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BRYAN SCHUTMAAT: WORKSHOP E INCONTRO

Quando:
7 dicembre 2018@19:00–9 dicembre 2018@18:00
2018-12-07T19:00:00+01:00
2018-12-09T18:00:00+01:00
Dove:
Micamera
Via Medardo Rosso
19, 20159 Milano MI
Italia
Contatto:
Giulia Zorzi
+39 02 4548 1569

This post is also available in: Eng

 

BRYAN SCHUTMAAT: WORKSHOP + INCONTRO
workshop: sabato 8 + domenica 9 dicembre
incontro: venerdì 7 dicembre alle 19

Bryan Schutmaat (1983) è un fotografo texano le cui immagini – fortemente liriche ed emotivamente intense – descrivono gli aspri paesaggi del Grande West americano e la gente che li abita.

Il suo primo libro, dal titolo Grays the Mountain Sends (Silas Finch Foundation, 2013 / seconda edizione nel 2014) è il racconto della vita in una serie di piccole cittadine di montagna intorno ad alcune miniere. Il libro ha riscosso un grande successo internazionale (entrambe le edizioni sono fuori catalogo) e la serie è stata premiata con l’ Aperture Portfolio Prize nel 2013.

La seconda monografia di Schutmaat si intitola Good Goddamn (Trespasser, 2017 /seconda edizione nel 2018) e raccoglie una serie di immagini scattate nel giro di pochi giorni trascorsi insieme a un amico, in Texas, prima che questi andasse in prigione.

 

Le vastità del paesaggio americano, la wilderness, il rapporto dell’uomo con la propria terra, la solitudine, la mascolinità: Schutmaat appartiene a una nuova generazione di fotografi che – come ha scritto Lesley Martin, hanno affinato la propria capacità descrittiva, sviluppando allo stesso tempo una visione soggettiva e un talento nei ritratti – hanno quindi unito la lezione dei New Topographics a quella dei New Documents e creato quindi il genere dei cosiddetti New Docugraphics – cioè quelli che meglio di chiunque altro sanno cogliere la tradizione dell’American West in senso contemporaneo.

La fotografia di Schutmaat ha assimilato la lezione dei grandi maestri come Robert Adams, Garry Winogrand, Joel Sternfeld, ma anche Alec Soth – giusto per citarne alcuni. Ma vi è molto più di questo. Le sue immagini hanno il suono della musica folk, country, blues rock, indie, pop. E anche se Schutmaat sostiene che ‘le parole ostacolano le fotografie, perlomeno nel mio lavoro‘, la letteratura e la poesia sono una fondamentale ispirazione:  The Ice at the Bottom of the World di Mark Richard (nel caso di Good Goddamn – una raccolta di racconti di cui non esiste una traduzione italiana) e la poesia di Richard Hugo  ‘Degrees of Gray in Philipsburg’  per Grays the Mountain Sends (di questa poesia esiste una traduzione italiana a cura di Luca Conti uscita per Einaudi).

Il riferimento è evidente fin dal titolo, ma soprattutto nell’immagine finale del libro, che è una precisa citazione di un verso di Hugo. Dopo una sequenza decisamente malinconica vuole essere una rappresentazione della speranza, che qui assume le vesti di una donna con i lunghi capelli rossi (peraltro unica donna nel libro). L’immagine vuole essere anche un omaggio alla fotografia di William Eggleston.

Sfumature di grigio a Philipsburg

Risponditi di no. Il vecchio, ventenne
quando costruirono la prigione, ride ancora
malgrado le labbra rotte. Un giorno di questi,
dice, mi metterò a dormire e non mi sveglierò.
Digli di no. Stai parlando con te stesso.
La macchina che ti ha portato qui funziona ancora.
Il denaro con cui ti sei pagato il pranzo,
non importa da quale miniera venga, è d’argento
e la ragazza che ti ha servito
è snella e i suoi capelli rossi illuminano il muro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bryan Schutmaat ha anche curato, insieme a Ashlyn Davis, un libro molto bello dal titolo Islands of the Blest (The Silas Finch Foundation, 2014 / seconda edizione nel 2016, con una poesia di Michael McGriff), che presenta una selezione di fotografie provenienti da archivi digitali pubblici, datate dal 1870 al 1970 e riferite a luoghi diversi del West.

Durante il workshop, Bryan parlerà dei propri lavori e racconterà anche perché ha scelto di pubblicarsi da sé (Trespasser è la sua casa editrice). Dedicherà una lezione alle sue ispirazioni, non solo in fotografia. Nel corso dei due giorni i partecipanti al workshop avranno anche la possibilità di mostrare una selezione del proprio lavoro a Schutmaat e ricevere un suo commento.

Le opere di Schutmaat appartengono alle collezioni: San Francisco Museum of Modern Art,  Baltimore Museum of Art,  Hood Museum at Dartmouth,  Museum of Fine Arts, Houston.
Good Goddamn è stato recentemente esposto alla Kominek Gallery di Berlino e sarà in mostra presso la Galerie Wouter van Leeuwen di Amsterdam, dal novembre 2018 a gennaio 2019.

Il sito di Bryan Schutmaat qui

info pratiche per il workshop:
quando: sabato 8 e domenica 9 dicembre 2018 dalle 10 alle 18
dove: Micamera – via Medardo Rosso, 19 – Milan0
quanto costa: 250€
numero di studenti: massimo 13
info: Giulia Zorzi / associazione@micamera.it / +39 335 6817917
lingua: inglese