremo sarà indirizzato a farvi identificare sempre di più in quello che fate rendendolo riconoscibile anche agli altri. Vi invito a concentrarvi con dedizione alla forma da dare al lavoro che presenterete. Per chi fosse poi interessato, getteremo le basi per un workshop futuro dove ci concentreremo sul ritratto emotivo: un workshop molto fisico, corpo a corpo. — Lorenzo Castore     info: sabato 6 e domenica 7 ottobre dalle 10 alle 18 (con pausa pranzo) presso Micamera, in via Medardo Rosso 19 | Milano costo: 250€ massimo 13 studenti iscrizioni: Giulia Zorzi / 02 4548 1569 / 335 6817 917 / associazione@micamera.it     Lorenzo Castore (Firenze, 1973). Il suo lavoro è caratterizzato da progetti di lungo termine che hanno come tema principale il quotidiano, la memoria e la relazione tra piccole storie individuali, il presente e la Storia. Per il lavoro editoriale predilige il ritratto e i progetti speciali. Tiene regolarmente workshop dal 2003. Ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero. Ha vinto il Premio Mario Giacomelli (2004), il Leica European Publishers’ Award (2005) e la Rana d’oro come miglior documentario corto al Camerimage Film Festival (2012). Ha pubblicato quattro libri monografici: Nero (2004), Paradiso (2006), Ultimo Domicilio (2015), Ewa & Piotr – Si vis pacem, para bellum (2018). Ha realizzato due film corti: No Peace Without War – con Adam Grossman Cohen (2012) e Casarola (2014). www.lorenzocastore.com                
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PERSONAL & PROFESSIONAL: CORSO BASE DI FOTOGRAFIA 19:00
PERSONAL & PROFESSIONAL: CORSO BASE DI FOTOGRAFIA @ Micamera - lens based arts
Ott 10@19:00–21:30
PERSONAL & PROFESSIONAL: CORSO BASE DI FOTOGRAFIA @ Micamera - lens based arts | Milano | Lombardia | Italia
MICAMERA ORGANIZZA IL CORSO BASE DI FOTOGRAFIA PERSONAL & PROFESSIONAL: IL CORSO BASE PER CAPIRE E PRATICARE LA FOTOGRAFIA OGGI Sei amatore o professionista? (Ma poi, che differenza c’è? Cos’era Vivian Maier se non una fotografa amatoriale?*) Fotografiamo moltissimo e siamo tutti interessati a vedere il mondo come appare nelle immagini. Ma cosa c’è dietro (e dentro) una fotografia? Se ti vuoi avvicinare a questo mondo, svelarne i meccanismi e comprenderlo, hai trovato il corso che fa per te. Il corso è diviso in due parti: – un programma di lezioni introduttive che ti consentiranno di acquisire elementi di teoria e storia della fotografia. – un programma di lezioni pratiche in cui potrai sperimentare diversi generi insieme a un professionista Alla fine arriverai a disporre di questa disciplina artistica come se fosse una forma di linguaggio. GLI OBIETTIVI Il nostro obiettivo è che tu possa comprendere e usare la fotografia oggi. In altre parole, dialogare con le immagini. Saprai parlare di fotografia, perché  avrai sviluppato una comprensione critica di quest’arte e del suo uso nell’arte contemporanea. Saprai usare la fotografia, perché insieme sperimenteremo i generi più importanti LA STRUTTURA ⇒⇒⇒ 1. LEZIONI INTRODUTTIVE Docente: GIORGIO BARRERA Quando: sei appuntamenti il mercoledì sera da Micamera + due laboratori al sabato. Programma: I generi fotografici dal reportage alla street photography, dal diario personale alla rappresentazione del paesaggio e delle città, dalla messa in scena alla figura umana (ritratto e corpo). Alla fine discuteremo insieme a voi se è opportuno parlare di postfotografia (ma poi, che cos’è?) Le macchine fotografiche fanno la storia è il titolo delle lezioni che ci condurranno alla parte tecnica della fotografia. Dopotutto, la macchina fotografica è il nostro strumento e dobbiamo imparare a interagire con lei. Scopriremo che la tecnica si impara soprattutto con la pratica perché ogni macchina ha il suo carattere e le sue specificità. Guarderemo agli strumenti usati da importanti fotografi. Cominceremo dalle 35 mm usate dai fotografi nel reportage.  Come la Nikon F (macchina indistruttibile e affidabile, con obbiettivi intercambiabili, strumento di lavoro ideale per fotogiornalisti) che salvò la vita di Don McCullin fermando un proiettile di un cecchino durante la guerra in Vietnam. Ma parleremo anche di medio e grande formato, di Polaroid, di strumenti particolari. Giorgio Barrera (1969)  lavora con la fotografia e il video. Ha vinto i premi Baume & Mercier, Canon, e FNAC ed ha collaborato con vari Istituti di Cultura Italiani, con il Mibact altre varie istituzioni e gallerie.  Suoi lavori sono stati esposti in Europa, Sud America, Russia, Canada e Stati Uniti. Direttore artistico del Festival di Ragusa è tra i fondatori di fotoromanzoitaliano.it.  Con Postcart ha pubblicato un saggio dal titolo La battaglia delle immagini. Affianca al lavoro artistico e professionale l’attività di lecturer, curatore e insegnante. Vive a Milano. E’ uno dei fondatori di Fotoromanzo Italiano, tra i protagonisti di Unseen 2018 (Amsterdam) ⇒⇒⇒ 2. LEZIONI PRATICHE Docente: FABIO BONI Quando: un mercoledì sera e poi tre volte al sabato tutto il giorno Programma (metodo di lavoro): Progetta la fotografia —-  Che differenza c’è tra un’istantanea o snapshot e una fotografia? La fotografia è il risultato di un’azione consapevole. Pensare, progettare uno scatto è la parte più importante e la qualità meno insegnata Scatta l’immagine —- Ogni macchina fotografica ha una sua personalità e caratteristiche precise. Impariamo a conoscerle, controllarle e ad usarle per ottenere i migliori risultati. Seleziona le immagini  —- Non dobbiamo (mai!) mostrare il nostro lavoro se prima non abbiamo effettuato una selezione delle fotografie migliori. Proviamo a capire quali sono le modalità e i criteri per un editing che valorizzi i nostri progetti. Aggiusta l’immagine —- Le fotografie non sono mai perfette (quasi mai!) al momento dello scatto, ma puoi dare loro la forma che cercavi. I professionisti lo fanno, impara anche tu! Archivia le immagini —- Prima o poi ci succederà di dover ricercare vecchie fotografie, archiviate e nominate chissà dove e in che modo: cerchiamo un metodo efficace per organizzare il nostro archivio. I GENERI CHE PRATICHEREMO INSIEME: IL RITRATTO  ovvero: noi e gli altri attraverso l’obbiettivo. Esercitiamoci all’interno di un set con luci da studio per analizzare insieme modalità e tecniche di questo genere fotografico, che quasi tutti pratichiamo ma forse non conosciamo fino in fondo. IL PAESAGGIO URBANO  ovvero: la mappa non è il territorio. Osserviamo la città, i suoi spazi, i suoi edifici, in contesti storici e contemporanei. Esercitiamoci utilizzando diversi punti di vista per osservare cosa sta intorno a noi. LA STREET PHOTOGRAPHY  ovvero: cosa succede in città. Andiamo in strada e fotografiamo le persone che animano i luoghi, che li vivono e che li trasformano, rendendoli vivi. Fabio Boni è nato nel 1965 a Reggio Emilia, dove vive e lavora dedicando particolare attenzione al ritratto e alla fotografia sociale, producendo ricerche in Italia e all’estero dall’inizio degli anni novanta. Tiene corsi e workshop in diversi istituti, tra cui il CFP Bauer di Milano, lo Studio Marangoni di Firenze, il Liceo Artistico Chierici di Reggio Emilia e conduce interventi didattici in scuole di ogni ordine e grado, dalle scuole per l’infanzia agli Istituti post diploma. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre e pubblicato in diversi cataloghi. Sue opere sono conservate presso collezioni pubbliche e private. ___________ CALENDARIO Lezioni introduttive con Giorgio Barrera : no. 6 appuntamenti il mercoledì sera dalle 19.00 alle 21.30 date:  10 ottobre / 17 ottobre / 24 ottobre / 31 ottobre / 7 novembre / 14 novembre + 2 laboratori dalle 10 alle 18  date: 24 novembre / 1 dicembre Lezioni pratiche con Fabio Boni: mercoledi 9 gennaio dalle 19 alle 21.30  in aula + tre appuntamenti di sabato dalle 10 alle 18 dedicati rispettivamente a: Il ritratto (12 gennaio) | Il paesaggio urbano (19 gennaio) | La street photography (26 gennaio) Un week-end verrà destinato alla lettura portfolio dei partecipanti. Totale: 52,5 ore di lezione (17,5 ore di teoria + 35 ore di practice) Costo: 950€ Massimo 13 studenti info: Giulia Zorzi o Guya Manzoni | giulia@micamera.com, associazione@micamera.it |[...]
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Vanessa Winship: workshop 10:00
Vanessa Winship: workshop @ Micamera
Ott 20@10:00–Ott 21@18:00
Vanessa Winship: workshop @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
da ‘she dances on Jackson’ (2011-12) workshop con Vanessa Winship Tra le pieghe del tempo Micamera, Milano, 20 e 21 ottobre Vanessa Winship si muove tra generi diversi, passando dallo studio del paesaggio antropizzato o naturale al ritratto, alla fotografia documentaria, al reportage. Se per un verso è difficile inquadrarla, d’altro canto tutti questi generi sono distillati dal suo sguardo, molto personale, affatto obiettivo ma estremamente preciso. Vi sono alcuni temi che ricorrono senza mai prevaricare sull’immagine: il futuro, le nuove generazioni, le donne, l’appartenenza di genere. – Alona Pardo, curatrice Al termine della mostra retrospettiva presso il Barbican Art Center di Londra dal titolo And Time Folds (da noi tradotto con: Tra le pieghe del tempo), Vanessa Winship terrà un workshop per un gruppo ristretto di studenti a Milano. Winship ha vissuto e lavorato nella zona dei Balcani, della Turchia e del Caucaso per oltre un decennio poco dopo la fine della guerra nell’ex Jugoslavia. Le sue immagini hanno sempre tenuto una certa distanza dal fotogiornalismo tradizionale, come risulta nei libri Schwarzes Meer (MARE, 2007) e Sweet Nothings (Foto8 / Images En Manœuvres, 2008). Nel 2011 è stata la prima donna a vincere il premio Henri Cartier Bresson. Questo le ha permesso di viaggiare e lavorare a lungo e intensamente negli Stati Uniti, dove si è recata insieme al fotografo e marito George Georgiou. La collaborazione con Georgiou è stata fondamentale per la realizzazione di quello che è diventato il bellissimo libro she dances on Jackson (MACK, 2013) Durante il workshop a Milano. Vanessa Winship parlerà della realizzazione dei suoi progetti, affrontando anche il tema dell’uso della scrittura o della recente scelta di usare il colore. Uno spazio speciale del corso sarà dedicato a una lezione dal titolo ‘Ispirazioni’, non solo in fotografia. Durante i due giorni, gli studenti avranno anche l’opportunità di mostrare e avere un feedback sul loro portfolio di immagini. Era solo una frase, andò di bocca in bocca e non fu mai assimilata. – Ismail Kadare, Aprile Spezzato (Longanesi, 2008) quando: sabato 20 e domenica 21 ottobre dalle 10 alle 18 dove: Micamera – via Medardo Rosso, 19 – Milano quanto costa: 250€ numero studenti: massimo 13 info e iscrizioni: Giulia Zorzi / associazione@micamera.it / 335 6817917 lingua: inglese     Vanessa Winship ha conseguito una laurea in Film, Video and Photography presso il Polytechnic of Central London, nel Regno Unito. Il suo lavoro è stato esposto sia in patria che all’estero, recentemente presso la Barbican Art Gallery di Londra, nel Regno Unito. Nel 2011 ha ricevuto il premio Prix Henri Cartier-Bresson che ha usato per realizzare il lavoro she Dances on Jackson. È autrice di cinque monografie, And Time Folds, (MACK) Vanessa Winship (MAPFRE), she dances on Jackson (MACK), Sweet Nothings (Foto8 / Images En Manœuvres) e Schwarzes Meer (MARE). Trova tutti i suoi libri qui Vanessa Winship sarà presente da Micamera venerdì 19 ottobre alle 19 per una conferenza aperta a tutti, seguita da un booksigning. Ingresso libero La citazione all’inizio è tratta da: Ben Smith, A Small Voice Il workshop e l’incontro da Micamera sono organizzati in collaborazione con MACK       da: Georgia, Seeds Carried by the Wind (2008-2010)      
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Giulia Mangione, Halfway Mountain 19:00
Giulia Mangione, Halfway Mountain @ Micamera
Ott 25@19:00–21:30
Giulia Mangione, Halfway Mountain @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
Giulia Mangione Halfway Mountain (Journal, 2018) presentazione e firmacopie Micamera, giovedì 25 ottobre, ore 19:00   Giulia Mangione, autrice documentarista che si esprime con fotografia, video e scrittura, sarà da Micamera per presentare il suo libro Halfway Mountain. Il lavoro prende le mosse da un dato: secondo il World Happiness Report, la Danimarca è il paese più felice del mondo, almeno in buona parte dei recenti sondaggi, e capita spesso a Giulia, che ha studiato in Danimarca, di sentirsi domandare se i danesi siano davvero così felici. Halfway Mountain è il progetto finale dell’autrice per la Danish School of Media and Journalism di Arhus: affascinata dalla mentalità danese, sceglie di dare una risposta ironica e aperta a una domanda a cui difficilmente si potrebbe darne una oggettiva. Tra il grottesco e il sognante, le immagini di Halfway Mountain parlano di quelle azioni, anche fotografiche, apparentemente insensate, ma che in realtà rispondono agli stimoli più puri dell’immaginazione, sentimento descritto perfettamente dalla regina Margherita in un discorso del 2017.   Nel 2018, Halfway Mountain ha fatto parte della shortlist del Prix du Livre dei Rencontres D’Arles.    IL LIBRO   Giulia Mangione Halfway Mountain Journal, 2018 Copertina morbida, 16,5 x 22 cm 116 pagine, fotografie a colori Lingue inglese, danese, svedese ordina il libro da Micamera chiedi una copia firmata!       quando: giovedì 25 ottobre alle 19:00 dove: Micamera, via Medardo Rosso 19 – Milano ingresso libero      
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MASTERCLASS: LORENZO DE RITA 10:00
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA @ Micamera
Ott 27@10:00–Ott 28@17:00
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
ARCHIPELAGUS PHOTOGRAPHIAE Una Masterclass di Micamera a cura di Lorenzo De Rita Dopo numerosi percorsi didattici dedicati alla produzione, Micamera propone per la prima volta una Masterclass dedicata alla promozione del lavoro artistico, e intitolata Archipelagus Photographiae: un luogo immaginario e allo stesso tempo concreto che fa da ispirazione a un viaggio attraverso le diverse modalità di presentazione di un progetto fotografico. Per chi è / Il corso è destinato a chi vuole imparare a promuovere e comunicare prodotti e progetti culturali: fotografi, curatori, editori, galleristi, agenzie di comunicazione. Il viaggio / L’Archipelagus Photographiae è composto da cinque diverse isole, che corrispondono alle cinque lezioni della Masterclass, ognuna dedicata a un  aspetto della fotografia: dall’imparare a “vedere” al come mettere insieme un portfolio innovativo, dalla curatela di una mostra fotografica alla progettazione di un museo fotografico di nuova generazione…). A far da guida sarà Lorenzo De Rita, che si accompagnerà sempre a un ospite, idealmente un abitante indigeno dell’isola in cui si svolgerà la lezione: un fotografo, un gallerista, un direttore di magazine, uno scienziato, un esperto di marketing…   “Come fossero tante piccole isole di un arcipelago, sparse nel mare ma abbastanza vicine tra loro e con caratteristiche analoghe e comuni…” Cosi’ Lorenzo De Rita si è immaginato il mondo della fotografia: come un mondo frastagliato fatto di tante piccole cose tutte diverse, ma allo stesso tempo collegate tra loro (una senza l’altra assumerebbero un altro significato, o addirittura un significato non l’avrebbero per niente).   Le cinque isole: Terza e prossima isola – sabato 24 e domenica 25 novembre Isola Click Click Tra tutte le isole dell’Archipelagus Photographiae è quella più popolata e confusionaria perché completamente occupata dal Mercatino delle Pulci Fotografiche: un mercato all’aria aperta fatto da centinaia di bancarelle dove si vendono prodotti per la fotografia del futuro: idee impensate per mostre fotografiche, libri di foto ancora da scattare, kit per sviluppare l’immaginazione e prodotti illuminanti per camere oscure e meno oscure. A ciascun partecipante al tour verrà corrisposta la cifra di 3 GBS (valuta inventata da George Bernard Shaw basata sullo scambio delle idee) che potrà spendere per acquistare i prodotti inintelligibili in vendita al mercatino.   quando: sabato 24 e domenica 25 novembre obiettivo: sviluppare prodotti innovativi nel mondo della fotografia (creativita’ e innovazione nella curatela; mostre, gallerie, libri…).   nella foto: un visitatore dell’isola mentre prova un apparecchio fotografico appena acquistato al Mercatino delle Pulci Fotografiche, che trasforma il fotografo in quello che vede   ::::::::::::::::::::::::::::::::::   quarto appuntamento: Isola Carousel (o Atollo delle Tendine) Quest’isola dalla forma perfettamente concentrica è circondata interamente da un sistema basculante di tende che ne impediscono la vista diretta dell’isola. Sulle singole tende sono proiettate dall’interno una serie d’immagini che cambiano in continuazione, sovrapponendosi e creando un effetto moire. Per accedere all’interno è necessario circumnavigare l’isola a bordo di una barca e osservare le immagini comporsi e scomporsi in sequenze come fossero onde e aspettare quella giusta. Coloro che riusciranno a trovarla e a varcare cosi’ il sistema di tende, si troveranno di fronte ad un museo della fotografia dalla forma mai vista prima. quando: data da stabilire obiettivo: ripensare alla forma del museo e delle esposizioni in fotografia nella foto: cartoline vintage dall’isola (© Katrien De Blauwer)   :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::   quinto appuntamento: Isola delle Ottiche Strampalate È probabilmente l’Isola più inesplorata e misteriosa di tutto l’arcipelago. È completamente disabitata e fatta solo di rocce. Su una di queste rocce qualcuno ha inciso una scritta utilizzando le lettere dell’alfabeto utopico che è stata tradotta da archeologi del futuro come: NIENTE È, TUTTO SEMBRA. L’unico edificio presente sull’isola è un osservatorio che si trova su una scogliera a picco sul mare conosciuta come Punta di Vista. All’interno dell’osservatorio si trova un telescopio la cui lente è puntata sulla Costellazione delle Possibilità. Durante il tour ogni partecipante avrà la possibilità di buttarci l’occhio e vedere quella che vorrà. quando: data da stabilire obiettivo: inventare il futuro dei prodotti fotografici nella foto: due operai mentre trasportano un pannello dell’osservatorio sito sulla scogliera Punta di Vista (© Sammy Slabbinck) :::::::::::::::::::::::::   ABBIAMO VISITATO:   1) Isola del Campo della Profondità Circondata dal Mare delle Immagini, quest’isola ha una morfologia che ricorda la forma di un occhio. La parte emersa dell’isola ha una superficie di dimensioni molto modeste ma, come fosse un iceberg, si sviluppa in profondità per chilometri e chilometri. Al centro dell’isola c’è una lieve altura, sulla cui cima si trova il cosiddetto Monumento alla Memoria. Si tratta di una cavità profondissima coperta da un meccanismo di dischi mobili dal diametro variabile come fosse un diaframma di una macchina fotografica. I visitatori verranno invitati a calarsi all’interno del monumento utilizzando fili logici e illogici. Una volta dentro, si troveranno di fronte ad una miniera d’idee e visioni, e scopriranno un modo diverso di vedere le cose, se stessi e la fotografia. Nell’isola vivono solo tre abitanti: i tre figli del principe di Serendip.     quando: sabato 24 e domenica 25 marzo obiettivo: imparare a vedere la fotografia con un occhio diverso (sguardo generale sulla fotografia) leggi qui il Diario Di Bordo           nella foto: Due turisti ritratti vicino alla balaustra che circonda il Monumento alla Memoria (© Bryan Olson) Ospite: Francesco M. Cataluccio Imparare a vedere e raccontare l’invisibile L’aviatore Antoine de Saint-Exupéry, l’autore de Il Piccolo Principe, disse che per imparare a scrivere bisogna prima guardare e vedere bene. Volando di notte, senza radar, alla cieca e nel silenzio, aveva affinato i suoi sensi e si era abituato a vedere dentro se stesso. Questo fu uno dei motivi per cui iniziò a scrivere. C’è un forte collegamento tra la fotografia e la scrittura: anche per fotografare bisogna prima “guardare bene”. Per imparare a farlo, l’esercizio migliore è andare in un museo e guardare un quadro del Rinascimento: spesso il messaggio vero del dipinto non è nelle figure principali, che danno il titolo, ma nei dettagli. Ci si deve abituare a vedere non soltanto ciò che è in primo piano, ma le cose[...]
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MASTERCLASS: LORENZO DE RITA 10:00
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA @ Micamera
Ott 28@10:00–Ott 29@18:00
MASTERCLASS: LORENZO DE RITA @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
ARCHIPELAGUS PHOTOGRAPHIAE Una Masterclass di Micamera a cura di Lorenzo De Rita Dopo numerosi percorsi didattici dedicati alla produzione, Micamera propone per la prima volta una Masterclass dedicata alla promozione del lavoro artistico, e intitolata Archipelagus Photographiae: un luogo immaginario e allo stesso tempo concreto che fa da ispirazione a un viaggio attraverso le diverse modalità di presentazione di un progetto fotografico. Per chi è / Il corso è destinato a chi vuole imparare a promuovere e comunicare prodotti e progetti culturali: fotografi, curatori, editori, galleristi, agenzie di comunicazione. Il viaggio / L’Archipelagus Photographiae è composto da cinque diverse isole, che corrispondono alle cinque lezioni della Masterclass, ognuna dedicata a un  aspetto della fotografia: dall’imparare a “vedere” al come mettere insieme un portfolio innovativo, dalla curatela di una mostra fotografica alla progettazione di un museo fotografico di nuova generazione…). A far da guida sarà Lorenzo De Rita, che si accompagnerà sempre a un ospite, idealmente un abitante indigeno dell’isola in cui si svolgerà la lezione: un fotografo, un gallerista, un direttore di magazine, uno scienziato, un esperto di marketing…   “Come fossero tante piccole isole di un arcipelago, sparse nel mare ma abbastanza vicine tra loro e con caratteristiche analoghe e comuni…” Cosi’ Lorenzo De Rita si è immaginato il mondo della fotografia: come un mondo frastagliato fatto di tante piccole cose tutte diverse, ma allo stesso tempo collegate tra loro (una senza l’altra assumerebbero un altro significato, o addirittura un significato non l’avrebbero per niente).   Le cinque isole: Terza e prossima isola – sabato 24 e domenica 25 novembre Isola Click Click Tra tutte le isole dell’Archipelagus Photographiae è quella più popolata e confusionaria perché completamente occupata dal Mercatino delle Pulci Fotografiche: un mercato all’aria aperta fatto da centinaia di bancarelle dove si vendono prodotti per la fotografia del futuro: idee impensate per mostre fotografiche, libri di foto ancora da scattare, kit per sviluppare l’immaginazione e prodotti illuminanti per camere oscure e meno oscure. A ciascun partecipante al tour verrà corrisposta la cifra di 3 GBS (valuta inventata da George Bernard Shaw basata sullo scambio delle idee) che potrà spendere per acquistare i prodotti inintelligibili in vendita al mercatino.   quando: sabato 24 e domenica 25 novembre obiettivo: sviluppare prodotti innovativi nel mondo della fotografia (creativita’ e innovazione nella curatela; mostre, gallerie, libri…).   nella foto: un visitatore dell’isola mentre prova un apparecchio fotografico appena acquistato al Mercatino delle Pulci Fotografiche, che trasforma il fotografo in quello che vede   ::::::::::::::::::::::::::::::::::   quarto appuntamento: Isola Carousel (o Atollo delle Tendine) Quest’isola dalla forma perfettamente concentrica è circondata interamente da un sistema basculante di tende che ne impediscono la vista diretta dell’isola. Sulle singole tende sono proiettate dall’interno una serie d’immagini che cambiano in continuazione, sovrapponendosi e creando un effetto moire. Per accedere all’interno è necessario circumnavigare l’isola a bordo di una barca e osservare le immagini comporsi e scomporsi in sequenze come fossero onde e aspettare quella giusta. Coloro che riusciranno a trovarla e a varcare cosi’ il sistema di tende, si troveranno di fronte ad un museo della fotografia dalla forma mai vista prima. quando: data da stabilire obiettivo: ripensare alla forma del museo e delle esposizioni in fotografia nella foto: cartoline vintage dall’isola (© Katrien De Blauwer)   :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::   quinto appuntamento: Isola delle Ottiche Strampalate È probabilmente l’Isola più inesplorata e misteriosa di tutto l’arcipelago. È completamente disabitata e fatta solo di rocce. Su una di queste rocce qualcuno ha inciso una scritta utilizzando le lettere dell’alfabeto utopico che è stata tradotta da archeologi del futuro come: NIENTE È, TUTTO SEMBRA. L’unico edificio presente sull’isola è un osservatorio che si trova su una scogliera a picco sul mare conosciuta come Punta di Vista. All’interno dell’osservatorio si trova un telescopio la cui lente è puntata sulla Costellazione delle Possibilità. Durante il tour ogni partecipante avrà la possibilità di buttarci l’occhio e vedere quella che vorrà. quando: data da stabilire obiettivo: inventare il futuro dei prodotti fotografici nella foto: due operai mentre trasportano un pannello dell’osservatorio sito sulla scogliera Punta di Vista (© Sammy Slabbinck) :::::::::::::::::::::::::   ABBIAMO VISITATO:   1) Isola del Campo della Profondità Circondata dal Mare delle Immagini, quest’isola ha una morfologia che ricorda la forma di un occhio. La parte emersa dell’isola ha una superficie di dimensioni molto modeste ma, come fosse un iceberg, si sviluppa in profondità per chilometri e chilometri. Al centro dell’isola c’è una lieve altura, sulla cui cima si trova il cosiddetto Monumento alla Memoria. Si tratta di una cavità profondissima coperta da un meccanismo di dischi mobili dal diametro variabile come fosse un diaframma di una macchina fotografica. I visitatori verranno invitati a calarsi all’interno del monumento utilizzando fili logici e illogici. Una volta dentro, si troveranno di fronte ad una miniera d’idee e visioni, e scopriranno un modo diverso di vedere le cose, se stessi e la fotografia. Nell’isola vivono solo tre abitanti: i tre figli del principe di Serendip.     quando: sabato 24 e domenica 25 marzo obiettivo: imparare a vedere la fotografia con un occhio diverso (sguardo generale sulla fotografia) leggi qui il Diario Di Bordo           nella foto: Due turisti ritratti vicino alla balaustra che circonda il Monumento alla Memoria (© Bryan Olson) Ospite: Francesco M. Cataluccio Imparare a vedere e raccontare l’invisibile L’aviatore Antoine de Saint-Exupéry, l’autore de Il Piccolo Principe, disse che per imparare a scrivere bisogna prima guardare e vedere bene. Volando di notte, senza radar, alla cieca e nel silenzio, aveva affinato i suoi sensi e si era abituato a vedere dentro se stesso. Questo fu uno dei motivi per cui iniziò a scrivere. C’è un forte collegamento tra la fotografia e la scrittura: anche per fotografare bisogna prima “guardare bene”. Per imparare a farlo, l’esercizio migliore è andare in un museo e guardare un quadro del Rinascimento: spesso il messaggio vero del dipinto non è nelle figure principali, che danno il titolo, ma nei dettagli. Ci si deve abituare a vedere non soltanto ciò che è in primo piano, ma le cose[...]
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