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Marina Caneve – Are They Rocks Or Clouds?

Quando:
3 Dicembre 2019@19:00–21:30
2019-12-03T19:00:00+01:00
2019-12-03T21:30:00+01:00
Dove:
Micamera
via Medardo Rosso
19
Costo:
Gratuito
Contatto:
Giulia Zorzi
+39 02 4548 1569

This post is also available in: Eng

 

martedì 3 dicembre alle ore 19

MARINA CANEVE
ARE THEY ROCKS OR CLOUDS?
FW:books + OTM, 2019
Conferenza e firmacopie. Insieme all’autrice sarà presente Antonio Carloni, direttore di Cortona On The Move.

Il fallimento della natura è inevitabile,
possiamo solo affrontarlo.

Are They Rocks Or Clouds?’ (Sono rocce o nuvole?) affronta il tema degli eventi idrogeologici in Dolomiti e in senso più ampio cerca di capire come la memoria culturale (ovvero il patrimonio collettivo di conoscenza su cui un gruppo fonda la propria identità, ndt) risponda a eventi di questo genere. Marina Caneve si chiede come le abitazioni riescano a persistere in luoghi a rischio frane, inondazioni e altre catastrofi e nel suo lavoro utilizza materiale di provenienza diversa, intrecciando immagini di ricerca e di archivio, testi e fotografie recenti al fine di affrontare i grandi temi della Distruzione, Protezione, Esperienza, Rappresentazione e Resilienza in aree segnate da cicli secolari di vulnerabilità umana causata da calamità naturali. L’autrice bilancia informazioni, storia e bellezza e il lettore è chiamato a domandarsi a quali rischi noi essere umani ci siamo esposti nel nostro perseguire la vita comoda, mentre allo stesso tempo spingiamo sempre più in là i confini della nostra interazione con il mondo naturale.

– Lesley A. Martin, da The Dummy Photobook Prize, Cortona On The Move, 2018

Marina Caneve sarà da Micamera martedì 3 dicembre alle ore 19 per parlare del suo lavoro e firmare le copie del libro.

 

 

IL LIBRO

Marina Caneve
Are They Rocks Or Clouds?
Fw:books + OTM, 2019

Saggi di:
Taco Hidde Bakker (scrittore e curatore)
Emiliano Oddone (geologo)
Annibale Salsa (antropologo)

Design: Hans Gremmen
lingua inglese

acquista la tua copia firmata qui

 

 

Marina Caneve (1988)

Marina Caneve è una fotografa che lavora con un approccio interdisciplinare, affrontando i temi della vulnerabilità, ambientale, sociale e culturale, e della costruzione della conoscenza attraverso le arti visive.

Nel 2018 ha vinto il Premio Giovane Fotografia Italiana a Fotografia Europea con il progetto “Are They Rocks or Clouds?”. Il dummy del libro è stata finalista per l’Unseen Dummy Award e La Fàbrica –Photo London Book Dummy, e in seguito ha vinto il Cortona On The Move Dummy Award, assegnato da Lesley A. Martin di Aperture. Grazie a questo premio e alla collaborazione con Fw: books e Hans Gremmen l’autrice ha potuto pubblicare il libro nel 2019.

Con il progetto “Bridges are Beautiful”, una ricerca sulla libertà di movimento in Europa, è stata invitata a prendere parte alla residenza artistica Docking Station (Amsterdam, 2018).

Nel 2018 è stata invitata a contribuire al progetto Cavallino Treporti Fotografia, una commissione di ricerca decennale per il territorio di Cavallino Treporti. Il suo progetto “The Shape of Water Vanishes in Water/ La Forma dell’Acqua Svanisce nell’Acqua”è stato pubblicato in forma di catalogo con un saggio in VI capitoli di Taco Hidde Bakker (A+M Edizioni, 2018).

Nel 2019 è tra i 5 autori incaricati di realizzare una campagna fotografica legata all’architettura contemporanea italiana per il progetto Atlante Architettura Contemporanea commissionato dal MiBAC e dal MUFOCO. Sempre nel 2019 è tra i 4 artisti vincitori del bando iAlp del Museo Nazionale della Montagna (Torino, 2019).

Oltre all’attività artistica insegna al Master IUAV in Photography dal 2019.

È co-fondatrice di CALAMITA/À (2013), una piattaforma di ricerca che pone la sua attenzione sui temi delle catastrofi, i grossi cambiamenti, la memoria e la politica. CALAMITA/Á è nato per indagare la catastrofe del Vajont (1963) e coinvolge un gruppo di autori internazionali i cui lavori sono raccolti nella pubblicazione The Walking Mountain, CALAMITA/Á (2016).

Nel 2018 ha fondato Osservatorio Cortina 2021 insieme a Gianpaolo Arena e il contributo di Vulcano.