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Matteo Di Giovanni – I wish the world was even 19:00
Matteo Di Giovanni – I wish the world was even @ Micamera
Nov 27 2019@19:00–Gen 4 2020@19:00
Matteo Di Giovanni - I wish the world was even @ Micamera
MATTEO DI GIOVANNI I WISH THE WORLD WAS EVEN mostra fotografica inaugurazione mercoledì 27 novembre _ ore 19 fino al 4 gennaio 2020 I wish the world was even è un diario di viaggio.
 Matteo Di Giovanni procede in auto verso nord, tagliando l’Europa in verticale e attraverso l’inverno. Nel suo racconto non compaiono mai persone. Ovviamente ne ha incontrate molte nei due mesi di viaggio, lungo la strada, e in verità non era nemmeno partito
 solo. Ma nei quattro anni che separano questa mostra 
e la pubblicazione del libro dal viaggio fisico che lo ha portato da Milano a Capo Nord e ritorno, ha messo mano al materiale più volte e le persone sono progressivamente scomparse. Lui, un banco ottico, una 6×7: l’attrezzatura necessaria
a scattare in condizioni piuttosto estreme – per le temperature, sempre più basse, e le ore di luce, sempre più brevi. Nella cassetta sul sedile posteriore, il fornello e l’immancabile caffettiera, protagonista di ogni sosta. Guardare il mondo con gli occhi di Matteo significa innanzitutto essere sempre immersi nel paesaggio, e vederlo scorrere ai lati della strada. Impariamo ad adottare una certa distanza dalle cose che si manifestano davanti a noi. Né troppo lontano, né troppo vicino. Una sorta di distanza di sicurezza che tiene a considerare un quadro d’insieme piuttosto ampio mentre, allo stesso tempo, rivela un’irresistibile curiosità a guardare meglio e avvicinarsi. Si incontrano e si superano barriere e ostacoli che tornano con immancabile certezza. Ripartire cercando una nuova direzione, reinventarsi un percorso: è chiaro che il viaggio è tutto interiore e il paesaggio un pretesto. I wish the world was even è il risultato del viaggio in cui Matteo si è messo alla prova ed è tornato a fare il fotografo. – Giulia Zorzi, dal testo che accompagna il libro     IL LIBRO Matteo Di Giovanni I wish the world was even Artphilein Editions, 2019 design: Emiliano Biondelli saggio: Giulia Zorzi Lingua inglese, edizione limitata a 500 copie ordina la tua copia firmata qui       Matteo Di Giovanni nasce a Pescara nel 1980, ma dal 2000 si trasferisce a Roma per studiare ed intraprendere le prime esperienze lavorative in diversi settori. Si laurea in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma nel 2006 con una tesi sull’antropologia filosofica di Günther Anders. Dopo l’esperienza romana, si trasferisce a Londra, dove inizia a lavorare come fotografo per diverse riviste tra 
cui The Economist, Red Pepper Magazine, Slowfood Magazine, HesaMag. Allo stesso tempo lavora come assistente per vari fotografi, tra cui Jeff Lipsky e Simon Roberts, che influenzano molto il suo modo di intendere e percepire la fotografia. Dal 2010 studia Fotografia presso la Westminster University di Londra, sotto la guida di Max Houghton, David Campany, Colin Jacobson e Ian Dennings, dove ottiene un MA con un progetto sull’identità nazionale bosniaca a 20 anni dall’inizio della guerra dei Balcani. Proprio mentre si trova in Bosnia resta coinvolto in un incidente che cambia totalmente la sua percezione dello spazio. Nel 2012 riesce comunque a completare i suoi studi a Londra e, dopo un lungo periodo riabilitativo, decide si spostarsi definitivamente a Milano nel 2014. Da quel momento inizia un’intensa collaborazione con Micamera, che gli permette di confrontarsi, tra gli altri, con autori come Lucas Foglia, Gus Powell e Dana Lixenberg. Questi incontri lo portano a concentrarsi principalmente su progetti personali legati al paesaggio, alla sua percezione, all’interazione tra uomo e spazio e al viaggio come esperienza gnoseologica. Il suo primo libro, I wish the world was even, curato da Micamera è stato pubblicato da Artphilein Editions nell’aprile del 2019. Al momento sta lavorando ad un nuovo lavoro dal titolo Blue Bar sul tema dell’incertezza e dello spaesamento, utilizzando il paesaggio del Delta del Po come metafora.          
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Marina Caneve – Are They Rocks Or Clouds? 19:00
Marina Caneve – Are They Rocks Or Clouds? @ Micamera
Dic 3@19:00–21:30
Marina Caneve - Are They Rocks Or Clouds? @ Micamera
  martedì 3 dicembre alle ore 19 MARINA CANEVE ARE THEY ROCKS OR CLOUDS? FW:books + OTM, 2019 Conferenza e firmacopie. Insieme all’autrice sarà presente Antonio Carloni, direttore di Cortona On The Move. Il fallimento della natura è inevitabile, possiamo solo affrontarlo. ‘Are They Rocks Or Clouds?’ (Sono rocce o nuvole?) affronta il tema degli eventi idrogeologici in Dolomiti e in senso più ampio cerca di capire come la memoria culturale (ovvero il patrimonio collettivo di conoscenza su cui un gruppo fonda la propria identità, ndt) risponda a eventi di questo genere. Marina Caneve si chiede come le abitazioni riescano a persistere in luoghi a rischio frane, inondazioni e altre catastrofi e nel suo lavoro utilizza materiale di provenienza diversa, intrecciando immagini di ricerca e di archivio, testi e fotografie recenti al fine di affrontare i grandi temi della Distruzione, Protezione, Esperienza, Rappresentazione e Resilienza in aree segnate da cicli secolari di vulnerabilità umana causata da calamità naturali. L’autrice bilancia informazioni, storia e bellezza e il lettore è chiamato a domandarsi a quali rischi noi essere umani ci siamo esposti nel nostro perseguire la vita comoda, mentre allo stesso tempo spingiamo sempre più in là i confini della nostra interazione con il mondo naturale. – Lesley A. Martin, da The Dummy Photobook Prize, Cortona On The Move, 2018 Marina Caneve sarà da Micamera martedì 3 dicembre alle ore 19 per parlare del suo lavoro e firmare le copie del libro.     IL LIBRO Marina Caneve Are They Rocks Or Clouds? Fw:books + OTM, 2019 Saggi di: Taco Hidde Bakker (scrittore e curatore) Emiliano Oddone (geologo) Annibale Salsa (antropologo) Design: Hans Gremmen lingua inglese acquista la tua copia firmata qui     Marina Caneve (1988) Marina Caneve è una fotografa che lavora con un approccio interdisciplinare, affrontando i temi della vulnerabilità, ambientale, sociale e culturale, e della costruzione della conoscenza attraverso le arti visive. Nel 2018 ha vinto il Premio Giovane Fotografia Italiana a Fotografia Europea con il progetto “Are They Rocks or Clouds?”. Il dummy del libro è stata finalista per l’Unseen Dummy Award e La Fàbrica –Photo London Book Dummy, e in seguito ha vinto il Cortona On The Move Dummy Award, assegnato da Lesley A. Martin di Aperture. Grazie a questo premio e alla collaborazione con Fw: books e Hans Gremmen l’autrice ha potuto pubblicare il libro nel 2019. Con il progetto “Bridges are Beautiful”, una ricerca sulla libertà di movimento in Europa, è stata invitata a prendere parte alla residenza artistica Docking Station (Amsterdam, 2018). Nel 2018 è stata invitata a contribuire al progetto Cavallino Treporti Fotografia, una commissione di ricerca decennale per il territorio di Cavallino Treporti. Il suo progetto “The Shape of Water Vanishes in Water/ La Forma dell’Acqua Svanisce nell’Acqua”è stato pubblicato in forma di catalogo con un saggio in VI capitoli di Taco Hidde Bakker (A+M Edizioni, 2018). Nel 2019 è tra i 5 autori incaricati di realizzare una campagna fotografica legata all’architettura contemporanea italiana per il progetto Atlante Architettura Contemporanea commissionato dal MiBAC e dal MUFOCO. Sempre nel 2019 è tra i 4 artisti vincitori del bando iAlp del Museo Nazionale della Montagna (Torino, 2019). Oltre all’attività artistica insegna al Master IUAV in Photography dal 2019. È co-fondatrice di CALAMITA/À (2013), una piattaforma di ricerca che pone la sua attenzione sui temi delle catastrofi, i grossi cambiamenti, la memoria e la politica. CALAMITA/Á è nato per indagare la catastrofe del Vajont (1963) e coinvolge un gruppo di autori internazionali i cui lavori sono raccolti nella pubblicazione The Walking Mountain, CALAMITA/Á (2016). Nel 2018 ha fondato Osservatorio Cortina 2021 insieme a Gianpaolo Arena e il contributo di Vulcano.        
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Adrian Bradshaw, The Door Opened: 1980s China 19:00
Adrian Bradshaw, The Door Opened: 1980s China @ Micamera
Dic 10@19:00–21:00
Adrian Bradshaw, The Door Opened: 1980s China @ Micamera
10 dicembre ore 19 Adrian Bradshaw The Door Opened: 1980s China (Impress, 2018) Presentazione e firmacopie Quando sono arrivato in Cina nel 1984 non ero preparato né ai cambiamenti che il paese stava per attraversare, né all’esperienza che mi avrebbe cambiato così nel profondo. Sono venuto per trascorrere un anno di studio all’estero dopo la laurea e alla fine ho vissuto quasi trent’anni nella Repubblica Popolare – più a lungo che in Inghilterra, il mio paese natale. Ho costruito un archivio di circa 2 milioni di immagini e questo è solo il primo libro che ho pubblicato per raccontare perché ho deciso di dedicare la mia vita a questo paese e cosa mi ha ispirato. Ero un ragazzo quando arrivai in questo paese di ragazzi – nel 1984 più della metà della popolazione (allora poco più di un miliardo) aveva meno di 25 anni – mi sentivo immerso in una società così diversa dalla piccola città inglese in cui ero cresciuto. Nel 1984 non sapevo bene come interpretare e raccontare quello che vedevo e ho usato la fotografia. La maggior parte delle immagini pubblicate nel libro sono inedite. A piedi o in bicicletta, su treni lenti e battelli ancora più lenti, nei lunghi viaggi in autobus ho sempre avuto con me una piccola macchina fotografica e un pacco di negativi, attraversando ogni provincia spesso senza avere un piano migliore se non quello di visitare una zona di cui sapevo troppo poco. Questi appunti visivi oggi possono intrattenere ed educare una nuova generazione di giovani in Cina e forse essere un buon ricordo del tempo per coloro che, come me, godevano allora di gioventù, speranza e fiducia. – Adrian Bradshaw     IL LIBRO The Door Opened: 1980s China Adrian Bradshaw Impress, 2018 240 x 370mm 240 pagine Acquista la tua copia firmata qui       Adrian Bradshaw è un fotogiornalista inglese che ha vissuto trent’anni in Cina. Questo è il suo primo libro, uscito nel 2018 per l’editore inglese Impress. Adrian sarà da Micamera il 10 Dicembre alle 19 per parlare del suo lavoro e firmare le copie del libro. L’incontro si svolgerà in inglese con traduzione in italiano.        
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