logo

Martina Bacigalupo: Rethinking reportage

Quando:
19 maggio 2018@10:00–20 maggio 2018@18:00
2018-05-19T10:00:00+02:00
2018-05-20T18:00:00+02:00
Dove:
Micamera
Via Medardo Rosso
19, 20159 Milano MI
Italia
Contatto:
Giulia Zorzi o Guya Manzoni
+39 02 4548 1569

This post is also available in: Eng

Rethinking reportage
workshop di due giorni con Martina Bacigalupo

da: Gulu Real Art Studio, 2011-2013, Uganda

Negli ultimi dieci anni Martina Bacigalupo ha vissuto e lavorato in Africa Orientale, occupandosi soprattutto di diritti umani, e in particolare di temi legati alle donne e alle minoranze.
Lavorando come fotografa per le Nazioni Unite, le ONG e la stampa internazionale, con il tempo ha progressivamente messo in discussione la visione dello sguardo occidentale sul continente africano, iniziando a esplorare nuove e diverse possibilità di rappresentazione, nello sforzo di riequilibrare le dinamiche tra il soggetto che osserva – occidentale – e il soggetto osservato – africano – e allo stesso tempo rifiutandosi di adottare una modalità ‘dall’alto’ (paternalistica) o ‘verso l’alto’ (idealistica).

Dallo storytelling condiviso (“Mi chiamo Filda Adoch, Uganda, 2010-2011” – con cui vince il premio Canon) all’allestimento di un piccolo studio sulle montagne del Burundi centrale per consentire ai pigmei di realizzare i propri autoritratti, fino al celebre “Gulu Real Art Studio” (pubblicato da Steidl nel 2013 e disponibile qui), in cui diventa editor di immagini altrui, raccogliendo una serie di scarti da un cestino di uno studio fotografico in Nord Uganda e riutilizzandole per creare un ritratto collettivo. Si tratta di immagini a figura quasi sempre intera, scattate solo per la fototessera, che è stata ritagliata lasciando uno spazio bianco al posto del volto. Questo lavoro mette in discussione l’idea stessa di ‘inquadratura’ e di cosa sia ‘importante’ nell’immagine. E’ davvero necessario produrre nuove immagini? O invece abbiamo bisogno di un nuovo modo di fruire delle immagini, di costringere lo spettatore ad andare ‘oltre il buco’ e guardare a cosa resta – le mani, la postura, i vestiti?

Durante i due giorni di corso rifletteremo insieme all’autrice sulle diverse possibilità di rappresentazione e sulle problematiche del reportage tradizionale, di cosa significa fare reportage oggi, dei diversi modi di rappresentare il diverso-da-noi, della ricerca di una visione condivisa.

 

Attualmente Martina Bacigalupo sta esplorando un’esperienza partecipativa di immaginazione, vulnerabilità e resilienza che sfida la rappresentazione della crisi migratoria globale, in collaborazione con la ricercatrice canadese Sharon Sliwinski che verrà presentato per la prima volta in assoluto presso la GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano il giorno 9 giugno alle ore 19. Leggi tutte le informazioni qui

 

da: Inviti a ritrarsi, Burundi 2012-2013

Informazioni

quando: sabato 19 e domenica 20 maggio 2018
orario: 10-18
dove: Micamera – via Medardo Rosso, 19 – Milano
quanto costa: 250€
massimo 14 iscritti
segreteria corsi: Guya Manzoni / associazione@micamera.it / 02 4548 1569
a cura di: Giulia Zorzi / giulia@micamera.com

Programma

GIORNO #1
_mattina
Fotogiornalismo occidentale nel continente africano: il  viaggio di Martina Bacigalupo.
Dai primi incarichi per le Nazioni Unite alla ricerca personale e critica, mettendo in discussione il ruolo della fotografia contemporanea nel continente. Analizzeremo la relazione tra media e agenda politica, dal fotogiornalismo classico alle nuove forme di narrazione. Le nozioni di comprensione, legittimità e tempo.
La fotografia sembra aver perso il suo significato originale di prova e testimonianza. Allora, cos’è la fotografia oggi e come possiamo usarla? (Oltre il continente africano).
Il fotografo come artista, collezionista e editore.
_pomeriggio
Discussione / Presentazione del lavoro di ogni partecipante

 

GIORNO #2
_mattina
Inspirations
La lezione “Inspirations” è una tradizione nei laboratori di Micamera. Andando oltre la fotografia, permette di contestualizzare il lavoro dell’autore/autrice e approfondirne la prospettiva.
Tra i riferimenti di Martina Bacigalupo:
Renzo Martens, Goditi la povertà – Michael Christopher Brown, Libyan Sugar –
Paolo Woods, La Chinafrique e Pèpè
Erich Auerbach, Mimesis: Il realismo nella letteratura occidentale
Claude Levi Strauss: Razza e storia
Ernst Gombrich, La storia dell’arte
John Berger, L’arte di vedere
Chinua Achebe, Le cose crollano
Cheikh Hamidou Kane, L’avventura ambigua
Gabriel Garcia Marquez, Cent’anni di solitudine
Pubblicazioni / articoli:
“Evidences du reel: la photographie face a ses lacunes”, Martine Pauline, Pully, 2017
“Post fotografia, l’artista con una macchina fotografica”, Robert Shore, 2013,
“Visualizzazione della pace; fotografia, trasformazione dei conflitti e costruzione della pace “, Università di Edimburgo, 2017
_pomeriggio
Discussione / Presentazione dei lavori dei partecipanti

 

da: Mi chiamo Filda Adoch, Uganda, 2010-2011

 

Biografia

Martina Bacigalupo
Italiana, classe 1978, membro dell’Agence VU’ dal 2010. Dopo aver trascorso dieci anni in Africa Orientale, oggi vive e lavora a Parigi.

Martina Bacigalupo ha studiato letteratura e filosofia in Italia e poi fotografia presso il London College of Communication. Nel 2007 si è trasferita in Burundi. Il suo lavoro tratta temi legati ai diritti umani; Bacigalupo si occupa in particolare della complessa situazione delle donne nei paesi del sud. Collabora con diverse organizzazioni internazionali come Medici Senza Frontiere,  Save The Children, Handicap International, Care International, le Nazioni Unite e il Comitato Internazionale della Croce Rossa.

“Il suo lavoro è chiaramente e volutamente inserito in una tradizione che considera l’aspetto estetico tanto importante quanto quello personale. Bacigalupo sceglie con precisione e attenzione i temi che si propone di investigare, senza mai perdere l’approccio empatico e senza dimenticare la dimensione umana delle immagini, cercando sempre la giusta distanza. Una relazione difficile da trovare, perché combina il riserbo, la prossimità e la discrezione mentre allo stesso tempo ha il compito di svelare i problemi che affronta. Si tratta infatti sempre di rendere comprensibili, visibili, perfino ovvie le questioni complesse.”
(Christian Caujolle).

I suoi lavori spono stati pubblicati dalla stampa internazionale: The New York Times, Internazionale, Esquire, Sunday Times Magazine, Elle, Jeune Afrique, Io Donna.

Nel 2009 ha vinto il premio Amilcare Ponchielli del Grin con “Umumalayika”,  nel 2010 siè aggiudicata il premio Canon per le Donne nel Fotogiornalismo con “My name is Filda Adoch”. Nel 2012 ha ricevuto il grant FNAC per “Vietnam, Children of the Plateau”. Il libro “Gulu Real Art Studio” è uscito nel 2013 per Steidl. La serie è stata esposta al Walther Collection Project Space di New York nel 2013, a Paris Photo, Unseen Fair e ai  Rencontres d’Arles nel 2014 e presso la Triennale di Milano nel 2016. Appartiene alle collezioni di Artur Walther e di Donata Pizzi.

Link

Il sito di Martina Bacigalupo
I suoi libri da Micamera