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Micamera Stelline per Natale: Humboldt Books 10:00
Micamera Stelline per Natale: Humboldt Books @ Micamera Stelline
Nov 30 2018@10:00–Gen 6 2019@20:00
Micamera Stelline per Natale: Humboldt Books @ Micamera Stelline | Milano | Lombardia | Italia
MICAMERA STELLINE SI PREPARA AL NATALE HUMBOLDT BOOKS + ÒBELO Al bookshop della Fondazione Stelline, curato da Micamera, si prospetta un mese ricco di in iniziative. Dal focus su Humboldt Books, presentato  il 30 novembre, all’intervento artistico del duo òbelo che inaugura il 12 dicembre.     Venerdì 30 novembre sarà presentato il nuovo focus editoriale dedicato al tema del viaggio e sviluppato in collaborazione con la casa editrice Humboldt Books. Fondata da Giovanna Silva e Alberto Saibene nel 2012, Humboldt Books – che deve il proprio nome ad Alexander von Humboldt, il più grande viaggiatore scienziato di tutti tempi – declina il viaggio attraverso progetti interdisciplinari che incrociano geografia e letteratura, fotografia e arte. Ne nascono storie di viaggio – reali e immaginarie – che i libri raccontano con sguardo nuovo e non convenzionale, incrociando i contributi di artisti, scrittori, fotografi, designer e architetti di tutto il mondo. L’allestimento dedicato a Humboldt Books sarà accompagnato da recensioni online a cura dei librai di Micamera Stelline.     All’inaugurazione della nuova selezione, venerdì 30 novembre alle ore 18.00, sarà presente Giovanna Silva, direttrice della casa editrice.   L’appuntamento successivo per il mese di dicembre è mercoledì 12, alle ore 18.00, con la presentazione dell’intervento artistico di òbelo, duo composto dalla designer Claude Marzotto e dall’artista visiva Maia Sambonet che per il bookshop ha realizzato un manifesto in serigrafia a tiratura limitata e un’installazione dedicata a una selezione di titoli di Humboldt Books. L’intervento di òbelo gioca con l’identità di Micamera Stelline, allestendo un paesaggio di libri fotografici, come se i volumi fossero stanze o “camere con vista” per l’osservazione della Terra e del firmamento.     Il focus dedicato a Humboldt Books e l’installazione di òbelo proseguiranno fino a domenica 6 gennaio 2019. Micamera Stelline è la nuova libreria in corso Magenta 61 nata dalla collaborazione tra Fondazione Stelline e Micamera Bookstore. Insieme agli approfondimenti tematici e ai focus editoriali, propone sempre una selezione editoriale dedicata ai grandi e ai bambini, con volumi di illustrazione, grafica, fotografia e pittura. PROSSIMI APPUNTAMENTI @ MICAMERA STELLINE FOCUS DEDICATO A HUMBOLDT BOOKS 30 novembre 2018 – 6 gennaio 2019 Presentazione: 30 novembre, ore 18.00 ÒBELO per Micamera Stelline INTERVENTO SITE SPECIFIC 12 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019 Inaugurazione: 12 dicembre, ore 18.00         Micamera Stelline c.so Magenta 61, Milano Orario: martedì – domenica, ore 10.00-20.00 (chiuso il lunedì) Info: 02 45462411 | bookshop@stelline.it                
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UNSEEN / NON VISTI 19:00
UNSEEN / NON VISTI @ Micamera
Gen 31@19:00–Mar 3@19:00
UNSEEN / NON VISTI @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
UNSEEN / NON VISTI Sguardi sull’Europa. Quattro fotografi in viaggio Jutta Benzenberg, Andrei Liankevich, Livio Senigalliesi, Mila Teshaieva a cura di Gabi Scardi Mostra collettiva di fotografia 1 febbraio – 3 marzo 2019 con il patrocinio del Comune di Milano Inaugurazione 31 gennaio 2019, ore 19.00 con la presenza dei fotografi e della curatrice Esiste un‘Europa non vista, tagliata fuori dallo sviluppo economico, dall’attenzione della politica e dei media. Esiste un’Europa che, prima della crisi, produceva ed era competitiva e che ora viene abbandonata dai suoi abitanti più giovani. Quattro fotografi, Jutta Benzenberg, Andrei Liankevich, Livio Senigalliesi e Mila Teshaieva, sono andati nelle zone rurali e nei piccoli centri dell’Albania, nella vasta palude della Polesia in Bielorussia, nella Sassonia-Anhalt nell’ex Germania dell’Est e nell’area carbonifera italiana del Sulcis in Sardegna e ne hanno raccontato il nucleo più interno e vulnerabile, quello familiare. La mostra, curata da Gabi Scardi, testimonia gli “effetti collaterali” dei grandi cambiamenti occorsi negli ultimi decenni nel vecchio continente, rilevandone sia i minimi comuni denominatori, sia le diversità. L’esposizione ha origine da un progetto del Goethe-Institut Mailand nato nel 2017: “Nell’ombra – Famiglie in Europa”. Il progetto voleva indagare gli effetti sulla famiglia della rapida trasformazione dell’Europa, in alcune aree europee fino a poco tempo fa produttive e competitive ed oggi in una situazione di crisi e spopolamento. L’indagine è avvenuta attraverso l’occhio di fotografi provenienti da diversi Paesi europei: Jutta Benzenberg dall’Albania, Andrei Liankevich dalla Bielorussia, Livio Senigalliesi dall’Italia e Mila Teshaieva dalla Germania. Ciascuno di loro ha compiuto uno o più viaggi, sia nel proprio paese che in uno di quello degli altri, producendo da un lato un cambio di prospettiva e dall’altro anche una scoperta nel proprio paese. Così ad es. Livio e Andrei sono stati in Sardegna e in Polesia, mentre Mila e Jutta in Albania e Sassonia. Ogni fotografo è stato accompagnato da un esperto o da un giornalista dotato di un’approfondita conoscenza della zona. La mostra restituisce una selezione delle fotografie. Il moltiplicarsi degli sguardi e dei piani di lettura hanno fatto emergere le storie e le microstorie delle persone incontrate durante i viaggi, la stratificazione di esperienze, la complessità di ogni territorio. La mostra diventa così una sorta di cartografia corale, seppur parziale, delle aree d’Europa più celate e lasciate ai margini. Le fotografie in mostra La mostra comprende quattro nuclei di fotografie, suddivisi per autore. Le opere hanno dimensioni e formati molto differenti, di volta in volta aderenti agli intenti del singolo fotografo. Tra le immagini in mostra, si alternano ritratti e visioni d’interni, figure immerse nei luoghi dell’abitare e nell’ambiente quotidiano che le circonda, oggetti, architetture, paesaggi di riferimento e altro ancora. Emergono così le diverse interpretazioni che gli autori hanno dato dei luoghi: letture oggettive, di carattere documentario, antropologico, sociologico; così come approcci più sensibili, intimi, quasi interrogativi. Per restituire vividamente questi racconti, alle immagini sono affiancati alcuni video e i testi redatti da alcuni dei fotografi e degli “accompagnatori” durante i viaggi. Per ciascun autore sono esposti in media circa trenta scatti. Le tappe della mostra La mostra inaugura a Milano e prosegue in primavera a Roma, dal 21 marzo al 26 maggio presso il Museo di Roma in Trastevere. Nel settembre 2019, per il “Mese della fotografia”, sarà a Minsk e subito dopo a Tirana per “l’Ottobre tedesco”. A inizio 2020 chiude con l’ultima tappa a Halle presso la Kunststiftung des Sachsen-Anhalts (Fondazione per l’arte della Sassonia-Anhalt). I fotografi Jutta Benzenberg In Albania ha proseguito un filone di ricerca che porta avanti da circa vent’anni viaggiando per il paese, cercando di dare voce alle persone “dimenticate” e raccontando le loro vite. In questo caso si è concentrata sulla realtà del piccolo centro di Adriatik City. Dall’altro lato il progetto è stato stimolo di riscoperta della sua terra d’origine, la Germania, di cui ha avvicinato realtà in precedenza poco considerate, come Bitterfeld-Wolfen e Halle, nella ex Germania dell‘Est. Tra le foto da lei realizzate emergono con forza i ritratti intensi ed espressivi dei bambini. Sono inoltre numerosi i frammenti di vita quotidiana e le immagini di esterni: luoghi e architetture abbandonate, a margine delle città. Jutta Benzenberg ha studiato fotografia alla Staatliche Fachakademie für Fotodesign di Monaco e ha lavorato poi come fotografa per varie riviste di fotografia e di teatro. Nel 1991 ha fatto il suo primo viaggio attraverso l’Albania, in compagnia dello scrittore Ardian Klosi, per documentare lo sconvolgimento di quei tempi, catturare ritratti e immortalare paesaggi. Dopo numerosi viaggi in Albania, hanno pubblicato insieme, nella primavera del 1993 a Salisburgo il libro “Albanisches Überleben – Albanian Survival”. Il loro secondo libro, „Bukuri e rëndë – Sombre Beauty“, sponsorizzato da Swiss culture foundation Pro Helvetia, venne pubblicato a Tirana nel 2004. I lavori di questa pubblicazione sono stati esposti in mostre quali Biennial Arts Festival Tirana (Abania), Think Pink (Prishtina, Croazia), Goethe-Institut (Thessaloniki e Atene, Grecia). Le sue ultime mostre personali e collettive si sono svolte in Romania, Austria, Croazia, Grecia, Germania, Montenegro, Serbia, Albania, USA (Washington DC) e America Latina. Dal 2013 al 2014 ha lavorato come fotografo ufficiale del Primo Ministro dell’Albania, Edi Rama. Attualmente vive a Tirana. Andrei Liankevich Andrei Liankevich ha scelto di dare visibilità alla vita ordinaria, il suo progetto è dedicato da una parte agli anziani solitari, soprattutto donne, che popolano le terre paludose della Polesia, in Bielorussia, dall’altra ai minatori sardi di oggi e di ieri, accomunati dal rispetto per la montagna e dalla vita scandita dal lavoro in miniera. Andrei Liankevich ha viaggiato in Bielorussia, sua terra d’origine, e in Italia, per riscoprire non solo la vita e il lavoro delle persone di queste aree, ma anche i miti, le tradizioni e le leggende che ancora sopravvivono. I volti vissuti di uomini e donne si alternano a paesaggi e a riletture storiche delle miniere sarde. Andrei Liankevich è nato nel 1981 a Grodno e abita a Minsk. Nel 2014 ha dato vita al festival della fotografia “Mese della fotografia di Minsk” e da allora ne è[...]

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