logo

Data flânerie. Passeggiate virtuali

This post is also available in: Eng

dal 5 al 28 giugno 2008

Data flânerie. Passeggiate virtuali
a cura di Luca Panaro

Selezione di opere inedite realizzate da alcuni studenti del corso di laurea in Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera che, senza cadere in facili entusiasmi, riflette con rigore e ironia sull’utilizzo del mezzo fotografico nell’epoca delle tecnologie informatiche.
Sette percorsi estetici proiettati nel mondo dei media contemporanei, intrapresi con lo sguardo curioso e seducente del flâneur, l’osservatore anonimo descritto da Charles Baudelaire che si perdeva tra la folla parigina in cerca di rapidi sguardi. Oggi, il data-flâneur, così come l’ha definito Lev Manovich, preferisce le strade informatiche ai boulevard di Parigi, è un soggetto in continuo movimento pronto ad accumulare dati e viaggiare in spazi virtuali. I sette progetti artistici qui proposti utilizzano o rimandano alle potenzialità offerte dalla Rete, invitando il pubblico a navigare in quest’enorme database, “forma simbolica” del nostro tempo.

Simona Barbagallo (Bologna, 1976) presenta un lavoro intitolato Cerca e chiama contatti che prevede l’utilizzo performativo di Skype, un noto software di conversazione video-telefonica. Il pubblico della mostra è messo in relazione con una serie di “contatti” in condizione di scattare fotografie a diversi soggetti. L’operazione si completa con la ricezione, la stampa e la donazione dell’immagine ottenuta virtualmente e in tempo reale.
Silvia Bresciani (Pietrasanta, 1984), con l’installazione s/t, dirige la sua attenzione verso la fotografia famigliare, instaurando un rapporto di continuità fra il tradizionale utilizzo analogico (il tempo trascorso e documentato dall’album dei ricordi) e l’annullamento dello spazio offerto dalla tecnologia digitale (una webcam che riprende in
diretta ciò che accade a distanza nell’abitazione dei genitori).
Jacopo De Gennaro (Roma, 1982) propone un’opera interattiva intitolata SpOstA MenTi IntErNi, dove il visitatore è invitato a scegliere una o più fotografie di ambienti vuoti, pronti per essere arredati, prelevando da un apposito database una serie di suppellettili precedentemente fotografati. Dopo avere riempito questo spazio con tavoli, sedie, divani, libri e altri oggetti, l’utente ha la possibilità di stampare e conservare il risultato della sua azione virtuale.
Tiziano Doria (Venosa, 1979) riflette sull’identità numerica dell’immagine digitale trasformando in codice binario il file della storica “Veduta da una finestra della casa di Gras” (1826-27) di Joseph-Nicéphore Niépce. La sequenza ottenuta è poi riprodotta sulla tastiera di un normale cellulare trasformando la fotografia in Codice bitonale, cioè in suono.
Il Gruppo Cracovia (Bergamo, 2004) presenta, nella sala del Cinema Cracovia allestita per l’occasione in galleria, il trailer di Database (regia di Davide Fois, scritto da Alessandro Belussi), immaginario film poliziesco ambientato nel mondo dell’arte contemporanea. Un artista multimediale è trovato morto poco dopo l’inaugurazione di una sua mostra personale. Il maggiore indiziato è il gallerista, ma solo con l’aiuto di un critico d’arte il poliziotto riuscirà a risolvere il caso.
Giorgio Mininno (Brescia, 1985) ci mostra una collezione di autoritratti di ragazze reperiti navigando su alcuni siti di photo sharing. Queste immagini documentano l’usanza di autofotografarsi di fronte allo specchio, pratica talmente diffusa da creare un vero e proprio genere (Foto log). Le pose ambigue e l’abbigliamento provocante di queste teenagers è mostrato in sequenza su appositi schermi digitali.
Carloalberto Treccani (Iseo, 1984) cattura alcune fotografie satellitari servendosi della funzione Passa a modalità cielo, installata sulla versione aggiornata di Google Earth. A questo punto ri-fotografa le immagini che vede sullo schermo del computer e le stampa in grandi dimensioni. Il visitatore si trova così di fronte ad un cielo stellato, ma un piccolo particolare presente nella fotografia rompe improvvisamente l’incantesimo.
I progetti selezionati nascono in seguito alle lezioni di Estetica dei new media tenute dal curatore della mostra presso il corso di laurea di secondo livello in Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Per l’occasione viene realizzato dall’artista Diego Zuelli un originale catalogo multimediale interattivo contenente tutti i lavori presenti in mostra. Il catalogo è accompagnato da una presentazione di Adriano Altamira, coordinatore del corso di laurea in Fotografia dell’Accademia di Brera, da una riflessione sulle attuali tecnologie firmata dall’artista Franco Vaccari, anticipatore di molte attuali applicazioni della comunicazione in “tempo reale”, e da un testo critico di Luca Panaro.