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Gerry Johansson: America so far, 1962 – 2018 10:00
Gerry Johansson: America so far, 1962 – 2018 @ Micamera
Set 20@10:00–Ott 19@19:00
Gerry Johansson: America so far, 1962 - 2018 @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
Chicago, 1976 Gerry Johansson America so far, 1962-2018 Micamera, 20 settembre – 19 ottobre 2019 incontro con l’autore venerdì 4 ottobre alle 19 workshop 5-6 ottobre Mettete su un disco jazz, qualcosa come Kind of Blue di Miles Davis con il sassofono contralto di Cannonball Adderley, immaginate di essere nei primi anni ’60. E’ mattina presto e seduto su un pullman dal New Jersey a New York c’è un adolescente svedese di nome Gerry Johansson. È qui che inizia il nostro viaggio. È prima delle fotografie quadrate che conosciamo. Con le immagini di Paul Strand in mente, un adolescente Gerry Johansson trascorre le giornate vagando per la Grande Mela e scattando foto. Frequenta il Village Camera Club e ha portato dalla Svezia un ingranditore per sviluppare e stampare in camera oscura – cosa che fa e ama fare tutt’ora, sperimentando con diverse carte per trovare sempre il supporto perfetto per ogni immagine. (Allo stesso modo, costruisce da sé anche le cornici, dipingendole in tonalità di bianco leggermente diverse per abbinarle alle stampe) Ma ora siamo nei primi anni settanta. Nel corso del tempo, Johansson assimila il lavoro di Lee Friedlander e Garry Winogrand, cui seguono William Eggleston e Robert Adams. Gli Stati Uniti, la musica jazz e la cultura di questo paese, avranno una grande influenza su di lui. Tornerà a vivere in Svezia, viaggiando qui comunque spesso: sarà a Chicago nel 1976, attraverserà il paese dalla costa occidentale a quella orientale nel 1983. Nel 1993 è negli stati del sud. E altre visite seguiranno nel corso degli anni, scattando immagini che verranno pubblicate in diversi libri. L’ultimo, American Winter (MACK, 2018) raccoglie fotografie realizzate negli stati centro-occidentali tra il 2017 e il 2018: Kansas, Nebraska, South Dakota, North Dakota, Montana, Wyoming e Colorado. Per la mostra di Milano, abbiamo chiesto all’autore di ripartire dal principio e di percorrere, appunto, un lungo viaggio, presentando una selezione di 32 immagini scattate negli Stati Uniti nell’arco di quasi 60 anni. E’ un viaggio incredibile e prezioso che comprende diversi formati e persino immagini a colori; dalla street photography dei primi anni ’60 ai paesaggi quadrati dove, pur mancando le persone, la presenza umana è fortemente percepita, perché Johansson fotografa l’effetto che gli uomini hanno sull’ambiente circostante. Come dice l’autore, “Tutto quello che fotografo è creato dall’uomo“. La fotografia di Johansson è in gran parte guidata dall’intuizione ma poi organizzata con logica e un ordine rigorosi. In genere evita di creare storie, considera ogni immagine a sé stante, individuale. Questa mostra è una sorta di eccezione, ha un certo sottofondo jazz, evidente nella selezione che scorre armoniosamente attraverso una carriera straordinaria, includendo liberamente toni diversi che fanno risuonare in noi le immagini di Lee Friedlander o Mark Steinmetz, o di Robert Adams, per arrivare a un chiaro e definito stile Gerry Johansson. Come diceva Charles Mingus: “Rendere complicato il semplice è cosa banale; trasformare ciò che è complicato in qualcosa di semplice, incredibilmente semplice: questa è creatività“. Micamera è in via Merdardo Rosso 19 – Milano orari: dal mercoledì al sabato 10-13 e 16-19 Le foto in mostra sono pubblicate nei seguenti libri: America Revised (only photography, 2018) American Winter (MACK, 2018) Tyre Choice (Libraryman, 2017) Pontiac (MACK, 2011) Amerika (Johansson & Jansson AB, 1998) + America Special Edition (2009) Amerikabilder 1962-93 (Bildibok, Sweden 1995 I libri sono disponibili a questo link. Per l’acquisto delle stampe rivolgersi a Giulia Zorzi: giulia@micamera.com / 02 4548 1569 Per il workshop segui questo link (posti limitati!)   NY, 1962 Biografia Gerry Johansson è un celebre fotografo svedese. È noto per aver ritratto piccole città in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, in Svezia e in Germania. Il suo obiettivo principale è quello di dimostrare l’impatto che gli uomini hanno sull’ambiente circostante e come le grandi città cambiano nel tempo. Nato a Örebro nel 1945 Johansson è cresciuto a Varberg, sulla costa occidentale del paese. Seguendo le orme del padre, fotografo dilettante, ha iniziato a usare la macchina fotografica a soli 11 anni per immortalare i modelli di aeroplani che costruiva. Johansson ricorda anche di essere rimasto affascinato dalle fotografie dei tempi in cui suo padre studiava in Germania, prima della guerra, e ricorda anche che da piccolo prendeva la macchina fotografica della nonna, anche se era rotta, scattando immagini senza pellicola. Dopo la laurea in grafica nel 1969 ha lavorato per una rivista di fotografia e tre anni dopo ha fondato la casa editrice Fyra Förläggare AB, specializzata in riviste e libri fotografici di autori svedesi. Questo non gli ha impedito di continuare a scattare nel tempo libero, e nel corso della carriera di designer ed editore ha partecipato a diverse mostre collettive. Ha pubblicato il suo primo libro, Fotografier, nel 1980 e due anni dopo il Moderna Museet di Stoccolma ha ospitato la sua prima mostra personale. Oggi il museo ospita oltre 40 sue stampe nella collezione permanente. Nel 1985 ha lasciato la casa editrice per lavorare da indipendente, e nello stesso anno ha pubblicato il secondo libro, Halland, le cui immagini sono scattate nell’omonimo paese svedese. Da allora ha prodotto libri fotografici dedicati sia a diverse altre regioni svedesi che a vari paesi: Germania, Giappone, Mongolia, Antartide e Stati Uniti. Ha pubblicato oltre 30 libri. Questa è la sua seconda mostra al Micamera dopo ‘Deutschland’ nel 2012. Qui il suo sito web Pontiac, 2010        
ALBA ZARI – THE Y 19:00
ALBA ZARI – THE Y @ Micamera
Ott 1@19:00–20:30
ALBA ZARI - THE Y @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
  ALBA ZARI : THE Y (Witty Kiwi, 2019) presentazione e firmacopie con l’autrice, Chiara Bardelli Nonino e Francesca Seravalle THE Y – RESEARCH BY EVIDENCE OF ABSENCE Ogni donna eredita due cromosomi X di cui uno può essere paterno. Alba Zari utilizza la fotografia come metodo d’indagine visiva per scrivere appunti di autoanalisi e per cercare il padre che non ha mai conosciuto, il cromosoma Y mancante. Zari interpreta il fotografico come poetica della sua ricerca, documentandone le fasi con rigore scientifico. Di suo padre ha pochi indizi: il nome, la nazionalità irachena e il lavoro per Emirates Airlines. Cresciuta a Bangkok, scopre venticinquenne di non essere tailandese come il fratello. Applica una ricerca fisiognomica al proprio album di famiglia per individuare quei tratti che non appartengono al codice genetico materno e che per esclusione potrebbero essere tracce del padre. Si sottopone al test del DNA per conoscere le sue origini. Raccoglie ogni atto ufficiale e apprende di un padre anagrafico americano che contatta e raggiunge. Alba usa la macchina fotografica come protezione, ed esegue le cronofotografie come espressione catartica, guardando negli occhi le Y della propria vita. Nell’impossibilità di trovarlo, usa il proprio corpo per generare suo padre, importando su un software i risultati delle proprie ricerche, come i lineamenti del proprio volto non ritrovati nella genia Zari. Carica online l’avatar in 3D sulle piattaforme di identificazione visiva usate dai social. Punta l’obiettivo su di sé, e si fotografa ora che ha finalmente accettato e superato la lacuna della Y, convertendo l’assenza di prove in evidenza dell’assenza. – Francesca Seravalle     IL LIBRO Alba Zari: The Y edizioni Witty Kiwi, 2019 160 pagine, 16.5 x 24 cm, brossura edizione limitata di 500 copie design: Studio Iknoki a cura di Francesca Seravalle con il supporto della Collezione Donata Pizzi costo: 26€ prenota la tua copia firmata qui     Alba Zari sarà da Micamera martedì 1 ottobre alle 19 per parlare del proprio lavoro insieme a Chiara Bardelli Nonino. Saranno presenti anche Francesca Seravalle, curatrice del libro, e l’editore Tommaso Parrillo.   Alba Zari Fin da piccola conduce una vita nomade che la porta a vivere in città e nazioni differenti. Nasce in Thailandia dove vive fino all’età di 8 anni. In Italia abita prima a Trieste, poi a Bologna dove si laurea al DAMS in cinematografia per poi specializzarsi in fotografia e visual design alla NABA di Milano, proseguendo gli studi in fotografia documentaria all’International Center of Photography di New York. L’esperienza di viaggiatrice influenza e si riflette nella sua pratica fotografica, volta ad indagare temi di contenuto sociale, come le ricerche visive sui centri d’igiene mentale dopo la legge Basaglia, i disordini alimentari diffusi nella società americana, cui affianca progetti su scene di vita quotidiana nei paesaggi urbani. Collabora stabilmente con brand di moda e testate giornalistiche. Ha uno stile che si distingue per l’uso del colore materico, molto pittorico, per la creazione di immagini dalle atmosfere spese e malinconiche. Zari ha una sensibilità fotografica introspettiva. Con il suo obiettivo ritrae in posa figure femminili, che nonostante la classicità delle composizioni emergono in tutta la loro forza espressiva con struggente intimità. Tra i suoi lavori recenti: Places (2015) libro e progetto fotografico condotto con ElementWo, sull’analisi della comunicazione visiva della propaganda dell’ISIS; Radici (2013), un progetto documentaristico sulla vegetazione del deserto del Mesr in Iran, The Y – Research of biological father (2017), nato da un viaggio alla ricerca delle sue origini del padre mai conosciuto. Il risultato delle sue immagini contengono incognite di colore sempre diverse e materiche. Ricorre spesso all’autoritratto. Nasce nel 1987 vive a lavora a Londra. – Raffaella Perna, dal catalogo: L’altro sguardo, fotografe italiane dal 1968-2018 ** Conoscete la ‘mappa concettuale’ di un lavoro? Eccone qui un ottimo esempio          
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La creatività è semplice. Corso con Gerry Johansson 09:45
La creatività è semplice. Corso con Gerry Johansson @ Micamera
Ott 5@09:45–Ott 6@18:30
La creatività è semplice. Corso con Gerry Johansson @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
La creatività è semplice corso di fotografia con Gerry Johansson 5 e 6 ottobre 2019, Micamera, Milano Rendere complicato il semplice è cosa banale; trasformare ciò che è complicato in qualcosa di semplice, incredibilmente semplice: questa è creatività – Charles Mingus Il contesto. Autore di oltre 30 monografie, Gerry Johansson è un celebre autore svedese. E’ conosciuto per le immagini tipicamente in bianco e nero, composizioni perfette e allo stesso tempo intensamente poetiche che descrivono luoghi in cui le persone mancano ma la presenza umana è fortemente percepita, perché Johansson fotografa l’effetto dell’uomo sull’ambiente circostante.  La sua è una fotografia guidata dall’intuizione e tradotta con rigore e precisione. In questo corso l’autore accompagnerà gli studenti attraverso la propria mostra, mostrando opere che spaziano dalla street photography dei primi anni ’60 ai paesaggi quadrati privi della presenza umana dei lavori più recenti. Questo darà all’insegnante l’opportunità di presentare il proprio approccio alla fotografia, dai primi tentativi di riprodurre celebri immagini che aveva in mente (Ricordo chiaramente di aver cercato di realizzare le mie versioni di “Blind Woman” e “Running White Fence” di Paul Strand – dice lui stesso) fino alla definizione di uno stile personale. Ecco quindi come verrà dato il contesto; sarà questa l’introduzione e l’ispirazione. Nel pomeriggio, i partecipanti possono mostrare il proprio materiale all’autore – che li aiuterà a identificare e definire meglio la propria visione, oppure uscire a scattare nuove immagini, che potranno mostrare il giorno seguente. L’ispirazione. Domenica, Johansson inizierà parlando di immagini, autori, libri che hanno ispirato e influenzato la sua passione per la fotografia. La pratica. Il corso offre l’opportunità di confrontarsi con l’autore sulla selezione e la sequenza delle immagini e sull’idea che sostiene il lavoro, nonché di chiedere consigli per la presentazione a gallerie ed editori. L’obiettivo è aiutare i partecipanti a conoscere più a fondo la pratica e a considerare il proprio lavoro in un contesto più ampio.  Il workshop si svolgerà presso il Micamera, libreria che fornirà il contesto ideale per trovare ispirazione, nonché supporto per le questioni pratica, dall’alloggio all’accesso ai luoghi di Milano. Non esitate a contattarci. ****** info quando: sabato 5 e domenica 6 ottobre dalle 9.45 alle 18.30 costo: 250€ + IVA dove: Micamera, via Medardo Rosso, 19 – Milano numero massimo studenti: 13 info: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / 02 4548 1569 / 335 6817 917 vai alla mostra vedi i libri dell’autore ****** Biografia Gerry Johansson è un fotografo svedese. È noto per aver ritratto piccole città in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, in Svezia e in Germania. Il suo obiettivo principale è quello di dimostrare l’impatto che gli uomini hanno sull’ambiente circostante e come le grandi città cambiano nel tempo. Nato a Örebro nel 1945 Johansson è cresciuto a Varberg, sulla costa occidentale del paese. Seguendo le orme del padre, fotografo dilettante, ha iniziato a usare la macchina fotografica a soli 11 anni per immortalare i modelli di aeroplani che costruiva. Johansson ricorda anche di essere rimasto affascinato dalle fotografie dei tempi in cui suo padre studiava in Germania, prima della guerra, e ricorda anche che da piccolo prendeva la macchina fotografica della nonna, anche se era rotta, scattando immagini senza pellicola. Dopo la laurea in grafica nel 1969 ha lavorato per una rivista di fotografia e tre anni dopo ha fondato la casa editrice Fyra Förläggare AB, specializzata in riviste e libri fotografici di autori svedesi. Questo non gli ha impedito di continuare a scattare nel tempo libero, e nel corso della carriera di designer ed editore ha partecipato a diverse mostre collettive. Ha pubblicato il suo primo libro, Fotografier, nel 1980 e due anni dopo il Moderna Museet di Stoccolma ha ospitato la sua prima mostra personale. Oggi il museo ospita oltre 40 sue stampe nella collezione permanente. Nel 1985 ha lasciato la casa editrice per lavorare da indipendente, e nello stesso anno ha pubblicato il secondo libro, Halland, le cui immagini sono scattate nell’omonimo paese svedese. Da allora ha prodotto libri fotografici dedicati sia a diverse altre regioni svedesi che a vari paesi: Germania, Giappone, Mongolia, Antartide e Stati Uniti. Ha pubblicato oltre 30 libri. Espone per la sua seconda a Micamera (vai alla mostra) dopo ‘Deutschland’ nel 2012. Qui il suo sito web.      
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RVM – THE BLACK ISSUE 19:00
RVM – THE BLACK ISSUE @ Micamera
Ott 18@19:00–21:30
RVM - THE BLACK ISSUE @ Micamera
venerdì 18 ottobre alle 19.00 Agnese Porto e Giammaria De Gasperis presentano RVM : THE BLACK ISSUE E’ dedicato al colore nero il terzo numero della rivista RVM. Il nero sembra marcare le distanze, mentre allo stesso tempo offre uno strumento misterioso per colmarle: Katrin Koenning e Sarker Protick si scambiano immagini scattate con il cellulare a migliaia di chilometri di distanza in un dialogo visivo onirico in bilico tra reale e paranormale, quotidianità e creature immaginarie (Astres Noirs), Mayumi Suzuki crea un dialogo tra il mondo dei defunti e il proprio dopo lo tsunami del 2011 (The Restoration Will). Michele Palazzi ci porta alla fine del mondo conosciuto con Finisterrae. Piergiorgio Casotti ed Emanuele Brutti documentano la nuova segregazione residenziale negli USA (Index G) e infine la giapponese Sakiko Nomura ci guida nel suo kuroyami, l’oscurità fatta di nudi, paesaggi urbani e nature morte (vedi anche: Ango) Ma RVM non si ferma qui: fin dal primo numero intreccia fotografia e letteratura, commissionando a diversi autori una serie di racconti brevi ispirati alle immagini. In questo numero leggiamo Vins Gallico, Francesca Scotti, Paolo Di Paolo, Andrea Pomella e Mariasole Ariot. Nella sezione Rubriche ci siamo anche noi, con la recensione editoriale (Giulia Zorzi) e il progetto Photo Trouvée (Alessandra Piolotto), insieme a molti altri, da Mauro De Bonis a Mathias Depardon, Clémens Saccomanni, Cat Lachowskyi, Emiliano Dante, Antonio Di Giacomo, Marco De Masi. Il numero si apre con un progetto-ponte verso il colore del prossimo numero, il rosa: la scelta è caduta sulla britannica Laura Pannack, che esplora il tema della separazione post Brexit, ovvero le ripercussioni geopolitiche, socioeconomiche e emotive della Brexit sulla vita delle persone. Anche in questo numero, RVM è curatissima in ogni dettaglio, dalle carte al design (grazie all’Art director Francesca Pignataro, a Studio Mistaker e a Sunday Büro). RVM Magazine è un progetto di RVM HUB: Agnese Porto e Gianmaria De Gasperis.   RVM: THE BLACK ISSUE ITA/ENG pagine: 160 + 20 (racconti) dimensioni: 230 x 300 mm + 140 x 300 mm (racconti) Costo: 28€ Disponibile on line qui da Micamera in Isola e presso Micamera Stelline         Vi aspettiamo venerdì 18 ottobre alle 19 da Micamera. L’ingresso è libero!    
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HARDENED – JEFF MERMELSTEIN 19:00
HARDENED – JEFF MERMELSTEIN @ Micamera
Ott 25@19:00–Nov 23@19:00
HARDENED - JEFF MERMELSTEIN @ Micamera
JEFF MERMELSTEIN HARDENED – lancio del libro e mostra prima mondiale 25 ottobre – 23 novembre, 2019 Micamera, Milano Un mondo di nevrosi quotidiane, piccole catastrofi, panico, fascino, goffaggine, rivelazioni, orgoglio perduto, finta spavalderia, irritante narcisismo e inaspettata benevolenza. In una cultura in cui tutto sembra esistere solo allo scopo di essere tradotto in immagini, è confortante e allo stesso tempo terribile vedere come questo mondo appare quando non sa di essere fotografato – o perlomeno, com’è nello sguardo di Jeff Mermelstein. – David Campany, da HARDENED Jeff Mermelstein vive a New York ed è un’icona della street photography. Dopo una lunga carriera di successo con la mitica Leica, negli ultimi anni Mermelstein ha scattato solo con il telefono cellulare (che dichiara abbia consentito una “reinvenzione dello snapshot, una vera svolta”), postando poi le immagini sul suo profilo Instagram. HARDENED, pubblicato dalla casa editrice britannica Mörel Books sarà lanciato da Micamera in anteprima mondiale il 25 ottobre 2019. Il volume raccoglie 305 immagini scelte e messe in sequenza dal curatore, scrittore e artista David Campany, che le ha selezionate da un corpus di lavoro di oltre 700 fotografie scattate in due anni. Il libro è una rappresentazione travolgente, piena e cruda della condizione umana, con sullo sfondo le strade di New York. Mermelstein è un voyeur con un sorprendente senso dell’umorismo, capace di cogliere lo straordinario e la bellezza nel banale e il quotidiano. Grazie alla riflessione intrinseca sulla facilità e superficialità delle connessioni con i social media, HARDENED è un libro di svolta, che mostra il lavoro di un fotografo-antropologo nella nostra era digitalizzata. Il lancio del libro sarà accompagnato da un’installazione di tutte le 305 fotografie sulle pareti della galleria. Jeff Mermelstein sarà presente all’inaugurazione venerdì 25 ottobre e firmerà le copie del libro.  Seguirà un workshop con l’autore durante il fine settimana (disponibilità limitata, vedi qui per i dettagli).   JEFF MERMELSTEIN HARDENED Mörel Books Edizione Limitata di 750 copie 350 pagine 30.8 x 22 cm     solo PREVENDITA  (fino al 24.10)→ 50€ PREZZO SPECIALE PER LA PRESENTAZIONE → 55€ PREZZO DI COPERTINA → 60€ acquista la tua copia firmata!   BIOGRAFIA Mermelstein è nato nel 1957 e ha studiato al Rutgers College e al Centro Internazionale di Fotografia di New York (ICP). È docente presso l’International Center of Photography di New York dal 1988, beneficiario dell’Aaron Siskind Foundation Individual Photographer’s Fellowship e vincitore dell’European Publishers Award for Photography. Una delle sue immagini è sulla copertina di “Street photography: Una storia in 100 immagini iconiche” (Prestel, 2019 – a cura di David Gibson), e il suo lavoro è incluso in vari libri e mostre tra cui ‘a Handful of Dust‘ a cura di David Campany (mostra itinerante, libro edito da MACK nel 2015 e di nuovo nel 2017). Ha pubblicato cinque monografie: SideWalk (vincitore dell’European Publishers Award, pubblicato in Italia da Peliti Associati, 1999), No Title Here (Powerhouse, 2003), Twirl and Run (Powerhouse, 2009), Arena (TBW, 2019 – in cui si avvicina alla fotografia di strada in modo un po’ diverso da quello di prendere la sua macchina fotografica in casa) e Hardened (Mörel Books, 2019). Micamera via Medardo Rosso, 19 – 20159 Milano aperti dal mercoledì al sabato 10-13 e 16-19 o su appuntamento tel 02 4548 1569 / mail info@micamera.com vai alla libreria on line            
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Jeff Mermelstein: Street Immersion 10:00
Jeff Mermelstein: Street Immersion @ Micamera
Ott 26@10:00–Ott 27@18:00
Jeff Mermelstein: Street Immersion @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
STREET IMMERSION workshop di Street Photography con JEFF MERMELSTEIN 25, 26+27 ottobre 2019 La fotografia può essere compresa solo come insieme di relazioni e modo di interagire con sé stessi, con il mondo e con gli altri. – Nicholas Muellner* Jeff Mermelstein (1957) è un’icona della street photography. Cresciuto a New York, capitale di questo genere fotografico, ha iniziato a scattare a 13 anni. il suo stile ha influenzato generazioni di fotografi. Mermelstein è docente presso il celebre ICP di New York dal 1988, è beneficiario della Aaron Siskind Foundation Individual Photographer’s Fellowship e ha vinto l’European Publishers Award for Photography. Non a caso una delle sue fotografie è sulla copertina di Street photography: a history in 100 iconic images (Prestel, 2019 – a cura di David Gibson) e il suo lavoro è incluso in vari libri e mostre. Fotografare è la sua ossessione. Non segue un tema, scatta una grande quantità di immagini e ogni giorno segue una pratica molto rigorosa di selezione. Negli ultimi anni ha messo da parte la tradizionale Leica e ha scelto di usare solo il telefono cellulare (che definisce una “reinvenzione dell’istantanea”). Pubblica le immagini sul profilo Instagram. Recentemente è stato al centro di una polemica per l’abitudine a postare foto di chat private altrui – che scatta per strada. (vedi qui) Mermelstein ha un infallibile senso della composizione. Curioso, per niente intimorito dalle novità tecnologiche, è sempre alla ricerca del dettaglio, del peculiare nel banale. Alterna foto scattate con stile da paparazzo a immagini molto più ricercate e sensibili. Ha pubblicato cinque monografie: SideWalk (vincitore dell’European Publishers Award, pubblicato in Italia da Peliti Associati, 1999) No Title Here (Powerhouse, 2001), Twirl and Run (Powerhouse, 2009), Arena (TBW, 2019) e Hardened (Morel Books, 2019). Durante questo workshop, che accompagna la mostra in galleria ‘Hardened’ e il lancio del libro, Jeff parlerà della sua pratica e delle sue influenze. Il workshop è modellato sul corso di street photography che tiene presso l’International Center of Photography di NY. programma: + venerdì 25 ottobre, ore 19 – 21.30 inaugurazione mostra + lancio del libro HARDENED (Mörel Books, 2019) + sabato 26 10.00-13.00 – essere uno street photographer a NY 13-14 pausa pranzo 14-18 – Mermelstein al lavoro / compiti + domenica 27 10.00-13.00 – influenze dell’autore/ commento al lavoro 14-18 – commento al lavoro info quando: sabato 26 e domenica 27 ottobre dalle 9.45 alle 18.30 costo: 250€ + IVA dove: Micamera, via Medardo Rosso, 19 – Milano numero massimo studenti: 13 info: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com / 02 4548 1569 / 335 6817 917 ______ *Da Lacuna Park. SPBH Editions, 2019   Statue, da Ground Zero, September 11, 2001      
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