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British Photography and the Photobook 19:00
British Photography and the Photobook @ Micamera
Gen 17@19:00–Feb 15@19:00
British Photography and the Photobook @ Micamera
  British Photography and the Photobook mostra e pop-up store ai tempi della BREXIT inaugurazione venerdì 17 gennaio alle ore 19 alla presenza di Ken Grant e Tracy Marshall in mostra fino al 15 febbraio in collaborazione con Ulster University, Northern Narratives e RRB Photobooks. La mostra, curata da Ken Grant e Tracy Marshall, comprende opere di Chris Killip, Mark Neville, Clementine Schneidermann & Charlotte James, Ken Grant, Sebastian Bruno, Markéta Luskačová, Jim Mortram, Ewen Spencer e Kirsty Mackay. Inoltre, il bookshop ospiterà un pop-up store di RRB Photobooks e una selezione di altre case editrici britanniche. — Viviamo in un momento in cui la fotografia potrebbe non essere sufficiente, bisogna andare oltre la superficie. A me interessa l’anima delle cose – dobbiamo faticare un po’ di più, sforzarci per cercarla – Ken Grant La Gran Bretagna sta attraversando una fase di cruciale cambiamento. Proprio alcuni tra i lavori fotografici più importanti realizzati a partire dagli anni settanta possono aiutarci a comprendere come il paese sia potuto diventare una nazione polarizzata. Ewen Spencer e la scena musicale grime londinese, Clementine Schneidermann & Charlotte James e il lavoro partecipativo con i ragazzi delle valli gallesi, esempio di nuovo umanesimo e di impegno a stretto contatto con la comunità, che ha portato a una serie profondamente innovativa. Forti dell’eredità della fotografia documentaria realizzata dalla generazione precedente, i nuovi lavori di Kirsty Mackay e Mark Neville  proseguono nella narrazione innovandola, con l’intenzione di generare dei cambiamenti …… e persino con rabbia. Questa mostra presenta alcuni approcci fondamentali nella pratica fotografica oggi. In evidenza sono nuovi linguaggi nel mondo dell’editoria, utilizzati da chi osserva e racconta la società britannica. In questi tempi segnati dall’incombere della Brexit, nuove serie fotografiche sono in dialogo con alcuni fondamentali lavori svolti in passato – serie che hanno contribuito a definire il genere della fotografia documentaria britannica e il libro fotografico contemporaneo.       ***************************** SABATO 18 E DOMENICA 19: LETTURE PORTFOLIO     Ken Grant e Tracy Marshall saranno disponibili sabato 18 e domenica 19 per le letture portfolio. orario: dalle 16 alle 19 costo: 30€ per 20 minuti E’ possibile prenotare una lettura portfolio anche con l’editore Rudi Thoemmes, che sarà a Milano solo domenica 19 gennaio Per prenotare, manda una mail a giulia@micamera.com foto: Ken Grant, da Benny Profane         Ken Grant è nato a Liverpool nel 1967. Dagli anni ’80 ha fotografato nella sua città e si è impegnato in progetti sociali sia nel Regno Unito che in Europa. Un primo libro delle immagini di Liverpool, The Close Season, è stato pubblicato da Dewi Lewis Publishing nel 2002 e un altro, No Pain Whatsoever  è stato pubblicato in Svezia da Gösta Flemming per Journal. Ogni libro è stato realizzato nel corso di anni, con la collaborazione delle persone fotografate. Continua a lavorare su progetti a lungo termine. Nel 2014 è uscito il libro Flock. pubblicato da Artist PhotoBooks di Dublino. Una quarta monografia, A Topical Times for These Times / A book of Liverpool Football è stata pubblicata nel 2016 da RRB Publishing. Nel 2018/19 ha esposto sia nel Regno Unito che in Europa stampe da questa serie. Nell’ultimo decennio Ken Grant ha lavorato in collaborazione con organizzazioni locali ed europee sui temi dell’alimentazione, della sostenibilità e della cultura della classe operaia. La sua serie Something in spite of everything, realizzata in collaborazione con Liverpool YMCA, sta per essere completata nel 2020. Il suo ultimo libro, Benny Profane, è uscito nel 2019. Le fotografie di Ken Grant appartengono a importanti collezioni fotografiche, tra cui: il MoMA di New York, il Folkwang Museum di Essen e di altre importanti collezioni pubbliche e private internazionali. Attualmente insegna Fotografia alla Belfast School of Art, dove dirige due programmi del Master di Fotografia (sia online che presso il campus) e lavora come ricercatore senior. Tracy Marshall è una direttrice artistica specializzata nella produzione di mostre fotografiche, festival, progetti educativi e workshop. Dirige la società di produzione fotografica Northern Narratives; in precedenza ha diretto il festival LOOK Photo Biennial, la Open Eye Gallery di Liverpool e la Belfast Exposed Gallery in Irlanda del Nord. Cura mostre internazionali, lavorando con fotografi sia affermati che emergenti. Il suo lavoro è fortemente ispirato dalla vitalità degli archivi fotografici. Una parte importante della sua attività curatoriale consiste in progetti che affiancano la produzione di fotografi di fama al lavoro di autori emergenti. La sua visione di curatela consiste nella creazione di opportunità innovative e stimolanti per lo spettatore, l’autore e il mondo della fotografia. Rudi Thoemmes. Editore e libraio di origine tedesca ma residente a Bristol, specializzato in fotografia documentaria. Tra le pubblicazioni recenti di RRB Photobooks: Krass Clement, Markéta Luskačová,, Ken Grant, Tony Ray-Jones e Martin Parr. Oltre a occuparsi di editoria, Rudi rappresenta Amak Mahmoodian, Peter Mitchell e John Myers. È anche coinvolto come amministratore fiduciario/direttore in diverse organizzazioni fotografiche, tra cui la Martin Parr Foundation e Photobook Bristol, che ha fondato. Il suo interesse principale è riuscire a pubblicare e vendere libri senza contributi pubblici e rimanere relativamente solvibile.        
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Tarantismo : Odissea di un Rituale Italiano 19:00
Tarantismo : Odissea di un Rituale Italiano @ Micamera
Gen 23@19:00–21:00
Tarantismo : Odissea di un Rituale Italiano @ Micamera
  FLEE, Tarantismo : Odissea  di un Rituale Italiano Intervento di Alan Marzo e Olivier Duport, co-fondatori di FLEE e redattori del progetto Presentazione con proiezione e sessione d’ascolto Tra arte contemporanea e antropologia, musica popolare e suoni elettronici d’avanguardia “Tarantismo: Odissea di un Rituale Italiano” racconta la storia di un rituale musicale coreutico , tradizione secolare del nostro meridione caratterizzata da ritmi convulsi e danze frenetiche, vero e proprio esorcismo che voleva liberare le donne da un misterioso male indotto dal morso di una tarantola. Un libro accompagnato da un doppio vinile LP è la forma che ha preso questo lavoro transdisciplinare di documentazione e reinterpretazione artistica di uno dei fenomeni trance più misteriosi d’Europa. Il doppio LP restituisce i suoni originali dei musicisti-esorcisti registrati in loco da Diego Carpitella, Ernesto de Martino e Alan Lomax alla fine degli anni ’50, insieme a sei rielaborazioni originali realizzate da musicisti elettronici contemporanei d’avanguardia: Bjorn Torske & Trym Søvdsnes (NO), LNS (CA), UFFE (DK), KMRU (KE), Bottin (IT), e Don’t DJ (DE). Il libro si concentra invece sui diversi aspetti del rituale. Oltre al contributo di testimoni, esperti o protagonisti della storia di questo esorcismo musicale, presenta l’esclusivo racconto per immagini realizzato da Chiara Samugheo negli anni ’50 insieme al recente lavoro fotografico di Mattia Zoppellaro, nonché i contributi del regista Edoardo Winspeare, dell’artista concettuale Pamela Diamante, di intellettuali e studiosi come Claudia Attimonelli, Luigi Chiriatti, Salvatore Bevilacqua e Gino Di Mitri. “Tarantismo : Odissea di un Rituale Italiano” cerca di capire attraverso committenze artistiche, re-interpretazioni audio-archivi e fotografia, cosa resti di un antico rituale trance nella società di oggi. Allo stesso modo, mette in discussione il ruolo e la legittimità delle pratiche contemporanee volte a utilizzare il patrimonio popolare come materiale artistico creativo, un tema delicato che sarà discusso con i curatori del progetto anche nell’ambito della presentazione.   FLEE, Tarantismo : Odissea di un Rituale Italiano Libro e LP, 2019 immagini in bianco e nero e a colori testi in italiano e inglese costo: 55€ libro + LP solo vinile 32€ solo libro 32€ compralo qui   FLEE FLEE è una piattaforma generativa dedicata alla documentazione e alla valorizzazione delle culture ibride. Fondata da Alan Marzo, Olivier Duport e Carl Åhnebrink, è etichetta discografica, casa editrice e ente organizzatore di mostre. Per ogni sua uscita, FLEE pubblica un disco in vinile insieme a una rivista stampata, allo scopo di restituire appieno l’essenza dei movimenti che presenta. fleeproject.com    
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Elton Gllava, Bulqizë 19:00
Elton Gllava, Bulqizë @ Micamera
Gen 29@19:00–21:00
Elton Gllava, Bulqizë @ Micamera
  ELTON GLLAVA : BULQIZË (Postcart, 2019) presentazione e firmacopie con l’autore e Renata Ferri La prima volta che Elton Gllava mette piede a Bulqizë è il 2013. Da allora, continua a tornarci per l’arco di cinque anni. Quando ricorda le sue prime esplorazioni del luogo, Elton parla di fatica, freddo e incomunicabilità. Dopodichè, gli occhi si illuminano, inizia a riportare aneddoti che parlano di resilienza, di piccoli successi, di affetti e famiglia. Bulqizë è una piccola cittadina non lontana da Tirana, in Albania, conosciuta come la città dei minatori. Dopo la scoperta della presenza del cromo, nel 1939, e l’apertura delle prime miniere nel 1948, la città è diventata la terza produttrice mondiale di questo minerale. Da allora, ogni mattina, momento della giornata forse più rappresentativo della vita in Bulqizë, con i primi bagliori dell’alba gli uomini, quasi tutti minatori, aprono le porte di casa e si affacciano sull’unica strada della cittadina, rassegnati a sfidare il freddo e la neve per compiere i loro gesti quotidiani, fatti di ripetizione, di oscurità, di polvere e di ossessione. Bevono un caffè, tutti sempre nello stesso bar. Poi, accompagnati dagli abituali movimenti meccanici, sprofondano nelle miniere. Elton compie la scelta coraggiosa di usare la pellicola per il suo lavoro, nonostante la difficoltà delle condizioni di luce all’interno delle miniere. Anche grazie a questa scelta riesce a riportare perfettamente la sensazione di non riuscire a vedere, di soffocamento, di angustia. Le entrate di luce, fallimenti della macchina fotografica irrimediabilmente impressi sulla pellicola, che però risultano provvidenziali per la narrazione, scandiscono il ritmo del racconto di Elton. La maggior parte dei fotografi avrebbe scartato quelle fotografie, giudicandole “sbagliate”, ma è proprio grazie a questo genere di “errori” che  il ritratto del ragazzino dal collo tatuato diventa icona sacra, con il suo alone di luce che ci catapulta in un altro contesto, lontano dal nero, dal cromo, dalle miniere. Il lavoro di Elton parla di una comunità che, malauguratamente o per fortuna, nasce inconsapevolmente su una montagna che è una miniera d’oro per le potenze capitaliste, e che probabilmente verrà sfruttata fino al midollo. Come disse il vecchio sul ciglio della strada “Se non fosse stato per il cromo, qui i corvi avrebbero cantato”. E sono proprio i corvi a dettare il ritmo della narrazione, dello scorrere delle pagine. Nonostante la loro simbologia storicamente correlata alla morte, i corvi ci accompagnano nella scoperta di Bulquizë, mostrandoci, magari senza voce ma profondamente liberi nell’alzarsi in volo, quante forme di resilienza esistono anche nei più controversi angoli di mondo.     IL LIBRO Elton Gllava: Bulqizë Postcart, 2019 120 pagine, 27.8 x 20,8 cm, copertina rigida edizione limitata di 500 copie costo: 35€ prenota la tua copia firmata qui       Elton Gllava sarà da Micamera mercoledì 29 gennaio alle 19 per parlare del proprio lavoro insieme a Renata Ferri.   Elton Gllava Elton Gllava è nato a Vlorë, Albania, nel 1974. Quando il regime comunista è crollato e le frontiere si sono aperte, nel 1992, ha colto l’occasione di sperimentare un altro mondo e come migliaia di albanesi ha scelto di viaggiare verso Italia. I suoi primi anni a Roma lo hanno esposto ad alcuni dei lati più oscuri della società romana attraverso diversi impieghi. Tuttavia, nel 2007, ha deciso di dedicarsi unicamente alla fotografia. Il suo stile fotografico è focalizzato sul reportage sociale e d’autore, con una forte attenzione per gli aspetti di intimità.        
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