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LOOKING ON 18:00
LOOKING ON @ MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna
Mag 3@18:00–Giu 30@19:00
LOOKING ON @ MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna | Ravenna | Emilia-Romagna | Italia
  04 Mag 2019 – 30 Giugno 2019 Looking on Sguardi e prospettive sulla nuova fotografia italiana Inaugurazione: 3 maggio ore 18.00 Ente Organizzatore: Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna e Osservatorio Fotografico di Ravenna LOOKING ON significa stare a guardare. 
L’accezione comunemente negativa e passiva dello stare a guardare, la negligenza dell’astenersi da ogni azione diventa positivo e attivo esercizio di pazienza e osservazione, che richiede appunto uno stare, stare fermi a guardare, insistere, guardare ancora.
 Questa insistenza è indispensabile sia a chi fotografa che a chi guarda la fotografia. L’edizione 2019 di LOOKING ON, progetto ideato da Silvia Loddo e Cesare Fabbri per Osservatorio Fotografico nel 2014, studiata in collaborazione con la direzione e lo staff del Museo d’Arte della Città di Ravenna e dedicata alla fotografia emergente in Italia, è stata costruita attraverso un doppio invito. Il primo rivolto ad alcune figure professionali provenienti da diversi ambiti della fotografia: Chiara Bardelli Nonino, photoeditor di Vogue Italia e L’Uomo Vogue; Federica Chiocchetti, fondatrice della piattaforma Photocaptionist che si occupa di fotografia e letteratura; Silvia Loddo, ricercatrice indipendente e fondatrice di osservatorio fotografico; Elisa Medde, managing editor di Foam International Photography Magazine; Giulia Ticozzi, photo editor di La Repubblica; Giulia Zorzi, fondatrice della libreria/galleria Micamera di Milano, specializzata in fotografia. Ciascuna delle sei ‘onlookers’ a sua volta ha invitato a presentare il proprio lavoro in una mostra che inaugura il 3 maggio 2019 negli spazi del Mar, tre autori emergenti italiani che ci suggerisce di stare a guardare: Eleonora Agostini, Nicola Baldazzi, Marina Caneve, Valeria Cherchi, Giammario Corsi, Matteo Di Giovanni, Karim El Maktafi, Francesca Gardini, Giulia Iacolutti, Claudio Majorana, Sofia Masini, Luca Massaro, Michela Palermo, Piero Percoco, Federica Sasso, Francesca Todde, Angelo Vignali, Alba Zari. Pagina Instagram qui 04 Mag 2019 – 30 Giugno 2019 / inaugurazione 3 maggio alle ore 18:00 Looking on. Sguardi e prospettive sulla nuova fotografia italiana Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna e Osservatorio Fotografico di Ravenna via di Roma 13, Ravenna Ingresso: mostre e collezioni del MAR: intero € 6, ridotto € 5 Orari: dal martedì al sabato: 9.00-18.00 // chiuso al lunedì domenica: 11.00-19.00 la biglietteria chiude un ora prima    
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Aaron Schuman: SLANT 19:00
Aaron Schuman: SLANT @ Micamera
Mag 11@19:00–21:30
Aaron Schuman: SLANT @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
sabato 11 maggio_ore 19 Aaron Schuman: SLANT (MACK, 2019) presentazione e firmacopie Amherst, Massachusetts, è una cittadina del New England. Qui è nato Aaron Schuman, l’autore del libro SLANT. Nella stessa cittadina nacque e visse (sostanzialmente reclusa) la poetessa Emily Dickinson, cui il titolo di questo libro rende omaggio. SLANT è un riferimento alla poesia della Dickinson, con la sua rima cosiddetta imperfetta, assonante (in inglese, ‘slant rhyme’) – nonché al rapporto tra testo e immagine e, allargando sempre più, tra immagine e verità. E’ proprio la Dickinson stessa a dirlo: Dì tutta la verità, ma dilla obliqua (‘slant’, ndr) Il successo sta nell’aggirare Troppo luminosa per il nostro piacere infermo La sorpresa superba del vero Come il fulmine reso familiare ai bambini Con spiegazione affettuosa la verità deve abbagliare gradualmente o tutti saremmo ciechi – (Da Poesie, trad. it. di Massimo Bacigalupo, Mondadori, Milano 1995) Ovvero: La verità è necessaria ma non può essere detta in modo diretto. Meglio usare un giro di parole, una metafora, forse un’immagine. Comunque, per Schuman tutto inizia con la lettura di una piccola sezione del giornale locale della sostanzialmente pacifica cittadina di Amherst. Si chiama Police Reports (Rapporti di polizia) e riporta brevi e spesso surreali rendiconti degli eventi criminosi o sospetti nella zona. Nel libro Schuman intreccia una selezione di questi ritagli con immagini proprie scattate in un raggio di una cinquantina di chilometri da Amherst. Nel procedere del libro, quello che inizialmente sembra un ironico ritratto di una tranquilla cittadina diventa una riflessione dal tono sempre più evidentemente surreale, dissonante e sinistro sull’ascesa delle ‘notizie false’ e più in generale su ciò che si muove sotto la superficie della società contemporanea americana.   SLANT (MACK, 2019) prenota la tua copia firmata             AARON SCHUMAN è un artista, scrittore e curatore americano che risiede nel Regno Unito. Dopo gli studi ha iniziato come assistente per artisti come Annie Leibovitz e Wolfgang Tillmans. La sua carriera è cominciata nel 2000 e in questi anni ha esposto presso istituzioni come la Tate Modern, l’Institute of Contemporary Arts – ICA (Londra), Hauser & Wirth Somerset, Christie’s (Londra / New York). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Nel 2016 ha pubblicato FOLK (NB Books, 2016) – nominato come uno dei migliori libri del 2016 da Sean O’Hagan (The Guardian), Alec Soth (Photo-Eye) e Jason Fulford (TIME). SLANT, la sua nuova monografia, è in uscita per l’editore inglese MACK nel mese di aprile 2019. Nel 2017 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. I suoi testi sono pubblicati in vari libri tra cui Aperture Conversations: 1985 to the Present (Aperture, 2018), Another Kind of Life: Photography on the Margins (Prestel, 2018), George Rodger: Nuba & Latuka—The Colour Photographs (Prestel, 2017), Alec Soth: Gathered Leaves (MACK, 2015), Vision Anew (University of California Press, 2015), The Photographer’s Playbook (Aperture, 2014) e Storyteller: The Photographs of Duane Michals (Prestel, 2014). Collabora regolarmente con varie riviste, tra cui Frieze, ArtReview, Aperture, Foam, Hotshoe, TIME, The British Journal of Photography. Ha curato diverse importanti mostre, tra cui Indivisible: New American Documents – Gregory Halpern, Sam Contis, Bayete Ross Smith (FOMU, Anversa, 2016), In Appropriation (Houston Center for Photography, 2012), Other I: Alec Soth, WassinkLundgren, Viviane Sassen (Hotshoe Gallery, Londra, 2011) e Whatever Was Splendid: New American Photographs (FotoFest, 2010). Nel 2014 Schuman ha curato il festival di fotografia di Cracovia. L’edizione, dal titolo Re: Search, ha visto nel programma mostre di Taryn Simon, Trevor Paglen, Jason Fulford, Clare Strand, Walker Evans e David Campany, Thomas Keenan e Eyal Weizman. Nel 2018 è stato curatore del Festival Jaipur Photo. Schuman è stato anche fondatore e curatore editoriale della rivista SeeSaw Magazine (2004-2014, link qui) ed è direttore del programma di fotografia del master presso la University of the West of England (UWE Bristol). Qui suo sito Domenica 12 maggio Schuman terrà un workshop a pagamento dal titolo The SLANT workshop per solo 14 studenti, costo: 130€ | info qui
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The SLANT Workshop – Aaron Schuman 10:00
The SLANT Workshop – Aaron Schuman @ Micamera
Mag 12@10:00–18:00
The SLANT Workshop - Aaron Schuman @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
Aaron Schuman The SLANT workshop domenica 12 maggio 2019 Dì tutta la verità, ma dilla obliqua (‘slant’, ndr) (Emily Dickinson) Ovvero: La verità è necessaria ma non può essere detta in modo diretto. Meglio usare un giro di parole, una metafora, forse un’immagine. L’artista, scrittore e curatore Aaron Schuman terrà il workshop SLANT, un intenso programma di un giorno solo che si concentrerà sul processo alla base della realizzazione di un lavoro fotografico. Poiché la “Verità” è intrinsecamente legata all’idea di ricerca, esperienza, comunicazione e conoscenza, vedremo come queste nozioni possono essere applicate al mezzo fotografico – anche nel rapporto tra immagine e testo. Il workshop è aperto ad artisti che utilizzano l’immagine, fotografi curatori, scrittori e in genere a chiunque sia interessato a questi temi. Programma della giornata: al mattino, una lezione di 2 ore sarà seguita da una conversazione e da eventuali domande. Al pomeriggio una serie di esercizi/attività partecipative si concluderanno con una presentazione dei risultati. Domenica 12 maggio dalle 10 alle 18 Micamera, Milano via Medardo Rosso, 19 massimo 14 studenti costo: 130 € info e iscrizioni: Giulia Zorzi / associazione@micamera.it / 335 6817 917 La sera precedente – sabato 11 maggio – Aaron Schuman presenterà il suo ultimo libro SLANT (MACK, 2019) da Micamera alle 19:00. A seguire, firmacopie. Leggi della serata qui __ AARON SCHUMAN è un artista, scrittore e curatore americano che risiede nel Regno Unito. Dopo gli studi ha iniziato come assistente per artisti come Annie Leibovitz e Wolfgang Tillmans. La sua carriera è cominciata nel 2000 e in questi anni ha esposto presso istituzioni come la Tate Modern, l’Institute of Contemporary Arts – ICA (Londra), Hauser & Wirth Somerset, Christie’s (Londra / New York). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Nel 2016 ha pubblicato FOLK (NB Books, 2016) – nominato come uno dei migliori libri del 2016 da Sean O’Hagan (The Guardian), Alec Soth (Photo-Eye) e Jason Fulford (TIME). SLANT, la sua nuova monografia, è in uscita per l’editore inglese MACK nel mese di aprile 2019. Nel 2017 è stato nominato per il Deutsche Börse Photography Prize. I suoi testi sono pubblicati in vari libri tra cui Aperture Conversations: 1985 to the Present (Aperture, 2018), Another Kind of Life: Photography on the Margins (Prestel, 2018), George Rodger: Nuba & Latuka—The Colour Photographs (Prestel, 2017), Alec Soth: Gathered Leaves (MACK, 2015), Vision Anew (University of California Press, 2015), The Photographer’s Playbook (Aperture, 2014) e Storyteller: The Photographs of Duane Michals (Prestel, 2014). Collabora regolarmente con varie riviste, tra cui Frieze, ArtReview, Aperture, Foam, Hotshoe, TIME, The British Journal of Photography. Ha curato diverse importanti mostre, tra cui Indivisible: New American Documents – Gregory Halpern, Sam Contis, Bayete Ross Smith (FOMU, Anversa, 2016), In Appropriation (Houston Center for Photography, 2012), Other I: Alec Soth, WassinkLundgren, Viviane Sassen (Hotshoe Gallery, Londra, 2011) e Whatever Was Splendid: New American Photographs (FotoFest, 2010). Nel 2014 Schuman ha curato il festival di fotografia di Cracovia. L’edizione, dal titolo Re: Search, ha visto nel programma mostre di Taryn Simon, Trevor Paglen, Jason Fulford, Clare Strand, Walker Evans e David Campany, Thomas Keenan e Eyal Weizman. Nel 2018 è stato curatore del Festival Jaipur Photo. Schuman è stato anche fondatore e curatore editoriale della rivista SeeSaw Magazine (2004-2014, link qui) ed è direttore del programma di fotografia del master presso la University of the West of England (UWE Bristol).        
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Di lunedì la fotografia 21:00
Di lunedì la fotografia @ FONDAZIONE MUSEO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA
Mag 13@21:00–23:00
Di lunedì la fotografia @ FONDAZIONE MUSEO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA | Cinisello Balsamo | Lombardia | Italia
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Playing for Keeps. Molly Matalon e Caroline Tompkins 19:00
Playing for Keeps. Molly Matalon e Caroline Tompkins @ Micamera
Mag 22@19:00–Giu 29@19:00
Playing for Keeps. Molly Matalon e Caroline Tompkins @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
  Playing For Keeps* – Molly Matalon e Caroline Tompkins Enlarge Your Memories (EYM) e Micamera sono orgogliose di presentare Playing for Keeps, mostra fotografica di Molly Matalon e Caroline Tompkins. Curata da Jamie Allan Shaw, la mostra presenta il punto di vista della donna contemporanea sull’americanità, prendendo le distanze dalla tipica rappresentazione romanticizzata. Veicolata da una lettura solitamente maschile e più vecchia, la fotografia che guarda al paesaggio americano ha la tendenza a cadere in una rappresentazione stereotipata: automobili, valori familiari, grandi spazi aperti. Oggi, nel 2019, le nostre idee su ‘Come vivono gli americani’ (da How America Lives, titolo di una rubrica lanciata nel 1940 dalla rivista Ladies’ Home Journal, ndt) sono evolute e hanno accolto modelli diversi – grazie a una efficace azione culturale, politica e artistica passata anche attraverso serie televisive come Mad Men, artiste come Deana Lawson e attiviste come Alexandria Ocasio-Cortez. Molly Matalon (USA, 1991) rivolge lo sguardo alla dimensione casalinga offrendo la propria interpretazione della vita domestica. Cosa succede dietro le porte chiuse? Un racconto in antitesi con il “Ladies’ Home journal“. Ritratti di ospiti, nature morte cariche di significato, sguardi dalla finestra, ecco l’americanità secondo Matalon. Seducente e rivendicativa, intrisa di una palpabile tensione erotica. Attraverso una serie di immagini che omaggiano Eggleston, Arbus e Outerbridge Jr, Matalon intende sovvertire la tradizionale posizione femminile, assumendo il diritto a esercitare la propria libertà, mettendo in atto dinamiche di potere che solitamente sono riservate agli uomini, sia in genere che nel contesto prettamente fotografico.     Caroline Tompkins (USA, 1992) veicola l’ebbrezza degli spazi aperti. A testa alta, libera e veloce, audace e perfino sfacciata, sale fino al punto più alto, si avvicina pericolosamente al fuoco, si inginocchia nel paesaggio. Influenzata dal lavoro di Stacy Kranitz e Maude Schuyler Clay, Tompkins ci permette di denunciare gli stereotipi di genere e ci mostra come le ragazze possono essere sé stesse. Il suo lavoro rivendica la rappresentazione del paesaggio americano, identificato oggi da una lettura pseudo-maschile; dimostra alle generazioni precedenti che in questo non c’è alcun motivo di disapprovazione e che non esistono buoni motivi per cui una donna dovrebbe restare chiusa in casa. Insieme propongono una lettura nuova dell’americanità, lontana dalla visione romanticizzata che conosciamo. Caratterizzata da un certo umorismo, questa rappresentazione porta con sé nuove istanze: le dinamiche di potere, il diritto all’affermazione di sé, la sessualità. Temi che compongono infine una visione più accurata del paesaggio americano contemporaneo. * citazione di un celebre brano cantato nel 1956 da Elvis Presley, significa ‘fare sul serio’     inaugurazione mercoledì 22 maggio alle ore 19 mostra: 23 maggio – 29 giugno Micamera – libreria e galleria fotografica Via Medardo Rosso, 19 – Milano @micamera_milan www.enlargeyourmemories.com @enlargeyourmemories Molly Matalon Molly Matalon è nata e cresciuta nel sud della Florida. Si è laureata in fotografia presso la School of Visual Arts di New York City. Il suo lavoro parla di desiderio, idealizzazione e dinamiche di potere e offre uno sguardo non convenzionale, che nasce dalla rivendicazione del diritto a esprimere una voce autonoma e rappresenta un poco usuale punto di vista femminile. Questo linguaggio sincero e personale è presente anche nel suo lavoro editoriale, uscito su The New York Times, M Le Monde, Interview Magazine e Wallpaper*. Ha pubblicato due monografie con Vuu Studio, mentre una terza è in uscita per Palm* Studios. Ha esposto con Vogue Italia e Webber Gallery, negli Stati Uniti e altrove.           Attualmente vive e lavora a New York. www.mollymatalon.com @mollymatalon   Caroline Tompkins Originaria dell’Ohio, Caroline Tompkins si è laureata in fotografia presso la School of Visual Arts di New York City. Ha esposto in contesti nazionali e internazionali e i suoi lavori sono stati pubblicati, tra gli altri, dalla BBC, da Vogue e da The New York Times. Negli ultimi 5 anni ha lavorato come photoeditor per Bloomberg Businessweek, nonché come fotografa freelance. Le immagini di Caroline esplorano i temi della femminile, della realtà locale e della sincerità in questi ambiti.                                     Attualmente vive a Brooklyn, NY. www.carolinetompkins.com @cahlinetompkins   Enlarge Your Memories (letteralmente: Espandi I Tuoi Ricordi) Enlarge Your Memories (EYM) è una piattaforma per l’editoria fotografica e di moda creata da Jamie Allan Shaw, direttore artistico ed editore. Il progetto offre agli artisti che frequentano il mondo della moda e della fotografia l’opportunità di esplorare a fondo i progetti che si concentrano sull’esperienza artistica, allontanandosi dal marketing. EYM pubblica una rivista semestrale di grande formato, cura mostre e collabora ad altri progetti site specific come cortometraggi e workshop. Jamie ha pubblicato opere di Philip Ellis e Yann Faucher, Matty Bovan e Ryan Skelton e ha presentato una mostra presso la Webber Gallery nel 2018. È professore associato del Master in Fotografia Documentaria presso l’Università di Westminster, Londra, e lavora come art director tra Londra e Milano.   Micamera Micamera è una libreria e galleria fotografica con sede a Milano fondata e diretta da Giulia Zorzi e Flavio Franzoni dal 2003. Con una particolare attenzione verso la fotografia italiana e americana, Micamera si dedica alla diffusione, alla comprensione e alla fruizione della cultura dell’immagine. Giulia Zorzi cura le attività della galleria. Ha invitato ed esposto artisti come Mark Steinmetz, Ed e Deanna Templeton, Todd Hido, Michael Wolf, Dana Lixenberg, Jason Fulford, Tamara Shopsin e Jessica Backhaus.   Questa mostra è nel programma di  
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ONE STREET – MANY STORIES workshop 10:00
ONE STREET – MANY STORIES workshop @ Micamera
Mag 25@10:00–Mag 26@18:00
ONE STREET – MANY STORIES  workshop @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
ONE STREET – MANY STORIES workshop con URBIQUITY Strada /strà-da/ area di uso pubblico, opportunamente delimitata, destinata al passaggio e al transito di persone e di veicoli. Ogni strada ospita e racchiude un continuo susseguirsi di storie personali e collettive, di soggettività e oggettività, tante quante sono gli occhi che l’hanno osservata e le gambe che l’hanno percorsa. Urbiquity ti invita a percorrere, osservare e analizzare una strada all’interno del quartiere Nolo, una delle zone di Milano dove negli ultimi anni sono avvenuti i maggiori cambiamenti. Attraverso una pratica di ricerca urbana, in due giorni esploreremo l’area utilizzando diversi strumenti di ricerca tra cui video, fotografia e audio. L’obiettivo è tradurre lo story-telling urbano in un progetto audiovisivo di gruppo. Avremo l’opportunità di soffermarci, osservare, ascoltare e capire l’importanza di una strada nel raccontare la complessità di una città. Urbiquity ti guiderà nella preparazione, conduzione e rappresentazione di un progetto di ricerca urbana. COSA IMPARERAI? I passi da seguire per condurre un progetto di urban research. La differenza tra documentare e investigare. Limiti e possibilità offerte dai vari strumenti e metodi di ricerca. Story-telling: come tradurre i dati raccolti in una narrazione audio-visiva. Come ottenere il meglio da differenti supporti digitali (macchina fotografica e/o smartphone) COME? Dopo la spiegazione delle nozioni teoriche di base e grazie a molta pratica, i partecipanti svilupperanno un piccolo progetto di ricerca multimediale. Il team di Urbiquity seguirà le diverse fasi di sviluppo progettuale, dalla scelta della research question all’individuazione del metodo di ricerca più adatto. Partendo dai dati raccolti (video, fotografia, audio, ecc) il team procederà allo sviluppo del processo di story-telling per creare un breve cortometraggio corale. QUANDO? sabato 25 maggio 10:00 – 13:00 Presentazone, basi teoriche 13:00 – 14:00 Pranzo 14:00 – 18:00 Lavoro sul campo domenica 26 maggio 10:00 – 13:00 Analisi dei dati raccolti 13:00 – 14:00 Pranzo 14:00 – 18:00 Realizzazione cortometraggio QUANTO COSTA? 250€ , massimo 12 studenti, 3 docenti ISCRIZIONI Giulia Zorzi / associazione@micamera.it / 335 6817 917 / 02 4548 1569 ll worksop è organizzato da un estone, un italiano e uno spagnolo. Una conoscenza basica dell’inglese è più che sufficiente.   URBIQUITY è una piattaforma internazionale di ricerca urbana fondata da Stefano Carnelli, Pablo Conejo e Mattias Malk. Attraverso un approccio multidisciplinare, Urbiquity si pone l’obiettivo di esplorare e decifrare le molteplici identità della città globale, approdando a nuove forme d’intrepretare la complessità del contesto urbano in cui viviamo. Il fine è generare dinamiche che aiutino lo sviluppo della capacità di osservazione e analisi portando alla realizzazione di progetti di diversa natura (fotografici, documentarisci, ricerca etc.).    
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Matteo Di Giovanni: I wish the world was even 18:30
Matteo Di Giovanni: I wish the world was even @ Micamera
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Matteo Di Giovanni: I wish the world was even @ Micamera | Milano | Lombardia | Italia
presentazione e firmacopie Matteo Di Giovanni I wish the world was even (Artphilein, 2019) I wish the world was even è un diario di viaggio. Matteo Di Giovanni procede in auto verso nord, tagliando l’Europa in verticale durante l’inverno. (…) Guardare il mondo con gli occhi di Matteo significa innanzitutto essere sempre immersi nel paesaggio, e vederlo scorrere ai lati della strada. Impariamo ad adottare una certa distanza dalle cose che si manifestano davanti a noi. Né troppo lontano, né troppo vicino.
Una sorta di distanza di sicurezza che tiene a considerare un quadro d’insieme piuttosto ampio mentre, allo stesso tempo, rivela un’irresistibile curiosità a guardare meglio e avvicinarsi. Si incontrano e si superano barriere e ostacoli che tornano con immancabile certezza.
Ripartire cercando una nuova direzione, reinventarsi un percorso: è chiaro che il viaggio è tutto interiore e il paesaggio un pretesto. – Giulia Zorzi Matteo Di Giovanni sarà da Micamera martedì 28 giugno alle ore 19 insieme a Caterina De Pietri della casa editrice Artphilein per parlare del libro e firmare le copie.   Matteo Di Giovanni I wish the world was even Artphilein Editions, 2019 500 copie, lingua inglese copertina flessibile, 27 x 22 cm 80 pagine, foto b/n e colori design: Emiliano Biondelli testo: Giulia Zorzi costo 35€ – acquistalo qui        
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