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La video-inchiesta. Workshop con Alberto Nerazzini

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LA VIDEO-INCHIESTA
workshop con ALBERTO NERAZZINI (Report, Anno Zero)
8-9-10 giugno 2012

“Faccio il video-inchiestista e amo il mio lavoro. E mica è un lavoro facile da etichettare, me ne rendo conto. Perché sono un giornalista – uno di quelli che chiamano “giornalisti investigativi” – ma al tempo stesso racconto le storie con le immagini. Penso alla domanda e penso al diaframma, per intenderci.

Non appena cominciai a fare il giornalista, quindici anni fa, ripensai alla forza della scrittura. E cominciai da ciò che avevo sempre voluto fare: scrivere. Ma pensai anche alla forza della radio, dove andavo a lavorare quando potevo. Mai e poi mai avrei fatto televisione, mi dicevo. Non volevo finire là dove le storie finiscono calpestate, brutalizzate. Poi invece ci sono finito, e le cose stavamo più o meno come avevo sempre pensato. In fondo però io ero proprio fortunato, perché volevo realizzare delle inchieste e avevo trovato il posto giusto: ai tempi di Sciuscià, nella redazione di Santoro la parola d’ordine era raccontare. Poi però c’è un’altra parola fondamentale, quando si parla d’inchiesta: tempo. Serve tanto tempo per studiare, capire, verificare, inseguire, infine acchiappare una storia. E in televisione, nella nostra televisione, purtroppo il tempo scarseggia, non c’è scampo. Ecco allora la forza dell’indagine televisiva interamente realizzata da un autore, un giornalista indipendente che segue anche gli aspetti produttivi dell’inchiesta, riprese e montaggio compresi. Un paradosso: fare di più per avere più tempo. Questa forma di video-inchiesta, nello scenario televisivo di oggi, si manifesta come quella più efficace. Il modello produttivo di Report è faticoso e per certi versi eccessivo, ma pur essendo un modello assolutamente perfettibile, è quello che ancora ti permette di pensare, di studiare, di infilarti dentro le storie.” Alberto Nerazzini

La tecnologia oggi permette a chiunque di fare un video (con una semplice video-camera consumer o con un telefonino), magari montarlo e metterlo online e addirittura può finire in tv. Questo non significa però raccontare un fatto, e ancor meno significa fare informazione. L’inchiesta poi è ancora un’altra cosa, presuppone uno studio degli argomenti trattati, un approfondimento dei temi che si vogliono affrontare, una conoscenza.
Utilizzare il video per narrare può quindi sembrare più semplice, e invece è molto più complesso.
Nel cosiddetto audio-visivo la forma è anche sostanza, quindi la forza delle immagini va ponderata, per aderire al senso narrativo della storia che si vuole raccontare.
Inoltre la natura invasiva della ripresa video presuppone un approccio etico imprescindibile.
Il workshop prenderà in esame le fasi di preparazione e produzione di una video-inchiesta, come rivelare un fatto, come selezionare le fonti, chi intervistare, come non travisare la realtà; cosa, come e perché riprendere e montare: narrare.
Il punto di vista sarà quello del giornalista / autore / documentarista Alberto Nerazzini, finalizzato però ad un confronto tra docente e partecipanti, quest’ultimi potranno infatti esporre le loro inchieste e video-inchieste, realizzate o in fase d’ideazione.

Il workshop è rivolto a giornalisti, documentaristi, video-maker, fotografi e a chi in generale desidera video-narrare con piglio giornalistico e d’autore.

Alberto Nerazzini
Nato a Modena, il 30 giugno 1973. Giornalista professionista, autore e documentarista. Ha scritto per diversi quotidiani e settimanali. In Rai ha lavorato per la radio e soprattutto per la tv: Raggio Verde, Sciuscià, Anno Zero. Ha realizzato diversi documentari e reportage-inchiesta, tra cui Toghe sporche (l’Espresso, 2003), La mafia è bianca (libro + DVD, Bur Rizzoli, 2005), Passato Prossimo (La7, 2005). Ha curato il film Viva Zapatero! (2005) di Sabina Guzzanti. Dal 2008 è uno degli autori di Report.