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I bought me a cat

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Liv Carlé Mortensen, Charlotte Hjorth-Rohde, Sylvia Jouve, Birgitta Lund, Danimarca; Arja Katariina Hyytiainen, Finlandia; Nathalie Biet, Nathalie Desserme, Gabrielle Duplantier, Florence Poulain, Margot Wallard, Francia; Silvia Otte, Stephanie Rössing, Germania; Benedetta Rogers, Inghilterra; Ilaria Abignente di Frassello, Gilda Aloisi, Valentina Barzaghi, Guia Besana, Emanuela Bongiovanni, Barbara Capanni, Chiara Cremonini, Alberta Cuccia, Antonia Dettori, Elisa D’Ippolito, Cristina Ferraiuolo, Zazie Gnecchi Ruscone, Alice Grassi, Chicca Lami, Arianna Manuello, Simo Neri, Lina Pallotta, Ninni Romeo, Monica Sagaria Rossi, Italia; Ingvild Vaale Arnesen, Margaret M. de Lange, Norvegia; Martyna Bec, Radka Franczak, Ewelina Niemczura,  Polonia; Ida Andersson, Svezia; Graziella Antonini, Sandra Nydegger, Ester Vonplon, Svizzera; Farzana Wahidy, Afghanistan; Liliana Contrera, Argentina; Alexandra Catiere, Bielorussia; Diana Caminiti, Brasile; Lee Yanor, Israele; Alia Al-Ghossein, Libano; Rula Halawani, Palestina; Heather Musto, Stati Uniti; Zanele Muholi, Sudafrica

Micamera festeggia l’8 marzo ospitando due curatrici, Cristina Ferraiuolo e Ninni Romeo, e una grande collettiva al femminile, I bought me a cat, che vede esposte opere di cinquanta fotografe provenienti da diversi Paesi del mondo; opere di artiste già conosciute, meno conosciute e di giovani emergenti, una foto ciascuna. L’inaugurazione sarà accompagnata da uno slide show delle fotografe della collettiva.

.In queste immagini rapide, essenziali, mai compiaciute, non formalistiche, flash rilevanti e genuini di vissuti femminili, emerge chiaro il sentimento di un affanno interno, di una ricerca di armonia, di un patire certe distanze. Occhi pieni di richieste. Un seno fasciato. Il contatto fisico coi figli. Un materasso consumato da amori a pagamento. Una schiena che danza. Sguardi di sfida. Gambe troppo magre. Famiglia nuda. L’abbraccio. Andare via lontano. Un bacio di cani. Il ventre gravido. Un letto sfatto. Riflessi di pensieri sull’acqua. Devozione alla vita, alle sue passioni, alle sue ombre. La percezione dell’intimità. La solitudine e la paura. Mistero. Scriveva Diane Arbus: «Una fotografia è un segreto di un segreto. Quanto più ti racconta, tanto meno ne sai».

Di noi donne sappiamo, e capiamo, sempre meno. Proviamo a cambiare, a ritrovarci, a inserirci nella velocità del tempo, a non cedere alle illusioni, ad ascoltarci tanto con la testa quanto con il cuore. Tentiamo di essere più mobili, vaste e generose. C’è smarrimento e affettività nel tentativo, come racconta questa galleria di foto vere e intense. Femminili. – dal testo di Leonetta Bentivoglio

dall’8 al 28 marzo 2009