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L’IMMAGINE E IL POTERE

Quando:
17 novembre 2018@15:00–16:30
2018-11-17T15:00:00+01:00
2018-11-17T16:30:00+01:00
Dove:
Frigoriferi Milanesi
Via Giovanni Battista Piranesi
10, 20137 Milano MI
Italia
Costo:
Gratuito

This post is also available in: Eng

sabato 17 novembre alle ore 15
Frigoriferi Milanesi _ via Piranesi 10, Milano

L’IMMAGINE E IL POTERE
(IMAGES & POWERS: THE EYES no.9)

Martina Bacigalupo, Giacomo Papi
Francesco M. Cataluccio, Giulia Zorzi
introduzione dell’editore Vincent Marcilhacy

a cura di Frigoriferi Milanesi + Micamera

 

Il ruolo delle nuove tecnologie nell’esercizio del controllo sociale e nella manipolazione delle informazioni, l’uso delle immagini nell’affermazione del potere, o nell’espressione della propria adesione o opposizione. Come possiamo definire la relazione tra Immagini e Potere?

Il nono numero, in uscita, di THE EYES – rivista di fotografia con sede a Parigi diretta da Rémi Coignet, pubblicata in edizione francese o inglese – si interroga sulle possibili relazioni e sui diversi punti di vista con l’aiuto di Christian Caujolle, curatore ospite di questa edizione.

 

 

 

Broomberg & Chanarin, The Spirit is a Bone

 

Dalle immagini di Ethan Levitas, risultato di un’azione intesa sia per disturbare che per creare consapevolezza intorno alla presenza delle videocamere di sorveglianza, ai fotomontaggi tra le due grandi guerre. Dal lavoro di Broomberg e Chanarin Spirit is a Bone (MACK, 2016), basato sulla possibilità di realizzare una ricostruzione 3D di un volto a partire da un’unica prospettiva di una videocamera di sorveglianza, alle immagini del re thailandese Bhumibol Adulyadej, sempre raffigurato con una macchina fotografica al collo (Tiane Doan na Champassak: The King of Photography; self, 2001); o ancora, all’uso politico dei selfie nella campagna del presidente messicano Enrique Pena Nieto (Alejandro Cartagena: Enrique 2012—2018; Gato Negro Ediciones, 2018), il numero tematico di THE EYES propone una serie di interessanti riflessioni sul tema.

Frigoriferi Milanesi, polo culturale milanese, insieme a Micamera, ritengono che questa sia una discussione necessaria.
Prendendo spunto dalla rivista hanno quindi invitato la fotografa e fotoeditor Martina Bacigalupo e lo scrittore e giornalista Giacomo Papi per una conversazione che vuole essere partecipata anche dal pubblico.

 

 

Martina Bacigalupo, Gulu Real Art Studio

Nel lavoro di Martina Bacigalupo – sia come fotogiornalista, sia nelle vesti di fotoeditor (per la rivista 6Mois) – il tema della rappresentazione e dell’uso dell’immagine nei media è sempre stato centrale, nonché la riflessione sul diritto del soggetto di decidere come raccontare la propria esperienza. Del resto è proprio questo il tema del recente progetto in condivisione con la ricercatrice Sharon Sliwinski.

Giacomo Papi è giornalista e scrittore; nel 2004 pubblicò un libro dal titolo Accusare. Storia del Novecento in 366 foto segnaletiche (ISBN Edizioni), storia di un secolo di esercizio di potere nel racconto per immagini e (poche) parole sull’esperienza dell’arresto.

L’evento è organizzato nell’ambito di Foto, Libri & Co., polo fotografico di Bookcity. L’incontro sarà introdotto dallo scrittore Francesco M. Cataluccio.

Micamera allestirà per l’occasione un banco per la vendita delle copie della rivista, oltre a una selezione di titoli in tema.

Saranno presenti anche i fotografi americani Tim Carpenter e Ed Panar.

 

 

 

Jane Fonda, da ‘Accusare’

Martina Bacigalupo (Genova, 1978)
Ha studiato letteratura e filofofia in Italia, poi fotografia presso il London College of Communication. Nel 2007 si è trasferita in Burundi e dopo aver vissuto 10 anni in Africa Orientale, oggi vive e lavora a Parigi. Il suo lavoro tratta temi legati ai diritti umani.
Premiata diverse volte, ha collaboato con testate come The New York Times, Internazionale, Esquire, Sunday Times Magazine. Dal 2010 è rappresentata dall’Agence VU’. La serie Gulu Real Art Studio è diventata un libro pubblicato da Steidl nel 2013 nonché una mostra esposta nel 2013 a New York presso il Walther Collection Project Space, nel 2014 a Paris Photo, Unseen Fair e presso i Rencontres d’Arles, nel 2016 alla Triennale di Milano. Il lavoro appartiene alle collezioni di Arthur Walther Collection e di Donata Pizzi.
Da quest’anno è anche fotoeditor della rivista francese 6Mois.

Giacomo Papi (Milano, 1968), saggista e scrittore. Ha lavorato per la rivista Diario dal 2000 fino alla chiusura nel 2007. Nel 2004 ha fondato insieme a Luca Formenton e Massimo Coppola la casa editrice ISBN Edizioni, di cui è stato anche direttore editoriale.
Ha pubblicato Accusare. Storia del Novecento in 366 foto segnaletiche (Isbn Edizioni, 2004) e per Einaudi Stile Libero: È facile ricominciare a fumare. Se sai come farlo (2010); I primi tornarono a nuoto (2012); I fratelli Kristmas ( 2015 e 2016); La compagnia dell’acqua (2017). Dirige la scuola di scrittura Belleville.

Francesco M. Cataluccio (Firenze, 1955) ha studiato filosofia e letteratura a Firenze e Varsavia. Ha curato le edizioni italiane dei libri di Witold Gombrowicz e Bruno Schulz. E’ autore di: Immaturità (Einaudi, Torino, 2004; 2014); Che fine faranno i libri? (Nottetempo, Roma, 2010); Vado a vedere se di là è meglio (Sellerio, Palermo, 2010); Chernobyl (Sellerio, Palermo, 2011); L’ambaradan delle quisquiglie (Sellerio, Palermo, 2012); La memoria degli Uffizi (Sellerio, Palermo, 2013). E’ responsabile dei programmi culturali dei Frigoriferi Milanesi.
Scrive su: Inventario, ilPost.it, doppiozero.com e La Rivista di Engramma. Nel 2012 ha ricevuto il Premio Ryszard Kapuściński.

Giulia Zorzi (Milano, 1972)
Interprete, laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha lavorato per diversi anni nell’organizzazione di manifestazioni musicali.
Nel 2003 ha fondato Micamera insieme a Flavio Franzoni.