logo

ILARIA TURBA – JEST

Quando:
19 gennaio 2018@18:00–11 febbraio 2018@15:00
2018-01-19T18:00:00+01:00
2018-02-11T15:00:00+01:00
Dove:
l’Atelier , espace dédié à l’art contemporain
1 Rue Châteaubriand
44000 Nantes
Francia
Costo:
Gratuito

This post is also available in: Eng

La Città di Nantes
CCNN Centre Chorégraphique National de Nantes
Il Festival Trajectoires

presentano:

JEST una mostra di ILARIA TURBA
20 Gennaio – 11 Febbraio 2018
inaugurazione il 19 gennaio alle 19

l’Atelier , espace dédié à l’art contemporain
1 Rue Châteaubriand, 44000 Nantes, Francia

Una cosa non viene vista perché esiste
al contrario, esiste perché viene vista
(Passaggio sottolineato da Diane Arbus nella sua copia delle Opere di Platone)

JEST nasce dall’esplorazione dell’archivio fotografico di famiglia di Ilaria Turba: cinque generazioni di fotografie, scattate dal 1870 a oggi, sono il punto di partenza di una ricerca visiva che in questa mostra è proposta in forma di atti installativi e performativi pensati anche per la partecipazione del pubblico.

La fotografia è realtà e finzione, gioco e azione, s’intreccia con varie discipline – la danza, il suono, lo storytelling – e si offre allo spettatore come una nuova esperienza dello sguardo e della percezione.

In JEST l’autrice lavora fotografando e usando le fotografie storiche di famiglia, in un gioco -a tratti vertiginoso- di ripetizioni, trasformazioni visive e messinscene sempre diverse, fino a/ per costruire una ‘costellazione’ che intreccia elementi privati e universali e dove realtà e finzione si mescolano.

Da qui il nome JEST, che in inglese significa “scherzo, burla”.

Il percorso espositivo si snoda lungo cinque aree differenti, una per ogni lettera di JEST e un’ultima che le unisce tutte a formare la parola JEST.

J / JEMEUX Due sale gemelle, a specchio: a colpo d’occhio le opere fotografiche esposte possono sembrare identiche ma non lo sono.

E / ESPERIENCE I giochi di JEST: Kaleidoscope, un caleidoscopio dove immergere le fotografie di JEST o del proprio album di famiglia;  Lady T, una macchina per leggere i taumatropi – oggetto-gioco del precinema- e tre postazioni del gioco Memory JEST.

S / SECRET La performance/installazione Eventails firmata con la coreografa Ambra Senatore e prodotta dal Centre Chorégraphique National de Nantes, qui in anteprima europea. La danza incontra la fotografia in una sala completamente nera dove emergono frammenti di storie legate a segreti di donne incontrate dall’artista a Nantes e in Italia.

T –TEMPETE L’installazione Tempesta: una composizione fotografica in grande formato di una tempesta si dissolve, giorno dopo giorno, in 200 frammenti che cadendo a terra lasciano intravedere un’altra immagine. Il sottofondo sonoro, a cura di Alessandro Bosetti, evoca i rumori di una tempesta.

JEST – Il laboratorio di JEST: un’installazione ricrea lo studio dell’artista e racconta il processo creativo e lo sviluppo dell’universo di JEST.

JEST è un libro pubblicato dall’editore Peperoni Book (DE) alla fine del 2016.

Ilaria Turba è rappresentata da Micamera, per acquistare una stampa contattare Giulia Zorzi, giulia@micamera.com

::::::

collaborazioni
Alessandro Bosetti – ‘Storm’ soundtrack / JEST ACT #3
Mammafotogramma studio – realizzazione di ‘Lady T’ / JEST ACT #6:
————
Testi: Giulia Zorzi
Allestimento: Marina Malavasi
————
Stampe: Studio Fahrenheit
Cornici: Le cornici di Marta Netti
Coproduzione: Ville de Nantes, CCNN Centre Chorégraphique National de Nantes
Con il sostegno di: 
Mutty, A14 / for JEST ACT#5 “Eventails”/ Le cornici di Marta Netti
————
Per la performance:

Produzione : CCNN – Centre Choréographique National de Nantes, within the Festival Trajectoires
Coreografia :  Ambra Sentore
Con : Lola Janan e Ilaria Turba
Scenografia :  Pierre Yves Chouin
Musica : Jonathan Seilman
Immagini e oggetti: Ilaria Turba

I ventagli sono stampati e prodotti da: A14 Milano
L’opera è realizzata reinterpretando vere storie di segreti di donne, raccolte da Ilaria Turba in occasione di due residenze d’artista, presso CCNN (F)e Mutty (I)

:::::::

Ilaria Turba
Festival Tajectoires – mostra
Festival Trajectoires – performance

:::::::

JEST , una mostra di Ilaria Turba

Qui tutto è memoria e magia. Come in un caleidoscopio, si richiamano i ricordi di cinque generazioni della famiglia di Ilaria Turba, attraverso un archivio di fotografie, che testimoniano una storia che inizia nel 1870 e arriva fino ai nostri giorni.

Una memoria visiva disobbediente, che sfida la nostra percezione e ci mette in guardia.
Cosa stiamo guardando? Sommersi da un mare di immagini abbiamo forse smesso di prestare attenzione e vediamo ormai solo ciò che già conosciamo.
Varcando la soglia di questa mostra, dobbiamo prepararci a entrare in un vero e proprio universo tutto da esplorare. Qui la memoria è generativa e sorprendente. Cosa sia realmente accaduto, non ha più importanza. La fotografia, come i ricordi, depositi stratificati e pieni di immaginazione, si è mescolata con altre storie, luoghi, segreti, immagini e suoni. JEST non narra una storia lineare, e invece di fornire risposte, pone al nostro sguardo continue domande.

Nell’ universo di JEST, dove le immagini formano costellazioni di luoghi, Ilaria Turba ha ricreato un nuovo ordine attraverso un big bang creativo in cui la fotografia è sperimentazione, gioco, azione. L’altro (osservatore o protagonista che sia) è sempre chiamato a dare un contributo attivo.

Uno stravolgimento che ribalta la prospettiva bidimensionale della fotografia per trovare nuove forme come quella del taumatropio, strumento della preistoria del cinema.

Se JEST avesse un suono, sarebbe composto da tante voci (anche le nostre!) e da molti rumori: lo schioccare dei ventagli, il crepitare dell’iceberg sull’orizzonte lievemente inclinato, lo sciabordio delle onde
che accarezzano la riva del mare dove si proietta l’ombra di un bambino, il sussurro di voci femminili che raccontano storie segrete, il dondolio dell’altalena, il battito del remo, il fruscio degli alberi…

Qui il tempo è circolare. E’ una ruota che gira, su cui le immagini non stanno mai ferme. A spostarle avanti e indietro, costringendoci a fare lo stesso movimento, è l’autrice: quella che nel libro JEST ci guarda dal basso
della prima pagina con due occhi attenti che spuntano in un ritratto che non casualmente è una foto dentro una foto (dentro una foto, dentro una foto…). Ci invita a giocare e a mescolarci con le immagini, le seleziona,
le trasforma, le nasconde dentro altre immagini, ci sfida ad osservarle e riconoscerle in un infinito gioco di rimandi.

La voce dell’autrice racchiude in sé molte altre voci. E’ la bis bisnonna, che ha dato inizio a questa raccolta di fotografie; è la madre che le ha consegnato. È la mano che piega la torre di Pisa trasformandola in ponte
tra generazioni, è la spinta che affonda le gambe delle distinte signore nella terra.

Le immagini seduttive e ammiccanti catturano e spostano strategicamente il nostro sguardo e la nostra attenzione.
JEST cambia a seconda del punto di vista. È simile a uno stormo di uccelli, all’interno dei quali ogni singolo esemplare si muove spontaneamente in sintonia con gli altri, disegnando nuove possibilità nel cielo mentre
vola e si staglia contro l’orizzonte delle soluzioni infinite. Sembra suggerirci che la vita, come l’archivio fotografico di una famiglia, non è altro che un’infinita possibilità di contesti e contenuti con i quali possiamo e dobbiamo bizzarramente giocare.

– Giulia Zorzi