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MASTERCLASS: LORENZO DE RITA

Quando:
24 marzo 2018@10:00–25 marzo 2018@18:00
2018-03-24T10:00:00+01:00
2018-03-25T18:00:00+02:00
Dove:
Micamera
Via Medardo Rosso
19, 20159 Milano MI
Italia

ARCHIPELAGUS PHOTOGRAPHIAE
Una Masterclass di Micamera a cura di Lorenzo De Rita

Dopo numerosi percorsi didattici dedicati alla produzione, Micamera propone per la prima volta una Masterclass dedicata alla promozione del lavoro artistico, e intitolata Archipelagus Photographiae: un luogo immaginario e allo stesso tempo concreto che fa da ispirazione a un viaggio attraverso le diverse modalità di presentazione di un progetto fotografico.

Per chi è /

Il corso è destinato a chi vuole imparare a promuovere e comunicare prodotti e progetti culturali: fotografi, curatori, editori, galleristi, agenzie di comunicazione.

Il viaggio /

L’Archipelagus Photographiae è composto da cinque diverse isole, che corrispondono alle cinque lezioni della Masterclass, ognuna dedicata a un  aspetto della fotografia: dall’imparare a “vedere” al come mettere insieme un portfolio innovativo, dalla curatela di una mostra fotografica alla progettazione di un museo fotografico di nuova generazione…).

A far da guida sarà Lorenzo De Rita, che si accompagnerà sempre a un ospite, idealmente un abitante indigeno dell’isola in cui si svolgerà la lezione: un fotografo, un gallerista, un direttore di magazine, uno scienziato, un esperto di marketing…

 

Come fossero tante piccole isole di un arcipelago, sparse nel mare ma abbastanza vicine tra loro e con caratteristiche analoghe e comuni…

Cosi’ Lorenzo De Rita si è immaginato il mondo della fotografia: come un mondo frastagliato fatto di tante piccole cose tutte diverse, ma allo stesso tempo collegate tra loro (una senza l’altra assumerebbero un altro significato, o addirittura un significato non l’avrebbero per niente).

 

Le cinque isole:

Terza e prossima isola – sabato 24 e domenica 25 novembre

Isola Click Click

Tra tutte le isole dell’Archipelagus Photographiae è quella più popolata e confusionaria perché completamente occupata dal Mercatino delle Pulci Fotografiche: un mercato all’aria aperta fatto da centinaia di bancarelle dove si vendono prodotti per la fotografia del futuro: idee impensate per mostre fotografiche, libri di foto ancora da scattare, kit per sviluppare l’immaginazione e prodotti illuminanti per camere oscure e meno oscure. A ciascun partecipante al tour verrà corrisposta la cifra di 3 GBS (valuta inventata da George Bernard Shaw basata sullo scambio delle idee) che potrà spendere per acquistare i prodotti inintelligibili in vendita al mercatino.

 

quando: sabato 24 e domenica 25 novembre
obiettivo: sviluppare prodotti innovativi nel mondo della fotografia (creativita’ e innovazione nella curatela; mostre, gallerie, libri…).

 

nella foto:
un visitatore dell’isola mentre prova un apparecchio fotografico appena acquistato al Mercatino delle Pulci Fotografiche, che trasforma il fotografo in quello che vede

 

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quarto appuntamento: Isola Carousel (o Atollo delle Tendine)

Quest’isola dalla forma perfettamente concentrica è circondata interamente da un sistema basculante di tende che ne impediscono la vista diretta dell’isola. Sulle singole tende sono proiettate dall’interno una serie d’immagini che cambiano in continuazione, sovrapponendosi e creando un effetto moire. Per accedere all’interno è necessario circumnavigare l’isola a bordo di una barca e osservare le immagini comporsi e scomporsi in sequenze come fossero onde e aspettare quella giusta. Coloro che riusciranno a trovarla e a varcare cosi’ il sistema di tende, si troveranno di fronte ad un museo della fotografia dalla forma mai vista prima.

quando: data da stabilire
obiettivo: ripensare alla forma del museo e delle esposizioni in fotografia

nella foto: cartoline vintage dall’isola
(© Katrien De Blauwer)

 

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quinto appuntamento: Isola delle Ottiche Strampalate

È probabilmente l’Isola più inesplorata e misteriosa di tutto l’arcipelago. È completamente disabitata e fatta solo di rocce. Su una di queste rocce qualcuno ha inciso una scritta utilizzando le lettere dell’alfabeto utopico che è stata tradotta da archeologi del futuro come: NIENTE È, TUTTO SEMBRA.

L’unico edificio presente sull’isola è un osservatorio che si trova su una scogliera a picco sul mare conosciuta come Punta di Vista. All’interno dell’osservatorio si trova un telescopio la cui lente è puntata sulla Costellazione delle Possibilità.

Durante il tour ogni partecipante avrà la possibilità di buttarci l’occhio e vedere quella che vorrà.

quando: data da stabilire
obiettivo: inventare il futuro dei prodotti fotografici

nella foto:
due operai mentre trasportano un pannello dell’osservatorio sito sulla scogliera Punta di Vista
(© Sammy Slabbinck)

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ABBIAMO VISITATO:

 

1) Isola del Campo della Profondità

Circondata dal Mare delle Immagini, quest’isola ha una morfologia che ricorda la forma di un occhio. La parte emersa dell’isola ha una superficie di dimensioni molto modeste ma, come fosse un iceberg, si sviluppa in profondità per chilometri e chilometri. Al centro dell’isola c’è una lieve altura, sulla cui cima si trova il cosiddetto Monumento alla Memoria. Si tratta di una cavità profondissima coperta da un meccanismo di dischi mobili dal diametro variabile come fosse un diaframma di una macchina fotografica. I visitatori verranno invitati a calarsi all’interno del monumento utilizzando fili logici e illogici. Una volta dentro, si troveranno di fronte ad una miniera d’idee e visioni, e scopriranno un modo diverso di vedere le cose, se stessi e la fotografia. Nell’isola vivono solo tre abitanti: i tre figli del principe di Serendip.

 

 

quando: sabato 24 e domenica 25 marzo
obiettivo: imparare a vedere la fotografia con un occhio diverso (sguardo generale sulla fotografia)

leggi qui il Diario Di Bordo

 

 

 

 

 

nella foto:
Due turisti ritratti vicino alla balaustra che circonda il Monumento alla Memoria
(© Bryan Olson)

Ospite: Francesco M. Cataluccio

Imparare a vedere e raccontare l’invisibile

L’aviatore Antoine de Saint-Exupéry, l’autore de Il Piccolo Principe, disse che per imparare a scrivere bisogna prima guardare e vedere bene. Volando di notte, senza radar, alla cieca e nel silenzio, aveva affinato i suoi sensi e si era abituato a vedere dentro se stesso. Questo fu uno dei motivi per cui iniziò a scrivere. C’è un forte collegamento tra la fotografia e la scrittura: anche per fotografare bisogna prima “guardare bene”. Per imparare a farlo, l’esercizio migliore è andare in un museo e guardare un quadro del Rinascimento: spesso il messaggio vero del dipinto non è nelle figure principali, che danno il titolo, ma nei dettagli. Ci si deve abituare a vedere non soltanto ciò che è in primo piano, ma le cose nascoste dietro o di lato, apparentemente prive di significato. È sempre meglio concentrarsi su un singolo soggetto, magari marginale ma emblematico dell’insieme.

Nel film Schindler’s List (1993) di Steven Spielberg c’è una scena nella quale il protagonista assiste da una collinetta alla retata dei nazisti che portano via i suoi operai ebrei insieme a molte altre persone che tentano di scappare. La sequenza è girata completamente in bianco e nero per enfatizzare la drammaticità dell’evento, ma vi spicca il cappottino rosso di una bambina che Schindler aveva visto qualche giorno prima. Quella macchiolina rossa evidenzia il soggetto vero e invisibile nella massa: solo vedendo il “singolo nascosto” si coglie la vera drammaticità della scena. Dobbiamo abituarci a scrutare oltre il contesto generale, trovando noi stessi quel puntino rosso senza che nessuno ce lo indichi. Così, impadronitici anche dei mezzi tecnici, possiamo trasmettere agli altri, attraverso la fotografia, “l’invisibile che abbiamo imparato a vedere”.

(oltre ad abitare l’Isola del Campo della Profondità)
Francesco M. Cataluccio è saggista e scrittore. Si occupa dei programmi culturali dei Frigoriferi Milanesi, dove organizza, da quattro anni, Foto, Libri & Co. Il polo Fotografico di Book City. Collabora a “Inventario”, “ilPost” e “doppiozero”.
Dal 1989 al 2010 ha lavorato nell’editoria: Feltrinelli, Bruno Mondadori (dove ha curato la pubblicazione di una serie di titoli di fotografia: i libri di Ando Gilardi, Tomasz Kizny, Marco Delogu e Dall’Africa di Ryszard Kapuscinski, la cui mostra ha portato, nel 2002, al primo Festival Internazionale FotoGrafia di Roma e, nel 2004, alla PROA di Buenos Aires) e Bollati Boringhieri.
Tra i suoi libri: Immaturità (Einaudi, 2004 e 2014); Vado a vedere se di là è meglio (Sellerio, 2010); Che fine faranno i libri? (Nottetempo, 2010); Chernobyl (Sellerio, 2011); L’ambaradan delle quisquiglie (Sellerio, 2012); La memoria degli Uffizi (Sellerio, 2013).
Ha scritto anche di Lorenzo Tricoli (sulla rivista “Disegno”) e Jacopo Benassi (su micamera.it)

 

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2) Isola di Porto Folio

È un’isola molto frastagliata, quasi un fiordo, attraversata in lunghezza dal Fiume Dubbio che sfocia in un piccolo porto che da’ il nome all’isola, alle cui spalle svetta il famoso Faro dell’Ambizione. Il sistema viario dell’isola è piuttosto complesso, un labirinto di sentieri e viottoli (anticamente conosciuto come “curriculum”) che hanno la caratteristica di portare a luoghi che ancora non esistono. Durante la visita i partecipanti al tour dovranno scegliere una tra queste strade, quella che gli sembra gli assomigli di più, e incamminarsi su un percorso inventato sul momento.

 

quando: sabato 26 e domenica 27 maggio
obiettivo: comporre un portfolio (saper vendere il proprio lavoro)
per chi è:  in genere, per chi vuole imparare a promuovere e comunicare prodotti e progetti culturali (anche per presentare richieste di finanziamento!). Questa tappa è particolarmente adatta ai fotografi.

 

nella foto:
ritratto della proprietaria della locanda ‘Quo Vadis’ costruita alla sorgente del Fiume Dubbio 
(© Charlotte Bracegirdle)

 

Leggi il diario di bordo

 

foto di Giulia Tarantini

L’ospite di questa lezione è stato: Pietro Corraini

 

“Ma chi fa mille cose ha mille identità?” Lo chiederemo a Pietro Corraini, che ha una barchetta ormeggiata nella rada del porto dell’Isola di Porto Folio e che di mestiere fa un sacco di mestieri: graphic designer, editore, libraio, product designer, direttore di riviste, illustratore, montatore e smontatore di progetti di comunicazione visiva, insegnante, organizzatore di workshop (dove nessuno, finora, si e’ ancora fatto male) e altri 991 ancora piu’ interessanti…

 

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La guida /

Lorenzo De Rita è nato a Roma. Vive ad Amsterdam dove dirige l’istituto di ricerca The Soon Institute, osservatorio che sviluppa modelli sperimentali per la società del prossimo futuro in collaborazione con un gruppo di inventori, sociologi e professionisti.

Oltre a questo, De Rita si è occupato di comunicazione e pubblicità, è editore e viene spesso invitato a tenere conferenze in tutto il mondo per spiegare la sua personale filosofia del ‘pensiero fosforescente’.
Insegna ‘Ingegneria delle Idee’ presso il Politecnico di Torino, ha fondato una scuola per giovani inventori ed è membro del think-tank internazionale Aspen Institute.

 

Gli ospiti /

Sono abitanti indigeni delle isole. La loro identità è ancora segreta ma verranno svelati presto.

 

Prenotazioni /

I viaggi alle isole dell’Archipelagus Photographiae si terranno una volta al mese a partire da marzo 2018 fino a giugno e poi a settembre 2018. È possibile partecipare a tutt’e cinque le tappe del viaggio (l’ingresso è limitato a gruppi di 15 persone massimo) o anche prenotare le singole tappe.

Ciascuna tappa dura due giorni, il sabato e la domenica dalle 10 alle 18. Lorenzo De Rita si accompagnerà ogni volta a un ospite diverso.

Il costo di ciascuna tappa è di 300€

Iscriviti subito a tutt’e cinque le tappe – e avrai un ulteriore sconto!

info: associazione@micamera.it / 335 6817 917 / 02 4548 1569