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Ed Panar: In the Vicinity + Deadbeat Club pop-up store + Tim Carpenter 19:00
Ed Panar: In the Vicinity + Deadbeat Club pop-up store + Tim Carpenter @ Micamera
Nov 13@19:00–Dic 8@19:00
Ed Panar: In the Vicinity + Deadbeat Club pop-up store + Tim Carpenter @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
Micamera alzò la saracinesca per la prima volta il 4 novembre 2003. Da allora abbiamo ospitato molti dei nostri artisti ed editori preferiti. Ora festeggiamo il quindicesimo anniversario con una settimana di appuntamenti: inaugurano la mostra di Ed Panar e un pop-up store tutto americano con un focus dedicato a Deadbeat Club. Saranno presenti l’autore e l’editore Clint Woodside. Insieme a loro anche l’autore ed editore Tim Carpenter (TIS). Dopo la festa inaugurale martedì sera, proseguiremo con le letture portfolio mercoledì e giovedì dalle 18 alle 20. Venerdì alle 14 conferenza di Ed Panar, Clint Woodside e Tim Carpenter al Photo Vogue Festival, mentre sabato alle 16 saremo ospiti dei Frigoriferi Milanesi per Bookcity con un incontro sulla relazione tra Immagini e Potere (con Martina Bacigalupo e Giacomo Papi, qui tutte le info) martedì 13 novembre_ore 19 INAUGURAZIONE Ed Panar: In the Vicinity + pop-up store americano / focus: Deadbeat Club Ed Panar: In the Vicinity Si chiama Triangolo dello Smeraldo (Emerald Triangle) ed è una regione nel nord della California composta da tre contee. Il nome è un riferimento alla (ricca) coltivazione della canapa, che qui viene apprezzata per le potenti implicazioni economiche, psicotropiche e mitologiche. In un angolo di questa regione, nella contea di Mendocino, Panar ha scattato per oltre 10 anni – dal 2007 al 2017, fotografando la natura incontaminata e consentendoci di accedere a quella che appare come una comunità rurale isolata in un ambiente idilliaco sullo sfondo di una cultura psichedelica. L’autore mantiene sempre una distanza di rispetto: still life, paesaggi e occasionali presenze animali descrivono nel libro un luogo in cui l’uomo è ancora rapito dall’eterna ricerca della pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno. Nel farlo, Panar indaga, mettendola in discussione, la possibilità della fotografia di essere uno strumento di documentazione di un tema tanto enigmatico e misterioso come il fascino di questa mitica pianta e l’emergere della potente economia ad essa legata. Il libro è uscito a giugno 2018 per Deadbeat Club ed è disponibile qui Ed Panar è fotografo, docente e libraio. Vive a Pittsburgh. Il suo lavoro è stato pubblicato ed esposto a livello internazionale, nonché recentemente incluso nella mostra The Grain of the Present al celebre Pier 24 Photography di San Francisco. In the Vicinity è il suo ottavo libro fotografico. Prima di questo, ricordiamo: Animals that saw me, Volume Two (The Ice plant, 2016), Both sides of Sunset (Metropolis Books, 2015. Introduzione di Ed Ruscha), Salad Days (Gottlund Verlag, 2011-2012), Animals That Saw Me, Volume One (The Ice Plant, 2011), Same Difference (Gottlund Verlag, 2010), Golden Palms (J&L Books, 2007). Insieme a Melissa Catanese ha fondato Spaces Corners, una libreria fotografica e spazio di progettualità dedicato ai fotolibri con sede a Pittsburgh. Infine, insegna presso il master di Ithaca Image Text dell’ Ithaca College di NY.   Pop-up store_focus su Deadbeat Club Per l’occasione, Micamera allestirà una selezione di libri ispirata alla scena statunitense, alla mostra e alla comunità di autori intorno a Deadbeat Club,  casa editrice indipendente con sede Los Angeles, fondata nel 2011 da Clint Woodside, che la dirige e che sarà presente a Milano. Deadbeat Club pubblica zine e libri; tra gli autori, oltre a Panar e Carpenter, anche Todd Hido,  Ed Templeton (entrambi già ospiti di Micamera!) e lo skater Jerry Hsu. Sul sito è scritto: ‘Deadbeat Club lavora insieme all’artista per realizzare un oggetto che soddisfi le sue intenzioni, affinché la sua visione non sia mai distorta.’ Clint Woodside è nato a Buffalo, NY.  E’ il fondatore di Deadbeat Club ma è anche fotografo: come autore ha pubblicato oltre dieci libri tra cui Let Me Die In My Footsteps (self, 2013), Build Us A Path (self, 2014) Undercover Cars (Kill Your Idols, 2016) e Vineland (self, 2017). Il suo lavoro è stato ampiamente esposto e pubblicato negli Stati Uniti e all’estero, tra cui New York, Los Angeles, San Francisco, Londra, Tokyo, Svezia, Cina, Seoul e Australia. Woodside è anche noto per il suo lavoro curatoriale. Attualmente vive a Los Angeles, in California.   Ospite: Tim Carpenter Tim Carpenter (Illinois, 1968) è editore, fotografo e scrittore. Vive e lavora tra Brooklyn e l’Illinois. Ha frequentato un master in fotografia presso la Hartford Art School nel 2012, e nello stesso anno ha co-fondato la casa editrice indipendente TIS a Brooklyn (New York). I suoi libri includono A house and a tree (2015, TIS); The king of the birds (TIS); Local Objects (The Ice Plant); township, una collaborazione con Raymond Meeks, Adrianna Ault e Brad Zellar (Dumbsaint / TIS, 2017). Carpenter è attualmente in mostra ad Amsterdam presso la Galerie Wouter van Leeuwen insieme a Raymond Meeks. Da Micamera presenta il libro Still Feel Gone (Deadbeat Club, 2018), frutto di una collaborazione con Nathan Pearce. In questo caso i due autori hanno lavorato su un motivo iconografico specifico – la ferrovia americana – utilizzando due approcci tecnicamente diversi: Carpenter usa una macchina di grande formato, Pearce preferisce una camera a mano. Queste due premesse pratiche coesistono in modo efficace, dando vita a una serie di immagini forti e formalmente coerenti.   ***CALENDARIO*** *martedì 13 novembre ore 19: inaugurazione *mercoledì 14 novembre + giovedì 15 novembre dalle 18 alle 20: letture portfolio // PRENOTA ORA! lettori: Ed Panar, Clint Woodside, Tim Carpenter + Martina Bacigalupo (solo il giovedì) su prenotazione, costo: 30€ per 20 minuti / 70€ per tre letture _ per info e prenotazioni scrivi a: associazione@micamera.it *venerdì 16 novembre ore 16 conferenza di Tim Carpenter + Ed Panar + Clint Woodside presso Photo Vogue Festival *sabato 17 novembre ore 15 conferenza di Martina Bacigalupo, Giacomo Papi, Francesco Cataluccio e Giulia Zorzi presso Frigoriferi Milanesi La mostra di Ed Panar e il pop-up store resteranno in esposizione fino a sabato 8 dicembre 2018.    
Micamera Stelline per Natale: Humboldt Books 10:00
Micamera Stelline per Natale: Humboldt Books @ Micamera Stelline
Nov 30 2018@10:00–Gen 6 2019@20:00
Micamera Stelline per Natale: Humboldt Books @ Micamera Stelline | Milano | Lombardia | Italia
MICAMERA STELLINE SI PREPARA AL NATALE HUMBOLDT BOOKS + ÒBELO Al bookshop della Fondazione Stelline, curato da Micamera, si prospetta un mese ricco di in iniziative. Dal focus su Humboldt Books, presentato  il 30 novembre, all’intervento artistico del duo òbelo che inaugura il 12 dicembre.     Venerdì 30 novembre sarà presentato il nuovo focus editoriale dedicato al tema del viaggio e sviluppato in collaborazione con la casa editrice Humboldt Books. Fondata da Giovanna Silva e Alberto Saibene nel 2012, Humboldt Books – che deve il proprio nome ad Alexander von Humboldt, il più grande viaggiatore scienziato di tutti tempi – declina il viaggio attraverso progetti interdisciplinari che incrociano geografia e letteratura, fotografia e arte. Ne nascono storie di viaggio – reali e immaginarie – che i libri raccontano con sguardo nuovo e non convenzionale, incrociando i contributi di artisti, scrittori, fotografi, designer e architetti di tutto il mondo. L’allestimento dedicato a Humboldt Books sarà accompagnato da recensioni online a cura dei librai di Micamera Stelline.     All’inaugurazione della nuova selezione, venerdì 30 novembre alle ore 18.00, sarà presente Giovanna Silva, direttrice della casa editrice.   L’appuntamento successivo per il mese di dicembre è mercoledì 12, alle ore 18.00, con la presentazione dell’intervento artistico di òbelo, duo composto dalla designer Claude Marzotto e dall’artista visiva Maia Sambonet che per il bookshop ha realizzato un manifesto in serigrafia a tiratura limitata e un’installazione dedicata a una selezione di titoli di Humboldt Books. L’intervento di òbelo gioca con l’identità di Micamera Stelline, allestendo un paesaggio di libri fotografici, come se i volumi fossero stanze o “camere con vista” per l’osservazione della Terra e del firmamento.     Il focus dedicato a Humboldt Books e l’installazione di òbelo proseguiranno fino a domenica 6 gennaio 2019. Micamera Stelline è la nuova libreria in corso Magenta 61 nata dalla collaborazione tra Fondazione Stelline e Micamera Bookstore. Insieme agli approfondimenti tematici e ai focus editoriali, propone sempre una selezione editoriale dedicata ai grandi e ai bambini, con volumi di illustrazione, grafica, fotografia e pittura. PROSSIMI APPUNTAMENTI @ MICAMERA STELLINE FOCUS DEDICATO A HUMBOLDT BOOKS 30 novembre 2018 – 6 gennaio 2019 Presentazione: 30 novembre, ore 18.00 ÒBELO per Micamera Stelline INTERVENTO SITE SPECIFIC 12 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019 Inaugurazione: 12 dicembre, ore 18.00         Micamera Stelline c.so Magenta 61, Milano Orario: martedì – domenica, ore 10.00-20.00 (chiuso il lunedì) Info: 02 45462411 | bookshop@stelline.it                
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BRYAN SCHUTMAAT: WORKSHOP E INCONTRO 19:00
BRYAN SCHUTMAAT: WORKSHOP E INCONTRO @ Micamera
Dic 7@19:00–Dic 9@18:00
BRYAN SCHUTMAAT: WORKSHOP E INCONTRO @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
  BRYAN SCHUTMAAT: WORKSHOP + INCONTRO workshop: sabato 8 + domenica 9 dicembre incontro: venerdì 7 dicembre alle 19 Bryan Schutmaat (1983) è un fotografo texano le cui immagini – fortemente liriche ed emotivamente intense – descrivono gli aspri paesaggi del Grande West americano e la gente che li abita. Il suo primo libro, dal titolo Grays the Mountain Sends (Silas Finch Foundation, 2013 / seconda edizione nel 2014) è il racconto della vita in una serie di piccole cittadine di montagna intorno ad alcune miniere. Il libro ha riscosso un grande successo internazionale (entrambe le edizioni sono fuori catalogo) e la serie è stata premiata con l’ Aperture Portfolio Prize nel 2013. La seconda monografia di Schutmaat si intitola Good Goddamn (Trespasser, 2017 /seconda edizione nel 2018) e raccoglie una serie di immagini scattate nel giro di pochi giorni trascorsi insieme a un amico, in Texas, prima che questi andasse in prigione.   Le vastità del paesaggio americano, la wilderness, il rapporto dell’uomo con la propria terra, la solitudine, la mascolinità: Schutmaat appartiene a una nuova generazione di fotografi che – come ha scritto Lesley Martin, hanno affinato la propria capacità descrittiva, sviluppando allo stesso tempo una visione soggettiva e un talento nei ritratti – hanno quindi unito la lezione dei New Topographics a quella dei New Documents e creato quindi il genere dei cosiddetti New Docugraphics – cioè quelli che meglio di chiunque altro sanno cogliere la tradizione dell’American West in senso contemporaneo. La fotografia di Schutmaat ha assimilato la lezione dei grandi maestri come Robert Adams, Garry Winogrand, Joel Sternfeld, ma anche Alec Soth – giusto per citarne alcuni. Ma vi è molto più di questo. Le sue immagini hanno il suono della musica folk, country, blues rock, indie, pop. E anche se Schutmaat sostiene che ‘le parole ostacolano le fotografie, perlomeno nel mio lavoro‘, la letteratura e la poesia sono una fondamentale ispirazione:  The Ice at the Bottom of the World di Mark Richard (nel caso di Good Goddamn – una raccolta di racconti di cui non esiste una traduzione italiana) e la poesia di Richard Hugo  ‘Degrees of Gray in Philipsburg’  per Grays the Mountain Sends (di questa poesia esiste una traduzione italiana a cura di Luca Conti uscita per Einaudi). Il riferimento è evidente fin dal titolo, ma soprattutto nell’immagine finale del libro, che è una precisa citazione di un verso di Hugo. Dopo una sequenza decisamente malinconica vuole essere una rappresentazione della speranza, che qui assume le vesti di una donna con i lunghi capelli rossi (peraltro unica donna nel libro). L’immagine vuole essere anche un omaggio alla fotografia di William Eggleston. Sfumature di grigio a Philipsburg Risponditi di no. Il vecchio, ventenne quando costruirono la prigione, ride ancora malgrado le labbra rotte. Un giorno di questi, dice, mi metterò a dormire e non mi sveglierò. Digli di no. Stai parlando con te stesso. La macchina che ti ha portato qui funziona ancora. Il denaro con cui ti sei pagato il pranzo, non importa da quale miniera venga, è d’argento e la ragazza che ti ha servito è snella e i suoi capelli rossi illuminano il muro.                                 Bryan Schutmaat ha anche curato, insieme a Ashlyn Davis, un libro molto bello dal titolo Islands of the Blest (The Silas Finch Foundation, 2014 / seconda edizione nel 2016, con una poesia di Michael McGriff), che presenta una selezione di fotografie provenienti da archivi digitali pubblici, datate dal 1870 al 1970 e riferite a luoghi diversi del West. Durante il workshop, Bryan parlerà dei propri lavori e racconterà anche perché ha scelto di pubblicarsi da sé (Trespasser è la sua casa editrice). Dedicherà una lezione alle sue ispirazioni, non solo in fotografia. Nel corso dei due giorni i partecipanti al workshop avranno anche la possibilità di mostrare una selezione del proprio lavoro a Schutmaat e ricevere un suo commento. Le opere di Schutmaat appartengono alle collezioni: San Francisco Museum of Modern Art,  Baltimore Museum of Art,  Hood Museum at Dartmouth,  Museum of Fine Arts, Houston. Good Goddamn è stato recentemente esposto alla Kominek Gallery di Berlino e sarà in mostra presso la Galerie Wouter van Leeuwen di Amsterdam, dal novembre 2018 a gennaio 2019. Il sito di Bryan Schutmaat qui info pratiche per il workshop: quando: sabato 8 e domenica 9 dicembre 2018 dalle 10 alle 18 dove: Micamera – via Medardo Rosso, 19 – Milan0 quanto costa: 250€ numero di studenti: massimo 13 info: Giulia Zorzi / associazione@micamera.it / +39 335 6817917 lingua: inglese  
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