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TRE LIBRI SULL’ISOLA DESERTA – MARK STEINMETZ

Un progetto iniziato da Micamera nel 2012. Una domanda semplicissima, risposte sorprendenti.
A marzo 2013, se Mark Steinmetz fosse stato mandato su un’isola deserta – anzi, in prigione – avrebbe portato con sé questi libri:

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atget

Eugène Atget: The Work of Atget
4 Volume Set: Old France, The Art of Old Paris, The Ancien Regime, Modern Times
New York: Museum of Modern Art/New York Graphic Society, 1981, 1982, 1983 & 1985

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winogrand

Garry Winogrand: 1964
Arena Editions, 2002

o forse

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Garry Winogrand: The Animals
The Museum of Modern Art, New York  first published the book in 1968

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levitt

Helen Levitt: A Way of Seeing
Viking, New York, 1965

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evans

Walker Evans: American Photographs
The Museum of Modern Art. prima edizione nel 1938 / seconda edizione nel 1962 / edizione per il 50mo nel 1988 / edizione per il 75mo nel 2012

video: Gaia Giani
montaggio: Valentina Andreoli
I video sono girati presso la libreria Micamera di Milano

 

‪La photo trouvée scelta oggi è un provino fotografico in bianco e nero e fuori formato di una villa di fine Ottocento. Il fascino e l’interesse che esercita su chi la osserva è dettato da ciò che l’immagine non svela. Potrebbe essere la prima o l’ultima scena di un film, dove l’enigma da risolvere è contenuto proprio nei titoli del quotidiano in primo piano appoggiato alla finestra, ovviamente non leggibili. Per questa suggestione l’immaginario ci porta anche ad una lettura trasversale, quasi visionaria. La grande finestra ora si riconosce come una soglia del tempo, un punto di passaggio tra momenti lontani, una sorta di device odierno, una porta sul mondo virtuale. Il nostro film rimarrà un enigma irrisolto con finale aperto? Una traccia sul retro della fotografia ci aiuta nell’identificazione di questo luogo, é il timbro a rilievo della città di Lodz, in Polonia. L’ipotesi é che il luogo ritratto sia la villa storica della seconda metà del 1800 di uno tra i più importanti imprenditori dell’industria tessile polacca, Karl Wilhelm Sheibler, che giunse a Lodz nel 1852 cambiando il destino e l’economia di tutta la Polonia centrale e non solo, dando inizio a un lungo periodo per l’industria tessile polacca. Oggi tra le stupende aree di archeologie industriali che occupano tutto un vasto quartiere fantasma, luogo anche di alcuni set cinematografici di David Lynch, questa villa esiste ancora ed è diventata una casa-museo gestita e abitata con passione da due anziani tipografi. (Alessandra Piolotto)

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Ci troviamo ad Istanbul, da sempre città-caleidoscopio tra Oriente e Occidente, punto nevralgico di intrecci tra popoli e culture, di rotte commerciali e ago della bilancia nei secoli tra tensioni geopolitiche di grandi potenze economiche. Da un punto di vista visivo e spaziale siamo al centro di una ripresa filmica, tanto che l’osservatore si ritrova improvvisamente contornato e frastornato dai rumori di un traffico caotico cittadino, in prossimità del grande porto, tra sfreccianti taxi-mercedez anni settanta, vapori neri di chiatte merci in partenza che sfumano anch’essi veloci verso il cielo, e la coda di un corteo cittadino che rivendica pacificamente l’esercizio di un diritto in nome dell’identità e della bandiera nazionale turca.
Lo scatto fotografico anonimo è della metà degli anni Settanta e la dominanza delle Mercedez che occupano il frame di un’immagine, in qualche modo ci ricorda alcuni accordi storici ed economici tra la Germania Ovest e la Turchia, ma improvvisamente nel vortice di pensieri e sensazioni, un’architettura-simbolo di identità culturali e religiose si staglia sullo sfondo e ci ricorda dove ci troviamo, nel cuore di una terra che fu per molti secoli il punto di partenza tra le maggiori rotte di viaggi commerciali, sia verso il mare, sia verso l’Oriente. E’ la bellissima S.Sofia. Capolinea del famoso viaggio dell’Orient-Express a partire dal 1885, Istanbul fu ancor prima punto di partenza delle scoperte geografiche di Marco Polo e dell’Occidente sul finire del Duecento. Anche per questo fu luogo di innumerevoli narrazioni cartografiche e riflessioni geopolitiche a partire dalle rotte del mercante Polo.
Ecco il link tra il valore dell’identità di quella bandiera turca al centro della fotografia, portata alta in corteo, e una riflessione cartografica da parte dell’artista Fiona Tan. Si tratta del video “Disorient” del 2009, dove Tan esplora gli intrecci di significato tra racconto di viaggio, invenzione letteraria e rappresentazione visuale, riflettendo sulla rappresentazione dello spazio geografico e l’incontro con l’alterità culturale. Il consiglio è di recuperare il video, inserendolo in un contesto ampio di riflessione storica e politica. (Alessandra Piolotto)

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Francesco Jodice presenta American Recordings da Micamera accompagnato da Chiara Carpenter di Humboldt Books.

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Dove si colloca il vostro sguardo osservando questa photo trouvée? Per qualcuno saranno le due figure umane, per altri gli elementi di sfondo dei palazzi in costruzione. Per altri ancora l’intrico di linee che compongono lo scheletro dell’architettura in primo piano.
Dagli elementi autografi scritti sul retro della fotografia risaliamo all’inizio del 1900, ma dove ci troviamo?
Potremmo essere a Portland, all’inizio del 1900 in un cantiere industriale, immersi in uno scenario abbastanza comune per quel luogo e per quel momento storico, alle prese con l’inizio di un utilizzo diffuso del cemento armato tra i sistemi di costruzione industriale.
Per un istante si crea un corto circuito e le associazioni iniziano a giocare tra loro, mi portano a luoghi e scenari diversi. La successione velocissima si articola in questo modo. Mi concentro solo sulla ragnatela armata di linee che vanno a comporre la struttura di cattedrali gotiche fantastiche e immaginarie. Per pochi attimi penso di essere tra le avveniristiche e utopiche architetture di vetro legate all’espressionismo tedesco di Bruno Taut e al suo celebre Glaspavillon, dove il vetro si caricava di un valore simbolico e sociale.
In realtà, negli stessi anni, in Italia, a Roma, si stava scrivendo tutt’altra storia. E’ il 1911, Giolitti si apriva ad una fase di unificazione architettonica identitaria e chiamava l’architetto Manfredo Manfredi per progettare un palazzo destinato ad ospitare funzioni governative, Palazzo del Viminale, che venne poi inaugurato ufficialmente nel luglio del1925. #La strana congiunzione #tre luoghi tre storie #Portland e i lavoratori del cemento armato #Bruno Taut e I costruttori del vetro di Colonia #Roma e la costruzione di un immagine, Palazzo del Viminale Trovate questa ed altre photo trouvée selezionate da Micamera! (Alessandra Piolotto)

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Ieri sera da Micamera

Nella re-definizione del proprio ruolo di libreria, costantemente alla ricerca di nuovi modi di intendere la proposta e la promozione dei progetti editoriali,
Micamera ha chiesto a Edoardo Hahn – autore di ‘Landscape Materials’, a David Wilson – autore di ‘Minor Collisions’, a Steve Bisson – curatore della nuova collana nata dalla collaborazione tra Urbanautica e la casa editrice L’Artiere, di realizzare un video volutamente in bassa risoluzione  per presentare i progetti (di cui abbiamo parlato qui)

Così, al piano inferiore era possibile ascoltare gli autori raccontare il proprio progetto, mentre in libreria la conversazione tra pubblico e autori si svolgeva in modo informale.

Riteniamo che la libreria sia un luogo di incontro e di scambio.

 

 

 

Ieri abbiamo presentato il libro di Gabriele Basilico dedicato a Milano

Grazie a Giovanna Calvenzi, Roberto Koch, Fulvio Irace, Luca Doninelli, Roberta Valtorta

Che bello vedere il giardino della GAM animarsi così. E’ nato un nuovo salotto in città – vi aspettiamo ai prossimi appuntamenti organizzati dalla libreria Micamera! Qui il programma.

Grazie Chiara Bardelli Nonino di Vogue per questa intervista, realizzata in occasione dell’inaugurazione della mostra di Lucas Foglia da Micamera nel novembre scorso.

Leggi qui della mostra

MADS NISSEN – vincitore dell’ultima edizione del WPP è stato da Micamera ieri sera – ci ha raccontato del lavoro svolto in Amazzonia tra il 2006 e il 2013 e ha firmato le copie del libro. In seguito abbiamo proiettato il video Homophobia in Russia. Sono ancora disponibili alcune copie firmate del libro presso Micamera Bookstore

Grazie Mads Nissen e grazie agenzia Prospekt!

foto di A. Chiarlo

Milano in movimento – 10 consigli

Testo di Pierre Léonforte e fotografie di David Balicki per un articolo pubblicato su Air France Magazine di aprile che cita Micamera tra i 10 buoni motivi per visitare Milano. Precisamente, siamo il numero 4 insieme a Bloodbuster di via Panfilo Castaldi. Grazie Air France Magazine!

Scoprite gli altri luoghi consigliati qui